----- Original Message -----
From: "Comune Motta Visconti - Ufficio Sindaco" <[email protected]>
To: "staff bairo" <[email protected]>
Sent: Wednesday, July 06, 2005 6:43 PM
Subject: Re: Motta Visconti sud del mondo

 
Egregi Signori,
in questi giorni la sottoscritta ed il comune di Motta Visconti, sono stati oggetto di lettere ed improperi da parte di un nutrito gruppo di cittadini, non di Motta Visconti, i quali si sono sentiti offesi per un'ordinanza a mia firma, emessa a favore della salvaguardia della salute pubblica.
Nell'ultima lettera, qui allegata, inviata ad organi di stampa ed autorità politiche si parla di 'ignoranza ed illegalità '. Credo sia importante, prima di fare determinate affermazioni, conoscere le reali situazioni esistenti sul nostro territorio e le motivazioni che hanno portato alla tanto vituperata ordinanza.
Motta Visconti è un piccolo/medio paese di campagna dove non esiste 'randagismo', come siamo abituati a vedere nelle grandi città; dove i gatti, da sempre, vivono e si muovono in libertà per il paese, dove trovano nutrimento dai legittimi proprietari o direttamente in natura.
A Motta Visconti non esistono "colonie di gatti" che vivono in luoghi ben precisi e non esiste, quindi, la necessità di provvedere al loro nutrimento per garantirne la sopravvivenza, come spesso può capitare nelle grandi città.
A Motta Visconti, però, esistono alcuni 'simpatici' personaggi che, non avendo evidentemente nulla di cui occuparsi, hanno deciso di 'aiutare' i gatti di Motta abbandonando interi sacchi di mangime secco agli angoli di determinate strade ed, addirittura, nei parchi gioco dei bambini o nella vicinanza di altri luoghi sensibili alla cittadinanza infantile ed anziana.
Quest'illogica, antigenica abitudine, ha portato al fatto che sono arrivate diverse segnalazioni che più che i gatti, di detto cibo (lasciato in quantità industriali), si vanno a nutrire i topi e molti cittadini mottesi si sono seccati, chiedendo un intervento del comune.
Credo che, per quanto amanti degli animali, neppure i firmatari delle lettere in questione gradirebbero trovarsi topini e toponi a gironzolare nelle vicinanze di casa propria o dei giardinetti dove giocano i propri figli.
Credo che questa pessima abitudine, nulla abbia a che fare col sacrosanto desiderio di nutrire il gatto che transita vicino a casa nostra, e che ci sembra abbandonato, e che nessuno ha mai voluto impedire.
Credo anche che, in qualità di sindaco che deve tutelare la salute pubblica, sia mio dovere fare in modo che tra l'erba in cui giocano i bambini, o in prossimità della scuola materna, o del giardino della Casa per Anziani, o per le vie del centro cittadino, i topi non vivano.
Segnalo anche che, data la presenza di topi nelle vicinanze di casa, molti cittadini hanno provveduto a mettere del veleno topicida, creando un problema di riflesso, che mette in pericolo sia gli umani sia altri animali, quali per esempio i cani. La veterinaria, sempre informalmente (dato che in paese siamo abituati a parlare tra noi), mi ha segnalato di cani che si sono avvelenati mangiando il topicida.
Credo siano queste situazioni, che hanno rischiato di riportare Motta Visconti al Medioevo.
Ciò premesso, segnalo che la sottoscritta è stata contattata dalla sezione Lombarda della LAV, Lega Antivivisezionista, nella persona del suo responsabile Sig. Ferrara, al quale io stessa ho inviato copia dell'ordinanza in questione il 20 giugno scorso, il quale con grande civiltà mi ha segnalato che l'ordinanza era mal formulata e, di comune accordo, abbiamo deciso di incontrarci la prossima settimana, perché mi desse dei suggerimenti in merito.
Può senz'altro essere che, nella forma, l'ordinanza in questione sia mal strutturata: posso solo confermare che nel suo intento di prevenzione viene assolutamente confermata nella volontà di questa amministrazione.
In ultimo, e per quello che può valere, segnalo che la sottoscritta è socia del WWF da anni, convive da anni con due cani, ex randagi, e fino allo scorsa estate aveva una splendida gatta, anch'essa ex randagia, cresciuta
coi miei figli, purtroppo deceduta per malattia.
Ultima considerazione per la signora Boiocchi ed il sig. Felicetti: forse, prima di far scattare le ire funeste di decine di cittadini di tutt'Italia, convinti di aver scoperto a Motta un odioso e perfido maltrattatore di animali, ritengo sarebbe stato, quanto meno corretto, chiedere spiegazioni prima di minacciare denunce ed inviare insulti.
Amare, difendere e rispettare gli animali, credo debba sempre coniugarsi con intelligenza e rispetto della collettività in cui si vive.

Sinceramente

Laura Cazzola
Sindaco di Motta Visconti
 

 

 

IL GIORNO – 17 AGOSTO 2005

 

Animalisti: Motta Visconti diventa caso nazionale

 

Sindaco perde la guerra dei gatti, i randagi si possono sfamare

 


Laura Cazzola sindaco di Motta Visconti

 

Di Silvia Lodi Pasini

 

Motta Visconti (MI) - Nutrire i gatti liberi non è reato. Il popolo degli animalisti, forte della convinzione e leggi alla mano, è insorto contro il sindaco di Motta Visconti, piccolo centro della provincia milanese che conta 6.844 anime. E il sindaco, di fronte ai gattari e gattare indignati che hanno tempestato di messaggi i siti internet e i fax del Comune, ha dovuto fare marcia indietro in pieno luglio e ritoccare in modo significativo la sua ordinanza. I gatti in libertà possono essere nutriti purchè i loro amici umani si preoccupino di non lasciare avanzi per evitare pericolosi sconfinamenti dei topi e problemi di pulizia. La vicenda della battaglia vinta dagli animalisti grazie alla rete è ricca di colpi di scena e di mediazioni diplomatiche. Tutto comincia con l’ordinanza n. 47 del 23 maggio 2005, con la quale il primo cittadino Laura Cazzola, ha proibito di sfamare i gatti randagi su tutto il territorio comunale. Problemi di lerciume, non certo di antipatia verso le bestiole. Però apriti cielo. Non appena la notizia ha raggiunto internet, dove il tam tam l’ha fatto arrivare alle associazioni animaliste, c’è stata l’insurrezione. Non a torto, perché il provvedimento era in pieno contrasto con l’art. 2 della legge n. 281 del 14 agosto 1991, “Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione al randagismo”, che vieta a chiunque di maltrattare i gatti che vivono in libertà. Sulla vicenda è intervenuto anche Gianluca Felicetti della Lav, la Lega Antivivisezione, coordinatore dell’Intergruppo Parlamentare Animali, nonché responsabile del settore iniziative e leggi del sito www.animalieanimali.it di cui è direttore editoriale Licia Colò. Felicetti ha raccolto l’appello delle gattare e delle animaliste lombarde indignate dell’ordinanza “affamagatti” made in Motta Visconti. E alla fine di giugno ha scritto un articolo spiattellando al sindaco quanto secondo lui fosse illegale e assurdo il divieto, quel divieto che non solo ha ignorato la legge, ma neppure ha tenuto conto del principio più volte ribadito dalla Corte di Cassazione, per cui il non accudire le colonie feline integra il reato di maltrattamento previsto dall’art. 544 ter del codice penale. E in ragione di ciò Felicetti ha invitato i Mottesi a rivolgersi al prefetto e al Presidente della repubblica per far ritirare l’ordinanza. A questa voce si è aggiunta quella del Gruppo Bairo di Milano, che dal proprio sito bairo.info ha spronato i cittadini a denunciare il primo cittadino.


 
pagina iniziale [email protected] torna alla pagina dei messaggi