25 NOVEMBRE  2009

L'ARENA GIORNALE DI VERONA

25 NOVEMBRE 2009

 

«Cani da vita» per lenire le sofferenze

 

Tregnago (VR) - Gastone Passarini è direttore dei Servizi veterinari dell’Ulss 20 e responsabile del Centro «Cani da Vita» che operano a Marzana. Sono animali addestrati dalla cooperativa sociale San Patrignano e da Trentino Alto Adige società cooperativa sociale di Pergine Valsugana che operano già da diversi anni nelle cosiddette AAA (Attività assistita con animali), meno impegnativa come progettazione e verifica e nella TAA (Terapia assistita con animali).
«Il progetto di collaborazione con la casa di riposo di Tregnago trova sviluppo nell’ottica di un progetto di rete sinergica per il Veneto che si propone di adottare protocolli condivisi e una standardizzazione che permetta di far emergere e verificare le evidenze scientifiche dell’intervento con gli animali nella terapia», spiega Passarini. «Molti sono convinti dell’utilità di questi interventi abbinati ad altre terapie, ma non è facile dimostrarlo scientificamente. L’Ulss 20, l’università di Padova e l’Istituto zooprofilattico promuovono ora questo protocollo di ricerca».
Nell’ultimo anno nell’Ulss 20 ci sono stati 662 interventi di pet therapy abbinati a 47 progetti che hanno visto coinvolti 156 utenti. Il maggior numero di intervento è stato in tre case di riposo (140), seguito da Residenze sanitarie assistite (100), in cinque strutture di centri diurni privati (80), dal Centro autismo (70), e dal Centro di salute mentale e Cerris con 60 interventi ciascuno.V.Z.


IL SECOLO XIX

25 NOVEMBRE 2009

 

Cani, gatti e conigliin "visita" ai ricoverati

Varato il regolamento
L'ospedale San Martino autorizza l'ingresso agli animali dei pazienti. Ma sarà necessario il via libera dei medici

 

Bruno Viani

 

Genova. L'ospedale San Martino accoglie ufficialmente tra i suoi ospiti, nei normali orari di visita per i parenti dei ricoverati, anche gli animali. Con qualche discriminazione che si può chiamare razzista, nel senso letterale e per nulla negativo del termine: porte aperte a cani, gatti e conigli, gli esemplari più comuni. Purché siano in condizioni di salute "certificate" e non esistano ragionevoli impedimenti come le dimensioni evidentemente eccessive. Canarini e cocorite sono, invece, esclusi perché considerati "a rischio" di trasmissione di malattie non diagnosticabili.
Il documento che dà il via libera alla rivoluzione è già stato distribuito tra i padiglioni: dai primari agli uscieri incaricati di fare da filtro. La piccola rivoluzione - che scatterà nei prossimi giorni, con ogni probabilità il 1° dicembre - è stata introdotta in sordina, senza proclami e senza "spinte" o "raccomandazioni" eccellenti: il direttore generale del San Martino Mauro Barabino, animalista convinto - si sussurra nei corridoi - possiede un San Bernardo e ama i cavalli, animali che sono esclusi dalle direttive.
La direzione sanitaria avrebbe fatto propria la segnalazione di un portinaio, poi anche la politica si è attivata a seguito di una lettera al Secolo XIX, che lamentava la difficoltà a introdurre animali all'interno del recinto ospedaliero. Quella segnalazione, arrivata negli uffici della Regione, non è passata inosservata. L'irruzione dei quattrozampe in reparto è, davvero, un'iniziativa partita dal basso. Iniziata in un pomeriggio di ottobre, con una telefonata dall'hospice presso il padiglione Maragliano: un usciere della portineria si trovava in difficoltà per la garbata insistenza di un visitatore che aveva con sé un cagnolino di piccola taglia, un fox terrier bianco. La richiesta: poterlo portare "in visita" alla padrona, un'anziana ricoverata in gravissime condizioni, con aspettative di vita molto brevi per un tumore.
Il cagnolino, quel giorno, è stato fatto passare come un clandestino: perché quella richiesta di aiuto non poteva essere disattesa e non ammetteva esitazioni. Il direttore sanitario Gianni Orengo si è fatto in quattro, usando fantasia e cuore, per superare gli ostacoli: la valenza davvero curativa della vicinanza di un animale domestico - la pet therapy - è riconosciuta a livello scientifico, recepita dal ministero della Salute, è oggetto di intese particolari , ad esempio quella del 2003 con le province di Trento e Bolzano. Però un conto è attivare percorsi di cura - dalla onoterapia con gli asini alla ippoterapia con i cavalli - ma cosa ben diversa è disciplinare la presenza in reparto di quelli che per molte persone, soprattutto anziani, sono gli amici più cari che alleviano le sofferenze e la noia degli ultimi giorni di vita.
Tradurre lo slancio emotivo in linee guida razionali - e trovare il consenso di tutto il personale coinvolto, dai primari ai caposala - non era compito facile. Tre infermiere addette al controllo delle infezioni ospedaliere sono state delegate alla stesura di una bozza di regolamento per disciplinare le modalità di accesso, la gestione degli animali in visita e la burocrazia (necessaria): dai controlli sul libretto sanitario a un certificato (recentissimo) di buona salute dell'animale.
Ancora: nessuna visita sarà improvvisata e l'autorizzazione (richiesta dal paziente o dai suoi familiari con almeno un giorno d'anticipo) sarà filtrata e firmata dai medici di ogni reparto. E, in caso di camere a più letti, dovrà esserci l'assenso di tutti i ricoverati. Limitazioni necessarie, perché un ospedale è sempre un ospedale. Ma da oggi Fido, Felix e Bugs Bunny potranno sedere ai piedi del letto.


IL TIRRENO

25 NOVEMBRE 2009

 

L'esperto: guerra fra tartufai

 

Giacomo Pelfer

 

SAN MINIATO (PI). Sono circa 50 i cani morti nelle ultime settimane a causa dei famigerati bocconi avvelenati. A dirlo è la sezione pontederese della Lega Anti Vivisezione, che in questi giorni ha raccolto numeri e informazioni tra i veterinari dei comuni del Valdarno. Senza contare, poi, coloro che preferiscono rimanere nell’anonimato: casi che non saranno mai registrati dalle autorità sanitarie. Ne deriva un quadro preoccupante, con numeri da carneficina.  Contattando i veterinari del comune di San Miniato la situazione sembra essersi placata, d’improvviso, dopo una lunga serie di casi a cavallo tra le due settimane appena trascorse. Come se qualcuno si fosse spaventato del troppo clamore, o più semplicemente, si fosse accontentato del risultato ottenuto. Quasi un fenomeno di stagione, come lo avevano definito molti tartufai della zona: arriva, miete le sue vittime, per poi sparire, di colpo.  La ricerca del pregiato tartufo bianco ha fatto da sfondo a questa brutta vicenda. Sono in molti, infatti, a sostenere che all’origine di tutto ci sia una sorta di guerra tra tartufai: rivalità e gelosie, con qualcuno che sceglie di giocare sporco sulla pelle di animali innocenti. Una tesi sostenuta anche da Giorgio Morelli, storico tartufaio sanminiatese, per molti anni alla guida dell’Associazione tartufai. «E’ l’ipotesi più plausibile - dice -: negli ultimi anni la figura del tartufaio si è trasformata profondamente. Uva volta eravamo in pochi, come delle figure misteriose. Tra noi c’era un rispetto reciproco, ognuno faceva il suo cercando di non disturbare l’altro. Adesso, invece, il numero dei cercatori è cresciuto in maniera esponenziale: ogni anno, solo in provincia di Pisa, vengono rilasciati almeno 80 nuovi tesserini per la ricerca del tartufo. In una situazione come questa può esserci anche chi, seminando paura, cerca di garantirsi il controllo di una zona».  Qualcuno, però, ha provato ad allargare il campo delle responsabilità, tirando in ballo anche gli allevatori. A causa della crisi - si sostiene - ci sarebbero cucciolate rimaste invendute e i bocconi avvelenati sarebbero uno strumento per riaprire il mercato. «E’ una tesi che si sente in giro - afferma Morelli -, ma sono cose che si possono solo ipotizzare. E’ vero che ci sono animali invenduti, ma bisogna andare cauti prima di additare colpe». Giorgio Morelli rifiuta completamente, invece, la tesi che indica come responsabili anche i proprietari dei terreni. «Non ci credo - spiega - perché un proprietario ha tanti modi per tenere lontani i tartufai: ad esempio, può distruggere con una ruspa le tartufaie e piantare una vegetazione che ne impedisce la ricrescita. E tutto questo, senza commettere nessun reato».  Per arginare il fenomeno, un anonimo tartufaio ha proposto, attraverso l’Enpa, di interdire la ricerca del tartufo per un certo numeri di anni nelle zone dove si sono verificati casi di avvelenamento. «Sarebbe un deterrente potentissimo - dice Morelli - ma si rimane nel campo dell’utopia, perché poi servirebbero controlli giorno e notte».


IL PICCOLO

25 NOVEMBRE 2009

 

Trovato veleno per topi nella pineta di Barcola

 

Provincia di Trieste - Se qualcuno decide di piazzare delle trappole per topi nella cantina di casa, non c’è tanto da stupirsi. Se però quelle stesse esche velenose vengono colpevolmente sistemate in spazi aperti al pubblico, frequentati tanto da bambini tanto da animali domestici, allora c’è decisamente da allarmarsi. Ha suscitato infatti allarme e grande preoccupazione tra i residenti, in particolare tra i padroni di cani, il ritrovamento di una bustina di topicida nella pineta di Barcola. Il potente veleno è stato rintracciato ieri mattina tra gli alberi vicini alla fontana da alcuni agenti della Municipale, allertati dal vicesindaco Paris Lippi. «Ho ricevuto la segnalazione di una frequentatrice abituale della pineta, che riferiva della presenza di una serie di cartelli affissi agli alberi. In quei cartelli - continua Lippi - si invitava i proprietari di animali a fare attenzione, vista la presenza in zona di esche velenose». Di qui la scelta di inviare i vigili a Barcola, per capire se il macabro avvertimento fosse il frutto di uno scherzo di cattivo gusto o prendesse le mosse invece da un pericolo reale. La scoperta del topicida, purtroppo, ha eliminato ogni dubbio. «Ci attiveremo per vigilare sull’area e fare in modo che episodi simili non si ripetano più - continua ancora il vicesindaco, che ha informato del caso anche l’Azienda sanitaria -. Siamo di fronte ad un fatto grave e senza giustificazioni. Presto inoltre presenteremo un esposto in Procura per denunciare l’accaduto: stando alle voci che girano tra gli abitanti di Barcola, infatti, il veleno avrebbe già causato la morte di quattro cani».


LEGGO
25 NOVEMBRE 2009

 

In tribunale si discute delle “lacrime” dei crostacei

 

In tribunale si discute delle “lacrime” dei crostacei. Capita in un processo per maltrattamento di animali a carico di 2 ristoratori che avevano esposto a beneficio degli avventori astici vivi sul ghiaccio. Secondo il pm Giulio Benedetti, i ristoratori «cagionavano agli astici sevizie» fino a causarne la morte. Tuttavia, il giudice Monica Amicone li ha assolti, sostenendo che non si può parlare di crudeltà, perché gli astici sono «animali non dotati di sistema nervoso centrale». Ieri il pm ha ricorso in appello, citando studi secondo i quali anche gli astici soffrono. E se la tesi degli imputati è lapalissiana («Non ritengo che un astice possa soffrire sul ghiaccio in quanto è un animale a sangue freddo», si sono difesi), una ricerca della Queen’s University di Belfast spiega che «anche le aragoste (e i gamberetti) piangono». Per dimostrarlo il biologo Robert Elwood ha «versato dell’acido acetico sulle antenne di 144 gamberetti che si sono strofinati l’area affetta per più di 5 minuti».


IL GIORNALE
25 NOVEMBRE 2009
 
«Anche i crostacei soffrono». Serviva un giudice per capirlo
 
OSCAR GRAZIOLI
 
Astici e aragoste, scampi e mazzancolle, granchi e gamberetti, principi e regine di sontuose grigliate, di volgari spaghetti allo scoglio o di nobili spuntini in camere dorate d'alberghi a ore, oggi vi rendiamo la giustizia e la dignità di cui, pochi giorni orsono, un giudice incauto vi aveva privato. Due anni fa in un ristorante di Milano i NAS trovarono alcuni astici vivi adagiati direttamente a contatto con il ghiaccio. I due titolari del ristorante vengono denunciati per maltrattamento di animali, giudice Monica Maria Amicone (non certo degli degli astici), l'8 ottobre scorso, li assolve, sostenendo che non si può parlare di crudeltà da parte dei due imputati, perché non è dimostrabile l'insopportazione al dolore degli astici, «trattandosi di animali non dotati di sistema nervoso centrale». Per fortuna la sentenza è rivista, pochi giorni fa, quando il pubblico ministero Giulio Benedetti, si legge nel capo di imputazione, eccepisce che mettendo gli astici sul ghiaccio per essere cucinati i due ristoratori «cagionavano loro sevizie e li sottoponevano a comportamenti e fatiche insopportabili per le loro caratteristiche etologiche fino a causarne la morte».Ma insomma astici e aragoste provano dolore o no? I fischi e i sibili emessi dall'aragosta gettata viva nell'acqua bollente sono effettivamente una risposta dolorifica o piuttosto si tratta di una reazione rumorosa delle chele da noi interpretata in modo così orripilante? Per quanto i norvegesi, fra i primi a studiare i meccanismi dolorifici nei crostacei, abbiano concluso anni fa che è assai improbabile la sofferenza di astici e aragoste, più recentemente gli scozzesi, con le loro ricerche sui recettori della morfina, hanno affermato che ci sono ormai sufficienti lavori scientifici a dimostrazione della capacità dei crostacei di provare dolore. Per quanto privi di una vera corteccia cerebrale, questi animali sono dotati di un vero e proprio Sistema Nervoso Centrale e qualunque essere ne sia provvisto è certo provi forme più o meno sviluppate di sensibilità algica.Un altro studio condotto dai ricercatori di Belfast nel 2007 dimostra che le chele si arrossano e si ritraggono, se vengono a contatto con certe sostanze irritanti, cosa che non succede se si usano anestetici locali.Anche in Italia il problema è stato dibattuto a lungo, prima di emanare normative che impediscono ai commercianti di legare in modo permanente le chele dei crostacei o di adagiarli, ancora vivi sui banchi delle pescherie, direttamente su un letto di ghiaccio. L'Istituto Zooprofilattico di Brescia, nel 2007, ha rilasciato il suo parere, secondo il quale queste manovre sono da evitare perché costituiscono un grave stress per questi animali che è bene portare a 6 gradi di temperatura lentamente prima di tagliare per il lungo, con una lama affilata, il corpo, distruggendo il loro sistema nervoso.Niente pentola d'acqua bollente in cui tuffarli vivi dunque e, in questo, ci viene in aiuto ora un imprenditore inglese, Simon Buchaven, che ha inventato il CrustaStun, un congegno che, tramite la corrente elettrica, porterebbe all'incoscienza l'aragosta in meno di 3 secondi e alla sua morte certa in meno di 10. Ma voi ce la fate a ordinare un astice al ristorante, sapendo che finirà sulla sedia elettrica?

ASYLUM

25 NOVEMBRE 2009

 

LA PROTEZIONE ANIMALI UCCIDE 400 GATTI SANI: NESSUNO LI VOLEVA

 

 

Centinaia di gatti sono stati uccisi, dall'inizio di quest'anno, perché nessuno era disposto ad adottarli. Accade nel Nebraska, dove la stessa Protezione animali (definita "Humane Society") deve eutanizzare i mici, per carenza di spazio nelle proprie stutture."Ogni anno dobbiamo uccidere degli esemplari sani e adottabili, e solo perché non abbiamo un posto dove metterli", confessa la portavoce dell'associazione, Pam Wiese (in foto). "Cerchiamo di fare del nostro meglio, ma lo spazio finisce", continua la Wiese. Il problema è che la maggior parte della gente chiede di adottare cani, piuttosto che gatti: peccato che nella struttura ci siano più mici. "Dall'inizio dell'anno abbiamo ucciso 419 gatti", ammette la donna, che avvisa: "L'anno non è ancora concluso". Altri, quindi, faranno questa fine. L'associazione ha pubblicato una serie di avvisi, spiegando alla gente che se qualcuno non adotterà i gatti, questi saranno uccisi. Attualmente, le possibilità che gli animali vengano eutanizzati sono altissime: siamo intorno al 98%. "Non hanno nessuna colpa - dice la Protezione animali - ma se arrivano da noi quando non abbiamo più gabbie libere, non possiamo fare altro che ucciderli". Per incoraggiare le adozioni, ora vengono lanciate anche alcune iniziative promozionali: "due gatti al prezzo di uno", mentre alle persone anziane i gatti vengono dati gratuitamente.


TIO.CH

25 NOVEMBRE 2009

 

CINA
Salvati 800 gatti destinati ai fornelli

 

GUANGZHOU - Hanno avuto salva la vita per un pelo 800 gatti destinati ai ristoranti di Guangzhou, capoluogo della provincia meridionale cinese del Guangdong. Dopo aver visto su internet le fotografie degli animali imprigionati, circa 30 animalisti hanno chiesto l'intervento della polizia e li hanno liberati. Lo riporta oggi l'agenzia Nuova Cina.I gatti erano rinchiusi in gabbie di ferro in un negozio "di fiori e uccelli" di Tianjin (120 km da Pechino), pronti per essere trasportati al sud. Non è stato facile l'intervento dei volontari, che hanno negoziato con la polizia e con il commerciante per quasi 24 ore prima di riuscire a salvare gli animali dal sicuro macello. Il commerciante sosteneva infatti di aver regolarmente comprato i gatti per 10 yuan (meno di un euro) l'uno, "ma non è stato capace di fornire alcuna prova degli acquisti", ha spiegato il capo dell'associazione Capital Animal Welfare che ha sede a Pechino, Qin Xiaona.In Cina non ci sono leggi che proibiscono il commercio dei gatti - hanno spiegato gli animalisti - che vengono così catturati o rubati per finire nelle cucine dei ristoranti.


AGI

25 NOVEMBRE 2009

 

CIRCHI: MONTICO (ANC), ANIMALI IN STRADA PER PROTESTA

 

Bologna - L'iniziativa annunciata a Bologna dal segretario dell'Associazione Nazionale Circhi, Gaetano Montico, di querelare la presentatrice tv Licia Colo' 'per aver accusato gli addestratori di maltrattare gli animali', ha visto la pronta replica di Sebastiano Sandro Ravegnani, membro della Commissione Consultiva Circhi e Spettacoli Viaggianti del Ministero della Cultura. Ravegnani, nel definire "false", "esagerate e falsamente risonanti e provocatorie" le dichiarazioni rese da Montico - che ha annunciato per dicembre la protesta dei circhi, con cinquemila animali da circo da portare in strada in tutt'Italia contro 'le discriminazioni delle attivita' circensi ad opera di molti comuni italiani" - si schiera dalla parte della Colo', per difenderne "la figura e la professionalita'", sottolineando come la presentatrice "con grande sensibilita' ha difeso il circo senza animali ma non ha avuto alcuna parola di offesa come aguzzini e torturatori". "E' gravissimo quanto dichiarato", sottolinea Ravegnani, annunciando di volersi costituire parte civile a difesa della Colo' "la quale si e' oltretutto dichiarata disponibile nei confronti del mondo del circo".


AGI

25 NOVEMBRE 2009

 

CIRCHI: MONTICO (ANC), IN DICEMBRE ANIMALI IN STRADA PER PROTESTA

 

Bologna - Cinquemila animali da circo (elefanti, leoni, tigri, giraffe, cavalli) nelle strade e negli svincoli autostradali più importanti, dal nord al sud Italia comprese le frontiere, in modo da creare un blocco totale del traffico: questa la manifestazione annunciata, prima nel suo genere, dal segretario dell'Associazione nazionale circhi (Anc), Gaetano Montico, prevista nella seconda settimana di dicembre per protestare contro "la discriminazione" dell'attività circense ad opera di molti Comuni italiani e dei media nazionali e per chiedere "il ripristino della legalità", cioè il rispetto di quelle leggi dello Stato che tutelano "la funzione sociale e culturale" dei circhi. "Abbiamo deciso di entrare in guerra. Il sistema circense in Italia è a rischio chiusura e molti professionisti sono costretti a lavorare all'estero per buona parte dell'anno- ha scandito Montico durante una conferenza stampa organizzata a Bologna assicurando poi che alla mobilitazione, organizzata a macchia di leopardo nelle varie regioni, hanno aderito tutti i 130 circhi presenti in Italia al di là delle sigle sindacali di appartenenza. In sostanza il rappresentante dei circensi, domatore e addestratore di fama internazionale , lamenta il fatto che "migliaia di Comuni, di cui 30 capoluoghi di Provincia" si rifiutano di dare l'autorizzazione all'attendaggio dei circhi "per l'indisponibilità di apposite aree" oppure "su base ideologica vietando, ad esempio, l'utilizzo degli animali negli spettacoli". E' questo il caso del Comune di Bologna "la cui giunta - ha spiegato l'avvocato Massimiliano Bacillieri - recependo una norma della precedente amministrazione ha vietato con una delibera dello scorso ottobre l'attività dei circhi con animali tanto che il circo Orfei si è dovuto esibire a San Lazzaro di Savena". Secondo il segretario dell'Anc, insomma, i divieti messi in atto dai Comuni rappresentano "una violazione della legge nazionale, la 337 del 1968, che tutela la nostra attività, come dimostrano varie sentenze del Tar, passate in giudicato. Ci sentiamo tutelati dalle leggi ma non nella loro applicazione". Altra nota dolente è legata ai finanziamenti statali. Montico ha, infatti, lamentato una disparità nella ripartizione del Fondo unico per lo spettacolo (Fus): "All'attività circense, che ha un indotto di 25mila persone, 100mila se si comprendono gli spettacoli viaggianti e luna park, è destinato solo l'l.5% del totale a fronte del 47.5% previsto per gli enti lirici. Il circo Medrano, uno dei più importanti a livello internazionale, a fronte di una spesa giornaliera di 22mila euro ottiene un contributo statale di 45 euro. E' un'offesa". Con la manifestazione di dicembre, infine, i circensi chiedono un atteggiamento meno discriminatorio anche da parte dei mass media. "All'estero - ha detto Montico - mi chiedono l'autografo mentre in Italia mi sento un delinquente perché faccio questo lavoro. Noi ci lavoriamo con gli animali e non possiamo maltrattarli. Porteremo in tribunale - ha spiegato - qualsiasi persona che discrimina i circhi sui mass media". A questo proposito il rappresentante dei circensi ha annunciato di aver querelato la presentatrice televisiva Licia Colò, colpevole a suo dire, di aver accusato gli addestratori di essere 'aguzzini e torturatori nel maltrattare gli animali'.


LA NUOVA FERRARA

25 NOVEMBRE 2009

 

I circensi: basta perseguitarci

 

BOLOGNA. I gestori dei circhi sono stanchi delle campagne persecutorie. E per dire basta la prossima settimana protesteranno davanti a Montecitorio portandosi dietro i loro animali: tigri, leoni, cammelli, giraffe, cavalli. L’annuncio viene da Bologna, dove il legale dell’Enc (ente nazionale circhi, che ne associa 70), Massimiliano Bacillieri, ha annunciato che la protesta dovrebbe tenersi mercoledì e dovrebbe coinvolgere una ventina circhi, che sono in tour nel Centro Italia. Per l’occasione, i manifestanti promettono anche «effetti speciali», come una gabbia che sarà montata davanti a Montecitorio, con i domatori dentro e i leoni fuori. E se i gestori non saranno ascoltati dai parlamentari, allora porteranno gli animali lungo le autostrade per bloccarle. «È la prima volta che i gestori di circhi si uniscono per mettere in piedi una grossa protesta - ha spiegato Bacillieri - sono stanchi e arrabbiati e chiedono di essere ascoltati, non vogliono più essere perseguitati. Quel che è certo, e l’Enc vuole rivendicarlo, è che non può considerarsi maltrattamento uno spettacolo fatto con animali». I circhi «ricevono un fondo statale che è minimo, saranno 200 mila euro tra tutti. Eppure mettono in scena uno spettacolo che ogni anno è seguito da almeno tre milioni di spettatori. I gestori sono i primi a condannare chi maltratta gli animali, per entrare nell’Enac c’è una selezione strettissima. Realtà degradate ne esistono - ha ammesso - ma si tratta di piccoli circhi gestiti da poche famiglie, spesso nel Sud».


ALTO ADIGE

25 NOVEMBRE 2009

 

Invasione di cinghiali

 

BERLINO. Il mutamento climatico sta provocando un’autentica invasione di cinghiali in tutta la Germania, con quasi 2 milioni di esemplari che devastano campi, raccolti e anche cimiteri. Lo riferisce la “Sueddeutsche Zeitung”, secondo la quale neanche l’abbattimento pianificato degli animali riesce a frenare il loro esplosivo tasso di riproduzione.


CITY Cronaca Bologna

25 NOVEMBRE 2009

 

Anche per Fido medicina alternativa

 

Bologna - Medicina alternativa anche per gli animali: omeopatia e medicina tradizionale cinese sono praticate alla clinica veterinaria “Officina olistica veterinaria del benessere”del dottor Filippo Pilati, in via don Fornasini: un ambulatorio costruito con tecniche di bioarchitettura, e grande attenzione a luce, colori e materiali usati, come pure alle distanze ad hoc tra cani e gatti nella sala d’attesa e di degenza. “Ero stanco delle terapie convenzionali spesso palliative - spiega Pilati - l’organismo animale è una macchina perfetta con al suo interno tutti i meccanismi per combattere qualsiasi patologia. I veleni e le tossine che giornalmente entrano nell’organismo del nostro amico attraverso l’acqua, il cibo e l’aria vanno a inceppare questo meccanismo perfetto. Con la medicina tradizionale noi andiamo a sostituirci a questi meccanismi creando ulteriori intossicazioni, molto spesso questo tipo di approccio non paga a lungo termine. Con questo non siamo contro la medicina allopatica che rispettiamo e che talvolta utilizziamo se necessario, ma sicuramente l’uso di antibiotici o cortisone si riduce notevolmente”.E per evitare anche lo stress dei proprietari, la clinica si è dotata di un parcheggio di 300 metri quadrati.


ADN KRONOS
25 NOVEMBRE 2009
 
ANIMALI: NIENTE PIU' MUTILAZIONI, CAMERA RATIFICA CONVENZIONE UE
 
Roma - La Camera ha ratificato, con una maggioranza che ha sfiorato l'unanimita', la Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia. I si' sono stati 466. Uno solo il no, sei gli astenuti. La legge, che tra le altre cose introduce il divieto di mutilazioni per cani e gatti, ora passa al Senato.

ASCA
25 NOVEMBRE 2009
 
ANIMALI: CAMERA APPROVA DDL SU PROTEZIONE. SODDISFAZIONE MARTINI
 
Roma - Via libera dalla Camera dei Deputati al Ddl di ratifica della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia.
Un ''percorso di civilta''', secondo il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, che fortemente ha voluto il provvedimento e che ora auspica ''un passaggio velocissimo per l'approvazione del provvedimento al Senato dopo il lavoro di integrazione e di valutazione di tutte le posizioni effettuato alla Camera''.
'' Esprimo tutta la mia soddisfazione per l'approvazione da parte della Camera del provvedimento di ratifica della Convenzione Europea per la protezione degli animali da compagnia - ha detto - che testimonia, dopo 22 anni di attesa, la ferma volonta' mia e di questo Governo di procedere con un cambiamento culturale e un percorso di civilta' che vede la relazione uomo-animale nel nostro Paese quale relazione di rispetto e di applicazione delle migliori prassi in Europa.
Sottolineo, inoltre, - ha aggiunto Martini - che la stessa Convenzione e' stata integrata con norme specifiche contro il traffico di cuccioli, tema di particolare rilevanza anche alla luce dei accadimenti dei mesi scorsi. Auspico ora un passaggio velocissimo per l'approvazione del provvedimento al Senato dopo il lavoro di integrazione e di valutazione di tutte le posizioni effettuato alla Camera''.

LA REPUBBLICA
25 NOVEMBRE 2009
 
L'Aula ratifica la convenzione Ue che introduce divieto di tagliare orecchie o coda a cani e gatti
Carcere per chi li uccide o maltratta. Il testo approvato quasi all'unanimità passa al Senato
Legge sulla protezione degli animali Camera approva testo contro mutilazioni
 
ROMA - Chi fa del male a cane e gatti sarà perseguibile per legge. L'Aula della Camera ha approvato il disegno di legge che recepisce la convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia. Il testo, approvato con 466 sì, un no e sei astenuti, ora passa all'esame del Senato.
In base alle nuove regole sarà tassativamente vietato mutilare gli animali tagliando loro la coda o le orecchie, salvo in alcuni limitati casi che saranno individuati da un regolamento del ministero della Salute. In ogni caso, gli interventi dovranno essere finalizzati al benessere dell'animale; e il regolamento dovrà essere redatto sentendo i veterinari.
Carcere per chi uccide cani e gatti. Non sarà più necessario il requisito della crudeltà per punire con la reclusione da 3 a 18 mesi chi uccide un animale da compagnia. Con le nuove regole, potrà essere condannato chiunque provochi, senza necessità, la morte di un animale.
Anche per chi li maltratta. Chi maltratta un animale da compagnia potrà essere recluso da 3 a 15 mesi e condannato a una multa da 3 a 18mila euro. La stessa pena si applica anche quando l'animale è sottoposto al taglio o all'amputazione della coda o delle orecchie, alla recisione delle corde vocali, all'asportazione delle unghie o dei denti o ad altri interventi chirurgici comunque destinati a modificarne l'aspetto o finalizzati a scopi non terapeutici non previsti dal regolamento ministeriale. Gli interventi non terapeutici potranno essere eseguiti da un veterinario e solo per impedire la riproduzione dell'animale, per ragione di medicina veterinaria o comunque nell'interesse della bestia.
Stop al traffico illecito. Viene introdotta la fattispecie di traffico illecito di animali da compagnia: sarà recluso da 3 a 12 mesi e condannato a una multa da 3 a 15mila euro chiunque, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto, reiteratamente o tramite attività organizzate, introduce in Italia animali da compagnia privi di certificazioni sanitarie e di sistemi di identificazione individuale (passaporto individuale, ove richiesto) o, una volta introdotti nel territorio nazionale, li trasporta, cede o riceve. La pena è aumentata se gli animali hanno un'età inferiore a 12 settimane o provengono da zone sottoposte a misure restrittive di polizia veterinaria. Sanzioni sono previste anche per i trasportatori degli animali.

ANMVI OGGI
25 NOVEMBRE 2009
 
CONVENZIONE EUROPEA: LA CAMERA RATIFICA
 
La Camera dei Deputati ha approvato oggi il Ddl di ratifica della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia. Il Sottosegretario Francesca Martini ha accolto 6 ordini del giorno. "Auspico ora un passaggio velocissimo per l'approvazione del provvedimento al Senato - ha dichiarato il Sottosegretario- dopo il lavoro di integrazione e di valutazione di tutte le posizioni effettuato alla Camera".In Aula sono stati accetta gli ordini del giorno dei deputati Giammanco, Cazzola, Cimadoro, Stefani, De Angelis e Follegot (ordine del giorno n. 11. non ancora presente negli atti di seduta)
Gli ordini del giorno impegnano il Governo:
- "a dare nuovo impulso a frequenti e accurate verifiche da parte dei servizi veterinari e delle Forze dell'ordine nei riguardi di circhi, mostre, esposizioni itineranti di animali e manifestazioni pubbliche popolari". (Giammanco n. 3)
- a dare attuazione, quanto prima, a quanto previsto all'articolo 5, comma 1, della legge 20 luglio 2004 n. 189. (Cazzola n. 4)
- a prevedere che per l'emanazione del citato regolamento sia consultato, in aggiunta alla Federazione nazionale degli ordini dei veterinari italiani, anche l'Ente nazionale della cinofilia italiana (ENCI). (Cimadoro n. 7)
- in conformità a quanto previsto dall'articolo 3 del disegno di legge in esame, a porre in essere le necessarie disposizioni normative atte a prevedere che l'eventuale caudectomia debba essere eseguita entro e non oltre il sessantesimo giorno di vita dell'animale. (Stefani n. 8)
- a sentire l'ENCI ogni qualvolta in sede di stesura di regolamenti applicativi di disposizioni normative ci siano possibili effetti sulle tipologie canine la cui tutela è oggetto dell'attività istituzionale dell'ente; a considerare la collaborazione dell'ENCI, le cui ramificazioni sono attivamente presenti in tutta Italia, per garantire sul territorio la migliore integrazione del cane nella società e un migliore rapporto tra uomo e cane anche nei contesti metropolitani; a fare conoscere al più vasto pubblico, anche attraverso le scuole e utilizzando la competenza dell'ENCI in materia, le origini, le attitudini e l'evoluzione delle diverse tipologie canine italiane, patrimonio zootecnico di inestimabile valore apprezzato in tutto il mondo. (De Angelis n. 9)
http://www.anmvioggi.it/files/ORDINI%20DEL%20GIORNO.pdf
http://www.anmvioggi.it/files/IL%20TESTO%20DEL%20DDL%20APPROVATO%20ALLA%20CAMERA.pdf

ANSA
25 NOVEMBRE 2009
 
ANIMALI: OK CAMERA DDL TUTELA; MARTINI, PERCORSO CIVILTA'
 
ROMA - Il si' della Camera al testo sulla tutela degli animali ''e' un percorso di civilta'. Auspico ora un passaggio velocissimo per l'approvazione del provvedimento al Senato dopo il lavoro di integrazione e di valutazione di tutte le posizioni effettuato alla Camera''. Lo afferma in una nota il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, in merito all'approvazione odierna da parte della Camera dei Deputati del Disegno di Legge di ratifica della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia. ''Esprimo tutta la mia soddisfazione per l'approvazione da parte della Camera del provvedimento di ratifica della Convenzione Europea per la protezione degli animali da compagnia che testimonia, dopo 22 anni di attesa, la ferma volonta' mia e di questo Governo - dice Martini - di procedere con un cambiamento culturale e un percorso di civilta' che vede la relazione uomo-animale nel nostro Paese quale relazione di rispetto e di applicazione delle migliori prassi in Europa''. ''Sottolineo, inoltre, che la stessa Convenzione e' stata integrata con norme specifiche contro il traffico di cuccioli, tema di particolare rilevanza anche alla luce degli accadimenti dei mesi scorsi. Auspico ora - conclude Martini - un passaggio velocissimo per l'approvazione del provvedimento al Senato dopo il lavoro di integrazione e di valutazione di tutte le posizioni effettuato alla Camera''.

LA ZAMPA.IT

25 NOVEMBRE 2009

 

Portiere salva un gatto e viene ammonito

 

Mettere al sicuro fuori dal campo un gatto che si era avventurato sul terreno di gioco nel bel mezzo di una partita è costato un cartellino giallo al portiere Ivan Banovic. L'insolito gesto, come rivela la stampa locale, è accaduto durante il match di campionato Croato tra il Sibenik e il Medjimurje Cakovec.

 

VIDEO

http://www.lastampa.it/multimedia/multimedia.asp?IDmsezione=59&IDalbum=22423&tipo=VIDEO


IL GAZZETTINO DI VICENZA
25 NOVEMBRE 2009
 
Con un colpo di pistola freddò un cagnolino: dieci mesi a 54enne
 
Bassano (VI) - Uccise un cagnolino per la strada. É stato condannato a 10 mesi di carcere e a un cospicuo risarcimento al proprietario dell’animale.Il 20 giugno 2005 Giusto Cortese, 54 anni, di Vicenza, a Bassano, incrociò il cane e, senza una ragione precisa, lo freddò con un colpo di pistola. Arrivò il padrone della bestiola che, disperato, si rivolse alle forze dell’ordine che successivamente contestarono al Cortese i reati di uccisione di animale ed esplosioni pericolose. Per il primo il 54enne ha ricevuto 10 mesi (estinti da indulto) e l’obbligo di coprire danni e spese del proprietario, 5.700 euro; per il secondo è stato assolto per prescrizione.

Animalieanimali

25 NOVEMBRE 2009

 

ATTENZIONE TRUFFE NATALIZIE ONLINE SUI CUCCIOLI
Allarme lanciato dall'Aidaa.

 

Cuccioli di razza online a poco prezzo: attenzione agli annunci truffa. L'allarme è stato lanciato dall'Associazione italiana difesa animali ed ambiente (Aidaa).
L'associazione ha spiegato che online, con l'avvicinarsi del Natale, si trovano annunci di vendita di cuccioli, provenienti o dal Camerun o dall'Est Europa, a prezzi irrisori. I truffatori però, dopo aver incassato la quota per le spese di viaggio dell'animale, scompaiono senza lasciare traccia: un mercato questo, come spiega l'Aidaa in una nota, che frutta più di 3 milioni di euro.
"Se proprio per Natale volete un cane - ha affermato Lorenzo Croce, presidente nazionale di Aidaa - adottatelo in uno dei 500 canili italiani dove 150.000 cani aspettano una nuova famiglia, se proprio non potete fare a meno di acquistarlo rivolgetevi almeno ad allevatori o negozi di provata fiducia, ma non comperate mai animali via web - ha concluso Croce - in quanto spesso si tratta di una truffa che serve a spillare soldi senza che mai il cane desiderato arrivi a destinazione".


LA SICILIA
25 NOVEMBRE 2009
 
«Amici dell'uomo», carcere per chi li uccide o maltratta
 
Roma.  Giro di vite in arrivo sulle mutilazioni di cani, gatti e altri «amici dell'uomo»: in discussione da oggi nell'Aula della Camera il ddl che recepisce la convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia (in attesa del sì italiano da 22 anni). Sarà un regolamento del ministero della Salute a determinare quali saranno gli interventi non terapeutici di mutilazione, a parte la sterilizzazione, che potranno essere eseguiti: è questo il punto di mediazione raggiunto in commissione alla Camera. Sarà tassativamente vietato mutilare gli animali, salvo in alcuni limitati casi che saranno individuati dal regolamento (la lobby delle doppiette si è mobilitata per consentire il taglio della coda di alcuni cani da caccia). In ogni caso, gli interventi dovranno essere finalizzati al benessere dell'animale. Con le nuove regole, non sarà più necessario il requisito della crudeltà per punire con la reclusione da 3 a 18 mesi chi uccide un animale da compagnia: potrà essere condannato chiunque cagiona, senza necessità, la morte di un animale. E chi maltratta un animale potrà essere recluso da 3 a 15 mesi e condannato ad una multa da 3.000 a 18.000 euro. Stessa pena anche quando l'animale è sottoposto al taglio o all'amputazione della coda o delle orecchie, alla recisione delle corde vocali, all'asportazione delle unghie o dei denti o ad altri interventi chirurgici non terapeutici non previsti dal regolamento ministeriale.

L'ECO DI BERGAMO
25 NOVEMBRE 2009
 
Fino del Monte e Trescore (BG) due denunciati per bracconaggio
 
 
Provincia di Bergamo - Alcuni caprioli sono stati abbattuti illegalmente nei giorni scorsi. Lo hanno scoperto gli agenti del Corpo di Polizia provincia (Nucleo Ittico Venatorio) grazie alla collaborazione dei Comitati di Gestione degli Ambiti Territoriali e dei Comprensori Alpini di Caccia. In un caso l’accertamento si è sviluppato in collaborazione con la vigilanza venatoria volontaria della Provincia. Le guardie volontarie durante i servizi di prevenzione hanno notato due persone in località Roncada di Fino del Monte, in atteggiamento sospetto. I due erano nascosti dietro alcune piante e, alla vista delle guardie volontarie, sono fuggiti gettando uno zaino in una scarpata.Dopo una serie di ricerche, lo zaino è stato trovato dietro un cespuglio di ginepro: conteneva la carcassa di un capriolo maschio. I due cacciatori sono stati poi fermati dagli agenti e denunciati per il prelievo illegale del capriolo. Sono stati sequestrati lo zaino, la carcassa dell'animale, due fucili calibro 12. Le persone coinvolte nella vicenda sono due quarantenni di Clusone, non autorizzati a tale forma di caccia in quanto abilitati al solo prelievo della lepre e volpe. Come noto il capriolo può essere prelevato solo nell’ambito della caccia di selezione, da parte di cacciatori specificamente abilitati e secondo la disciplina del regolamento approvato dalla Provincia.In un secondo episodio avvenuto a Trescore Balneario in località Cascina Portico, gli agenti del Nucleo Ittico Venatorio intervenuti a seguito di una segnalazione giunta presso la Sala Operativa, hanno rinvenuto una carcassa di capriolo femmina adulta abbattuta con arma da caccia a canna liscia, mezzo di caccia vietato per questo tipo di fauna. Gli agenti hanno provveduto al recupero dell’animale, mentre proseguono gli accertamenti per risalire agli autori dell’atto di bracconaggio. Infine il personale del Nucleo Ittico Venatorio ha recuperato due rapaci appartenenti a specie particolarmente protetta oggetto di atti di bracconaggio, in un primo caso a Fuipiano un esemplare di astore (specie particolarmente rara) ferito ad una ala ed alla zampa, in un secondo uno sparviero ad Almenno S.Bartolomeo. Sono in corso le indagini per identificare gli autori.

ADAMELLO NEWS
25 NOVEMBRE 2009
 
Denunce per bracconaggio a Clusone e in Valcamonica
 
CLUSONE (BG) – Gli agenti del Nucleo ittico-venatorio della polizia provinciale di Bergamo hanno fermato due uomini di Clusone, per l’abbattimento illegale di un capriolo a Fino del Monte. Alla vista delle guardie, hanno gettato gli zaini con i resti dell’animale in un dirupo. Sequestrati due fucili calibro 12. Nei giorni scorsi anche in Valcamonica fermati due bracconieri valtellinesi con tre cervi, cacciati presumibilmente in un’oasi protetta. Dall’inizio dell’anno in provincia di Brescia gli agenti hanno rilevato 56 infrazioni penali e 155 amministrative, 16 i fucili sequestrati, oltre a reti, archetti e trappole di vario genere.

IL GAZZETTINO DI BELLUNO

25 NOVEMBRE 2009

 

L’ALLARME Divieto di usarli per la caccia. Per gatti e furetti è consigliato

Vaccinate tutti i cani

Rabbia: antidoto obbligatorio entro il 28 febbraio anche nelle province confinanti

 

IL CONTAGIO

È stato deciso ieri pomeriggio nel corso del vertice tra Ulss e Regione: tutti i cani della provincia di Belluno dovranno essere vaccinati con l’antirabbica, dopo i nuovi casi di animali morti (altre due volpi e un tasso). Stessa sorte per i cani di Treviso, mentre a Venezia e Vicenza la vaccinazione sarà di massa solo in alcuni comuni. Per gatti e furetti al momento è solo consigliata.

CACCIATORI IN RIVOLTA

Ma è il mondo della caccia quello che ieri sera durante il vertice al Centro Giovanni XXIII ha protestato per il divieto di usare i cani: «I nostri sono vaccinati, così ci penalizzate».


IL GAZZETTINO
25 NOVEMBRE 2009
 
Vaccinazione antirabbica obbligatoria, entro il 28 febbraio 2010
 
Provincia di Belluno - Vaccinazione antirabbica obbligatoria, entro il 28 febbraio 2010, per tutti i cani al di sopra dei tre mesi di età e consigliata per gatti, furetti e altri animali da compagnia presenti nella provincia di Belluno. A stabilire la profilassi di massa per i cani bellunesi è stato il provvedimento emesso ieri dalla Regione Veneto, che ha imposto anche il blocco dell’attività venatoria con cani in tutta l’area pedemontana, bellunese e trevigiana. E’ stato, inoltre, sancito l’obbligo di guinzaglio in area silvo-pastorale e annunciate sanzioni per gli eventuali trasgressori. La ricomparsa della rabbia a tredici anni dall’ultimo caso segnalato nel Nordest, a Trieste, e ben venticinque di assenza nel territorio bellunese impone misure sempre più restrittive «necessarie a contenere il rischio di epidemia».E’ stata, di fatto, prevista l’antirabbica anche per gli animali, cani e gatti, che entreranno in provincia, come per esempio quelli di proprietà dei turisti.A ribadire l’importanza degli obblighi previsti dal decreto sono stati i referenti dell’Istituto di zooprofilassi delle Venezia e del Centro nazionale di referenza per la rabbia, intervenuti ieri all’incontro dedicato alla “situazione rabbia in provincia di Belluno” presso il Centro Giovanni XXIII.«La distribuzione a macchia di animali selvatici morti, quattro volpi a Pieve e Valle di Cadore, Longarone e Forno di Zoldo e un tasso a Domegge di Cadore, impongono misure restrittive - ha spiegato la referente regionale, Sonia Caldarola – che saranno di breve durata solo se rispettate con precisione». «Il rischio – ha confermato il dirigente del canile municipale di Belluno, Gian Luigi Zanola – è che senza il pieno rispetto di queste misure, l’epidemia dilaghi e si ritorni alla situazione di oltre venticinque anni fa, con notevoli aggravi anche economici per le unità sanitarie locali». L’alternativa proposta invece dai responsabili sanitari locali è quella di mettere in atto una profilassi capillare, che già dopo uno o due anni potrebbe permettere di tornare al semplice monitoraggio dei selvatici trovati morti e contenimento del randagismo, trait d’union fra la rabbia silvestre e quella urbana. «Agiremo su un doppio fronte: l’inoculazione del vaccino negli animali domestici tutelerà la salute pubblica, mentre la vaccinazione con bocconi, distribuiti dall’elicottero, alle volpi e altri piccoli predatori conterrà la diffusione del virus», ha confermato Zanola.Sembra sempre più probabile anche la vaccinazione preventiva di categorie umane a rischio, come veterinari, operatori dei canili, polizia provinciale e forestali.«Nessuna psciosi, ma consapevolezza dei rischi di avvicinare animali selvatici o anche domestici che presentino comportamenti anomali, che vanno dalla paralisi all’eccessiva aggressività», è stata la raccomandazione del rappresentante del centro nazionale di referenza per la rabbia, Franco Multinelli. L’invito degli enti di zooprofilassi locali è di estendere la vaccinazione anche a gatti e furetti, potenziali veicoli del virus, al pari dei cani. Si intensificheranno anche le azioni di contenimento del randagismo, segnalato soprattutto nell’area del feltrino.«Ci appelliamo alla collaborazione di tutti: unità locali, pubblica amministrazione e cittadini – è stato l’appello del dirigente del canile sanitario di Belluno – nel segnalare animali, selvatici e domestici, vivi o morti che mostrino i segni della malattia». E’ atteso per i prossimi giorni il calendario della profilassi pubblica che interesserà, solo nel bellunese, oltre 30.000 cani.

IL GAZZETTINO
25 NOVEMBRE 2009
 
LA REAZIONE
La rivolta dei cacciatori: «I nostri ce l’hanno già, così ci penalizzate»
 
Provincia di Belluno/Treviso - «Non sono i nostri cani a veicolare il virus, soprattutto se vaccinati preventivamente» è stata l’obiezione unanime al blocco della caccia con cani in tutta l’area pedemontana fra le province di Belluno, Treviso e Vicenza.Sono in rivolta i cacciatori bellunesi contro le ultime misure imposte dal provvedimento sanitario, siglato ieri dai referenti della Regione Veneto per contenere la diffusione della rabbia in provincia di Belluno. «Nessuna deroga né eccezione - hanno tuonato i vertici regionali dell’Istituto zooprofilattico – neppure per le riserve private».«È paradossale che ci vietino di cacciare e poi chiedano la nostra collaborazione per portare eventuali carcasse di animali morti ai centri di raccolta per le analisi» è stato lo sfogo di un appassionato dell’attività venatoria. Il decreto ha suscitato perplessità anche nei rappresentanti della polizia provinciale, come ha rimarcato il vice comandante del corpo provinciale bellunese, Oscar Da Rold: «Anche garantendo la collaborazione, è difficile attuarla: come si può trasportare un cervo trovato morto nel bosco?». Preoccupato per le difficoltà che l’opera di raccolta degli animali morti comporterebbe è stato anche il presidente di riserva del distretto di Belluno, Raffaele Nicusi: «Chi ci fornirà il materiale per insacchettare i selvatici?». «Sono già stati distribuiti oggi» è stata la replica del referente dell’Istituto di zooprofilassi di Belluno, Carlo Citterio, che ha anche ricordato la distribuzione di materiale informativo gratuito presso la sede di Belluno. Unica eccezione al divieto di condurre cani in aree silvo-pastorali senza guinzaglio è stata fatta per gli animali da soccorso.

CORRIERE DELLA SERA
25 NOVEMBRE 2009
 
IL PROVVEDIMENTO
Anti-rabbica, tutti i cani a farsi vaccinare
Dopo i casi nel Bellunese, la delibera della Regione. Controllo obbligatorio per gli animali di quattro province
 
VENEZIA- Il Veneto si è mosso con tempestività per arginare il problema della rabbia silvestre, ricomparsa in alcune zone del territorio. «La Regione - ha detto l’assessore alla sanità, Sandro Sandri - si sta muovendo con tempestività, come dimostra l’ordinanza firmata dal Presidente Galan». Ordinanza che prevede, tra l’altro, la vaccinazione obbligatoria antirabbica pre-contagio dei cani in tutti i comuni delle Province di Belluno e Treviso, nei comuni vicentini ricompresi nelle Ullss 3 di Bassano e 4 Alto Vicentino, ed in quelli veneziani dell’Ulss 10 Veneto Orientale. - Io stesso e la collega Elena Donezan - ha riferito Sandri - stiamo seguendo la situazione passo dopo passo. Tutte le azioni necessarie ed utili sono state individuate ed attivate e la situazione si può definire sotto controllo». La vaccinazione è «consigliata» per gatti, furetti e gli altri animali da compagnia appartenenti a specie sensibili. Le operazioni vaccinali dovranno essere completate entro il 31 gennaio 2010 e sono effettuate dai Servizi veterinari delle Ullss e dai veterinari liberi professionisti iscritti all’albo e autorizzati allo scopo. I costi sono a carico dei proprietari degli animali. L’ordinanza prevede anche l’intensificazione della lotta al randagismo su tutto il territorio regionale, e il divieto della circolazione di cani in ambiente agro-silvo-pastorale in tutta la provincia di Belluno e in parte di quelle di Treviso e Vicenza.

IL GAZZETTINO
25 NOVEMBRE 2009
 
Sono quattro le volpi trovate morte..
 
Provincia di Belluno - Sono quattro le volpi trovate morte in Cadore e risultate positive al virus della rabbia. Gli animali sono stati rinvenuti a Pieve, Valle, Forno di Zoldo e Longarone. Sono loro i responsabili per il 98 per cento del serbatoio dell’infezione.

Animalieanimali

25 NOVEMBRE 2009

 

TERZA DEROGA A CACCIA IN VENETO!
Le associazioni: atto gravissimo, presenteremo richiesta urgente di sequestro e nuovo ricorso al TAR.

 

"Dopo le due recentissime bocciature del TAR Veneto la Giunta riapprova una terza delibera: un atto ingiustificabile e gravissimo" questa l'opinione della associazioni ENPA, LAC, LAV, LEGAMBIENTE, LIPU e WWF dopo aver appreso che su proposta dell'Assessore regionale alla caccia Elena Donazzan, la giunta regionale del Veneto ha approvato una nuova delibera che riapre le cacce in deroga per le specie storno e peppola a partire da mercoledì25 novembre fino al 31 dicembre 2009 .A seguito, infatti, deidue ricorsi presentati dalle associazioni ambientaliste e animaliste lo scorso6 novembre era stata bloccata per la seconda volta la caccia alle specie fringuello, peppola, pispola e storno, caccia illegittima come dimostrano leprese di posizione della Commissione Europea e del TAR del Veneto.I legali di ENPA, LAC, LAV, LEGAMBIENTE, LIPU e WWF chiederanno alla magistratura veneta il sequestro d'urgenza della fauna selvatica oggetto di caccia in deroga e depositeranno un nuovo ricorso al TAR del Veneto contro questa terza delibera, Oltre a ciò, concludono le associazioni, abbiamo dato mandato ai nostri legali di valutare la possibilità di presentare una ferma denuncia per abuso in atti d’ufficio nei confronti della Giunta regionale del Veneto e dei suoi assessori.


BIG HUNTER
25 NOVEMBRE 2009
 
Veneto: ambientalisti indignati annunciano ricorso contro la nuova delibera per la caccia in deroga
 
Le associazioni ambientaliste si dicono indignate per l'approvazione del nuovo provvedimento della giunta regionale che consente la caccia in deroga per storno e peppola in Veneto da oggi fino al 31 dicembre 2009, ''è un atto gravissimo e ingiustificabile – dichiarano unite Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf - che la Giunta regionale del Veneto abbia approvato una terza delibera per la caccia in deroga a storno e peppola".Oltre all'inevitabile ricorso al Tar, le associazioni animaliste e ambientaliste questa mattina si recheranno alla Magistratura per chiedere il sequestro d'urgenza della fauna selvatica oggetto della caccia in deroga,  ma non solo. La battaglia è anche contro l'assessore alla Caccia Elena Donazzan e la giunta “Abbiamo anche dato mandato ai nostri avvocati – hanno annunciato le associazioni - di valutare la possibilità di presentare una denuncia per abuso in atti d'ufficio nei confronti della Giunta regionale e dei suoi assessori''.

BIG HUNTER
25 NOVEMBRE 2009
 
Il senatore Orsi mette al centro i valori culturali della caccia
 
Ricordare i valori che spingono migliaia di cacciatori italiani alla pratica dell'arte venatoria , come ha fatto in maniera esemplare il senatore Franco Orsi nel suo intervento al convegno l'Ambientalismo e la Caccia lo scorso 17 novembre in Senato, è un modo efficace per stimolare la riflessione attorno agli importanti temi contenuti nel testo di riforma della 157. “Se voi chiedete ad un cacciatore moderno, come uomo come si sente innanzitutto – ha esordito Orsi -, troverete in professionisti, politici, persone realizzate, il loro essere cacciatori come uno degli elementi fondamentali della propria umanità.” La caccia dunque non è, come spesso i media tendono a sottolineare, un mero “hobby". Il senatore  ha  parlato dei “sacrifici” insiti nella filosofia di chi pratica la caccia con passione  “Andare a caccia significa alzarsi ad ore impossibili, prendere un freddo esagerato, spendere un sacco di soldi, e fare una serie di cose che soltanto una grande molla e una grande passione incondizionata può provocare”.Secondo Orsi il motivo per cui in Italia si è indietro rispetto agli altri Paesi europei a livello normativo e rispetto alla percezione generale nella società dell'attività venatoria, è da ricercarsi nel fatto che il nostro sia il paese meno rurale d'Europa.  “L’urbanizzazione culturale, urbanistica ed economica che ha avuto il nostro Paese è superiore a quella che hanno avuto gli altri grandi paesi europei”, ha precisato il senatore. 
Una debolezza che, a detta del senatore,  investe anche il mondo agricolo (lo si evice ad esempio anche dall'ultima legge finanziaria), figlia della predominante cultura urbanizzata che governa il nostro paese. Il fenomeno, di natura sociale e antropologica, trova, secondo le parole del senatore Orsi,  la stessa radice e particolarità nell'ambientalismo dominante in Italia, basato su valori che partono “dalla conoscenza della società urbana condizionata dai mass media, dal consenso dei salotti” e che porta a “queste posizioni – ha spiegato Orsi – acquisite dalla gran parte dei cittadini ma prive della conoscenza, dell'esperienza e della radice culturale”. Un fatto che ha investito in primis un'attività fortemente rurale come quella venatoria: “la caccia appartiene alle radici della civiltà primitiva, ed è appartenuta per moltissimi anni all’evoluzione della società – ha sottolineato poi il Senatore Orsi -. Non credo di dire cosa esagerata - ha detto- nell'affermare che la caccia si è indebolita proprio con quell'aumento e quella conseguente vicenda negativa che è l'urbanizzazione del nostro territorio e il saccheggio del nostro territorio”. La riforma secondo Orsi affronta “di petto” la questione culturale. Pertanto non possiamo ridurre l'attività della caccia – sostiene Orsi – alla sola utilità di regolazione della fauna ma è necessario difendere la cultura venatoria perchè cultura rurale del nostro Paese, necessaria per un governo del territorio più consapevole.

LA REPUBBLICA BOLOGNA

25 NOVEMBRE 2009

 

Mille agnelli per la festa del Sacrificio

Nella cerimonia musulmana che corrisponde alla Pasqua cristiana un'intesa per evitare l'abbattimento clandestino degli animali. Venerdì ricorre la "Id al-adha", le autorità sanitarie controllano la macellazione

 

 

Antonella Cardone

 

Bologna - Trentamila musulmani si preparano a festeggiare, venerdì prossimo, la Id al-adha, la festa del Sacrificio in cui saranno offerti ad Allah circa 1000 agnelli. Per quella che può essere considerata il corrispondente della Pasqua cristiana, tra città e provincia si stanno organizzando diversi punti di macellazione pubblici, dove saranno presenti veterinari dell'Ausl. Bisogna garantire, infatti, la totale sicurezza sanitaria dell'evento e il pieno rispetto delle leggi igieniche e sanitarie. Le norme coraniche prevedono che l'animale venga ucciso mediante sgozzamento, con la recisione della giugulare che permetta al sangue di defluire, visto che il sangue è considerato impuro ed è quindi proibito entrarne in contatto. E' un'operazione che deve essere portata avanti, senza alcuna forma di stordimento dell'animale, da un uomo di provata fede musulmana, solitamente un capofamiglia.Gli imprevisti che possono capitare, durante questa operazione, sono tanti. Ancora oggi, ad esempio, a Budrio si racconta di quando per le strade del paese si vide correre all'impazzata un agnello con la gola grondante sangue che era riuscito a scappare da una cantina dove avveniva il sacrificio. «Accadeva anni fa, e da allora molto è cambiato», spiega la dottoressa Fausta Stanzani, responsabile del servizio veterinario dell'Ausl. Assieme al Consiglio provinciale degli stranieri ogni anno si concorda un protocollo di intesa per evitare la macellazione clandestina, informando la comunità islamica sulle leggi sanitarie vigenti e sulle opportunità per poter effettuare il sacrificio rituale in sicurezza, nei tre macelli pubblici a disposizione o nelle aree all'aperto che vengono attrezzate per l'occasione (di cui non viene rivelata l'ubicazione per evitare problemi di ordine pubblico). «L'intervento dei nostri veterinari è indispensabile per garantire la salubrità delle carni. Al di là dei controlli che vengono fatti sugli animali vivi negli allevamenti, infatti, è necessario sempre analizzare la carcassa, dove potrebbero annidarsi le patologie più diverse», illustra la dottoressa.La campagna informativa è partita con l'invio a casa delle famiglie musulmane di un volantino multilingue in cui si ricorda che chi macella fuori dalle strutture autorizzate rischia una multa fino a 1.500 euro, e che nelle dieci macellerie islamiche della città è a disposizione carne macellata secondo il rito. «Il nostro è un lavoro complesso perché occorre da un lato far capire che la nostra presenza alla Festa del Sacrificio non è un'operazione di controllo poliziesco, ma un intervento a tutela della salute. Dall'altro, all'opinione pubblica occorre far capire il rispetto delle tradizioni di ognuno, ricordando che queste cose accadevano fino a pochi anni fa, ad esempio con i maiali, in qualsiasi famiglia contadina italiana».


REUTERS
25 NOVEMBRE 2009
 
Nepal, migliaia di animali macellati per festa religiosa
 
 
KATHMANDU - Almeno 15 mila bufali e un numero di capre e di uccelli difficile da quantificare sono stati sacrificati in un tempio del Nepal meridionale. Lo hanno detto gli organizzatori del sacrificio che viene considerato come il singolo macello di animali più grande del mondo.Gli Indù nepalesi sono soliti offrire animali per guadagnare il favore delle divinità, soprattutto delle potenti dee, e assicurarsi fortuna e prosperità.Ma la celebrazione che si tiene ogni cinque anni nel tempio di Gadhimai, nel sud del Nepal, quest'anno è stata condannata dagli animalisti, tra i quali milita l'attrice francese Brigitte Bardot, che hanno chiesto la fine del massacro di animali, un rituale vecchio di secoli.Il tempio si trova a Bariyapur, a 150 chilometri da Kathmandu, nelle pianure meridionali del Nepal che confinano con l'India."Martedì abbiamo sacrificato più di 15 mila bufali. Ma il numero di capre e uccelli, compresi galli e piccioni, che abbiamo sacrificato oggi è difficile da calcolare", ha detto Shiva Chandra Prasad Kushawaha, direttore del comitato organizzatore della festa, raggiunto al telefono da Reuters.Secondo quanto riferito al telefono da testimoni, schiere di macellai che brandivano grandi coltelli ricurvi hanno ucciso gli animali nei campi, davanti a migliaia di fedeli. Oltre l'80% dei 27 milioni di nepalesi è indù."E' una tradizione ed è anche una questione di fede. Come possono fermarci delle proteste?", si chiede Mangal Chaudhary, principale sacerdote del tempio, aggiungendo di non aver ricevuto nessuna rimostranza.Alcuni devoti hanno raccontato che offrivano animali in sacrificio per assicurarsi di essere benedetti (dalle divinità) con un figlio, preferito (alla femmina) da molti genitori in India e Nepal. Molti fedeli sono arrivati dall'India per assistere alla cerimonia.

MASTER VIAGGI

25 NOVEMBRE 2009

 

Nepal: inizia oggi il Gadhimai festival, importante festa religiosa ma anche grande massacro di animali

 

Comincia oggi in Nepal una delle più importanti feste religiose - ma anche uno dei più grandi massacri di animali al mondo. Durante il Gadhimai festival di Bariyapur, nel quale si venera la dea della potenza assetata di sangue, vengono infatti sacrificati 300mila animali. E così, oltre ai devoti (se ne attendono 5 milioni), ci saranno anche attivisti animalisti, pronti a protestare.

http://www.masterviaggi.it/detail.php?IdArt=37151


CORRIERE DELLA SERA
25 NOVEMBRE 2009
 
Si tratta di un rito hindu per ingraziarsi la dea Gadhimai
Nepal, massacrati 20 mila bufali
Sacrificio rituale di massa in Nepal, a vuoto la protesta animalista. Anche Brigitte Bardot aveva protestato
 
 
Un momento dello sgozzamento rituale (Reuters)
 
KATHMANDU - Fra inutili proteste di animalisti venuti da varie parti del mondo, 20.000 bufali sono stati sacrificati a Bayapur, nel distretto nepalese di Bara, in nome di Gadhimai, dea hindu della potenza ritenuta assetata di sangue. Lo sgozzamento di massa dei bufali, scrive oggi il portale Nepalnews, è cominciato dopo che il custode del tempio di Gadhimai, Mangal Chaudhary, ha eseguito il «Panchabali» (sacrificio di cinque animali: topolino bianco campestre, maiale, piccione, capra e bufalo) ed il «Narbali» (sacrificio umano, simbolizzato dalla rottura di una noce di cocco previamente riempita di sangue donato da volontari). Successivamente, di fronte a decine di migliaia di persone provenienti da Nepal e India, 250 persone hanno cominciato il rito sacrificale dei 20.000 bufali offerti dai fedeli affinchè la dea Gadhimai esaudisca i loro desideri.
I NUMERI - Complessivamente in tutto il Paese in questa due giorni vengono sacrificati qualcosa come 300.000 animali. Il Gadhimai è in effetti il festival durante il quale si venera la dea della potenza assetata di sangue. Oggi, nella seconda giornata del festival, saranno sgozzate migliaia di capre e poi via via anche altri animali. Su Bariyapur, che si trova nella parte meridionale del Nepal, per assistere alla cerimonia si sono riversati un milione di devoti provenienti anche dall'India. Nei giorni scorsi varie persone sono morte a Bayapur dopo aver bevuto alcol adulterato, mentre Nepalnews segnala che ieri tre bambini, portati dai genitori ad assistere al rito, sono morti per il freddo intenso.
LE PROTESTE ANIMALISTE - Varie organizzazioni animaliste, e la stessa ex attrice francese Brigitte Bardot, sono scese in campo per protestare contro questa pratica, ma a quanto pare senza successo. Da tutto il mondo gli attivisti scritto alle autorità nepalesi chiedendo la fine della festa e, soprattutto, della mattanza degli animali. «Personalmente trovo difficile da immaginare - ha scritto Brigitte Bardot al presidente nepalese Ram Baran Yadav - che il suo cuore possa approvare questa crudeltà». Dinanzi al tempio i rappresentanti di alcune organizzazioni animaliste nepalesi e indiane hanno manifestato contro i sacrifici accusando il governo nepalese di essersene «lavato le mani» spiegando di non avere il potere di fermare la festa religiosa.
IL PICCOLO BUDDHA - Il «piccolo Buddha», Ram Bahadur Bomjan, il giovane che ha meditato nella foresta per settimane senza mangiare nè muoversi, si è raccolto nei pressi del tempio di Gadhimai per chiedere la fine del massacro, così come maestri e monaci tibetani che hanno recitato mantra (preghiere buddiste) intorno al tempio. Oltre 1100 agenti di polizia sono stati dispiegati nella zona per evitare scontri. I primi animali ad essere sacrificati son i bufali, seguiti poi da capre, pecore, polli, piccioni ed anche topi.
 
ALTRE FOTO
http://www.corriere.it/animali/09_novembre_25/massacro-bufali-nepal-proteste_0f2bbc74-d9b7-11de-a7cd-00144f02aabc.shtml

LA VOCE
25 NOVEMBRE 2009
 
Brigit Bardot e gli animalisti protestano
Ventimila bufali sacrificati in Nepal
Domani tocchera' alle capre
 
Kathmandu – Ventimila bufali sono stati sacrificati in Nepal alla dea hindu Gadhimai, malgrado le proteste degli animalisti. Il genocidio tramite sgozzamento dei bufali è avvenuto dopo che il custode del tempio della dea ha eseguito il rituale del sacrificio umano, il Narbali, ovvero la rottura di una noce di cocco dov’era custodito il sangue di alcuni volontari.
Anche l’attrice Brigitte Bardot era scesa in campo per protestare e fermare il sacrificio ma senza alcun risultato. Anzi, domani sarà la volta delle capre visto che molte migliaia di questi animali faranno la stessa fine.

Animalieanimali

25 NOVEMBRE 2009

 

GADHIMAI, AL VIA IN NEPAL IL PIU' GRANDE SACRIFICIO DEL MONDO DI ANIMALI
Tra sgozzatori e proteste animaliste

 

Comincia in Nepal una delle più importanti feste religiose durante la quale oltre 300000 animali vengono sacrificati. Il Gadhimai festival, durante il quale si venera la dea della potenza assetata di sangue, ha preso il via oggi a Bariyapur, nella parte meridionale del Nepal, con l'inizio dell'arrivo di milioni di devoti provenienti anche dall'India. Foltissima anche la presenza di attivisti animalisti che protestano.
Ad aprire il festival religioso, il ministro della salute nepalese Umakanta Chaudhri che ha raggiunto il tempio vecchio di 260 anni dedicato a Gadhimai, per dare inizio al festival. E questo non senza polemiche. A parte quelle sulla sicurezza, visto che il Nepal da settimane registra problemi causati dagli ex ribelli maoisti, a tenere banco sono proprio le polemiche animaliste. Attivisti per i diritti degli animali di tutto il mondo, tra i quali Brigitte Bardot, hanno scritto al presidente nepalese chiedendo la fine della festa e, soprattutto, della mattanza degli animali. "Personalmente trovo difficile da immaginare - ha scritto la Bardot al presidente nepalese Ram Baran Yadav - che il suo cuore possa approvare questa crudeltà". Almeno 40000 bufali, arrivati principalmente dall'India, saranno sacrificati insieme con molti altri animali nel più grande sacrificio di questo tipo di tutto il mondo. Dinanzi al tempio questa mattina attivisti di organizzazioni animaliste nepalesi e indiane manifestavano contro i sacrifici accusando il governo nepalese di essersene "lavato le mani" spiegando di non avere il potere di fermare la festa religiosa.
Il 'piccolo Buddha', Ram Bahadur Bomjan, il giovane che ha meditato nella foresta per settimane senza mangiare né muoversi, si è raccolto nei pressi del tempio di Gadhimai per chiedere la fine del massacro, così come maestri e monaci tibetani che hanno recitato mantra (preghiere buddiste) intorno al tempio. Oltre 1100 agenti di polizia sono stati dispiegati nella zona per evitare scontri. La festa di Gadhimai si celebra ogni cinque anni nella città di Bariyapur. Fino a 500000 animali vengono sacrificati da 250 'sgozzatori' autorizzati. I primi animali ad essere sacrificati son i bufali, seguiti poi da capre, pecore, polli, piccioni ed anche topi. Circa 5 milioni di fedeli sono attesi alla festa, la maggior parte dei quali provenienti dall'India.


WAKEUPNEW
25 NOVEMBRE 2009
 
NEPAL, IL SACRIFICIO RITUALE DI MASSA IMMOLA MIGLIAIA DI ANIMALI
La protesta degli animalisti non ferma le celebrazioni alla dea Gadhimai ritenuta assetata di sangue
 
 
BAYAPUR – È iniziato il martirio degli animali in Nepal. 20.000 bufali sono stati sacrificati a Bayapur, nel distretto di Bara, in nome di Gadhimai, dea hindu della potenza ritenuta assetata di sangue. Il rito sacrificale prevede lo sgozzamento delle bestie affinché la divinità esaudisca i desideri dei fedeli.La festa del Gadhimai è tra le più importanti del calendario indù ed è considerato il più grande evento sacrificale del mondo. Nei 2 giorni di celebrazioni complessivamente verranno sacrificati 300.000 animali. Oggi saranno sgozzate anche migliaia di capre e altri animali il cui sangue verrà domato alla dea. Tantissimi i fedeli accorsi dal Nepal e dall’India per seguire l’evento. Il sito Nepalnews segnala anche che ieri tre bambini, presenti al rito insieme ai genitori, sono morti per il freddo intenso. Una tradizioneL’uccisione rituale degli animali la ritroviamo in tutte le epoche e in tutte le forme religiose, ma non di questa portata. In questo caso l’atto sacrificale ha semplicemente lo scopo adoratorio: la vittima viene offerta per rendere omaggio alla divinità e auspicare la sua benevolenza.Il governo del Nepal ha tenuto duro alle proteste degli animalisti che chiedevano la sospensione del rituale. La richiesta era quella di fermare quest’assurda mattanza e risparmiare le sevizie agli animali, ma a nulla è valsa la scesa in campo anche dell’ex attrice francese Brigitte Bardot che aveva anche scritto al presidente nepalese Ram Baran Yadav pregandolo di mettere fine a questa atroce tradizione.
VIDEO
http://www.wakeupnews.eu/public/wordpress/?p=4653

LA ZAMPA.IT
25 NOVEMBRE 2009

 

Nepal, il massacro di Bayapur

 

KATHMANDU - Fra inutili proteste di animalisti venuti da varie parti del mondo, a Bayapur, nel distretto nepalese di Bara, ha preso inizio il massacro di migliaia di animali in nome di Gadhimai, dea hindu della potenza ritenuta assetata di sangue.
Al termine di questo delirio religioso si conteranno almeno 250mila animali sacrificati da 250 "sgozzatori" autorizzati. Prima i bufali, poi seguiranno capre, pecore, polli, piccioni ed anche topi.Lo sgozzamento di massa dei bufali, scrive il portale Nepalnews, è cominciato dopo che il custode del tempio di Gadhimai, Mangal Chaudhary, ha eseguito il "Panchabali" (sacrificio di cinque animali: topolino bianco campestre, maiale, piccione, capra e bufalo) ed il "Narbali" (sacrificio umano, simbolizzato dalla rottura di una noce di cocco previamente riempita di sangue donato da volontari). Successivamente, di fronte a decine di migliaia di persone provenienti da Nepal e India, 250 persone hanno cominciato il rito sacrificale dei 20.000 bufali offerti dai fedeli affinchè la dea Gadhimai esaudisca i loro desideri.
Varie organizzazioni animaliste, e la stessa ex attrice francese Brigitte Bardot, sono scese in campo per protestare contro questa pratica, ma a quanto pare senza successo. Nei giorni scorsi varie persone sono morte a Bayapur dopo aver bevuto alcol adulterato, mentre Nepalnews segnala che ieri tre bambini, portati dai genitori ad assistere al rito, sono morti per il freddo intenso.

 

******* 

Nepal, sgozzati e massacrati 20mila bufali

 

Fra inutili proteste di animalisti venuti da varie parti del mondo, 20.000 bufali sono stati sacrificati a Bayapur, nel distretto nepalese di Bara, in nome di Gadhimai, dea hindu della potenza ritenuta assetata di sangue.

Lo sgozzamento di massa dei bufali, scrive il portale Nepalnews, è cominciato dopo che il custode del tempio di Gadhimai, Mangal Chaudhary, ha eseguito il "Panchabali" (sacrificio di cinque animali: topolino bianco campestre, maiale, piccione, capra e bufalo) ed il "Narbali" (sacrificio umano, simbolizzato dalla rottura di una noce di cocco previamente riempita di sangue donato da volontari).

Successivamente, di fronte a decine di migliaia di persone provenienti da Nepal e India, 250 persone hanno cominciato il rito sacrificale dei 20.000 bufali offerti dai fedeli affinchè la dea Gadhimai esaudisca i loro desideri.

 

FOTO

http://www.lastampa.it/multimedia/multimedia.asp?IDmsezione=59&IDalbum=22437&tipo=FOTOGALLERY


PERIODICO ITALIANO
25 NOVEMBRE 2009
 
Nepal: sgozzati 20mila bufali per festa induista, animalisti in protesta
 
 
 
Gli animalisti di tutto il mondo sono sul piede di guerra. E’ cominciato ieri in Nepal il ’Gadhimai Festival‘, una delle più importanti feste della religione induista, durante il quale vengono sacrificati oltre 300.000 animali. Le celebrazioni hanno preso il via a Bariyapur, nella zona meridionale della nazione nepalese, dove sono arrivati milioni di fedeli, provenienti anche dall’India, che venerano la potenza della dea Gadhimai assetata di sangue. La festa del Gadhimai mela è tra le più importanti del calendario indù ed è considerato il più grande evento sacrificale del mondo. Dura circa una settimana e si conclude ogni anno il terzo venerdì di novembre. Fulcro dell’evento, il sacrificio al dio Gadhimai di migliaia di migliaia di animali tra i quali bufali, capre e polli, per placare con la loro sofferenza  la rabbia divina e garantire agli uomini fortuna e prosperità.Ieri, dopo che il custode del tempio di Gadhimai ha eseguito il ‘Narbali‘ (sacrificio umano, con la rottura di una noce di cocco colma di sangue donato da volontari) è toccato a circa 20mila bufali, oggi si replica con le capre e a seguire tutti gli altri animali. Sono state inutili le proteste degli animalisti e della paladina degli animali Brigitte Bardot scesi in campo un po’ in tutto il mondo per fermare questo olocausto. Si sono uniti a loro anche i monaci buddisti. Il distretto di Bara, oltre a essere luogo sacro per gli indù, dal 2008 è anche meta di un pellegrinaggio per migliaia di buddisti. Qui vive infatti il giovane monaco Ram Bahadur Bomjon, considerato la reincarnazione vivente di Bhudda. Da giorni centinaia tra monaci e attivisti pregano insieme al ‘piccolo bhudda’ per fermare il sacrificio di animali. “Il massacro di animali in nome della religione è contrario all’umanità e deve essere proibito – afferma Rinpoche Sange Rangjung, monaco buddista e leader delle proteste – in nessuna religione è prevista in modo esplicito l’uccisione degli animali”.

CORRIERE DELLA SERA
25 NOVEMBRE 2009
 
IL VELENOSO CROTALO SAREBBE STATO VISTO IN UNA ZONA VICINA ALLE CASE
Ostia, nuova caccia al serpente a sonagli
Avvistato un terzo rettile dopo i due catturati in settembre e ottobre. Si rafforza l'ipotesi nidiata
 
ROMA - E' di nuovo allarme crotalo sul litorale di Ostia. Un terzo serpente a sonagli - dopo i ritrovamenti di altri due pericolosi rettili il 29 settembre e il 20 ottobre scorsi - è stato avvistato nella Pineta di Castelfusano. Questa volta vicino alla zona abitata. Lo ha visto ieri pomeriggio un podista che ha subito dato l’allarme al Corpo Forestale. Nessun dubbio che il rettile che strisciava tra i cespugli fosse quello pericolosissimo proveniente dal Nord America: i campanellini ossei in fondo al coda suonavano in modo sinistro «inoltre – ha raccontato l’uomo agli agenti – di recente ho visto le fotografie dei vostri ritrovamenti effettuati proprio qui, in pineta».
Squadre di guardie forestali sono al lavoro per individuare e catturare il velenoso animale. In ottobre il secondo crotalo era stato trovato in viale della Villa di Plinio, la strada all’interno del parco che la domenica si riempie di podisti, ciclisti e famiglie a spasso con i bambini.
TIMORI PER LA POPOLAZIONE - Il nuovo avvistamento preoccupa gli esperti: il terzo rettile sarebbe stato visto in una zona vicina a quella urbanizzata. Il rettile è stato visto nella parte del parco adiacente viale Mediterraneo, una zona molto frequentata da podisti, ciclisti e famiglie che vogliono trascorrere un po’ di tempo all’aria aperta. Le precedenti catture erano avvenute a un paio di chilometri di distanza, nella stessa radura oltre la Cristoforo Colombo.
Si teme per l'incolumità dei residenti: il sospetto è che tra i cespugli di Castelfusano si nasconda una nidiata pericolosissima. Uno degli agenti che da martedì sta cercando il serpente a sonagli non nasconde la preoccupazione: «Inizialmente pensavamo a una nidiata. Ma non si può nemmeno escludere che ci sia qualcuno che getta deliberatamente i rettili nel parco».
Il primo serpente era stato cat­turato dal Corpo forestale dopo una bat­tuta di caccia durata un paio di giorni, a fine settembre. Ma da subito gli agenti dell’ufficio Cites (gli «007» che indagano sull’introduzio­ne di specie animali vietate) erano parsi preoccupati dall’ipotesi che l’esemplare individuato non fosse l’uni­co.

IL GAZZETTINO
25 NOVEMBRE 2009
 
MARTELLAGO (VE) -  L’imprenditore Cavallin: «Spero di regalare un sorriso a Natale a chi ne ha bisogno»
Regala trenta capponi alle famiglie in difficoltà
 
Martellago (VE) - Trenta capponi in dono per il pranzo di Natale alle famiglie bisognose del paese. Protagonista del singolare gesto di solidarietà, retaggio di una cultura contadina quasi scomparsa, un imprenditore di Martellago, Costantino Cavallin. Il quale ha un’impresa di installazioni in legno, ma per passione tiene anche numerosi animali da cortile nella sua proprietà, in via Volta. In verità, non è nuovo a omaggi sul genere, da tempo dona alla parrocchia una ventina di oche l’anno. Adesso il salto di qualità. “Per Natale predisponevo sempre per i clienti dei presenti, ma stavolta ho pensato a qualcosa di diverso – dice – L’idea mi è venuta da una parrocchia vicentina che invitava i fedeli ad adottare una famiglia in difficoltà. Sono periodi duri, la crisi è pesante. Sarebbe bello se ognuno di noi rinunciasse a qualcosa, anche piccole cose, per darlo a chi ha veramente bisogno: regaleremmo un sorriso a chi se la passa male e ricaveremmo un grande arricchimento interiore. Fare un’opera buona mi paga tanto”.E così l’imprenditore, oltre a qualche lavoretto gratis che fa già, ha pensato di donare tutti capponi che teneva e che, nei prossimi giorni, saranno distribuiti a trenta famiglie indigenti selezionate della parrocchia.“In questo modo queste persone potranno almeno preparare un degno pranzo di Natale – conclude Cavallin - e dimenticare per un giorno i loro problemi”.

CORRIERE DELLA SERA
25 NOVEMBRE 2009
 
Gli animalisti: per colpa degli ormoni moriranno comunque in breve tempo
Obama «grazia» i suoi primi tacchini
Ma altri 45 milioni di esemplari finiranno in forno negli Usa per il Giorno del Ringraziamento
 
L'ultimo tacchino «graziato» da George W. Bush (Reuters)
 
MILANO - Saranno gli unici della loro specie ad avere qualcosa per cui ringraziare. Per tutti gli altri, invece, la vigilia del Giorno del ringraziamento è il preludio al forno con cui saranno cucinati per celebrare il Thanksgiving Day, che negli Usa si celebra il quarto giovedì di novembre. E' una delle ricorrenze tradizionali maggiormente sentite in America e la tradizione vuole che il menù del giorno sia a base di tacchino. Ma sempre la tradizione vuole che uno o più esemplari di questo volatile vengano pubblicamente «graziati» dal presidente di turno. Quest'anno toccherà a Obama e per lui sarà la prima volta dall'insediamento alla Casa Bianca.
GRAZIATI E «BIO» - Il nome dei due pennuti che eviteranno di finire in padella, unici fortunati tra i circa 45 milioni di tacchini che finiranno sulla tavola degli americani quest’anno, è ancora rigorosamente top secret. La Casa Bianca non ha fatto trapelare i dettagli ma le indiscrezioni parlano di animali rigorosamente biologici, in linea con lo stile voluto dalla first lady, divenuta una portabandiera dell’alimentazione sana negli Stati Uniti.
LA TRADIZIONE - Quella della grazia presidenziale è una tradizione arrivata oramai al ventesimo anno di vita. Sebbene in molti ritengano che il primo presidente a risparmiare dal forno della Casa Bianca i sontuosi volatili sia stato Harry Truman, a ufficializzare la cerimonia è stato George H.W. Bush nel 1989. Anche John Fitzgerald Kennedy scelse di non cucinare il tacchino che ogni anno viene offerto al presidente, ma senza "graziarlo" esplicitamente.
MA POI CI SONO GLI ORMONI...- Per decisione di George W. Bush invece, dopo essere scampati al ripieno presidenziale, i due tacchini vengono inviati a Disneyland (o a Disneyworld) dove partecipano alle cerimonie ufficiali per il giorno del Ringraziamento e per qualche giorno diventano l’attrazione del parco giochi. Nonostante il gesto di clemenza i tacchini in questione generalmente non sopravvivono abbastanza a lungo da vedere i loro successori. Secondo gli ambientalisti la colpa è degli ormoni con cui gli animali vengono cresciuti, fatto sta che anche Pumpkin, l’ultimo tacchino graziato da Bush è passato a miglior vita l’estate scorsa.

LA NUOVA VENEZIA

25 NOVEMBRE 2009

 

Spariti due cigni neri

 

DOLO (VE). Scappati o rubati? Spariti due cigni neri che avevano costruito il loro nido lungo le sponde del Naviglio Brenta all’altezza della zona del Foro Boario di Dolo. I due animali erano in poco tempo divenuti un attrattiva per grandi e piccini. Chiunque ne abbia notizia è pregato di contattare questo indirizzo: [email protected]  o chiamare i vigili urbani.

http://persietrovati.blogspot.com/2009/11/dolo-ve-smarritorubati-due-cigni-neri.html


IL TIRRENO LIVORNO

25 NOVEMBRE 2009

 

SOS ANIMALI

 

SMARRITO SPRINGER.  È stato smarrito un cane da caccia Springer marrone e bianco nella zona di Decathlon sabato alle ore 18 circa. Non ha collare. Per avvistamenti o ritrovamenti tel. 338 2944617.  

http://persietrovati.blogspot.com/2009/11/livorno-smarrito-cane-springer-maschio.html

 

 

TROVATO VOLPINO BIANCO E NERO.  È stato trovato sabato in via dell’Antimonio (zona via Mastacchi) un simil volpino bianco e nero, molto buono, con collarino antipulci. Apparentemente anziano, non ha né microchip né tatuaggio. Chi lo avesse smarrito può chiamare i numeri 347 3171659 o 329 4425639.

http://persietrovati.blogspot.com/2009/11/livorno-trovato-cane-simil-volpino.html


IL GIORNALE
25 NOVEMBRE 2009
 
Cani Bagni d’inverno grazie a Biasotti
 
Provincia di Savona - C’è chi non ha problemi a fare il bagno in qualsiasi momento dell’anno e più o meno con qualsiasi temperatura. Il cimento invernale è puro divertimento per i cani che tuttavia non potrebbero tuffarsi in mare. D’estate infatti possono usufruire delle spiagge riservate, ma con la chiusura degli stabilimenti torna in vigore l’ordinanza generale con i divieti. Così nei giorni scorsi alcuni proprietari di cani e associazioni animaliste si sono attivati per una manifestazione in favore della liberalizzazione del «bagno invernale» per i quattrozampe. La petizione che ha raccolto circa 300 firme, è stata sostenuta anche da Sandro Biasotti che ha incontrato il presidente dell’autorità portuale di Savona, Rino Canavese. Che si è impegnato a firmare un’istanza per l’utilizzo della spiaggia attrezzata «Bau Bau Village» di Albissola Marina anche in inverno. «Voglio ringraziare Canavese e l’autorità portuale di Savona per la sensibilità dimostrata - ha sottolineato Biasotti, accolto da trionfatore dai padroni dei cani - Tanti amici a quattrozampe potranno continuare a fare il bagno anche d’estate».

L'ARENA GIORNALE DI VERONA

25 NOVEMBRE 2009

 

CAPRINO (VR). Rilanciata una campagna di salvaguardia nata negli Stati Uniti che ha trovato proseliti in molti Comuni italiani

Il Baldo accoglie l’Sos dal Texas «Date una casa ai pipistrelli»
Paolo Cugildi, da Malga Natura: «Un sacco di false credenze verso un animale che rende un grande servizio agli umani»

 

 

 

Caprino (VR) - «Costruisci una casetta per i pipistrelli per evitare che scompaiano». L’insolita campagna di sensibilizzazione, che non richiede grandi spese, è facile ed è un ricostituente per l’ambiente nasce per iniziativa di Paolo Cugildi, di Caprino, che propone di lanciarla anche nelle scuole. Cugildi, presidente del Gruppo micologico Orto d’Europa e direttore di Malga Natura, proprietà del Comune ma a Ferrara di Monte Baldo, si allinea così con la Bat Conservation International del Texas. È la Società internazionale per la protezione dei pipistrelli, il cui criptico logo è il simbolo cinese della prosperità attorniato proprio da cinque pipistrelli stilizzati rossi (il colore della gioia) che rappresentano le altrettante «fortune» che ognuno auspica nella vita: «Salute, longevità, prosperità, amore per le virtù e una morte naturale».
Tutti valori ecosostenibili che Cugildi sintetizza così: «Avere pipistrelli vicino a casa è una gran fortuna, invece, per cause non sempre volute, sono drasticamente diminuiti nel territorio. Si sono tagliati troppi alberi secolari, che erano i loro condomini, e sono mutate le tipologie edilizie», precisa. «Un tempo trovavano ospitalità nelle soffitte e tra le crepe di muri, mentre le nuove case, con serramenti ermetici, tetti ventilati e mascherine anti-intrusione, sono per loro impenetrabili». Così vanno aiutati. «Come hanno capito alcuni Comuni intelligenti dell’Emilia Romagna e della Toscana che, facendo propria la campagna "adotta un pipistrello", hanno fatto crescere queste comunità dimezzando le spese per la disinfestazione contro le zanzare».
I pipistrelli, ordine dei Chirotteri, sono infatti bestiole ecologiche: «Purtroppo l’ignoranza in materia e credenze popolari gli hanno affibbiato una pessima reputazione, facendo scordare che a questi insettivori non possiamo attribuire alcun danno. Ci sono al contrario alleati perché mangiano un’infinità d’insetti dannosi all’agricoltura, per non parlare delle migliaia di moscerini e zanzare che arrivano a divorare in una notte d’estate». Eppure li abbiamo demonizzati. A parte Batman, eroica incarnazione superumana, c’è chi li chiama «topi con le ali»: ma non fanno i guai dei roditori. «Si crede ancora che s’attacchino ai capelli, ma chi lo afferma è un bugiardo non avendo mai nessuno assistito a un simile evento», dice Cugildi assicurando che è invece realtà il drastico calo di queste bestiole: «Perciò invitiamo a costruire le casette. Bastano ritagli di legno e qualche chiodo e sono anche in vendita a poco prezzo in negozi per animali che danno precise informazioni. Più ne istalleremo più probabilità avremo che restino».
Molti invece li uccidono: «Dimenticando che sono protetti dalla legge, l’articolo 38 della Legge sulla Caccia 5/6/1939». Meglio anche sradicare i pregiudizi: «Parlandone a scuola dove i bambini sarebbero i primi a entusiasmarsi all’idea di costruire la casetta per un nuovo amico». Info: 347 740 80 79.


IL GAZZETTINO

25 NOVEMBRE 2009

 

Rabbia, vaccinazione per 230mila cani a Belluno, Treviso, Vicenza e Venezia

La Regione: ricomparso il virus mortale, sarà obbligatoria Blocco della caccia nelle aree a rischio sulla Pedemontana

 

 

Loredana Losso

 

BELLUNO  - Vaccinazione di massa obbligatoria per 230.000 cani delle province di Belluno, Treviso, Vicenza e Venezia entro il 28 febbraio prossimo, consigliata per gatti e furetti, oltre 300.000 esche per la vaccinazione orale dei predatori selvatici, serbatoio dell’infezione e blocco della caccia con cani in tutte le aree a rischio lungo la pedemontana.Sono questi i numeri del provvedimento sanitario firmato nel tardo pomeriggio di ieri dai referenti della Sanità della Regione Veneto. Mentre rimane ancora da stabilire l’entità della “tariffa agevolata” che sarà applicata dalle Ulss locali per il servizio pubblico di vaccinazione, già si stima un costo di oltre 600.000 euro per la profilassi della sola rabbia silvestre. «Misure rigide, ma necessarie per arginare la diffusione di un virus mortale, ricomparso dopo anni di assenza a metà ottobre 2008 in Friuli Venezia Giulia» è stato il commento dei rappresentanti dell’istituto nazionale di referenza per la rabbia. La malattia si sta, infatti, diffondendo a macchia d’olio nei territori dell’area orientale della nostra penisola che confinano con aree dove l’epidemia è storicamente persistente, come la Slovenia, già impegnata nella vaccinazione orale dei selvatici, e la Croazia, paese in cui, invece la profilassi è assente.Per il direttore del centro nazionale di referenza per la rabbia, Franco Multinelli «la prevenzione è fondamentale considerando il costante aumento di animali infetti veicolo del virus». 46 sono, infatti, i casi segnalati ad oggi, che tracciano la mappa della recente diffusione della rabbia: dai confini orientali del Friuli in direzione Sud e Ovest, verso le province di Pordenone e Udine, le prime ad essere contagiate, a metà del 2008, dal virus veicolato dalle volpi provenienti dai Balcani, e, infine, in quella di Belluno, dove si segnala l’unico, almeno per ora, caso di cane morto, infettato probabilmente dalla morsicatura di un selvatico rabbioso.E proprio nella provincia alpina è stato individuato il focolaio dell’infezione. Sono, infatti, risultati positivi agli accertamenti le quattro volpi e il tasso rinvenuti, rispettivamente, a Pieve di Cadore, Longarone, Forno di Zoldo e Valle di Cadore. «La prima volpe trovata morta lo scorso 17 ottobre e la distribuzione delle altre carcasse indicano una diffusione sempre maggiore della rabbia – ha fatto notare la referente regionale, Sonia Caldarola – che impone misure di contenimento entro un raggio di 50 chilometri». A chiedere adeguate azioni di prevenzione e monitoraggio della malattia è stata anche la Comunità europea, che ha imposto la vaccinazione obbligatoria dei cani e consigliata per gatti, furetti e altri animali di compagnia in 23 Ulss venete.


TG COM
25 NOVEMBRE 2009
 
Australia,cammelli assediano città
In cerca d'acqua, infuriati per siccità
 
 
 
Una piccola comunità nell'Outback australiano, nel cuore della regione desertica interna, è assediata da migliaia di cammelli infuriati, in cerca d'acqua. Assetati dalla prolungata siccità, i seimila cammelli hanno messo a soqquadro una cittadina, Docker River, calpestando infrastrutture, rompendo le condotte e danneggiando seriamente persino la pista d'atterraggio. Il governo ha definito "critica" la situazione e fatto uno stanziamento d'emergenza.C'è anche un'emergenza sanitaria perché nella furia alcuni cammelli sono stati calpestati e le carcasse abbandonate giacciono sul terreno. A Docker River i cammelli sono arrivati poco più di un mese fa e da allora il loro numero è andato via via crescendo. La gran parte degli aborigeni locali si sono rinchiusi nelle abitazioni e si rifiutano di uscire; ma i ragazzini sono a rischio perché vorrebbero uscire e giocare con gli animali, ma rischiano di essere stravolti. I  cammelli sono così disperati che hanno rotto gli idranti e gli abbeveratoi; e si sono spinti a dissetarsi persino succhiando le gocce di vapore che si creano attorno ai sistemi d'aria condizionata sui tetti delle case. "Quello che accade è che i cammelli arrivano in città in cerca d'acqua per quattro o cinque giorni: riescono a dissetarsi e allora si fermano... Ma allora ne arrivano altri. E il numero aumenta di giorno in giorno", ha detto Graham Taylor, uno degli amministratori locale.La soluzione che si è immaginata è che gli elicotteri spingano i cammelli in branco qualche chilometro fuori dalla città e lì vengano abbattuti. In Australia centrale circolano più di un milione di cammelli selvaggi, che, insieme ai cavalli e agli asini, mettono a rischio e distruggono il fragile ecosistema desertico e le risorse idriche. A luglio, il governo federale ha stanziato 19 mln di dollari australiani per affrontare l'emergenza, anche con l'abbattimento di massa.

GAZZETTA DI PARMA
25 NOVEMBRE 2009
 
Morta in Australia la pecora più vecchia del mondo: aveva 23 anni
 
 
 
La pecora più vecchia del mondo,  immortalata nel Guinness dei primati, è morta in Australia a 23 anni - il doppio dell’aspettativa di vita della sua specie - vittima dell’ondata di caldo record che ha colpito il sudest del continente nei giorni scorsi.
'Lucky' era una celebrità nel paesino di Lake Bolac, 300 abitanti, a ovest di Melbourne, dove l’ente turismo vende cartoline, segnalibri e campioni della sua lana, oltre a copie  del certificato del Guinness. La femmina, un incrocio  Polwart-Dorchester, è morta lunedì nella fattoria dove era  stata trovata, abbandonata appena nata dalla madre, dalla  proprietaria Delrae Westagart che l’ha allattata con il biberon.
«L'abbiamo portata nel capannone in cui era stata allevata e abbiamo acceso l’aria condizionata, ma non ce l’ha fatta», ha  detto la donna al quotidiano Herald Sun. Lucky, che era rimasta  senza denti e soffriva di artrite, è stata sepolta sotto il suo albero preferito, un nocepesco.

LIBERO

25 NOVEMBRE 2009

 

Scompare la "tigre di Putin" Allarme in tutta la Russia

 

In Russia è allarme per la scomparsa della “tigre di Putin”. Un tigre divenuta famosa – al punto da essere soprannominata “la tigre di Putin” – lo scorso anno, dopo che il premier russo Vladimir Putin l'aveva personalmente addormentata sparandole una sostanza tranquillante, sarebbe scomparsa.Il 31 agosto 2008, approfittando del suo soggiorno in Estremo Oriente, Vladimir Putin volle visitare una riserva che ospita le tigri dell'Ussuri, felini in via di estinzione. Il premier russo fu condotto sul luogo dove una tigre era caduta in una trappola. Dopo un primo tentativo andato parzialmente a vuoto da parte di una troupe televisiva, Putin volle addormentare personalmente l'animale, al quale sparò una sostanza tranquillante. Le immagini di Putin che accarezzava amorevolmente la tigre fecero il giro del mondo, fomentando l’immagine di premier virile e coraggioso che Putin ama dare di sé. Il premier russo aveva applicato alla grande tigre dell'Ussuri uno speciale collare satellitare allo scopo di seguire continuamente i suoi spostamenti. Dal primo ottobre successivo sul sito personale di Putin era apparsa una mappa con tutti gli spostamenti della tigre, che in tal modo era possibile seguire nei minimi dettagli. A segnare tali spostamenti erano gli specialisti di un Istituto scientifico per lo studio dell'evoluzione degli animali.Oggi, tuttavia, il quotidiano “Moskovski Komsomoliets” lancia l'allarme, affermando che dal 17 settembre della “tigre di Putin” si è persa ogni traccia, dato che i suoi spostamenti non risultano più nell'apposita mappa.Le batterie dei sensori dei quali è fornito il collare della tigre hanno un’autonomia di un anno e mezzo, e avrebbero dunque dovuto durare fino a gennaio-febbraio. Il giornale avanza diverse ipotesi, tra le quali un esaurimento anticipato delle pile: in questo caso, comunque, «ci si aspetterebbe delle spiegazioni sul sito» scrive. L'assenza di qualsiasi commento - aggiunge il giornale - induce a fare ipotesi più pessimistiche, compresa una possibile malattia della tigre o, con una triste ironia - secondo il “Moskovski Komsomoliets” - è possibile che la “tigre di Putin” sia arrivata in Cina, dove «i cinesi l'hanno privata del collare, mandandola in un circo dove soffre di nostalgia». Infine, sempre per il giornale ipotizza che, a causa della crisi, sia stato licenziato dall'Istituto di ricerca lo specialista incaricato di seguire e segnalare sulla mappa gli spostamenti della tigre.


LA REPUBBLICA

25 NOVEMBRE 2009

 

SCOMPARSA LA TIGRE DI PUTIN CON IL GPS

 

FOTO

http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/tigre-putin/1.html


ANSA

25 NOVEMBRE 2009

 

Russia: allarme, poi rientrato, per 'tigre di Putin'

Il premier russo aveva applicato al felino un collare satellitare dopo averla addormentata

 

25 novembre, 21:23

 

MOSCA - La 'tigre di Putin', della quale oggi la stampa russa denunciava la scomparsa, e' sana e salva, sta bene e anzi ha avuto un tigrotto. Lo ha detto questa sera Dmitri Peskov, portavoce del premier russo Vladimir Putin, commentando le notizie allarmanti della stampa, secondo cui dallo scorso settembre non arriva piu' alcun segnale dal collare satellitare munito di speciale sensore applicato all'animale dallo steso Putin nell'agosto 2008. ''Poco tempo fa - ha detto Peskov citato dalla Itar-Tass - gli studiosi impegnati nelle ricerche sulle tigri dell'Ussuri nell'Estremo Oriente russo, hanno sostituito il collare satellitare sull'animale poiche' a quello originario si erano scaricate le batterie''. Attualmente - ha aggiunto - ''si sta cercando di attivare il nuovo sistema di collegamento che consentira' nuovamente di seguire gli spostamenti della tigre''. Secondo Peskov, gli studiosi sono riusciti inoltre a sistemare un collare dello stesso tipo anche sul tigrotto, che peraltro non e' piu' cosi' piccolo. Il portavoce di Putin ha quindi ringraziato tutti coloro che hanno mostrato interesse per le sorti della 'tigre di Putin', invitando a non preoccuparsi.


COMUNICATO ENPA
25 NOVEMBRE 2009
 
ANIMALI. MAI PIÙ ELEFANTI NEGLI ZOO INDIANI. L’ENPA: “QUANDO LA LIBERTÀ ANCHE IN ITALIA?”
 
La svolta in materia di detenzione di animali circhi e zoo arriva dall’India: facendo seguito alle pressioni del governo, l’Autorità Centrale dei Giardini Zoologici indiani ha infatti vietato la detenzione in cattività degli elefanti. Il divieto è stato imposto per proteggere gli esemplari di elefante indiano; gli animali che finalmente abbandoneranno il chiuso dei loro recinti saranno gestiti all’interno dei parchi naturali. Il provvedimento delle autorità indiane è importante perché, proprio dalla direzione degli zoo viene l’affermazione della incompatibilità per gli elefanti della vita in condizioni di cattività; tuttavia il provvedimento non affronta altre situazioni di sfruttamento degli elefanti, infatti la destinazione all’interno dei parchi naturali non configura uno stato di benessere e di libertà ma il condizionamento alle esigenze del turismo il che per gli elefanti significa lavoro e stress. Pur con questa lacuna, la decisione delle autorità indiane è un passo avanti in quanto afferma un principio. “Questo provvedimento – ha dichiarato Giovanni Guadagna, responsabile Ufficio Cattività di Enpa – crea una situazione paradossale: mentre l’India libera gli elefanti dagli zoo per restituirli ai parchi naturali, l’Italia, con la scusa di presunti progetti conservazionistici, premia anche economicamente le strutture della cattività animale. Da notare, inoltre, e questo rappresenta un altro paradosso, che nel nostro Paese si trovano numerosi esemplari di elefante indiano, proprio quella specie che il governo dell’India si è impegnato a tutelare”. L’unico modo per salvaguardare gli esemplari di una specie in via di estinzione – secondo l’Enpa - è di proteggerli all’interno del loro ambiente naturale, non di costringerli a riprodursi tra gabbie e recinti. “In materia di cattività – aggiunge Guadagna – il nostro Paese è ancora molto indietro: ci sono alcune proposte di legge per liberare gli animali dalle loro prigioni ma sono tuttora ferme in Parlamento”. “Alcuni mesi fa – conclude Guadagna - a darci una lezione di civiltà è stata la Bolivia che ha vietato i circhi con gli animali, adesso è il turno dell’India; saremo in grado di seguire il loro esempio?”.

ANSA AMBIENTE

25 NOVEMBRE 2009

 

ANIMALI: TIGRI SIBERIA DIMEZZATE PER CACCIA DI FRODO

 

ROMA, 25 NOV - Le tigri siberiane che popolano l'Estremo Oriente russo tra il lago Baikal e l'oceano Pacifico, gia' a rischio estinzione, si sono dimezzate negli ultimi 10 anni a causa della caccia di frodo e della progressiva distruzione del loro habitat naturale. A lanciare l'allarme e' la Wildlife Conservation Society (Wcs) che ha appena annunciato i dati contenuti nel rapporto del 'Programma annuale di monitoraggio demografico delle tigri siberiane' coordinato dal governo russo. Il monitoraggio ha evidenziato una diminuzione del numero di tigri di addirittura il 40% in una vasta area siberiana di 23.000 chilometri quadrati. Il numero complessivo degli esemplari superstiti, nella regione monitorata, e', secondo il rapporto, ''di soli 56 felini''. Gli autori del rapporto precisano che le precipitazioni nevose abbondanti dell'inverno 2009 potrebbero avere disperso alcune tigri, costringendole a 'sfuggire' alla zona monitorata e rendendole meno individuabili, e 'censibili'. Ma i dati dell'indagine restano comunque preoccupanti e ''richiedono un intervento immediato da parte delle autorita' governative russe'',spiega sul sito del Wcs John Robinson, il vicepresidente dell'organizzazione ambientalista.


LA PROVINCIA DI COMO
25 NOVEMBRE 2009
 
Super menù per cani e gatti Un corso per diventare chef
 
Cani e gatti sempre più 'umani' e sempre più gourmet: per fare felici anche a tavola Fido e Micio arriva il primo corso on line che insegna ai padroni qual'è il menù più amato dal propri compagno a quattro zampe.
Il titolo del corso è "Chef of Dogs - Chef of Cats": composto da sei dispense preparate da esperti nutrizionisti operati nelle maggiori case di produzione di alimenti per animali, ha lo scopo di insegnare a tutti coloro che amano i propri animali i piccoli segreti culinari per renderli più felici e allo stesso tempo per garantire loro una giusta, sana ed equilibrata alimentazione.
Per iscriversi al corso è sufficiente inviare i propri dati a [email protected] entro il 20 dicembre prossimo. L`inizio dei corsi è previsto per il mese di febbraio 2010.
"La nostra idea è quella di trasformare tutti gli amanti degli animali in veri e propri chef per il loro cane o per il loro gatto - dice Lorenzo Croce presidente nazionale Aidaa - Oltre alle dispense sarà possibile anche interagire con gli esperti online, e alla fine del corso a tutti i partecipanti invieremo sempre online una serie di gustosissime ricette nelle quali cimentarsi per rendere felice fido e far leccare i baffi, nel vero senso della parola, a micio".

LA GAZZETTA DI MANTOVA

25 NOVEMBRE 2009

 

Travolta da un auto mentre insegue il cane

 

GONZAGA (MN). Quando la cagnolina le è sfuggita e ha cominciato a correre verso la strada, non ha avuto esitazioni: le è corsa dietro. Sarebbe questa l’origine dell’incidente accaduto ieri pomeriggio alle porte del paese, in via Guerrieri Gonzaga, in cui una donna è stata travolta in mezzo alla strada. La fortuna di Elena Ballottari, trent’anni, è stata quella di essere stata investita da un’auto che s’era appena avviata, e di essere stata colpita soltanto di striscio. Contusa e sotto shock è stata accompagnata in ambulanza al pronto soccorso di Suzzara. Spaventata, ma illesa, la cagnolina, ritrovata più tardi in un parcheggio non lontano.  L’incidente è accaduto poco dopo le diciotto. Ad investire la donna la Fiat Panda di un pensionato del paese, un 64enne che stava rientrando a casa dopo la spesa. Diretta verso il centro, la Panda s’è fermata dietro un’auto che stava voltando per via Bonacolsi e quindi è ripartita. Pochi metri dopo, l’urto con la donna che, intenta a seguire con gli occhi la cagnolina, probabilmente non s’è accorta dell’auto in arrivo. La donna, caduta a terra, sarebbe stata colta da un leggero malore dovuto allo spavento e alla preoccupazione per il cane, recuperato poco più tardi da una passante in un parcheggio.


IL TIRRENO

25 NOVEMBRE 2009

 

Cavallo scivola nel canale Salvato dai vigili del fuoco

 

VALPIANA (GR). Era scivolato nel canale e non riusciva più a venir fuori: l’altezza dell’acqua (1,5 metri) e le sponde in cemento armato impedivano all’animale di risalire.  C’è voluto l’intervento dei vigili del fuoco del distaccamento di Follonica (la squadra era composta da cinque elementi) e di una squadra Saf da Grosseto (due componenti) per portare in salvo il cavallo, vittima di una caduta all’interno di un canale per il riempimento di un bacino idroelettrico. I vigili del fuoco hanno agito in collaborazione con un medico veterinario: questi ha provveduto a sedare l’animale.  Con l’ausilio di una ruspa messa a disposizione di un privato e delle dotazioni sollevamento del mezzo Aps, il cavallo è stato issato al sicuro e lasciato alle cure del veterinario. Brutta avventura finita bene nel giro di poco tempo.


BIG HUNTER
25 NOVEMBRE 2009
 
Il calendario delle Cacciatrici Trentine: "semplicità, un pizzico di ironia e un amore profondo per la natura"
 
           
 
Il Gruppo Cacciatrici Trentine, guidato da Eddi Titta, si è costituto formalmente da pochi mesi, ma ha già al suo attivo lodevoli iniziative culturali e didattiche che senza alcun dubbio contribuiscono ad accrescere il valore sociale dell'arte venatoria in Trentino ma anche altrove. Ne è un esempio la mostra della scorsa estate Fauna, Flora, piante officinali e Arte Venatoria, un interessante evento accompagnato da momenti didattici pensati su misura per i bambini. Ancora per i più piccoli (ma non solo) le "signore del bosco" hanno riscosso grande successo con l'evento Informazione, Cultura e Giochi per bambini nel Mondo della Caccia...”, una serie di iniziative per conoscere gli animali selvatici attraverso la pittura e una sfilata di moda dedicata all'abbigliamento tradizionale da caccia, con le cacciatrici protagoniste in passerella.
A coronare questo quadro di eventi culturali le cacciatrici trentine hanno presentato ieri il  calendario 2010 che le ritrae protagoniste in ambiente venatorio (nella Riserva comunale di Bleggio inferiore e presso il Centro della Fauna alpina di Casteller), attraverso i suggestivi e delicati scatti di Claudio e Matteo Rensi. "Il calendario è nato quasi per scherzo – ha detto la presidente Eddi Titta alla presentazione -, quasi d'istinto, per poterci conoscere tra di noi e per farci conoscere come gruppo nell'ambiente venatorio. Se parliamo di caccia, ci accorgiamo subito di quanto interesse susciti l'argomento. Con quale fervore se ne discuta, quanto sia spunto per articoli e dibattiti che sviluppano punti di vista diversi, a volte anche contrastanti. Ma se a tutto questo aggiungiamo poi la parola cacciatrici ecco che la discussione si amplia ancora!”.“Per molte persone – ha spiegato Titta - è difficile immaginare una donna che esercita l’arte venatoria, una cosa tradizionalmente “da uomini”. Qualcuno insinua persino che a noi manchi un po’ di femminilità. La nostra risposta è anche, a livello di immagine comunicazione, nel calendario che presentiamo. Ci presentiamo con un pizzico di ironia, con semplicità, con un amore profondo per la natura e per le nostre montagne. Con l'orgoglio e la consapevolezza dell'essere cacciatrici, senza dimenticare il nostro essere, prima di ogni altra, cosa donne”.
Sandro Flaim, presidente dell’Associazione Cacciatori Trentini si è complimentato con le cacciatrici per il lavoro “credo che questo calendario – ha detto Flaim - dia voce e sostanza ad uno degli aspetti meno conosciuti del variegato mondo della caccia. Un mondo ben più composito e radicato nella società di quanto comunemente ne pensi l’opinione pubblica e di quanto lo rappresentino i mass-media”. “La presenza femminile nel mondo venatorio è minoritaria, ma in anni recenti si sta assistendo ad una sua crescita costante sia in termini numerici che qualitativi”, ha spiegato Flaim, che ha poi sottolineato l'importanza delle istanze etiche peculiari portati avanti dalla componente femminile, in quanto contribuisce in maniera incisiva a presentare l'arte venatoria ai non cacciatori al di là dei soliti cliché che non rendono giustizia alla realtà. “Le nostre “buone pratiche” - ha detto Flaim - hanno bisogno di messaggi divulgati e anche di testimonial fortemente comunicativi: un ruolo che le nostre cacciatrici stanno dimostrando di saper svolgere benissimo”.
Le cacciatrici in provincia sono una settantina su settemila praticanti ma la presenza femminile è sempre più qualificata. Diverse cacciatrici hanno ormai conseguito la qualifica di “esperto accompagnatore”, abilitazione che si ottiene dopo anni di licenza e un esame estremamente selettivo. E una componente femminile è presente anche nel novero superspecialistico dei Conduttori di cani da recupero abilitati.
Nel 2009, per la cronaca, alla guida del Gruppo Cinofilo Trentino (Delegazione dell’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana) è stata nominata una donna, la giovane conduttrice di cane da recupero Barbara Pincigher. Due giovani cacciatrici trentine si sono infine guadagnate anche la copertina dell’ultimo numero del periodico “Caccia Alpina” (organo ufficiale dell’Unione Nazionale Cacciatori Zona Alpi).
Insomma, le Cacciatrici Trentine ci sono e crescono, ce lo ricorderanno mese per mese per tutto l’anno a venire, con le piacevoli immagini i del calendario che hanno realizzato.

TRENTINO

25 NOVEMBRE 2009

 

Le cacciatrici trentine nei panni delle modelle

 

Sandra Matuella

 

TRENTO. Un anno da sfogliare tra foto di bellezze... in abito da cacciatrici. E’ il calendario 2010 presentato ieri dal Gruppo cacciatrici trentine. Sì perché la caccia, tradizionalmente legata al mondo maschile, in Trentino si tinge di rosa. Da alcuni mesi si è appunto costituito il Gruppo cacciatrici trentine, guidato da Eddi Titta. Sono una settantina, poche rispetto alle colleghe altoatesine già a quota 250, ma molto agguerrite e intraprendenti. Hanno già organizzato conferenze, mostre, progetti didattici con le scuole e perfino una sfilata di moda, tra animali selvatici e piante officinali.  Ieri pomeriggio, al Centro fauna alpina, la novità: il calendario 2010 delle cacciatrici trentine. Scattate dai fotografi Claudio e Matteo Rensi, le foto rappresentano quello che si potrebbe definire l’ideale attuale della caccia, più contemplativo e meno aggressivo, dove i binocoli spesso si sostituiscono a fucili e trofei di caccia, per un atteggiamento di osservazione dell’ambiente nel suo insieme. Così, le moderne discendenti della dea Diana sono ritratte immerse nel verde del Bleggio inferiore, con cani e bastoni finemente decorati. Durante la presentazione di ieri, un cacciatore ha lamentato che il calendario è «poco Pirelli e le cacciatrici troppo vestite!». Prontamente la presidente Eddi Titta ha risposto che questo calendario è solo l’inizio e ha assicurato, con un pizzico di malizia, che quello del prossimo anno riserverà belle sorprese.  Originale anche la distribuzione del calendario, che costa 5 euro e avverrà nelle varie riserve di caccia del Trentino, ma anche tramite Facebook, su cui si trovano tutte le cacciatrici trentine.  Il ruolo delle donne nella caccia è strategico: «Sono portatrici di una nuova immagine e nuovi valori - ha spiegato ieri il presidente Sandro Flaim - e ne abbiamo bisogno, perché a livello mediatico i cacciatori sono visti in modo negativo».


TAM TAM
25 NOVEMBRE 2009
 
Sportivissimi cacciatori di frodo disseminano di lacci i boschi di Todi
Cinque trappole per animali, poste da bracconieri a cui piace vincere facile, facile, rinvenuti dalla Polizia Provinciale
 
 
Todi (PG) - Sequestrati dalla Polizia provinciale cinque lacci innescati posti in cattura all’interno di un bosco.
L’intervento di antibracconaggio è avvenuto nel comprensorio del Tuderte.
I lacci, mimetizzati tra gli arbusti, erano idonei per la cattura di mammiferi di fauna selvatica di grande e media taglia, pertanto destinati anche alla cattura di specie protette, quale il lupo ed altre, oltre ai cinghiali, data la non selettività di questo mezzo di cattura.
La caccia con i lacci è considerata la forma venatoria più cruenta, dal momento che l’animale catturato muore per soffocamento dovuto allo strozzamento del collo provocato dalla corda metallica che forma il laccio.
La Polizia Provinciale di Perugia, che ogni anno sequestra numerosi lacci, continuerà quest’opera di controllo nel territorio, auspicando collaborazione, anche in forma di segnalazione per prevenire e reprimere il fenomeno del bracconaggio.

CORRIERE DELLE ALPI

25 NOVEMBRE 2009

 

L'Ue: «Dovete fermare la diffusione»

 

BELLUNO. La situazione è allarmante, tanto che sul Veneto e su tutta l’Italia ci sono gli occhi puntati anche dell’Unione Europea, che impone che si contenga il diffondersi della malattia.  Sono ore concitate quelle che si stanno vivendo da quando è stato segnalato il primo caso di rabbia in provincia, il 17 novembre a Lozzo di Cadore. I vertici a Venezia e al ministero a Roma si sono susseguiti. E per dare un’idea di come l’evolversi della situazione sia sotto la lente dell’Europa, ieri c’è stato l’ennesimo incontro col ministero a cui hanno partecipato le Province autonome di Trento e Bolzano, la Regione Friuli e anche la Lombardia. «L’Unione Europea vuol creare un cordone di rispetto ampio per limitare che la malattia raggiunga altri paesi europei», ha detto Piero Vio, responsabile del servizio di Igiene e salute del Veneto.   Malattia mortale. Come ha rilevato Franco Mutinelli dell’Istituto zooprofilattico delle Venezia, referente del settore rabbia, la malattia è venuta dal Friuli (e qui è arrivata dalla Slovenia, dove è giunta dalla vicina Croazia, che non esegue nessun intervento antirabbico), dove sono a oggi 46 i casi conclamati e dove il fenomeno si sta spostando verso sud e verso ovest, malgrado siano ormai tre le campagne vaccinali che la Regione ha messo in campo (e la quarta è in fase di partenza).  «Non dimentichiamo che la rabbia è una malattia mortale e che nel momento in cui si manifesta non è possibile più intervenire con alcuna cura. Per questo, l’unico modo per contrastarla è prevenirla vaccinando gli animali che la veicolano (specie le volpi), ma anche gli altri, vale a dire tutti i mammiferi e gli animali domestici, a partire dai cani», dice Mutinelli.   Norme di prevenzione. La rabbia si trasmette esclusivamente per contatto (morso) con animale infetto. In questo caso si deve intervenire lavando per 15 minuti la ferita con acqua e sapone, disinfettandola e poi recandosi al pronto soccorso. Importante diventa anche la segnalazione di tutti i casi sospetti: animali selvatici che si avvicinano agli uomini e ai centri abitati o che diventano aggressivi.   L’osservazione passiva. Fondamentale anche l’osservazione passiva: è fatto obbligo a chi vede un animale morto (volpe, cane, ungulato, mustelide o mammifero in generale) di segnalarlo alle autorità competenti, quali i servizi veterinari dell’Usl. Gli animali non vanno toccati se non con guanti usa e getta, devono essere avvolti in tre sacchi di plastica e consegnati alle Usl o all’istituto zooprofilattico.  La Regione in queste ore sta distribuendo il materiale necessario (guanti e sacchi) alla polizia provinciale, che lo consegnerà da oggi alle riserve di caccia.  Il trasporto degli animali morti dal laboratorio bellunese dell’istituto zooprofilattico a quello di Padova è prevista nei giorni di lunedì e mercoledì.


IL PICCOLO

25 NOVEMBRE 2009

 

Basovizza, abbattuta volpe rabida

 

Tiziana Carpinelli

 

BASOVIZZA (TS) -  Abbattuta una volpe “sospetta” a Basovizza: scatta l’allarme rabbia tra la popolazione residente. I guardiacaccia della Provincia di Trieste hanno provveduto a sopprimere lunedì mattina un giovane esemplare, visibilmente malato, che si era introdotto nel giardino di una residenza privata. Da giorni lo stesso animale, secondo quanto segnalato dagli abitanti del posto, si aggirava tra San Lorenzo e Grozzana, seminando il panico tra i cittadini, già allertati dal primo caso di rabbia silvestre riscontrato lo scorso 23 ottobre a Gropada. La sua carcassa è stata inviata con urgenza all’Istituto zooprofilattico di Padova, ma solo tra due settimane si saprà l’esito del test. A compiere il primo abbattimento a Trieste è stato il maresciallo della Guardia provinciale ambientale Maurizio Rozza, che con un colpo di pistola d’ordinanza ha posto fine in pochi minuti alla sofferenza dalla volpe. «L’animale – chiarisce Rozza, intervenuto a Basovizza assieme al collega Ilario Zuppani – appariva praticamente allo stadio finale: l’abbiamo rivenuto verso le 11 nel cortile, dentro una specie di sgabuzzino all’interno del quale aveva trovato temporaneamente riparo. Stava mordendo un vecchio lavandino di ceramica, atteggiamento che ci ha subito allertato poiché gli animali rabidi sono soliti rifugiarsi al buio e addentare qualunque cosa capiti sotto tiro». A chiamare i guardiacaccia è stata la proprietaria di una villetta situata nei pressi dell’incrocio di Basovizza che conduce alla foiba. «La volpe era agonizzante – prosegue - e uccidendola abbiamo posto fine ai suoi dolori. Nonostante la giovane età, stimo non avesse più di un anno, sembrava gravemente malata e la sua pelliccia presentava anche i sintomi di un’altra grave infezione: la rogna sarcoptica. Per fortuna la signora che ci ha chiamato si è accorta dell’animale e abbiamo potuto così eliminare il rischio di un possibile, ulteriore, contagio. Da giorni eravamo sulle tracce dell’animale, segnalato da altre persone». La donna, proprietaria di due pastori del carso, è stata costretta a vaccinare i suoi due cani e a porli in isolamento: per 60 giorni non potranno uscire da casa. Non si può escludere, infatti, che siano venuti a contatto con l’animale infetto, come osserva il veterinario Massimo Erario dell’Unità operativa Sanità Animale Ass 1: «A scopo preventivo – spiega – ho somministrato il vaccino post-contagio ai cani: uno, la femmina di 4 anni, risultava già in precedenza vaccinata, mentre l’altro, un cucciolo, non era mai stato sottoposto alla profilassi. Se la puntura viene fatta tempestivamente il rischio diventa praticamente nullo».

 

 

            25 NOVEMBRE 2009
VIVISEZIONE - SPERIMENTAZIONE


 

UNIVERSO ONLINE
25 NOVEMBRE 2009
 
L'odore di benzina rende più aggressivi
 
Guidare nel traffico, soprattutto se in città molto inquinate, può esporre a diversi rischi per la salute. Ora bisognerebbe stare attenti anche quando si fa rifornimento in quanto i gas esalati dalla benzina sembrerebbero aumentare il rischio di soffrire di ansia, incrementano l'aggressività e danneggiano le cellule del cervello. Questa è la conclusione di uno studio egiziano condotto da un gruppo di ricercatori dell'Università del Cairo. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista BMC Physiology (Novembre 2009). Per condurre lo studio sono stati utilizzati tre gruppi di topolini: uno è stato esposto ai fumi generati dalla benzina senza piombo, uno dalla benzina con il piombo ed infine uno, quello di controllo, è stato messo in un ambiente privo di agenti inquinanti. Osservando il comportamento delle cavie si è notato che i topolini esposti ai fumi del carburante, rispetto a quelli che respiravano aria pulita, erano tendenzialmente più ansiosi e più aggressivi. Ulteriori indagini hanno inoltre rilevato dei danni alle cellule celebrali nel gruppo delle cavie esposte ai gas. I due gruppi esposti agli agenti inquinanti presentavano delle condizioni sostanzialmente simili anche se quelli del gruppo della "benzina con piombo" sembravano leggermente più aggressivi. Amal Kinawy, coordinatore dello studio, spiega che ricerche precedenti avevano già evidenziato i rischi per la salute causati dai fumi del traffico: una maggiore probabilità di aborto, allergie, danni al sistema cardiocircolatorio, ecc.. Anche se il nuovo studio è stato condotto su dei topolini esposti ai gas esalati dalla benzina, secondo l'esperto analoghi effetti potrebbero essere riscontrati sull'uomo. Il problema potrebbe non risiedere solo nei fumi presenti quando si fa il pieno al distributore ma anche nello smog generato dal traffico.

ADN KRONOS
25 NOVEMBRE 2009
 
Il traffico dà alla testa, automobilisti più litigiosi per colpa dei gas di scarico
Milano - (Adnkronos Salute/Ign) - A 'giustificare' la scontrosità metropolitana è uno studio condotto in Egitto dagli scienziati dell'università del Cairo: respirare smog puo' danneggiare le cellule del cervello, scatenare l'ansia e alimentare l'aggressività
 

Milano - Se la guida è nervosa e il volante stressa, non è tutta colpa di un carattere agitato o di un'agenda troppo piena. Il traffico dà alla testa e non è solo un modo di dire: respirare i fumi dei gas di scarico puo' danneggiare le cellule del cervello, scatenare l'ansia e alimentare l'aggressività. In altre parole rende più litigiosi, dentro e fuori dall'abitacolo. A 'giustificare' la scontrosità metropolitana e le risse fra automobilisti è uno studio condotto in Egitto dagli scienziati dell'università del Cairo, pubblicato sulla rivista 'BMC Physyology'. La ricerca riguarda i ratti. Ma gli autori temono che, anche nell'uomo, inalare ogni giorno le sostanze chimiche contenute nella benzina possa compromettere alla lunga la salute fisica e mentale.

I roditori di laboratorio sono stati esposti ai gas di scarico prodotti dalla benzina con o senza piombo, oppure a semplice aria. Ebbene, i ratti che inalavano sostanze chimiche risultavano molto più predisposti a farsi la guerra, o ad assumere posizioni d'attacco rispetto a quelli che respiravano aria pura. Gli effetti prodotti dalla benzina classica o 'verde' erano sostanzialmente simili, anche se i ratti esposti a benzina senza piombo sembravano leggermente più a rischio di aggressività Dall'analisi cerebrale, poi, è emerso che i fumi avevano prodotto danni alle cellule. Ricerche precedenti hanno collegato i gas tossici a una maggiore probabilità di aborto, demenza o allergie. Alla lista dei pericoli si aggiunge ora l'aumento dell'aggressività: "Puo' rappresentare un ulteriore rischio per la popolazione umana quotidianamente esposta all'inquinamento cittadino prodotto dai gas di scarico delle auto", avverte Amal Kinawy, coordinatore dello studio. Un'emergenza, riflette, se si calcola che "milioni di persone ogni giorno sono esposti ai fumi di benzina liberati dai loro stessi veicoli". Insomma, l'aria pulita rilassa mentre lo smog innervosisce. Un alibi per liquidare a parolacce il vicino di semaforo, ma anche un pericolo in più del 'mal di città'.


PAGINE MEDICHE
25 NOVEMBRE 2009
 
Epatite B: più incidenza uomini per proteina fegato
 
La presenza di una forma anomala di una proteina nel fegato degli uomini potrebbe spiegare il perchè l'epatite B colpisca maggiormente le persone di sesso maschile.Almeno questo emerge da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori cinesi e pubblicato sulla rivista Journal of Proteome Research. Secondo gli scienziati Shuhan Sun e Fang Wang, l'epatite B cronica sembra progredire e provocare danni al fegato più velocemente negli uomini.Tant'è che sono proprio i pazienti di sesso maschile a esser vittime delle complicazioni più gravi del virus, cioè cirrosi e cancro al fegato. Gli uomini con infezione da HBV sono anche 6 volte più probabili rispetto alle donne di sviluppare una forma cronica della malattia.Nel mondo sono circa 400 milioni le persone affette da epatite B cronica. Negli esperimenti condotti sui topolini da laboratorio, gli scienziati hanno trovato forme anomale di apolipoproteina AI (Apo AI), una proteina coinvolta nella lotta contro l'infiammazione, nel fegato dei topolini maschi infetti e non nelle cavie femmine.I ricercatori cinesi hanno poi individuato le stesse forme anomale della proteina nel sangue degli uomini infettati dal virus dell'epatite B, ma non nelle donne. Per questo gli scienziati sono convinti che questa proteina possa essere un importante indicatore della progressione dell'epatite B.
 
torna alla pagina iniziale [email protected] torna all'archivio della rassegna stampa