20 AGOSTO  2009

IL TIRRENO
20 AGOSTO 2009
 
Un altro cane ucciso
Il maniaco colpisce ancora usando la metaldeide
 
Antonio Scuglia
 
PISA. Il cane Rambo e il cane Snoopy si sono salvati, il cane Pippo no. E’ stato avvelenato da un maniaco a Filettole venerdì scorso, a poche ore (e forse a pochi metri) di distanza dagli altri due. E ieri mattina i padroni, leggendo il “Tirreno”, e parlandone con i compaesani, hanno capito perché la povera bestiola era morta.  La causa è l’avvelenamento da metaldeide. «Fino a oggi mi era sconosciuta la sua sorte, - racconta Alarico Sgroi, che ci aveva segnalato i primi casi, - ma in seguito al vostro articolo i proprietari si sono fatti vivi e mi hanno messo a conoscenza dell’evento. Anche lui è stato avvelenato nei giorni tra giovedì e venerdì scorsi».  Il cane era di proprietà della famiglia Verdigi da diversi anni e la sua morte li ha molto scossi, lasciandoli nello sconforto.  «Certo - dice Sgroi - è difficile capire le motivazioni che spingono degli individui a compiere atti cosi efferati, non è facile capire se sono mossi da puro sadismo o incoscienti per le gravi conseguenze e sofferenze che provocano. Di certo si tratta di persone aride che non conoscono il profondo legame che unisce gli uomini agli animali».  In paese moltissime persone si sono dette indignate per quanto sta succedendo: sui fatti indagano i carabinieri di Migliarino.  E ieri ci ha chiamato Daniele Giuliani, proprietario di Becky, una delle tre vittime del maniaco che avvelenava i cani nel novembre del 2007 a San Giuliano: «Sono disposto a mettere una taglia anche su questo assassino, - ha detto, - non so se persone così capiscono il dolore che provocano in una famiglia che ama il proprio cane». Giuliani pone anche un problema: «Perché è così facile per chiunque, nei negozi di agraria e anche in qualche ipermercato, comprare la “lumachina” che è così pericolosa anche per animali grandi?».

L'INFORMAZIONE
20 AGOSTO 2009
 
Capriolo, preso un responsabile
 
E' stato individuato uno dei responsabili che hanno preso parte alla barbara uccisione di un capriolo a bastonate. La Gendarmeria ha interrogato il proprietario dell'auto sulla quale è stato caricato l'animale. L'uomo, un cacciatore sammarinese ha confermato di essere presente la mattina della mattanza, ma di non avere materialmente colpito l'animale. A prendere il capriolo a bastonate per finirlo, dopo che era precipitato dalla curva della grotta, un'altro uomo, del quale l'interrogato non ha saputo fornire le generalità dicendo di non conoscerlo ma di averlo incontrato per caso sul luogo del barbaro gesto.
Non regge, intanto, la versione che sarebbe stata fornita da un testimone secondo la quale il capriolo sarebbe stato finito a bastonate per no farlo soffrire. Bizzarra versione che, in ogni caso, non giustifica un atto di tale inaudita e incivile violenza. La persona interrogata ha comunque confermato i fatti, dicendo di essersi disfatto del corpo dell'animale fuori dal confine di San Marino. La prima persona individuata, seppure non abbia materialmente sferrato le bastonate letali al capriolo, verrà denunciata dalla gendarmeria per il concorso nell'uccisione del povero animale, proprio perché lo ha caricato nella sua auto ed ha provveduto a disfarsi del cadavere.
Intanto la gendarmeria prosegue le indagini per individuare l'altro o gli altri soggetti che hanno ucciso a bastonate il capriolo. Occhi aperti anche da parte degli altri corpi di polizia, Polizia Civile e Guardia di Rocca, dopo l'esortazione a tutte le divise fatta dal Segretario di stato alla Giustizia Augusto Casali perché si faccia piena luce sull'accaduto e si risalga ai responsabili.

L'INFORMAZIONE
20 AGOSTO 2009
 
Il segretario alla Giustizia Augusto Casali scrive ai corpi di polizia
 
Capriolo selvaggiamente ucciso a bastonate: ora anche la politica vuole vederci chiaro e chiede risposte. Troppi elementi non quadrano e si vuole evitare che chi ha compiuto il riprovevole gesto, possa godere di qualche impunità, magari contando sull'aiuto di qualche amico compiacente. Così il segretario alla Giustizia e informazione Augusto Casali si è mosso in prima persona e ha scritto una missiva ai comandanti dei tre corpi: Achille Zecchini per la Gendarmeria, Massimo Ceccoli per la Guardia di Rocca e Albina Vicini per la Polizia Civile. Fra le altre cose Casali invita i comandanti ed "eseguire accurata e sollecita indagine sull'evento". Inoltre alla luce della risonanza data all'episodio e al sentimento di rabbia diffuso nei cittadini "auspico - dice Casali - che si possa quanto prima addivenire all'individuazione degli autori di tale insulso e criminoso gesto".
Casali infine nella sua veste ufficiale di membro del Congresso di Stato ha chiesto di avere riferimenti in merito al proseguimento delle indagini. Indagini che la Polizia Giudiziaria sta portando avanti a ritmi serrati, tanto che in questi giorni sono stati sentiti alcuni testimoni. Presto dunque il colpevole o i colpevoli verranno inchiodati alle proprie responsabilità.

LA PROVINCIA DI VARESE

20 AGOSTO 2009

 

A Castellanza (VA) c'è un Pitbull addestrato a curare gli anziani

 

Castellanza (VA) - Pitbull, cani feroci? Non la pensano così i nonni dell’ospizio dove la piccola Cassandra, uno splendido esemplare di American Pitbull Terrier “residente” a Castellanza, fa la “volontaria” allietando le loro giornate. Cassandra, non solo è dolce e docile con i suoi padroni, ma ha una particolare inclinazione per le persone anziane, malate e deboli.

Cassandra è un Pitbull da pet therapy, una cura dolce basata sull’interazione uomo-animale. Abramo Calini presidente del Working Club e allevatore dell’Iron Dog di Marano Ticino, dove è nata Cassandra, è stato il primo a credere nelle potenzialità di questi cani, troppo spesso tacciati per sterminatori. La sua è la prima ed unica associazione in Italia che si impegna a promuovere l’American Pitbull Terrier come cane da lavoro a fini sociali, assistenziali, ricreativi, terapeutici e sportivi.

Il ricordo dei cuccioli di Pitbull ritrovati morti nelle acque dell’Olona è ancora vivo soprattutto in chi ama questo tipo di animali. Eppure un altro mondo è possibile. Basta guardare la piccola, grande Cassi. È stata adottata da Cristina ed Andrea Vertua proprio nell’allevamento di Calini dove i cuccioli, delle più pure linee di sangue, vengono destinati, a seconda dello loro doti, ai lavori più socialmente utili: dalla peth therapy alla Protezione civile, fino all’addestramento per diventare cani anti-droga. «Abbiamo dovuto dimostrare di essere delle persone serie ed affidabili - spiega Cristina - L’allevatore ci ha dato Cassandra a patto che la facessimo lavorare: era predisposta per la pet therapy e abbiamo iniziato a portarla nell’ospizio di Magenta dove tiene compagnia agli anziani. Il cane sa offrire affetto incondizionato, i nonni soli riprendono a sorridere e nessuno di loro ha mai avuto paura».


GAZZETTA DI MODENA
20 AGOSTO 2009
 
Cane abbandonato in casa per due settimane
 
Modena - Chiuso in casa, per due settimane, con l’acqua e il cibo ormai finiti da tempo, abbandonato in mezzo ai propri escrementi. Il miglior amico di quell’uomo è stato salvato da uomini migliori, persone che sono state chiamati ad intervenire dal vicinato, ormai allarmato dal guaire disperato e sempre più flebile che proveniva dalla casa. Gli operatori della polizia municipale sono intervenuti e assieme al veterinario comunale e ai vigili del fuoco lo hanno trovato sdraiato sul pavimento in uno stato di torpore, tra escrementi in putrefazione e ciotole dell’acqua e del cibo vuote. Per il cane meticcio dalle sembianze simili a quelle di un pitbull, chiuso da tempo nella stanza di un appartamento in via Emilia Ovest, l’arrivo degli agenti è stato provvidenziale visto che il padrone, stando alle prime testimonianze, era fuori Modena da un paio di settimane. Tutto è iniziato martedì scorso, verso le 18, alla sala operativa della Polizia municipale dove è giunta la segnalazione di una dipendente comunale dell’ufficio Diritti degli animali. L’impiegata era stata avvisata da alcuni residenti della zona della presenza di un cane che guaiva. Quando gli agenti sono giunti sul posto, attraverso una finestra hanno visto il cane privo di forze sdraiato sul pavimento.  Il magistrato di turno ha quindi consentito alla polizia municipale, ai vigili del fuoco e al veterinario di forzare l’ingresso e soccorrere l’animale, un maschio dall’apparente età di tre - quattro anni, subito portato al canile comunale. Dopo una lunga bevuta e qualche coccola da parte dei volontari, il cane si è ripreso.  Difficile stabilire da quanto tempo non mangiava e non beveva. Il proprietario dell’animale lasciato incustodito sarà denunciato per abbandono e maltrattamento e rischia una sanzione da mille a diecimila euro.

SAVONA NEWS

20 AGOSTO 2009

 

Savona: gatti abbandonati, caccia ai responsabili

 

In provincia di Savona, l’abbandono di animali domestici è in costante calo ma non è ancora stato eliminato.
Nei giorni scorsi, nelle alture savonesi di Marmorassi, i volontari dell'Enpa hanno raccolto due gattini ancora troppo piccoli per sfamarsi sa soli, trovati chiusi in una scatola di cartone.
Gli animali sono ora in cura presso la sede della Protezione Animali di via Cavour 48 r a Savona, dove una gatta con ancora un po’ di latte li ha immediatamente accettati ed allattati. [...] Le Guardie Zoofile ENPA stanno procedendo agli accertamenti per denunciare i responsabili. Si pensa siano stati sottratti alla madre in una colonia felina e portati via, visto che nei giorni scor-si alcuni residenti della zona si erano lamentati della presenza dei gatti. L’ingiusta ordinanza di spostamento di una colonia felina situata nel cortile di una scuola in piazza delle Nazioni, costituita da due soli gatti sani e sterilizzati, emessa dal Sindaco Berruti, in contrasto con le norme che tutelano i felini, dimostra che in Italia chi urla più forte vince; la vicenda è infatti iniziata dall’incrollabile crociata di un solo genitore, che pensa che gli animali debbano stare fuori delle scuole, mentre tutti i pedagoghi  ritengono essenziale il contatto dei giovani con il mondo animale. Un provvedimento umiliante – che porterà alla nascita di altre contestazioni - anche verso i volontari dell’ENPA, che da sempre curano e sterilizzano le colonie feline cittadine, svolgendo compiti attribuiti dalle Leggi al Comune che, con scarso riconoscimento, ritarda gli insufficienti aiuti economici dovuti.


L'ARENA GIORNALE DI VERONA

20 AGOSTO 2009

 

AMICI A QUATTRO ZAMPE. Il Veneto è tra le regioni con il più alto numero di abbandoni nelle prime settimane di agosto

Non abbandonate i cani

 

«Sostengo pienamente, come presidente della Provincia, come sindaco ma soprattutto come cittadino, la campagna nazionale a favore degli animali, promossa dal ministero del Lavoro, VERONA - della Salute e delle Politiche Sociali, in collaborazione con l’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani)», lo dice il presidente della provincia Giovanni Miozzi in merito alla campagna contro l’abbandono dei cani.
«Sono da sempre un appassionato di animali. In famiglia abbiamo un cane che ha ormai superato i 15 anni, di nome Saba, al quale è molto legata anche mia figlia Michela. E so per esperienza diretta quanto sia importante avere degli animali domestici in casa, fanno compagnia ai bambini e ai nostri anziani, e ci insegnano molte cose, la gratuità dell'amore, la fedeltà, la riconoscenza. Un cane ti rallegra, è sempre contento di vederti, anche se è già molto anziano come il nostro».
Per Miozzi, prendersi cura di un cane è educativo anche per i bambini, che imparano così a rispettarli. «Perciò», dice,
« non riesco a tollerare il pessimo costume di abbandonare sulle strade gli animali, proprio in coincidenza con le ferie estive. Ci sono molte altre soluzioni percorribili, l'animale che finora ha dato così tanto alla famiglia può essere lasciato ai parenti più prossimi, o da qualche amico disponibile, oppure nelle strutture dedicate all'accoglienza e alla cura degli animali domestici, centri che abbondano sul nostro territorio». E aggiunge: « bisognerebbe anche provare a portare con sé gli animali, soprattutto quando si viaggia per motivi ludici. Gli animali domestici fanno parte delle famiglia, e possono tranquillamente essere trasportati, se ci organizza un po'».
Oggi, infatti, sono sempre più numerose le strutture alberghiere che, anche nella nostra provincia, accolgono i cani o i gatti senza difficoltà.
Secondo i dati forniti dall'Aidaa (Associazione Italiana Difesa ed Ambiente), sono già 250, contro le quindici dell'estate scorsa, le denunce presentate a carico di altrettanti proprietari di cani abbandonati su strade ed autostrade italiane nei primi dieci giorni di agosto.
E il Veneto è tra regioni italiane con il più alto numero di abbandoni in queste prime settimane d'agosto, insieme a Lombardia, Toscana, Molise, Lazio, Campania e Sicilia.
Per l'associazione Gaia, onlus attiva dal 1995 anche per contrastare abbandoni e randagismo, sono circa 100mila i cani abbandonati ogni anno in Italia, e si stimano 200mila cani randagi, 600mila cani vaganti e 80mila ritornati allo stato selvaggio.


BIG HUNTER

20 AGOSTO 2009

 

Abbandono cani: troppe spese per i piccoli comuni montani

 

Anche se da più parti arrivano “notizie” in merito al calo degli abbandoni estivi, i dati sul fenomeno relativi a questa estate sono frammentari e ancora poco verificabili. Si parla comunque ancora di cifre molto, troppo alte che gravano pesantemente soprattutto sulle casse dei piccoli comuni, che hanno poche risorse per la gestione dei randagi. Troviamo un interessante commento sull'argomento da parte di Oreste Giurlani che come presidente di Uncem Toscana, segue attivamente le problematiche relative a 160 piccoli comuni montani della regione.Dalle notizie raccolte in questi comuni il fenomeno appare ancora importante. “I problemi - sostiene Giurlani - non sono soltanto quelli relativi all’immoralità dell’abbandono da parte dell’uomo di un animale che sa essere fedele (cosa in questo caso sconosciuta all’uomo!), ma anche ad una questione economico-sociale di tutto rilievo. Infatti, l’abbandono avviene o lungo le autostrade o per le strade di montagna dove gli uomini si nascondono... dietro l’oscurità o la poca presenza di altre persone. Purtroppo - spiega Giurlani - i piccoli comuni si devono far carico di questi esseri viventi, spesso dovendosi inventare un canile ed un’assistenza che non hanno. Quindi nuove incombenze e nuove spese”. Giurlani ipotizza e chiede un contributo allo Stato per le piccole amministrazioni che non ce la fanno a sostenere questi costi.


LA VOCE DI ROMAGNA
20 AGOSTO 2009
 
Lettere di animalisti italiani in favore della veterinaria forlinese al centro delle polemiche
"Quel cane non andava microchippato"
 
Arrivano da animalisti di tutta Italia lettere sulla questione del cane proveniente dal sud a cui una veterinaria di Forlì ha rifiutato di mettere il microchip. Ne pubblichiamo due
 
Noi siamo stupiti che qualcuno si stupisca del comportamento della Veterinaria di Forlì che non ha fatto altro che applicare le norme di legge ed il codice deontologico della Sua professione! Casi di questo genere avvengono in continuazione in tutta Italia: si tratta di animali di provenienza incerta (a volte si potrebbe anche supporre che vengano lasciati nascere appositamente per avere sempre "merce" da offrire), privi di documentazione corretta, privi di microchip (un cane non chippato è un res nullius e potrebbe anche essere stato sottratto al suo legittimo proprietario colpevole di ritardo nella iscrizione in anagrafe canina), spesso malati di malattie sconosciute nel luogo in cui vengono portati. Noi pensiamo che la Dottoressa abbia fatto benissimo a segnalare il caso e ci auguriamo che anche la Asl faccia accurate indagini per mettere fine a questa stranissima tratta di cani dal sud al nord d'Italia (ed anche oltre!)
Grazie e buon lavoro
Franacarita Catelani - Presidente dell'associazione di volontariato Una Cremona Onlus
 
*****
Abbiamo letto l'articolo pubblicato il 18 agosto, sul caso del randagio arrivato dal sud Italia e non microchippato. Poichè nessun cane può circolare privo di microchip, hanno sbagliato coloro che lo hanno consegnato ad una famiglia di Forlì privo di documenti legali, del chip e dell'iscrizione in anagrafe canina! Noi siamo stanchi di vederci invadere da pasionarie che trasportano cani da dovunque, cani che poi spesso ritroviamo abbandonati sulle pubbliche vie e che entrano nei nostri canili rifugio a spese dei contribuenti. Ha fatto benissimo la veterinaria a prendere posizione, così come ha fatto bene la Asl a porsi dei quesiti che deve risolvere anche con il Ministero che, forse mal consigliato, pare non voglia prendere in considerazione questo traffico  puntando tutta al sua attenzione sulle importazioni dall'Est Europa. Grazie e cordiali saluti
Elena Meniconi - Livorno

SESTO POTERE
20 AGOSTO 2009
 
Sequestrata all’Aeroporto Internazionale di Firenze una pelle intera di coccodrillo
 
Firenze - Personale del Corpo forestale dello Stato in servizio presso l’Aeroporto Internazionale di Firenze Peretola, doganieri e finanzieri, durante le consuete operazioni di controllo e di polizia giudiziaria nell’area doganale del salone degli arrivi, hanno sequestrato un esemplare di pelle ventrale di coccodrillo lunga quasi 1metro e mezzo, ancora intera ed integra. E’ stato fermato un giovane cittadino congolese proveniente da Kinshasa (capitale della Repubblica Democratica del Congo) ma residente a Lucca, per sottoporne a controllo i bagagli a mano. Rilevata la presenza di una grossa pelle ventrale intera di animale esotico, sono intervenuti i Forestali del NOC (Nucleo Operativo Cites) in servizio a Peretola per eseguire gli accertamenti tecnico-scientifici del caso. Le analisi condotte hanno provato l’appartenenza del reperto alla famiglia dei coccodrilli (Crocodylidae spp.). Si tratta di un oggetto allo stato semigrezzo che è stato ottenuto con la scuoiatura dell’animale e il successivo essiccamento della pelle. Quest'ultima, infatti, non era stata sottoposta né a trattamento di concia né ad altre lavorazioni. Constatata la mancanza dei documenti di accompagnamento necessari, certificati e licenze richiesti dalla normativa comunitaria per poter importare in Italia merci interessate dalla normativa CITES, il pellame è stato sottoposto a sequestro amministrativo e al momento viene custodito dal Corpo forestale dello Stato. All’improvvido trasportatore, invece, è stata verbalizzata la sanzione amministrativa prevista di 3.098 euro.

IL GAZZETTINO DI VENEZIA

20 AGOSTO 2009

 

APPELLO

 

Venezia - È stato perso un cane di due mesi, razza fox terrier nano, nella zona di S.Giovanni Crisostomo. Chi lo ritrovassse può telefonare a Alessia 329-1783835.

 

http://persietrovati.blogspot.com/2009/08/venezia-smarrito-cane-fox-terrier.html


SESTO POTERE
20 AGOSTO 2009
 
La Polizia Provinciale ha sequestrato a Ronco Scrivia una trappola per cinghiali
 
Genova - Il 17 agosto una pattuglia della polizia provinciale ha rinvenuto in loc. Cascine, in comune di Ronco Scrivia, una gabbia-trappola metallica lunga circa due metri ed alta un metro, nella quale era rimasto intrappolato un cinghiale adulto attirato nelle ore notturne da alcune esche alimentari. L'animale, solo leggermente ferito al muso nel tentativo di sfondare la gabbia, è stato liberato dagli agenti. La gabbia-trappola, con un meccanismo di chiusura a scatto, azionabile dalla preda che entra all'interno attratta dall'esca, è stata sequestrata e rimossa.
Stamane, 20 agosto, completati i primi accertamenti, sono state denunciate dalla Polizia Provinciale alla Procura della Repubblica di Genova due persone di Ronco Scrivia, tra cui il proprietario del terreno su cui era collocata la gabbia-trappola, oltre ad un piccolo imprenditore edile residente sempre a Ronco S., per i reati di bracconaggio con mezzi non consentiti ed attività venatoria in periodo di divieto generale. Un mese fa un'analoga trappola era stata sequestrata a Neirone, con ulteriore denuncia a carico dell'utilizzatore, sempre identificato dalla Polizia Provinciale.L'utilizzo di questi strumenti illegali, più voluminosi dei lacci ma altrettanto efficaci (e che lasciano viva la preda fintanto che la gabbia-trappola non viene controllata dai bracconieri) per piccoli commerci di carne di selvaggina appare in aumento.

TG ROSETO

20 AGOSTO 2009

 

CANZANO (TE), SEQUESTRATA TRAPPOLA PER GROSSI ANIMALI SUL FIUME VOMANO

 

CANZANO (TE) - Attività  antibracconaggio: la Polizia Provinciale di Teramo sequestra una trappola per animali di grossa taglia sul fiume Vomano. Sequestrata dalla Polizia Provinciale, nel comune di Canzano, una trappola di grandi dimensioni utilizzata per la cattura di animali di grossa taglia

(cinghiali, caprioli ed altri ungulati in genere). La trappola, una gabbia in ferro con chiusura automatica, era stata posizionata sulla sponda sinistra del fiume Vomano. La Polizia Provinciale ha provveduto alla perimetrazione dell’area in attesa della rimozione della gabbia e a sporgere denuncia contro ignoti alla Procura per caccia e cattura di animali in periodo non consentito e con mezzi vietati. Il fatto rientra nel fenomeno del bracconaggio, particolarmente diffuso sul nostro territorio nel periodo estivo quando gli animali escono allo scoperto alla ricerca di cibo.


ADN KRONOS

20 AGOSTO 2009

 

Bari, Gdf sequestra canile municipale di Castellana Grotte

Bari - Ia ditta e' convenzionata con alcuni enti locali per la custodia e la regolare tenuta dei cani. Numerose le irregolarita' accertate

 

Bari - Il canile municipale di Castellana Grotte, in provincia di Bari, e' stato sequestrato da militari della Guardia di Finanza di Monopoli, con l'ausilio di personale della Asl di Putignano, per gravi violazioni relative allo smaltimento degli animali deceduti. Il canile e' convenzionato con alcuni enti locali per la custodia e la regolare tenuta dei cani.

Numerose le irregolarita' accertate: ad esempio lo smaltimento dei 'sottoprodotti' di origine animale (le carcasse) e lo scarico abusivo di acque reflue industriali. I finanzieri hanno accertato, inoltre, che il canile, oltre che sprovvisto dell'autorizzazione, ospitava animali con un esubero del 30% rispetto al consentito. L'area sequestrata misura circa 8mila metri quadrati. Una persona e' stata denunciata.


IL SECOLO XIX

20 AGOSTO 2009

 

Canile di Ventimiglia

 

Ventimiglia (IM). E' a norma il canile di Ventimiglia? E, a fronte della costruzione del grosso canile di Bussana, non sarebbe opportuno prevedere un'unica struttura provinciale per i randagi?
Gli interrogativi arrivano direttamente dal sindaco Gaetano Scullino, il quale proprio in questi giorni ha sollevato qualche dubbio sul canile di Peglia: una struttura da tempo sovraffollata e, di fatto, ormai inserita nel tessuto cittadino e nel cuore del centro sportivo, frequentato da centinaia di ragazzi.
Proprio per verificare se la situazione è a norma, il primo cittadino ha sollecitato una serie di risposte da parte dei responsabili dell'ufficio veterinario della Asl, ma ad oggi senza risposta. «I miei interrogativi sono semplici e per questo mi attendevo delle risposte altrettanto franche. Noi abbiamo un canile che ad oggi ospita molti più cani di quelli per i quali è stato realizzato. Senza contare che Peglia, un tempo periferia, è ora ormai parte integrante del tessuto ventimigliese: vi abitano un'ottantina di famiglie, che subiscono evidenti disagi, e tutta l'area è frequentata da centinaia di ragazzi, che nella frazione vengono per gli impianti sportivi. Da qui le mie domande: per quanti cani è omologata la struttura e quanti ne ospita effettivamente? Dal punto di vista igienico sanitario è tutto in regola oppure no? E, ancora, è normale che vi sia un canile in una zona abitata?».
A Peglia qualche abitazione a dire il vero è stata anche costruita senza le necessarie autorizzazioni. Ma, insomma, è pur sempre abitata da uomini, donne e bambini. Tra le perplessità sollevate dal sindaco, convinto che Ventimiglia ad oggi si sia fatto carico di fatto anche di parte degli oneri di altri comuni, vi è anche la realizzazione di una ventina di gabbie nell'area di sgambettamento: «Si tratta di una zona, vicina al centro sportivo, concessa dall'ex sindaco Valfrè per lo sgambettamento dei cani, ma di fatto occupata da 24 gabbie con cani di grossa taglia».
Del canile si occupa da sempre la Lega per la difesa del cane, con i suoi insostituibili volontari che hanno permesso di togliere dalla strada migliaia di randagi: «A loro va tutto il mio appoggio, hanno svolto e svolgono un'opera meritoria. Ma così ritengo che non si possa andare avanti».


SICILIA INFORMAZIONI
20 AGOSTO 2009
 
Incendio in azienda agricola, morti animali nel Messinese
 
Tortorici (ME) -Un incendio ha completamente distrutto ieri notte intorno alle 3,30 un capannone di un'azienda agricola a conduzione familiare adibito a deposito di fieno e al ricovero di animali, in contrada Pagliara nella frazione di Morello a Tortorici (Me). Nell'incendio sono rimasti uccisi quindici suini ed otto vitelli e sono andate distrutte oltre mille balle di fieno
Sono intervenuti i vigili del fuoco dei distaccamenti di Tortorici e Sant'Agata di Militello e personale del distaccamento della Forestale che hanno domato l'incendio. I carabinieri indagano sulle cause che hanno scatenato il rogo che secondo i militari dell'Arma è di origine dolosa. La procura di Patti in merito alla vicenda ha già aperto un fascicolo contro ignoti.

AGI
20 AGOSTO 2009
 
CALDO FA ESPLODERE BIDONI, CAMION PERDE SCARTI ANIMALI SU A25
 
Pratola Peligna (L'Aquila) - Un mezzo pesante in transito sull'autostrada A25, in direzione Roma, oggi pomeriggio ha perso parte del carico consistente in scarti di origine animale, probabilmente provenienti da attivita' di macellazione e destinati allo smaltimento in discariche per rifiuti speciali. Alcuni bidoni contenenti i residui, si sono aperti per una reazione chimica innescata dal calore, causando la perdita del materiale biologico sulla sede autostradale. Sul posto, tra il chilometro 130,00 e 142,00, si trovano gli agenti della Polizia Stradale di Pratola Peligna e il personale della Asl Avezzano - Sulmona. La carreggiata e' stata ristretta per consentirne la pulizia, operazione che terminera' intorno alle 19,00.

LA PROVINCIA DI LECCO
20 AGOSTO 2009
 
Cane bracca ladro e lo consegna ai Cc
 
OLGIATE (VA) - Il cane da guarda fa il suo dovere e sventa un furto. Ieri mattina un trentaduenne di origini olandesi è stato bloccato mentre cercava di intrufolarsi nel giardino di una villa di via Aspide, dove il proprietario, un medico veterinario, tiene il cane libero in giardino.
Prima di tutto il cane ha iniziato ad abbaiare furiosamente, poi ha inseguito il trentaduenne fino al locale caldaia, dove l'uomo si è rifugiato per sfuggire ai denti dell'animale, ben deciso a fermare quell'intruso sconosciuto. Il cane ha fatto la guardia alla porta della caldaia fino all'arrivo dei carabinieri, chiamati dal proprietario che aveva sentito prima i latrati del cane e poi l'allarme anti intrusione installato nella proprietà. Una volta sul posto, i militari hanno parlato con il proprietario che ha tranquillizzato il proprio cane, ancora agitato e di guardia alla porta della caldaia. All'interno di trovava un 32enne di origini olandesi, in Italia senza fissa dimora e già noto alle forze dell'ordine.
Il giovane ha tentato di giustificarsi dicendo di aver scavalcato il cancello perchè malato e quindi alla ricerca di un medico. Aveva scavalcato il cancello ma era stato inseguito dal cane che lo aveva subito fiutato.
Nessuno ha creduto alla sua versione  bastava suonare il campanello se fosse stata vera, è stata l'osservazione generale  e quindi i militari l'hanno condotto in caserma per gli accertamenti di rito. Alla fine è stato denunciato per tentato furto.

L'UNIONE SARDA
20 AGOSTO 2009
 
Sant'Antioco. Finisce all'ospedale il gioco tra un gruppo di ragazzini e un meticcio
Bambino aggredito dal cane di amici
Necessari cento punti di sutura sulle ferite in tutto il corpo
 
Sant'Antioco (Carbonia-Iglesias) - Giocavano sempre insieme, quattro amichetti e Bobby, un cane meticcio di poco più di un anno. Probabilmente però ieri mattina qualcosa è andata storta. Il cane improvvisamente si è avventato su un bambino di nove anni azzannandolo e procurandogli delle ferite alla testa e al braccio. Per medicarle sono stati necessari quasi cento punti di sutura.
L'AGGRESSIONE Momenti di paura ieri mattina in un appartamento al primo piano di una casa in pieno centro a Sant'Antioco dove quattro bambini, compagni di scuola, stavano giocando mentre la mamma dei due padroni casa, proprietaria di Bobby, si trovava al piano terra. Erano circa le dieci quando la donna ha sentito le urla spaventate dei bambini. Si è precipitata immediatamente al piano di sopra e ha scoperto che uno dei bambini era stato attaccato dal cane. Forse un gioco ha fatto innervosire il meticcio solitamente docile e mansueto, i bambini non sono stati in grado di spiegare e comunque non c'era tempo da perdere. La donna prima ha disinfettato le ferite del bambino, poi lo ha caricato in auto precipitandosi al Pronto soccorso dell'ospedale Sirai di Carbonia; i medici gli hanno suturato le ferite - così ha riferito il nonno - con un centinaio di punti . Cosa sia successo veramente sarà il bambino a raccontarlo quando gli sarà passata la paura.
La padrona del cane è sconvolta per quanto successo «Ho già parlato con un veterinario - racconta - e visto quanto successo sono intenzionata a sopprimere il cane». Potrebbe essere il destino di Bobby a meno ché non si decida di affidarlo ad un canile.
IN OSPEDALE Sconvolti anche la mamma e nonno del bambino che al momento dell'accaduto si trovavano già in ospedale a Carbonia: il nonno, F. C. di 70 anni, pensionato, era arrivato poco prima al Pronto soccorso accompagnato dalla figlia per farsi suturare una ferita al polpaccio provocata da uno smeriglio che gli era sfuggito di mano mentre faceva alcuni lavoretti nella casa di campagna. «Mia figlia era andata a spostare l'auto che aveva lasciato all'ingresso - racconta il pensionato - e si è trovata davanti il figlio in quelle terribili condizioni». Il pensionato ha intenzione di denunciare l'accaduto in caserma affinché il cane possa essere almeno trasferito in un canile. «Purtroppo ha mostrato di non essere mansueto come sembrava e a questo punto non ci si può fidare - conclude - non si sa mai come possono comportarsi gli animali e quanto successo mi ha sconvolto».

IL SECOLO XIX

20 AGOSTO 2009

 

Oltre duemila mici a spasso in 400 colonie

Il quartiere più"affollato"è Lavagnola (300 mici). A seguire Legino (290). «Nell'oasi sgomberata solo pochi animali vecchi»

 

Savona. Sono circa 400 le "oasi feline" di Savona città in cui vivono qualcosa come 2230 gatti randagi assistiti dalle amorevoli cure di infaticabili gattare volontarie. Il censimento è molto preciso perchéè stato fatto poche settimane fa dall'Enpa che per il Comune ha dovuto conteggiare zona per zona tutte le colonie di gatti presenti e valutare quanti avessero bisogno di sterilizzazione. Alla fine ne sono stati contati in tutto 2230 di cui 572 da sterilizzare.
In termini numerici la popolazione delle varie oasi varia da quartiere a quartiere ma certamente quella sgomberata in piazza delle Nazioni non è tra le più affollate visto che attualmente ci vivono - spiegano gli animalisti che se ne occupano - «solo pochi gatti, tutti sterilizzati, e per lo più anzianotti».
Questa delle Ammiraglie, sempre nel censimento comunale appena eseguito, era inserita nel gruppo di oasi della zona dell'Oltreletimbro 1 che complessivamente comprende anche le vie di corso Ricci, piazza Martiri, Mongrifone e poi su via Moizo e via Tissoni, e in tutto conta 150 gatti.
In termini numerici la zona più densamente abitata di oasi e gatti è invece quella di Lavagnola con 300 esemplari, seguita da Legino (290) e poi dall'Oltrelimbro 2 (220).
Mentre la legge regionale 22 del marzo 2000, numero 23, che ha introdotto le oasi feline prevede che i "gatti liberi siano protetti ed è vietato maltrattarli o allontanarli dal loro habitat". E poi precisa: "la somministrazione di cibo e cure da parte degli zoofili non può essere impedita". E ancora: "E' vietato a chiunque ostacolare l'attività di gestione di una colonia o asportare o danneggiare gli oggetti impiegati".


SAVONA NEWS

20 AGOSTO 2009

 

Savona: l'oasi felina delle De Amicis sarà trasferita

 

SAVONA - Un’ordinanza che dispone lo spostamento dell’oasi felina che oggi si trova all’interno del giardino delle scuole De Amicis. Il provvedimento firmato dal sindaco Federico Berruti è stato motivato per ragioni di igiene pubblica: "La nostra amministrazione rispetta gli animali ma non vogliamo esporre i bambini dell’asilo e delle elementari a problemi igienici. L’oasi felina verrà spostata in un’area attigua di corso Ricci che si trova a circa 60 metri da quella della scuola". L’ordinanza dispone la rimozione della «casetta» di legno per i gatti e vieta la somministrazione di cibo. Prevedibili le proteste dell’Enpa.


MATTINO DI PADOVA
20 AGOSTO 2009
 
Pitone fuggito investito e ucciso da un camion
 
TREVISO. Estate crudele per gli animali, ma che va venire i brividi alla gente comune. Ieri a finir male dopo l’abbandono non sono stati i soliti cani, gatti o ricci, ma un pitone di un metro e mezzo. Un esemplare di queste dimensioni è stato notato ieri mentre attraversava la strada Pontebbana in località Carità di Villorba da un automobilista che incredulo per primo ha avvertito i vigili del fuoco di Treviso, forse temendo anche di non essere a sua volta credutio. Comunque, una squadra si è precipitata sul posto, ma l’animale, nel frattempo, era stato investito da un mezzo pesante ed era morto. I vigili del fuoco hanno comunque recuperato i resti del rettile e lo hanno portato all’istituto Zooprofilattico di Treviso per lo smaltimento. Così dopo i pitoni in fuga nel Padovano, i serpenti e la paura si diffondono in tutto il Veneto.

AGI
20 AGOSTO 2009
 
MORIA DI PESCI: AMBIENTALISTI, IMMOBILISMO DELLE ISTITUZIONI
 
Lavagna (Genova), 20 ago. - "Da luglio ad oggi non sono stati diramati gli esiti dei prelievi effettuati dall'agenzia regionale per l'ambiente relativi alle acque del fiume Entella con i rispettivi referti su verifiche patologiche e tossicologiche degli animali rinvenuti morti", e' il commento degli ambientalisti liguri Ayusya che attendono risposte sia dall'istituto di zooprofilassi, sia dalla Asl 4 chiavarese dopo l'allarme lanciato diverse settimane fa relativo alla moria di pesci, anatre e gabbiani alla foce del fiume Entella nel golfo del Tigullio. Intanto dalla Asl 4 chiavarese hanno fatto sapere che dopo i prelievi dell'acqua e le prime analisi effettuate sulle carcasse degli animali, che comprendono gli accertamenti virologici, batteriologici e tossicologici occorre il tempo adeguato per le risposte; secondo l'agenda sanitaria, quindi, non e' possibile sapere al momento le cause che hanno portato al decesso gli animali. Secondo un veterinario interpellato dall'associazione ambientalista, invece, la moria degli animali sarebbe causata dalla presenza di un potente tossico anticoaugulante.

BIG HUNTER

20 AGOSTO 2009

 

Siena al primo posto in Italia nel controllo dei cinghiali. Assessore Betti: "la gestione della fauna è una priorità"

 

Il controllo della fauna selvatica da parte della Provincia di Siena è uno degli obiettivi prioritari dell'amministrazione, per questo l'assessore alla caccia Anna Maria Betti ha ribadito che è dovere stesso dell'istituzione intervenire anche in una zona di protezione come Abbadia San Salvatore. I cittadini spaventati per la presenza di cinghiali vicini al centro abitato sono stati infatti rassicurati dall'assessore che ha promesso un pronto intervento da parte della Polizia Provinciale, che già nel 2008 era intervenuta abbattendo 185 capi. “La corretta gestione delle fauna selvatica, in particolare cinghiale e caprioli, è una delle questioni affrontate subito da me e dal mio assessorato – dichiara Betti -. E’ del 30 giugno scorso, infatti, il primo provvedimento. Subito dopo abbiamo aperto il confronto con gli Atc, le Associazioni agricole, venatorie e ambientaliste e abbiamo definito i Piani di gestione per capriolo e cinghiale. Provvedimenti tutti orientati ad un’intensificazione del prelievo di queste specie e che prevedono a metà percorso una verifica di efficacia”.“Nel 2008 – spiega poi l'assessore - la Provincia di Siena si è collocata al primo posto per l’abbattimento dei cinghiali in Italia, registrando la soppressione di 6mila capi sui 20mila a livello nazionale, mentre per quanto riguarda i caprioli, si è collocata al secondo posto, dopo quella di Trento. Questi dati dimostrano l’attenzione dell’amministrazione provinciale senese al problema che, garantisco, resterà alta anche in futuro”.


BIG HUNTER

20 AGOSTO 2009

 

Parma verso l'eradicazione della nutria. Oltre alle catture gli abbattimenti straordinari

 

La lotta alla nutria nella provincia di Parma continua. Lo rende noto l'assessore provinciale Ugo Danni informando sui numeri relativi all'applicazione del Piano per l'eradicazione della specie nelle campagne della zona, elaborato in base alle disposizioni nazionali e regionali e approvato dall'Ispra (Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale). Qui le catture funzionano grazie alla fitta rete di operatori volontari operanti all'interno dei 23 comuni che hanno sottoscritto l'accordo, tanto che in quasi dieci anni si è passati da 445 esemplari del 1999, ai 5517 del 2008 e nei Comuni maggiormente attivi (San Secondo, Sissa, Colorno, Fontanellato e l’Unione Sorbolo-Mezzani) si rileva una sostanziale diminuzione dei disagi causati sull’ambiente dalla specie. Sul metodo dell'abbattimento l'assessore esterna alcune perplessità “i sindaci potrebbero emettere per motivi di sicurezza e igiene ordinanze apposite per l’abbattimento degli animali con l’arma da fuoco; la loro difficoltà, pienamente comprensibile, sta nei rischi che questo metodo presenta per l’utilizzo di armi da fuoco in centri abitati” dichiara Danni che poi aggiunge “nel ringraziare i volontari per il lavoro che svolgono, ritengo che sia molto importante mettere in campo ulteriori incentivi per incrementare la partecipazione dei cittadini al piano di catture attraverso le trappole”. “In ogni caso – conclude - la Provincia sta predisponendo un programma di interventi straordinari coincidente con la prossima stagione venatoria, per procedere nelle situazioni più difficili a una campagna sperimentale di abbattimenti con squadre organizzate di soggetti abilitati”.


SESTO POTERE
20 AGOSTO 2009
 
Riparte il piano nutrie della Provincia di Parma: catturati 5517 animali nel 2008
 
Parma - Dopo il parere positivo dell’Ufficio Sicurezza della Provincia, che ha approfondito le eventuali ricadute della sostanza utilizzata per stordire gli animali sul personale, a settembre la lotta alla nutria ricomincerà per intensificarsi poi progressivamente nei mesi autunnali e invernali, più idonei per le condizioni climatiche e dei terreni.
La lotta viene regolata secondo il Piano di controllo della nutria, gestito e coordinato dalla Provincia. Elaborato sulla base delle disposizioni nazionali e regionali e approvato dall’Istituto superiore per la Protezione e Ricerca ambientale, il Piano ha come obbiettivo lo sradicamento della specie da tutte le aree interessate. Gli interventi prevedono l’utilizzo della trappola, tecnica indicata come preferenziale anche dalla Regione, che fino ad oggi ha dato i migliori risultati garantendo sicurezza all’ambiente e al personale.Questo è confermato anche nel nostro territorio dalle catture nei Comuni dove esiste una fitta rete di operatori volontari che intervengono in modo sistematico e ben collaudato. Se infatti si considera la serie storica dei dati (la misurazione è annuale al 31 marzo di ogni anno) in quasi dieci anni si è passati da 445 esemplari nel 1999 a 5517 nel 2008. Nei Comuni maggiormente attivi (San Secondo, Sissa, Colorno, Fontanellato e l’Unione Sorbolo-Mezzani) si rileva una sostanziale diminuzione dei disagi causati sull’ambiente dalla specie. Ad oggi il Piano di controllo è operativo su tutto il territorio della pianura parmense (vedi cartina). Nel 2008 sono stati 23 i Comuni che hanno sottoscritto l’accordo, un numero destinato a crescere con le adesioni anche di alcuni centri della collina (Langhirano e Lesignano). “La Provincia già nel 2003 aveva autorizzato in via sperimentale l’abbattimento delle nutrie da parte dei cacciatori in possesso della qualifica di coadiutore nell’attività di controllo della nutria – spiega l’assessore provinciale Ugo Danni -. La verifica dell’efficacia e le problematiche emerse hanno condotto a risultati tutt’altro che soddisfacenti”. Infatti il numero di nutrie abbattute con l’arma da fuoco e opportunamente rendicontato come prevede il piano, era stato zero. “Alcuni sindaci hanno inoltre emesso ordinanze con motivazioni legate alla gestione faunistica, ordinanze che sono state però annullate dal Tar a fronte di un ricorso. A dire il vero i sindaci potrebbero emettere per motivi di sicurezza e igiene ordinanze apposite per l’abbattimento degli animali con l’arma da fuoco; la loro difficoltà, pienamente comprensibile, sta nei rischi che questo metodo presenta per l’utilizzo di armi da fuoco in centri abitati. Se a questo aggiungiamo la non efficacia risulta evidente come ancora lo strumento più idoneo da utilizzare in questa lotta sia la trappola”, dice ancora Danni, che aggiunge: “Nel ringraziare i volontari per il lavoro che svolgono, ritengo che sia molto importante mettere in campo ulteriori incentivi per incrementare la partecipazione dei cittadini al piano di catture attraverso le trappole. In ogni caso la Provincia sta predisponendo un programma di interventi straordinari coincidente con la prossima stagione venatoria, per procedere nelle situazioni più difficili a una campagna sperimentale di abbattimenti con squadre organizzate di soggetti abilitati”.

CORRIERE ADRIATICO

20 AGOSTO 2009

 

Patrizia Balducci la portavoce del Comitato“Non viene limitato lo strapotere dei cacciatori”

Cinghiali, la Regione non tutela coltivatori e allevatori

 

Fabriano (AN) -  Non mollano un millimetro. E tornano alla carica. Sono i coltivatori e allevatori delle zone limitrofe al parco Esino Frasassi, che si sono costituiti in comitato e che ottengono il sostegno di molti colleghi da tutta la Vallesina. Il problema è sempre quello: i danni provocati dall’eccessivo numero di animali selvatici (cinghiali, istrici, caprioli e lupi), che aumenta in modo incontrollato provocando crescenti danni, poco e male indennizzati.
Torna all’attacco Patrizia Balducci, anche, dice, “il mio mestiere è coltivare, allevare, gestire il mio agriturist e, quando è possibile, dipingere. Invece siamo in guerra continua con le istituzioni e con i cacciatori. Siamo esausti”. S’avvicina la stagione di caccia al cinghiale, anticipata a settembre per tre giornate. Dall’aprile scorso il Comitato si batte perché la Regione tuteli coltivatori e allevatori “e riporti la caccia al cinghiale a pura attività venatoria e non a un’organizzazione commerciale”. E la Regione condivide il principio, arrivando a promettere che uno degli aspetti più contestati - l’assegnazione delle zone alle squadre organizzate di cacciatori al cinghiale - sarà fatta a rotazione per impedire la pasturazione delle zone stesse. “Per ora sono soltanto parole - ribatte Patrizia Balducci indaffarata con i clienti nel suo agriturismo Gocce di Camarzano -, abbiamo chiesto che l’assegnazione avvenga a sorteggio e non è stato fatto. Abbiamo chiesto - prosegue - che vengano soppressi gli ambiti territoriali di caccia, autentici baracconi costosi quanto inutili, e non è stato fatto. Sono regole che non costano un euro alla Regione e alla collettività - conclude -, ma che limitano lo strapotere dei cacciatori e del Parco. Ma riceviamo solo parole vuote”.


MESSAGGERO VENETO
20 AGOSTO 2009
 
Operazioni contro il bracconaggio I cacciatori: sostegno a chi indaga
 
SPILIMBERGO (PN). Un plauso per le attività antibracconaggio delle forze dell’ordine che operano sul territorio provinciale è stato espresso dal coordinatore regionale ConfAvi nonché direttore della riserva di caccia di Spilimbergo, Graziano Ponzi. «I cacciatori pordenonesi (e non solo) appartenenti all’Unione nord est caccia e tiro ConfAvi, esprimono la loro gratitudine per le attività antibracconaggio attuate dalle forze dell’ordine» sottolinea Ponzi. Il riferimento è soprattutto all’operazione “Caccia aperta”, portata recentemente a termine dai carabinieri e dalle guardie ittico-venatorie della Provincia di Pordenone, nei Comuni di Claut, Cimolais, Erto e Casso. «In seguito a numerosi appostamenti notturni e a perquisizioni – precisa Ponzi – si è giunti alla denuncia di quattro bracconieri, con relativo sequestro di armi (alcune modificate e anche con la matricola abrasa), munizioni, trappole per catturare animali selvatici, archetti, lacci, detonatori e micce, tutti mezzi illegittimi. Bisogna distinguere le attività lecite effettuate da cacciatori onesti dalle attività di bracconaggio effettuate da persone che non si possono configurare come cacciatori, e che non ci rappresentano, ma portano discredito alla categoria degli appassionati venatori». Nel corso dell’operazione sono state effettuate una decina le perquisizioni. Scoperti 51 colpi di calibri diversi, due detonatori, 4 metri di miccia, nonché altre parti di armi (canne di armi da guerra con matricole limate), una quindicina di trappole per catturare fauna selvatica, archetti e lacci. Il tutto era detenuto clandestinamente. L’attività di indagine era stata avviata a seguito di segnalazioni sulla presenza in zona di una banda di bracconieri, i quali cacciavano in maniera illecita la fauna locale, agendo non solo a discapito del patrimonio ambientale, ma pure nei confronti di chi regolarmente ottiene e paga la licenza per esercitare la passione venatoria rispettando le norme che la disciplinano.

IL TIRRENO
20 AGOSTO2009
 
Suvereto assediato dai cinghiali
 
SUVERETO (LI). Battuta di caccia “straordinaria” alle porte di Suvereto, nel territorio di Piombino, per evitare che i branchi di animali arrivino nel paese. Proprio il sindaco aveva richiesto l’intervento della Provincia: dunque la battuta straordinaria è avvenuta sabato, con l’ausilio della squadra di caccia al cinghiale “Avvenire” e sotto la direzione della polizia provinciale. «L’obiettivo - dice il sindaco Giampaolo Pioli - è pure evitare problemi alla circolazione nelle vie a nord e nord est del paese, particolarmente intensa in queste settimane di vacanze. Siamo preoccupati e divertiti - sottolinea Pioli - perché abbiamo i cinghiali ormai in paese: non è però normale vederli regolarmente sulla strada che costeggia le mura. Un’azione che proseguirà presto anche al parco dei Montioni».

IL TIRRENO
20 AGOSTO 2009
 
La Lav denuncia l'Asl per le tartarughe uccise
 
GROSSETO. La Lav di Grosseto annuncia azioni legali contro i responsabili di quello che Giacomo Bottinelli definisce «sterminio inutile», l’abbattimento di 24 tartarughe acquatiche malate di salmonella che vivevano nel laghetto di via Giotto. «Erano curabili e l centro Wwf di Semproniano poteva guarirle, ma non è stato nemmeno contattato».  Il responsabile del servizio di prevenzione dell’Asl 9, Paolo Madrucci, spiega, però, che l’eutanasia era l’unica scelta. Dopo che il corpo forestale ha verificato che le tartarughe non appartenevano a specie protette le autorità sanitarie si sono trovate a dover decidere che fare di animali che «sono un serbatoio prediletto dalle salmonelle e che, anche trattati con antibiotici, possono restare portatori sani». Impraticabile il loro trasporto al Carapax di Massa Marittima, che è sotto sequestro, e il centro di Semproniano «non ha strutture per animali acquatici e sarebbero state messe a rischio le altre specie presenti». Cosa fare, poi, delle tartarughe, una volta guarite? Impossibile reimmetterle nell’ambiente, perché «non sono autoctone, sono carnivore e non hanno, qui, competitori naturali, dunque rischierebbero di sovrastare e azzerare altre specie».  Analogo il discorso per i circa due quintali di pesce del laghetto, con pesci gatto di 80 centimetri. Invece i circa 120 germani saranno curati con antibiotici e poi redistribuiti negli specchi d’acqua della provincia di Grosseto. In via Giotto ne resteranno meno di una decina.  «L’obiettivo - spiega Madrucci - è proprio quello di ridurre gli animali nello specchio d’acqua, che era stato trasformato in una fogna a cielo aperto, con un carico di coliformi totali e fecali superiore a quello delle acque scure». Un carico che ha attirato anche i topi di fogna, tanto che il sindaco ha ordinato la derattizzazione. «Si tratta di tutelare - dice Madrucci - la salute di chi frequenta il parco, in particolare i bambini, che giocano con l’acqua del laghetto e degli animali che possono berla».

LA NUOVA SARDEGNA
20 AGOSTO 2009
 
Rara tartaruga in spiaggia
 
MURAVERA (CA). Una tartaruga Caretta caretta del peso di circa 20 chilogrammi è spiaggiata nel primo pomeriggio di ieri a Colostrai nei pressi di uno stabilimento balneare. L’animale con molta probabilità stava cercando un luogo appartato dove deporre le uova. Incurante della presenza di centinaia di bagnanti che hanno fatto a gara per fotografarla, la tartaruga ha fatto una breve passeggiata sulla spiaggia. Dopo alcuni minuti si è rituffata in acqua. Sino alla prima metà del secolo scorso queste tartarughe venivasno nella costa sud orientale a deporre le uova.

IL TIRRENO
20 AGOSTO 2009
 
Carcere fino a 18 mesi
 
Uccidere un cane è un reato grave. Dopo l’emanazione della legge 189 del 2004, i “delitti contro il sentimento per gli animali” sono puniti con norme severe. Le “Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate” modificano il codice penale. A norma dell’art. 544-bis (Uccisione di animali) «Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale, è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi».

VIRGILIO NOTIZIE

20 AGOSTO 2009

 

Libano: sepolta con rito indu' vacca 'sconfinata' da Israele

Animale era precipitato una settimana fa in depressione terreno

 

Dopo giorni di polemiche tra Libano e Israele e' stata sepolta col rito indu' una vacca morta in un territorio conteso tra i 2 Paesi. La zona e' sorvegliata dai militari indiani dell'Unifil, la forza Onu schierata nel sud del Libano. L'animale era precipitato circa una settimana fa in una piccola depressione del terreno dopo aver attraversato la zona occupata da Israele ed esser entrata, in cerca d'acqua, in territorio libanese.

 

 

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