14 MAGGIO 2011
IL TEMPO
14 MAGGIO 2011
 
Avvelenato Cipino, la mascotte del canile
VITERBO Sono ben 89 i cani morti avvelenati nel giro di 3 anni presso il canile comunale di Bagnaia e la strage non cessa, visto che l'ultimo è morto giovedì.
 
Wanda Cherubini
 
Si chiamava Cipino ed era la mascotte del canile. A darne notizia è Elvia Viglino, che gestisce il ricovero. «Continua, tra l'indifferenza di tutti, la strage dei cani di serie B – afferma - Non credo che esista un canile in Italia dove siano stati avvelenati così tanti cani. Le uccisioni sono iniziate un mese dopo che il canile ex Enpa è stato preso in gestione dal Comune di Viterbo – spiega – Gli interessi economici che vi ruotano intorno sono tanti, ecco perché stiamo subendo tutto ciò. Chi avvelena i cani conosce bene sia il canile che i cani. La cosa più straziante è che li vediamo morire agonizzanti senza poter far niente perché la loro morte deve essere repertata dall'istituto zooprofilattico. Ho fatto denunce alla Procura, ai Carabinieri, ai media nazionali, ho interpellato anche Rita Dalla Chiesa e Licia Colò, ma nessuno mi ha risposto. Sembra che ora il Procuratore si stia interessando del caso. Perché il Comune non fa niente per riprendersi il canile? - conclude amareggiata - Perché il sindaco Marini non si muove quando sotto elezioni aveva preso degli impegni ben precisi?».

ALTO ADIGE
14 GENNAIO 2011
 
Finisce il suo cane con l’accetta
 
Fabio De Villa
 
BRESSANONE (BZ). Massacrato a colpi di accetta. E’ il tragico destino di un cane, un bastardino di 17 anni. L’episodio è stato segnalato dal dirigente del servizio veterinario, Robert Tauber, e il padrone dell’animale, un uomo della val di Vizze, è stato denunciato dall’autorità giudiziaria: «Assurdo - ha detto Tauber - che ancora oggi si verifichino episodi di tale crudeltà contro gli animali».
La segnalazione e la conseguente denuncia per maltrattamento di animali è stata avanzata dal dirigente del servizio veterinario comprensoariale, Robert Tauber.
Tauber ha voluto rendere pubblica la vicenda per sensibilizzare la popolazione: «Non è possibile che ancora al giorno d’oggi ci si comporti come quarant’anni fa - spiega Tauber - sopratutto nei masi o in zone isolate di montagna. Le leggi sono cambiate e anche gli animali oggi hanno dei diritti, chi sbaglia è giusto che paghi. Chiunque voglia liberarsi dei propri amici a quattro zampe, può sempre rivolgersi al canile».
La vicenda risale al 3 gennaio scorso quando, presso il centro rifiuti da macellazione della valle di Vizze si è presentato un uomo della zona.
L’uomo aveva portato con sè il corpo apparentemente senza vita del suo cane, spiegando che era deceduto per vecchiaia e per una serie di complicazioni dovute ad una malattia. Il responsabile del centro, dopo aver compilato l’apposito modulo per entrare in possesso del corpo dell’animale, lo ha inserito in una cella frigofira in attesa che fosse poi reuperato da un’azienda specializzata per il suo smaltimento a Bolzano.
Tutto sembrava finito qui ma, il giorno dopo, lo stesso responsabile del centro ha udito dei guaiti provenire dalla cella frigo, scoprendo scoprendo così che il piccolo bastardino era ancora vivo. Immediatamente è stato allertato il suo proprietario che si è presentato sul posto con una scure e, senza dare troppe spiegazioni, lo ha decapitato davanti al responsabile del centro.
La vicenda non è certo passata inosservata e del fatto è stato immediatamente informato il dirigente del servizio veterinario dell’Asl, Robert Tauber appunto. «Dal referto autoptico sul corpo del cane che abbiamo effettuato nei giorni è emerso una cosa sconcertante, ovvero che l’animale quando è stato portato al centro macellazione era solo stordito. Il suo padrone infatti, aveva cercato di ucciderlo già una prima volta a casa utilizzando una scure, non riuscendoci la prima volta. Martedì quindi abbiamo provveduto a formalizzare la denuncia attraverso il procuratore che si occuperà di tutta la vicenda», conclude Tauber.

TORINO TODAY
14 MAGGIO 2011
 
Cane chiuso in un'auto muore per il caldo: denunciato il proprietario
L'animale è morto per asfissia in una Volvo V40 parcheggiata in corso Verona angolo via Perugia. Un uomo di 45 anni residente a Torino è stato denunciato a piede libero per maltrattamento di animali
 
TORINO - E'stata una segnalazione telefonica a mettere in allarme i vigili. Alle ore 13.30 circa di venerdì 13 maggio una pattuglia della Polizia Municipale di Torino è intervenuta in corso Verona angolo via Perugia dove hanno accertato la presenza di un cane di grossa mole sofferente all'interno di una Volvo V40 parcheggiata.
Sono stati attivati immediatamente i Vigili del Fuoco e il personale del canile, ma in contemporanea, alle 14.15 si è presentato anche il padrone del cane (e dell'auto), un uomo di 45 anni residente a Torino. Il cane è morto per probabile asfissia a causa dell'elevata temperatura all'interno dell'abitacolo.
L'uomo è stato denunciato a piede libero per maltrattamento di animali. Il cane è poi stato trasportato presso il Canile Municipale, dove il Veterinario A.S.L. effettuerà accertamenti autoptici.

TORINO OGGI
14 MAGGIO 2011
 
Torino - Muore cane lasciato chiuso in auto, denunciata la padrona
 
Torino - Ha lasciato il cane chiuso in auto e l'animale è morto a causa del caldo: la donna è stata denunciata a piede libero per maltrattamenti di animali dalla Polizia Municipale.
L'episodio si è verificato ieri nella zona di corso Verona, a Torino.E' stata una telefonata a segnalare la presenza del cane, di grossa taglia, nella vettura in uno stato di evidente sofferenza.
Sul luogo sono intervenuti i Vigili, arrivati insieme al marito della proprietaria di auto e cane, ma il loro intervento è risultato inutile, perchè nel frattempo il cane era morto, probabilmente per asfissia causata dal caldo. 

LA NUOVA VENEZIA
14 MAGGIO 2011
 
Gatto ferito con una trappola
 
MIRA (VE). Trappole mortali per gatti a Mira Vecchia e i volontari dell’associazione animalista «Mamma Rosa» denunciano il fatto ai carabinieri. «Ci ha chiamato una signora - raccontano la presidentessa Rita Asolati ed Elisabetta Centenaro - che ha trovato un gatto randagio ferito. Siamo andate a vedere subito cos’era successo. L’animale aveva una ferita all’altezza dell’anca. Aveva piantato nel corpo un fil di ferro. Era una trappola realizzata con un laccio di ferro che viene collocato nelle ringhiere o recinzioni in ferro spesso per ferire o uccidere gatti o altri animali che sconfinano nelle proprietà». Contro chi ha cercato di uccidere la povera bestiola l’associazione Mamma Rosa è decisa ad andare fino in fondo. «Si tratta - dice Rita Asolati - di maltrattamento ad animali. Come responsabile dell’associazione mi costituirò parte civile e chiederò anche che i danni causati alla povera bestiola vengano risarciti all’associazione che si costituisce contro ignoti». Casi come quello di Mira Vecchia non sono isolati. Intanto sempre l’associazione denuncia la ripresa con la bella stagione dell’abbandono degli animali. «Lunedi scorso qualcuno - conclude la Asolati - ha pensato bene di abbandonare la sua gattina davanti al rifugio per gli animali dell’associazione in via Bastiette a Dogaletto. Noi volontari per 2 giorni abbiamo cercato invano di catturarla ma il gatto nel tentativo di tornar a casa ha attraversato la Romea ed è finito sotto un’auto. Gli animali bisogna venirceli a portare senza mai abbandonarli in strada dove possono morire e causare incidenti».

LA NUOVA SARDEGNA
14 MAGGIO 2011
 
Pericolo nelle campagne, tombini senza copertura e un cane ci cade dentro
 
SASSARI. Correva in mezzo all’erba e all’improvviso è caduto dentro un pozzetto stradale della rete idrica. Un salto di quasi due metri, una trappola impossibile da vedere anche per un pastore tedesco particolarmentre sveglio e abituato a evitare i pericoli. «Argo», un bellissimo cane di otto anni è stato salvato più tardi grazie ai soccorsi degli agenti della sezione volanti della questura e dei vigili del fuoco. Sul posto anche i volontari della Lida.
 L’episodio si è verificato ieri mattina, nella zona della strada vicinale «Funtana di la Figga», vicino a Bancali. Il pastore tedesco - come accaduto in qualche altra occasione - ha saltato la recinzione del terreno dove viene tenuto dalla proprietaria e ha cominciato a girare per la campagna. Una zona apparentemente tranquilla e senza troppi rischi evidenti, se non fosse per quei tombini stradali senza coperchio, in più punti occultati dall’erba che è cresciuta sopra e li ha trasformati in trappole che mettono a rischio l’incolumità non solo degli animali ma anche delle persone.
 Il problema è stato segnalato più volte ma i tombini sono rimasti senza copertura. E ieri mattina la questione è tornata di particolare attualità: «Argo» è caduto nel vuoto ed è rimasto sul fondo del pozzetto, per fortuna abbastanza ampio per contenerlo e questo ha sicuramente evitato lesioni gravi. Un passante ha sentito il pastore tedesco abbaiare e si è reso conto dell’accaduto, ha provato ad aiutarlo ma senza successo. Allora ha informato la centrale operativa del 113 che ha inviato nella zona di Bancali gli agenti di una volante. L’operazione di soccorso è stata attuata grazie all’intervento dei vigili del fuoco. «Argo» si è tranquillizzato appena ha visto la sua padrona: il pastore tedesco è stato visitato, per fortuna niente di grave.

GEA PRESS
14 MAGGIO 2011
 
Firenze: confermata la presenza di sostanze stupefacenti nella minicasa-canile
 
Un caso penoso quello che ieri si sono trovati innanzi gli Agenti del NIPAF (Nucleo Investigativo Provinciale di Polizia Ambientale e Forestale) del Corpo Forestale dello Stato di Firenze, guidati dal Commissario Capo Marta Ciampelli.L’odore nauseabondo proveniente da quel piccolo appartamento in pieno centro città, si avvertiva già una volta varcato il portone della palazzina. Dieci cani ed un gatto in due stanze sommerse di escrementi, tanto da risultare difficile poterci pure camminare. Gli animali non venivano mai portati fuori.La donna, tra i 40 ed i 50 anni, è stata trovata in possesso di sostanze stupefacenti ed alla vista dei Forestali, coadiuvati dalle Guardie Zoofile dell’ENPA alle quali era arrivata la segnalazione, e dei Vigili del Fuoco ha prima opposto resistenza ostacolando l’apertura della porta di casa e poi, visibilmente sconvolta, ha minacciato di autolesionarsi. La Forestale ha così dovuto richiedere l’intervento del 118. In quel piccolo appartamento, di proprietà della famiglia, viveva da sola.I cani, allontanati ma non posti sotto sequestro come nel caso dell’appartamento, erano tutti meticci adulti ed alcuni cuccioloni. Vivevano, oltre che tra i propri escrementi, anche tra cumuli di rifiuti di ogni genere.

IL GAZZETTINO
14 MAGGIO 2011
 
Cuccioli nell’auto senza cibo né acqua
 
UDINE - Trasportavano un'arma clandestina e 4 cuccioli di cane, due cittadini slovacchi fermati per un normale controllo dalla polizia di frontiera di Tarvisio, diretta dal commissario capo Simona Romano. Dai primi controlli sono stati subito scoperti sui sedili posteriori dell'auto i 4 cuccioli di razza Akita, in stato depresso, privi di cibo e acqua. I poliziotti hanno quindi deciso di approfondire gli accertamenti per verificare se i cani avessero meno dei tre mesi di vita imposti dalle norme comunitarie per il loro trasporto. I controlli avrebbero suscitato un particolare nervosismo in uno dei due uomini a bordo del mezzo. Ispezionata meglio l'autovettura, è stata quindi scoperta una pistola a tamburo calibro 22, priva di matricola e tre cartucce, oltre a medicinali di tipo sedativo per uso animale, presumibilmente utilizzato per calmare i cani. L'uomo è stato quindi denunciato per introduzione, porto e possesso di arma clandestina, sequestrata insieme ai 4 cuccioli. Entrambi i cittadini slovacchi, a cui è stata applicata una sanzione amministrativa di 3mila euro, sono stati denunciati anche per maltrattamento di animali e introduzione illecita in Italia.

MESSAGGERO VENETO
14 MAGGIO 2011
 
Tarvisio, presi con 4 cuccioli e una pistola
 
Alessandro Cesare
 
TARVISIO (UD) -  Gli agenti della Polizia di Frontiera hanno intercettato due cittadini slovacchi che trasportavano illegalmente 4 cuccioli di cane e una pistola calibro 22. Ieri, gli uomini della IV Zona Polizia di Frontiera nell'ambito dei consueti controlli del territorio, hanno fermato un auto con a bordo due cittadini slovacchi. I due però non erano soli: infatti, sul sedile posteriore sono stati trovati 4 cuccioli di razza Akita. Le bestiole, trasportate in modo non adeguato, erano privi di cibo e acqua e mostravano uno stato sensorio depresso. Gli agenti inoltre hanno rinvenendo una pistola a tamburo calibro 22 priva di matricola, tre cartucce nonché medicinali di tipo sedativo per l'uso animale. Entrambi gli uomini sono stati denunciati per il reato di maltrattamento di animali e introduzione illecita di animali da compagnia, e uno dei due anche per introduzione, porto e possesso di arma clandestina. È stata anche applicata una sanzione amministrativa di circa tremila euro e i cani, così come l'arma, sono stati sequestrati.

ROMAGNA NOI
14 MAGGIO 2011
 
San Marino - Caccia agli avvelenatori di cani
E' stata istituita una task force per far fronte all'emergenza delle polpette ed esche avvelenate che vengono sparse nei giardini
 
SAN MARINO - Si svolgerà oggi la bonifica delle campagne su iniziativa dei volontari dell’Apas, ma ieri anche l’unità sanitaria veterinaria dell’Iss ha convocato un tavolo di coordinamento per affrontare l’emergenza dei bocconi avvelenati sparsi per il Titano: una vera e propria “task force” contro il killer dei cani.
Al tavolo hanno partecipato i rappresentanti del Servizio igiene urbana e di tutte le forze dell’ordine, quindi polizia civile, gendarmeria, guardia di rocca. Nel corso dell’incontro di oggi “sono state discusse e approvate le linee guida di intervento da adottare in caso di segnalazione di casi sospetti di avvelenamento e di ritrovamento di potenziali esche o bocconi avvelenati”. Intanto, “in attesa degli esiti d’esame compiuti sui campioni inviati al laboratorio ufficiale, è stata divulgata a tutti gli operatori coinvolti nella gestione del verde pubblico una nota informativa concernente i comportamenti da tenere in caso di ritrovamento di materiali possibilmente riconducibili a esche o bocconi”. Inoltre, Iss consiglia ai proprietari di proteggere i cani con museruola durante le passeggiate e informa che in caso di ritrovamento delle esche velenose e’ possibile contattare l’unità sanitaria veterinaria al 331.6871990. Infine lancia l’appello: chiunque abbia informazioni utili alle indagini, ne dia immediata comunicazione alle forze dell’ordine.

PAID 2 WRITE
14 MAGGIO 2011
 
La Polizia Sequestra Animali Selvatici Imprigionati In Un Lager Degli Orrori
 
 
Lipomo (CO) - Nemmeno il Commissario Aggiunto Luigi Galeazzi, della Polizia Provinciale di Como, nonostante i numerosi anni di servizio aveva mai visto niente di simile: un autentico lager degli orrori, con animali selvatici tenuti in gabbiette anguste e sporchissime, in condizioni igienico-sanitarie pessime.Tutto è partito da una segnalazione anonima giunta al centralino del nucleo venatorio della Polizia Provinciale comasca: una persona denunciava forti e cattivi odori provenienti dal garage di uno stabile di Lipomo e così alcuni agenti provinciali sono intervenuti, certi di trovare qualche canarino in gabbie non troppo curate. Invece lo spettacolo che si è offerto ai loro occhi è stato di tutt'altro genere: appena sollevata la saracinesca del garage, a terra, hanno visto una gabbia con all'interno una volpe.La povera bestia girava su se stessa come impazzita, abituata alla libertà e ora rinchiusa chissà da quanto tempo tra quelle sbarre appena in grado di contenerla. Tutto intorno, una sull'altra, gabbie sudicie e maleodoranti piene di uccelli selvatici: cornacchie grigie, poiane, gheppi, corvi imperiali, persino un nibbio bruno, per un totale di oltre trenta animali catturati e detenuti illegalmente, in quanto protetti dalla legge e beni dello Stato.Il loro carceriere è un insospettabile medico radiologo, operativo presso l'ospedale di Menaggio e stimato da colleghi e pazienti: nulla lasciava presagire questa sua insana passione per gli animali selvatici che, oltretutto, tratteneva in modo indecente. Molti degli esemplari, infatti, hanno perso la vista a causa delle esalazioni provenienti dalle loro stesse deiezioni, che hanno portato ad una gravissima e in molti casi irrimediabile infezione delle cornee. Il medico veterinario del CRAS di Vanzago che ha preso in cura le povere bestie ha da subito disperato di poterle salvare tutte e si stima che neppure la metà potrà tornare alla vita libera. Il medico è stato denunciato per maltrattamento di animali e furto venatorio.

GEA PRESS
14 MAGGIO 2011
 
Poligono di Quirra (CA): sequestrato!
 
 
Lo hanno sequestrato, finalmente. E’ la prima volta che in Italia si pongono i sigilli ad un Poligono sperimentale interforze, quello del Salto Quirra, oltre dodicimila  ettari  tra Nuoro e Ogliastra in Sardegna.Il Giudice per le indagini preliminari, dr.ssa Paola Murru, del Tribunale di Lanusei ha emesso il Decreto di sequestro preventivo dell’intera base militare. “Sussiste il fumus del delitto di disastro ambientale, quantomeno colposo, posto in essere con plurime condotte militari“, scrive il Gip nel Decreto.Contemporaneamente il Procuratore della Repubblica di Lanusei, dr. Domenico Fiordalisi, ha disposto sequestro probatorio di tutte le sorgenti, dei corsi d’acqua, dei canali  e delle condutture idriche che dal Poligono giungono fino all’abitato di Villaputzu  e della frazione di Quirra. Proprio l’acqua contaminata dai brillamenti delle munizioni eseguiti, negli anni, nel Poligono potrebbe essere la causa dell’aumento dei tumori nella popolazione residente e delle malformazioni degli animali. Disastro ambientale e omicidio plurimo dei pastori che frequentavano l’area del Poligono. Ecatombe di animali, aggiungiamo noi.Il sequestro dell’area non impedirà, però, le attività delle Forze armate, né quelle commerciali ed industriali, per loro c’è l’autorizzazione a rimanere  data dal Ministero della Difesa. Saranno vietate, invece, tutte le attività agropastorali. 62 allevatori riceveranno l’ordinanza di sgombero per almeno 10mila animali. Il Movimento dei Pastori Sardi preannuncia una richiesta di risarcimento danni  al Ministero della Difesa.I sequestri confermano pubblicamente quello che dieci anni di lotte di ambientalisti e pacifisti hanno sempre gridato: nella base militare più grande d’Europa si sono svolte operazioni capaci di metter in pericolo la salute pubblica,  degli uomini e degli animali. Al conto vanno aggiunte 50 morti ‘sospette’, il 65% dei pastori della zona ammalati di leucemia  e centinaia di animali malformati.Un terreno contaminato da cadmio, rame, piombo ed antimonio. Interramento di fusti pieni di materiale tossico. Uso del Naplam, distruzione di munizioni obsolete provenienti da tutta Italia, nei documenti e nelle testimonianze raccolte dalla Squadra Mobile di Nuoro e dal Corpo Forestale dello Stato c’è proprio di tutto. L’utilizzo dell’ uranio impoverito è stato accertato nei tessuti dell’agnello nato con due teste. Nel fascicolo degli indagati, per ora , sono iscritti il generale, Tobia Santacroce, ex responsabile del personale, accusato di disastro ambientale e due chimici della SGS, società di ispezioni, che avrebbero falsificato i test ambientali condotti nel Poligono per conto del Ministero della Difesa.

TG COM
14 MAGGIO 2011
 
Londra piange la morte del cucciolo di gorilla: è rimasto ucciso durante una rissa allo zoo 
Il piccolo di sette mesi rimasto vittima dello scontro tra la madre e un nuovo maschio della gabbia
 
Sette mesi fa Londra si era innamorata di un piccolo gorilla, il primo nato in cattività nello zoo della città negli ultimi 22 anni. Oggi i britannici sono costretti invece a piangere la morte primate, rimasto ucciso in una rissa "familiare". Gli addetti allo zoo stavano cercando i integrare i gorilla con un maschio arrivato da Dublino. Ma la convivenza non è riuscita. Nella battaglia tra la madre e il maschio a farne le spese è stato il più debole.
Secondo i media britannici, il piccolo ha riportato la frattura di un braccio durante la lite furibonda scoppiata quando i custodi hanno tentato, per la seconda volta questa settimana, di introdurre Kesho, l'esemplare maschio di 11 anni, nel recinto della femmina Mjukuu e del cucciolo. I due gorilla adulti sono stati immediatamente separati e il piccolo e' stato portato nell'ospedale dello zoo dove è stato sottoposto a 3 ore di intervento, ma non è sopravvissuto. E i veterinari dello zoo hanno riportato il piccolo morto nella gabbia, per far capire alla madre che il cucciolo non sarebbe più tornato indietro. Una scena straziante, stando alle testimonianze di chi ha assistito.
FOTO
http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/fotogallery/1003161/londra-ucciso-in-una-rissa-il-baby-gorilla.shtml

TRENTINO
14 MAGGIO 2011
 
Orsi, giro di vite della Provincia
 
Jacopo Tomasi
 
TRENTO. Rimuovere gli orsi “problematici”, ovvero gli esemplari che si avvicinano eccessivamente ai centri abitati. E’ questo il “piano” della Provincia per fare in modo che il progetto di reintroduzione dell’orso in Trentino possa continuare. E intanto c’è anche chi chiede un “monitoraggio” per evitare che i plantigradi diventino troppi.
I dati - forniti dal Servizio foreste e fauna della Provincia - parlano chiaro: il 60% dei danni provocati dagli orsi nel 2010 sono stati causati da 5 esemplari su 30. Addirittura il 25% da un solo animale, Dj3, sul quale pende già un ordine di cattura da parte del presidente Dellai. Insomma, la maggior parte degli orsi vive tranquillamente nascosta nei boschi e solo una minima parte crea scompiglio vicino ai centri abitati. Per evitare che questi pochi esemplari facciano saltare il progetto il dirigente del dipartimento foreste della Provincia, Romano Masé, è convinto che «servano azioni efficaci per dare risposta alle richieste dei cittadini. Inoltre - continua - entro maggio sarà pronto uno studio sulla convivenza uomo-orso in Trentino che può servire anche per ripensare o ridefinire alcune modalità d’azione». Si capisce che in Provincia le troppe incursioni dei “figli di Jurka” stanno creando qualche fastidio. Anche se Masé sottolinea che «le incursioni sono nella norma nel periodo post letargo. Per il futuro - conclude - i tecnici comunque escludono che ci sia il rischio di una presenza insostenibile dell’orso, perché tende ad abitare terreni nuovi». Non è dello stesso avviso Andrea Frapporti, animalista, naturalista e ambientalista, presidente del Pant (Protezione ambiente natura trentino). «Gli esemplari stanno iniziando a diventare troppi in un territorio antropizzato come il nostro e bisogna fare qualcosa per evitare che i cittadini si stufino e la politica sia costretta a reintrodurre la caccia all’orso». Per questo Frapporti fa un appello al presidente Lorenzo Dellai: «Per evitare che si superi il numero di 50 orsi si potrebbero catturare e sterilizzare alcune femmine. Inoltre, si potrebbero istituire, soprattutto in primavera ed autunno, 30 siti di alimentazione per fare in modo che gli animali non debbano scendere vicino ai centri abitati per trovare da mangiare». Sulla questione interviene anche Bruno Firmani, consigliere provinciale dell’Italia dei Valori e docente di matematica, che ha studiato la crescita della popolazione orsina con metodi matematici ed arriva a dire che entro 7-8 anni il Trentino sarà saturo, con più di 60 orsi. «Occuperanno tutta la provincia e sconfineranno in altre zone. Il Trentino - riflette Firmani - deve chiedersi cosa fare degli orsi in futuro. Personalmente vedo con dispiacere l’ipotesi dell’abbattimento o della cattura, ma credo sia difficile pensare ad altre soluzioni».

TUTTO GRATIS
14 MAGGIO 2011
 
Traffico animali esotici, uomo arrestato in aeroporto in Thailandia
 
 
Un uomo di trentasei anni, degli Emirati Arabi, in attesa di prendere un aereo a Bangkok, è stato fermato con le valigie piene di cuccioli di animali rari. L’uomo distinto, passeggero di prima classe, stava facendo la fila per il check-in per il suo volo presso l’aeroporto internazionale di Bangkok quando è stato fermato dagli agenti in borghese dell’associazione contro il traffico illegale di animali. Gli animali all’interno delle sue valigie, tra cui cuccioli di leopardo, cuccioli di pantera, un cucciolo orso e delle piccole scimmie, erano stati drogati ed erano diretti a Dubai. Secondo quanto dichiarato da Steven Galster, direttore dalla Freeland Foundation, un gruppo contro il traffico di animali esotici della Thailandia, l’indagato avrebbe acquistato i cuccioli di animali rari e appartenenti a specie ad alto rischio estinzione al mercato nero.È molto frequente che in Thailandia si verifichino casi che coinvolgono il traffico illegale di animali esotici, ma il più delle volte vengono trovate tartarughe rare, serpenti e lucertole richieste in Cina e Vietnam. Pare sia la prima volta che viene trovata una varietà di esemplari di mammiferi. In Thailandia i leopardi e le pantere vengono venduti a 5000 dollari al mercato nero il che significa che a Dubai sarebbero stati venduti, come minimo il doppio del loro valore. Tuttavia non è noto se gli animali fossero destinati ad essere venduti o tenuti come animali domestici esotici, quest’ultima una pratica piuttosto popolare in Medio Oriente. Gli animali sequestrati, erano stati distribuiti all’interno di contenitori perforati per l’aria ma sistemati in modo tale che non potessero muoversi più di tanto; erano stati sedati e al momento del controllo delle valigie tutti gli animali erano intontiti, come se si fossero appena svegliati. Un’operazione di contrabbando di animali molto sofisticata, senza precedenti.

SPOLETO CITY
14 MAGGIO 2011
 
A chi tocca il gatto morto??
 
 
Spoleto (PG) - Cronaca: un gatto morto, probabilmente investito da una macchina viene messo in una scatola e posizionato sotto un'arcata del ponte del Tessino, proprio davanti alle scale mobili. Tre venerdì fa..
Io che come molti altri ci porto il cane a passeggiare, lo vedo e avviso uno degli operatori che ripulisce Via Cacciatori Delle Alpi dopo il consueto mercato. Gentilmente risponde che provvederà...Dopo altri giorni, gatto sempre lì, mosconi e puzza in aumento, ho nell'ordine: avvisato i vigili urbani andando in sede,chiesto a quelli della Bonifica Umbra che tagliavano l'erba, telefonato ai servizi veterinari, telefonato alla VUS tramite numero verde, fornendo nome e indirizzo...perso ogni speranza.
Devo chiamare la protezione civile??? Manco si trattasse di allungare il percorso a dismisura visto che gli operatori ecologici ogni venerdì (ripeto: ne sono così passati tre) sono ogni venerdì a via Cacciatori Delle Alpi!
E se allungassero un altro pochino il tragitto magari potrebbero anche svuotare il contenitore di rifiuti di Via Delle Murelle che anche quello aspetta da un pezzo.
Intanto la scatola con quel che rimane del gatto è stata spostata un poco, probabilmente dai ragazzini che vanno a giocarci o da qualche curioso...non credo che sia salutare, né istruttivo.
Ora poi c'è il fine- settimana...ma la speranza è l'ultima a morire. Speranza che spero non sia ridotta come il gatto a putrefarsi.

IL GAZZETTINO
14 MAGGIO 2011
ANGUILLARA (PD)  Bruciati una ruspa, un trattore, un'auto e un furgone. Danni ingenti
Incendio nell’azienda, muoiono gli animali
 
Fiamme altissime, rapidamente alimentate da cataste di legna, balle di paglia ed altro materiale infiammabile. Non hanno trovato praticamente nulla della stalla, della porcilaia e della rimessa dei mezzi agricoli, i vigili del fuoco di Rovigo e di Piove di Sacco. Prontamente accorsi nel primo pomeriggio di ieri a domare le fiamme che si sono propagate all'interno della proprietà di Pietro Scarparo, in via Santo. Il fuoco è stato avvistato in lontananza. Ma sono stati i proprietari, spaventatissimi, a dare l'allarme.Impossibile per i pompieri, arrivati sul posto con vari mezzi di soccorso, individuare la causa dell'incendio. Le fiamme hanno infatti agito in profondità cancellando possibili fonti di inneschi. I danni sono ingenti. Oltre ad una piccola ruspa sistemata nella rimessa, sono stati danneggiati anche un trattore, un'auto ed un furgone. A fare le spese del pauroso incendio sono stati anche tre maiali, ricoverati nella porcilaia distrutta oltre a ad una decina fra polli e conigli. I danni ammontano a parecchie migliaia di euro.  Indagini in corso.

PRIMA PAGINA MOLISE
14 MAGGIO 2011
 
Frosolone (IS): Pala eolica colpisce Nibbio reale
 
Un altro splendido Nibbio reale è stato trovato da alcuni gitanti ieri ai piedi di una torre eolica a Frosolone (IS), colpito da una maledetta pala rotante.
Il raro rapace è stato portato al Centro Recupero Fauna Selvatica LIPU, dove è stato sottoposto agli accertamenti del veterinario che ne ha decretato l'impossibilità del recupero.
Il Nibbio reale è stato colpito di striscio dalla pala eolica, ma ha perso le falangi e l'ala presenta fratture multiple e scomposte.
"Per Frosolone è già il secondo Nibbio in pochi mesi - informano alla LIPU - ormai si moltiplicano le segnalazioni di animali morti ai piedi delle torri eoliche, falciati durante il volo o la migrazione".
Gli ambientalisti sostengono inoltre che questi ritrovamenti sono solo la punta di un iceberg. Molte carcasse vengono prelevate nottetempo da cani e volpi, per cui risulta di molto sottovalutato il numero delle perdite.Si tratta soprattutto di Poiane, ma cadono vittima sovente animali più rari come in questo ultimo caso.
Da diversi anni la LIPU molisana sostiene l'impossibilità di tollerare impianti eolici nati all'interno delle aree Natura 2000, che l'Europa ha concepito per la salvaguardia delle specie a rischio e non per la loro estinzione. In Molise invece sono sorti torri eoliche a Ripabottoni, Longano e Frosolone, tutte in aree dove non dovrebbero esserci."Non è tollerabile questa palese violazione delle Direttive UE - proseguono alla LIPU - e il continuo ritrovamento di animali uccisi dalle pale ci spinge a chiedere formalmente la chiusura di tutti gli impianti costruiti nelle IBA e ZPS (Zone a protezione speciale)".
Ormai il grande fronte di opposizione alla proliferazione selvaggia dell'eolico ha innescato la nascita dell'indignazione pubblica e politici ed amministratori devono tenerne conto.
"Vorremmo sapere dalla Regione Molise - concludono alla LIPU-Birdlife Italia - quali sono gli interventi che ha adottato per tutelare l'avifauna minacciata, come prevedono le normative, visto che invece si continua ad autorizzare la costruzione di centinaia di torri eoliche".

LA GAZZETTA DI REGGIO
14 MAGGIO 2011
 
Salvano un airone impigliato in una lenza
 
Andrea Vaccari
 
BORETTO (RE). Il piccolo airone non aveva quasi più speranze di sopravvivenza. Ma ha avuto la fortuna che due sensibili canoisti borettesi passassero di lì e lo salvassero, restituendogli la libertà. La curiosa e commovente operazione di salvataggio è avvenuta giovedì pomeriggio.
Emilio Sandri (presidente del Canoa Team Boretto Po) e Giuliano Marasi, veterinario, stavano compiendo una ricognizione del percorso canoistico che si svolgerà domani, «Pagaiando per i canali nella pianura padana» percorrendo il tratto del cavo Fiuma che da Boretto porta a Gualtieri. Durante il sopralluogo, i due borettesi hanno incontrato numerosa fauna, non sempre visibile durante l’anno e sono rimasti impressionati dalla quantità di uccelli, anatre, germani reali e aironi cinerini che hanno accompagnato la loro navigazione. In prossimità della Mandria (zona alla periferia del paese) Sandri e Marasi hanno notato un uccello nei canneti che stava cercando animatamente di prendere il volo. Un’impresa che non gli riusciva, in quanto dopo ogni tentativo ricadeva in acqua. Avvicinatisi, sempre a bordo delle canoe, al canneto, hanno visto che si trattava di un piccolo airone impigliato in una lenza, senza più riuscire a liberarsi.
L’animale è stato preso in cura dai due canoisti e Marasi ha constatato che, oltre alla lenza che lo imprigionava, aveva pure una ferita prodotta da un amo conficcato nella piccola zampa.
Impossibilitati a togliere l’amo, sempre in canoa, i due si sono avvicinati a un pescatore appostato nelle vicinanze il quale, con uno speciale attrezzo da pesca, è riuscito a togliere l’amo. Ultimato questo intervento, il piccolo airone è subito salito in volo sopra il canneto salvandosi così da morte sicura e lasciando ai due amici la soddisfazione di aver liberato un prezioso abitante della nostra pianura.

IL MATTINO
14 MAGGIO 2011
 
Centinaia di uccelli selvatici, sequestrati a un bracconiere...
 
Pino Cerciello
 
San Giuseppe Vesuviano (NA). Centinaia di uccelli selvatici, sequestrati a un bracconiere, liberati su ordine della magistratura. A San Giuseppe Vesuviano, in località Santa Maria la Scala, in pieno Parco del Vesuvio, ieri, erano in molti a festeggiare. Grazie all’intervento dei carabinieri della locale stazione, da giorni sulle tracce di bracconieri e dei deturpatori della natura, si è arrivati a una casa privata nel cui giardino retrostante erano stipati volatili di ogni genere. In anguste gabbie, in pessime condizioni, erano detenuti, in maniera del tutto illegale, decine di cardellini fringuelli, merli, tortore, gazze e tante altre specie tipiche del Parco Nazionale del Vesuvio. I militari, al comando del maresciallo, Giuseppe Sannino, si sono trovati davanti a uno zoo degli orrori. Per questo hanno chiesto supporto ai veterinari dell’Asl 3, immediatamente giunti sul posto. Gli esperti, dopo un’attenta analisi dei volatili, hanno costatato che si trattava di numerose specie di uccelli selvatici provenienti, in buona parte, dal Parco Vesuvio. La circostanza è stata poi confermata anche dal ritrovamento di trappole e di richiami d’ogni genere nella stessa casa privata. I carabinieri ritengono che l’intero armamentario, detenuto illegalmente, sia stato usato proprio per la cattura dei tantissimi uccelli. Il proprietario dell’immobile, incensurato, è stato denunciato per maltrattamento e detenzione di specie animali protette. La decisione singolare è, invece, arrivata dal Tribunale di Nola, dove il magistrato di turno, sentito subito i carabinieri e gli esperti veterinari accorsi sul posto, ha disposto la liberazione immediata dei poveri uccelli restituendo l’intera selvaggina sequestrata al Parco. Grande gioia per i bambini e per i tanti abitanti della zona che hanno visto, così, volare verso la libertà tantissime specie di uccelli in un solo colpo d’occhio.

LIBERO
14 MAGGIO 2011

 

CACCIA: sempre piu' donne imbracciano il fucile, 30mila in Italia

 
Roma - E' partito l'assalto a uno degli ultimi fortini dell'universo maschile: la caccia. Le donne che imbracciano il fucile per inseguire daini o caprioli da anni sono in aumento -ormai circa 30mila in Italia secondo il Comitato nazionale caccia e natura- e il prossimo fine settimana il primo 'Meeting delle donne cacciatrici' ne certifichera' il successo. Teatro del raduno la Mostra mercato internazionale di CaPeTav (Caccia, pesca e tiro a volo) a Bastia Umbra (Perugia).Daniela Djordjevic, titolare di un'agenzia per viaggi venatori, e' tra le organizzatrici del meeting. E' riuscita da sola a mettere insieme un gruppo di piu' di cento moderne Artemidi, ma al raduno umbro ne arriveranno sicuramente di piu'. In Umbria si incontreranno sportive, imprenditrici e semplici appassionate. "Il fenomeno e' in aumento - sottolinea Djordjevic all'Adnkronos - e in molti casi si trasmette di padre in figlia". La conferma arriva da Lara Leporatti, presidente della sezione di Caccia Pesca e Ambiente di Lastra a Signa, in provincia di Firenze, che sara' presente all'appuntamento umbro."Ho cominciato a cacciare a otto anni - racconta Leporatti - e il mio primo risultato e' stato un bossolo a terra. La passione e' nata grazie a mio padre. Ogni domenica lo pregavo di portarmi con lui, mi piaceva l'idea di uscire nei boschi con il cane e di ritornare con la cacciagione". Il rapporto con gli altri cacciatori era, ed e', amichevole. "Mi hanno vista crescere. All'inizio partecipavo alle gare miste, ma la concorrenza era spietata, i numeri non erano dalla nostra parte, per ogni cento cacciatori, c'era una al massimo due cacciatrici'', continua.

IL TIRRENO
14 MAGGIO 2011
 
Cane cade nel pozzo e rischia di annegare lo salva una scala
 
ROSIGNANO (LI). Stava rincorrendo un gatto, quando saltando sulla botola di un pozzo è precipitato. Un volo tremendo per Lucky, cane di 50 chili, incrocio tra un labrador e un terranova, salvato dall’annegamento grazie alla scala lanciata dalla padrona.
L’episodio è successo ieri, verso le 8,30, in via del Cotone, a Rosignano Solvay. Secondo la ricostruzione dei vigili del fuoco di Cecina intervenuti in soccorso, il cane stava rincorrendo nel giardino di casa un gatto. Nella caccia è saltato su un pozzo. Con il suo peso ha sfondato la botola piazzata per ispezionare la riserva d’acqua. Lucky, questo il nome dell’animale, è precipitato giù a circa 6 metri di profondità, in presenza di 3 metri d’acqua.
La proprietaria, Elisa Riccucci di 33 anni, ha sentito abbaiare e quando si è resa conto di dove fosse il suo cane ha chiamato i carabinieri. I militari l’hanno messa in contatto con i vigili del fuoco, che hanno consigliato alla donna di calare una scala, in modo da dare all’animale la possibilità di aggrapparsi. La proprietaria ha eseguito e Lucky è riuscito così a mettere la testa fuori dall’acqua nell’attesa dell’arrivo dei pompieri.
È iniziato così il salvataggio. Un’operazione complessa e delicata vista la stazza dell’animale, che appena ha visto i pompieri tuttavia ha smesso di abbaiare come se avesse capito che quelli erano i suoi salvatori. La squadra ha calato una scala a ganci: giù sono scesi il capo-squadra Marco La Bella e il vigile esperto Renato Lami. Il cane è stato imbracato a pelo d’acqua e tirato in superficie con un triangolo di evacuazione. Il tutto ha richiesto circa mezz’ora. Lucky, stremato, è stato subito abbracciato dalla padrona in lacrime per quanto successo. Padrona che ha ringraziato a lungo i vigili del fuoco del distaccamento cecinese per il tempestivo intervento. In serata il cane è stato visitato da un veterinario, ma a parte qualche ferita alle zampe le sue condizioni sono buone.

IL CENTRO
14 MAGGIO 2011
 
CANE RECUPERATO
 
L’AQUILA. «Aiuto, polizia, c’è un cane che corre tra le auto: si rischia l’incidente». La chiamata al 113 fa scattare l’intervento della Volante che recupera, al Progetto Case di Coppito 3, un cagnolino combattivo che aveva spaventato gli automobilisti. Animale affidato al servizio veterinario.

LA TRIBUNA DI TREVISO
14 MAGGIO 2011
 
La casetta delle caprette è abusiva: sfrattate
 
MORGANO (TV). Avevano costruito un recinto ed una stalla destinati alle loro caprette e asini senza chiedere alcuna autorizzazione. Ora però saranno costretti a cercare loro una nuova sistemazione. Si è tenuta ieri in Corte d’Assise davanti al giudice Michele Vitali l’udienza del processo che ha visto imputati Manuela Cagnin, 36 anni e Noè Basso 34, la prima proprietaria del terreno in cui è stata costruita abusivamente la struttura, il secondo quale esecutore dei lavori. Il fatto è stato accertato lo scorso settembre 2009 a Morgano: in un terreno in via Barbasso i due avevano allestito un recinto e una casetta di una trentina di metri quadri, tutto in legno, adibito a ricovero per animali. Una decina tra asini e caprette che lì potevano dormire e brucare tranquilli. Peccato che l’opera era stata allestita senza prima aver richiesto i permessi previsti per legge. Inutile il tentativo dell’avvocato difensore Luigi Fadalti di appellarsi all’amore per gli animali del giudice: la sentenza non ha lasciato scampo. I due sono stati condannati a 15 giorni di arresto, 5300 euro di ammenda e a demolire la struttura. Ora per gli animali sarà necessario trovare una nuova sistemazione. Sarà proposto appello.

IL CENTRO
14 MAGGIO 2011
 
Mucca nel pantano salvata con l’elicottero
 
SALLE (PE). Pomeriggio da brivido per una mucca che ieri è finita in un pantano mentre era al pascolo in una zona di montagna. A salvarla ci hanno pensato i vigili del fuoco che sono arrivati a Salle, in località lago Nero, con il personale del distaccamento di Alanno e con l’elicottero. Senza l’intervento del velivolo, che ha tirato su il bovino con il verricello, sarebbe stato impossibile liberare l’animale, in evidente difficoltà in mezzo al fango e in un punto non facilmente raggiungibile a piedi. A dare l’allarme al 115 è stato il proprietario della mucca che, accorgendosi dell’assenza, ha cominciato a cercare nell’area di pascolo e, dopo averla individuata, ha capito che non ce l’avrebbe mai fatta a tirarla fuori.

GEA PRESS
14 MAGGIO 2011
 
Giappone: solo adesso i primi prelievi degli animali rimasti a Fukushima
 
 
Qualcosa inizia a muoversi ed il Giappone si è finalmente deciso a rimuovere dalla zona evacuata attorno alla centrale di Fukushima, gli animali abbandonati. Mica tutti, però. Si è iniziato con 27 cani e due gatti che i proprietari avevano dovuto lasciare presso le proprie case. Vi saranno poi altri 200 animali d’affezione per i quali sembra che i livelli di contaminazione non costituiscano un pericolo per nessuno. Il tutto dopo che è stato approvato un protocollo di azione concordato anche con alcune associazioni animaliste internazionali che molto avevano premuto sulle autorità giapponesi.Poco o nulla è invece possibile sapere sugli altri animali, ovvero quelli da reddito. Solo in parte allo stato brado (specie bovini ed equini) ed in massima parte morti all’interno dei recinti degli allevamenti., Per questi sembra che la loro sorte sia già segnata. Secondo stime diffuse già due settimane addietro dalle autorità locali, sembra che nella zona evacuata siano rimaste tremila mucche, trentamila maiali, seicentomila polli ed altri animali domestici non quantificati. Ormai dovrebbero essere tutti morti, specie mucche, maiali ed ancor da prima i polli. Speriamo almeno che per chi è riuscito a scappare la sorte gli sia amica.

GEA PRESS
14 MAGGIO 2011
 
Svizzera: vogliono ammazzare il Lupo. Cattivo?
 
 
Canton Ticino, Svizzera. E’ in partenza la procedura per l’autorizzazione all’abbattimento di un Lupo. Il segretario dell’ Unione Contadini Ticinesi, Cleto Ferrari, dichiara che in Alta Vallemaggia i capi  di allevamento predati ‘accertati’ sono 15, ma che ne risultano tanti ancora dispersi. Il Lupo cattivo, quindi, va abbattuto.Ma se i capi predati sono decine, allora si tratta di un branco, non di un singolo Lupo! Come faranno ad indicare il cattivo?Non c’è che dire, in Italia, in Europa, spazio per i lupi proprio non ce n’è. Se, ridotti al lumicino, si limitano a sporadiche apparizioni, tali da attrarre turisti nella zona vanno bene, altrimenti vanno sterminati. Perchè di sterminio si tratta quando si ammazza un lupo su una popolazione di poche decine di individui.Le lagnanze degli allevatori sono internazionali, su questo non ci sono confini, culture od etnie che tengano. Il lamento odierno è simile a quello già sentito di recente in Italia: “dobbiamo chiudere nelle stalle il gregge terrorizzato” , “già un solo attacco di lupo richiede l’espressione della massima solidarietà nei confronti della famiglia contadina colpita“, “con una struttura aziendale piccola che opera in un territorio disperso e spezzettato tra boschi e rocce è impensabile riuscire a contrastare con misure di prevenzioni la presenza di questo intelligentissimo predatore“, “il ceto agricolo rurale è abituato ad affrontare le sfide che la natura gli impone e quindi anche nel caso del lupo ha fatto bene a muoversi per tempo e a non sottovalutare le insidie“.Il ceto agricolo ticinese, che ha promosso numerosi atti parlamentari e la petizione “Via il lupo dalle nostre valli”, chiede al Parlamento di osteggiare il ritorno del lupo, che per loro sarebbe nefasto! Nessuno ha spiegato loro che le Valli sono anche del Lupo?Tra le motivazioni della richiesta della ‘cacciata’ del lupo anche l’affermazione “il lupo, sull’arco alpino, non ha più nemici“; ne dimenticano uno, importante, aggressivo e potente: l’uomo!

GEA PRESS
14 MAGGIO 2011
 
L’industria baleniera islandese e l’onda lunga del maremoto giapponese
 
Potrebbe chiudersi con molto anticipo la stagione di caccia alla balenottera comune in Islanda. In tutto era stata prevista l’uccisione di 216 balene, più una parte restante della quota del 2010. La stagione era iniziata lo scorso aprile e avrebbe dovuto proseguire per tutta l’estate, ma i dati che arrivano dal Giappone (dove la carne di balena viene in buona parte esportata e lavorata) riferiscono ormai di un vero e proprio crollo del mercato. La causa è da ricercarsi nel disastroso terremoto che ha colpito il paese.  Questo nonostante le marinerie baleniere giapponesi abbiano cercato di riorganizzarsi, una volta ospitate in città scampate agli effetti devastanti del sisma. Ancora poco convinta delle reali intenzioni dell’industria baleniera islandese è la WDCS (Whale and Dolphin Conservation Society) la quale ricorda come circa il 5% degli islandesi continui a consumare carne di balena. Non solo, sempre secondo la WDCS, la stessa industria della pesca islandese è strettamente legata a quella baleniera. Un intreccio che allunga i suoi interessi anche nella  lavorazione e distribuzione del pescato che, specie tramite paesi terzi, arriva poi anche in molti paesi della UE, tra cui l’Italia. E’ dire che l’Islanda è pronta ad entrare nell’Unione Europea. Critichiamo (giustamente) i giapponesi per la caccia alla balena, ma poi li abbiamo a casa nostra. Sebbene non candidato alla UE, l’altro stato europeo della caccia alle balene è la Norvegia mentre, sebbene autonoma, vi sarebbe pure la Groenlandia; di fatto (anche se non formalmente) una sorta di filiazione danese.

LA STAMPA
14 MAGGIO 2011
 
Va punita l'indifferenza verso i cani
 
La Cassazione afferma (sentenza 18892/11) che è opportuno punire non solo l’abbandono in sè ma quel «senso di trascuratezza o disinteresse verso qualcuno o qualcosa, o anche la sola mancata attenzione». Un atteggiamento che «in controtendenza con l’accresciuto senso di rispetto verso l’animale è avvertito nella coscienza sociale come una ulteriore manifestazione della condotta di abbandono che va dunque interpretato in senso ampio e non in senso rigidamente letterale».
IL CASO
La Terza sezione penale della Suprema Corte ha convalidato una multa di mille euro per abbandono di animali nei confronti di un uomo rimasto completamente «indifferente» allo smarrimento del suo cane. La difesa aveva affermato che il cane si era perso in una battuta di caccia e le ricerche erano state vane le ricerche. L'imputato era già stato multato dal Tribunale di Lecce nel novembre 2009. La Cassazione ha sottolineato che «per la punibilità dell’agente non si esige soltanto la volontarietà dell’abbandono ma anche l’attuazione di comportamenti inerti incompatibili con la volontà di tenere con sè il proprio animale» e che «per abbandono non va inteso solo il mero distacco ma anche l’omesso adempimento da parte dell’agente dei propri doveri di custodia e cura e la consapevolezza di lasciare il soggetto passivo in una situazione di incapacità di provvedere a se stesso». Il concetto della trascuratezza, «intesa come vera e propria indifferenza verso l’altrui sorte evoca l’elemento della colpa che, al pari del dolo rientra tra gli elementi costituitivi del reato contestato».

GAZZETTA DI PARMA
14 MAGGIO 2011
 
Un fidentino addestra cani "anti esplosivi"
 
 
L'istruttore cinofilo fidentino Luca Rossi, direttore tecnico del Centro studi del cane Italia, sta tenendo corsi nella base Nato dell’Aeronautica militare di Grosseto, al IV Stormo «Amedeo d’Aosta», per istruire cani addestrati alla bonifica ambientale da materiale esplosivo.
Il noto e stimato istruttore si divide così fra i suoi innumerevoli impegni e la base di Grosseto, dove ad attenderlo sono i suoi amici «militari a 4 zampe», addetti alla ricerca di  esplosivo, come tritolo e altro materiale.
Nell’aprile del 2009 è stato disposto l’impiego operativo delle Unità cinofile in Afghanistan nel contesto dell’operazione «Isaf» e nel mese di giugno dello stesso anno i primi binomi dell’Areonautica sono stati schierati nella base di Herat nel sud del Paese. Nel mese di aprile 2010, dopo la selezione di uomini e animali, ha preso avvio il primo corso dell’Areonautica Militare per operatori cinofili e pochi mesi dopo, nel luglio 2010, lo Stato Maggiore dell’Areonautica ha sancito la definitiva costituzione del Centro Cinofili. Ad oggi tutte le unità cinofile della forza Armata hanno maturato esperienza operativa sia in Afghanistan, che in ambito nazionale, dove hanno svolto attività di sicurezza e difesa in occasione dei Grandi Eventi organizzati a partire dal 2007. «Un’esperienza entusiasmante e davvero gratificante» ha esclamato visibilmente soddisfatto l’istruttore Luca Rossi, che fra l’altro, lunedì con altri due colleghi, Christine Feichtinger e Katia Rizzetto, sarà ospite di Giancarlo Magalli e Adriana Volpe, nella trasmissione «I fatti vostri» su Rai 2. Rossi con i suoi splendidi cani, border collie, «star a 4 zampe», vincitori di innumerevoli campionati in varie nazioni, sarà impegnato in diretta in attività ludico-ricreativa. I suoi amati campioni si sfideranno in partite di volley e basket. Intanto Luca Rossi ha pubblicato anche il suo ultimo libro «Clicker Training: il cane pensa!». 

L'ARENA
14 MAGIO 2011
 
Serpente o biscia? È caccia al rettile
 
ISOLA DELLA SCALA (VR) - È una grossa biscia d'acqua o un serpente, l'animale che è stato visto strisciare nella zona di via Zenobria? La presenza di un rettile non esattamente identificato è stata segnalata in questi giorni da più cittadini all'ufficio Ecologia del Comune.
Lo scetticismo ha prevalso dopo la prima segnalazione, nel dubbio che si trattasse di uno scherzo, ma dopo il terzo avvistamento raccontato, il fatto è stato preso in seria considerazione, per cui sono state avvertite le guardie provinciali e la polizia municipale.
Pertanto, in collaborazione con il responsabile dell'ufficio Ecologia, gli agenti hanno effettuato i primi controlli nella zona.
Le verifiche però non hanno ancora dato alcuna conferma dell'esistenza del rettile. Ma, assicurano alla sede municipale, saranno ripetute.

IL PICCOLO
14 MAGGIO 2011
 
Una biscia lunga un metro si nasconde nel bagno
 
Trieste - Ha trovato nel bagno del proprio negozio una biscia d'acqua di quasi un metro di lunghezza e ha chiamato i vigili del fuoco perché la portassero via. È successo nella tarda mattinata di ieri in via Bellinzona. Protagonista involontario dell'episodio il titolare del negozio di auto-ricambi "Sprint auto". Il rettile si è introdotto nel locale dalla finestra poco prima di mezzogiorno. Ad accorgersi di quanto stava succedendo è stato un gruppo di ragazzi che stavano giocando in un cortile e ha notato uno strano movimento nelle vicinanze della finestra. I giovani hanno subito avvisato il commerciante di quanto stava accadendo e l'uomo (che non sapeva ancora di cosa si tratatsse) ha immediatamente chiesto l'intervento del personale del comando provinciale di via Paolo Diacono. I vigili del fuoco hanno quindi stanato e recuperato l'animale che nel frattempo si era nascosto. Dopo averlo messo in una scatola hanno portato via la biscia per darle la libertà reintroducendolo nel suo habitat naturale.

LA PROVINCIA PAVESE
14 MAGGIO 2011
 
Le cicogne scelgono Landriano fanno il nido a San Vittore
 
LANDRIANO (PV). Tradizione vuole che quando arrivano le cicogne, in paese nasceranno molti bambini. Sarà così per Landriano. Sono appena arrivati infatti, sul tetto del campanile della chiesa di San Vittore, due esemplari di cicogna che stanno facendo il nido. Tra non molto potrebbero nascere i 3 o 4 piccoli che lasceranno presto il nido. Ogni tanto, dalla piazzetta antistante, si sente come picchiettare due pezzi di legno, uno contro l’altro: è il suono tipico del loro becco. Alcune persone che osservano gli animali dall’uscio del centro polifunzionale dell’Auser di fronte alla chiesa, sostengono che anni fa gli animali avevano nidificato nella vicina chiesa di SS. Quirico e Giulitta, ora in restauro. In Italia si assiste a un lento ma costante incremento della popolazione nidificante. Anche per il pavese. Dopo Siziano e nei pressi dell’Oasi di Sant’Alessio, ora anche Landriano tornerà ad avere la sua nidiata di cicogne.

LA TRIBUNA DI TREVISO
14 MAGGIO 2011
 
Il voto salva quattrocento cervi
 
Francesco Dal Mas
 
VITTORIO VENETO (TV). Il voto di domani e lunedì ha salvato, per quest’anno, i 400 cervi che dovevano essere abbattuti tra gennaio e marzo. Una vera e propria mattanza, che aveva registrato l’insorgere di polemiche da ogni parte d’Italia.
Né la Provincia di Treviso né quella di Belluno, infatti, hanno corso il rischio di attirarsi la reazione degli ambientalisti. Ma gli ungulati sono comunque in fuga dalla Piana del Cansiglio. Il Corpo Forestale dello Stato, infatti, attraverso particolari petardi sparati di notte, li hanno fatti sloggiare dai pascoli dell’altopiano, dove già brucavano la prima erba dopo la neve invernale. Il risultato? Al centro della Piana non si vede, da qualche giorno, nessun cervo. Sono tutti concentrati, invece, in Val Menera (forse 2 mila), dove, però, «hanno già distrutto i pascoli dell’azienda agricola di Alex Grava di Godega Sant’Urbano». La denuncia è di Paolo Casagrande, presidente del sindacato Anpa. Grava è la famiglia che l’anno scorso ha visto il gregge di pecore decimarsi, per l’assalto notturno di predatori, che hanno assalito una cinquantina circa di pecore ed agnelli, nella maggior parte dei casi portandoli alla morte. Ed ecco, pertanto, il singolare invito dello stesso Casagrande: «Chiediamo alla Regione Veneto che permetta ai Forestali dello Stato di mettere in fuga, attraverso i botti notturni, anche i cervi della Val Menera». Secondo le più recenti statistiche, i cervi del Cansiglio sono più di 2500. Il piano di abbattimento messo a punto dalla Regione prevedeva l’uccisione di 400 capi l’anno, per un triennio; dentro il demanio regionale dovevano intervenire le Province di Treviso e Belluno con le loro guardie venatorie, all’esterno le riserve di caccia. Bene, il programma è rimasto sulla carta.
A seguito della protesta non solo degli ambientalisti ma anche dei cacciatori, che si sono opposti in particolare all’uccisione di giovani cerve, in particolare quelle gravide. Il tentativo della Forestale è oggi quello della cattura per portare altrove gli animali. E già sono stati fissati dei percorsi obbligati in questo senso.

LA NUOVA SARDEGNA
14 MAGGIO 2011
 
Aragoste, via al ripopolamento
 
CARLOFORTE - (CI). Dopo mesi di ritardo ha preso avvio il programma regionale di ripopolamento dell’aragosta, nelle acque ad ovest dell’isola di San Pietro. Istituito dal governo regionale e monitorato dall’Università di Cagliari, il programma vede coinvolte una mezza dozzina di barche da pesca carlofortine, interessate alla cattura del crostaceo, che avranno il compito di consegnare gli esemplari sottotaglia ad un centro di stabulazione per poi rigettarli in mare sotto lo sguardo dei biologi, nell’area individuata per il ripopolamento, ad ovest dell’isolotto del Corno. Il decreto regionale istitutivo, intorno alla sottozona prevede una zona di rispetto, estesa per 500 metri verso l’esterno, in cui è vietata “qualsiasi attività di pesca in cui l’attrezzo si trova o può trovarsi a contatto con il fondale marino, nel corso delle normali operazioni di pesca”. Inoltre, non sono ammesse pesca sportiva, ricreativa e subacquea. La gestione, è a cura del Dipartimento di Biologia animale ed ecologia dell’Università di Cagliari. Nella zottozona e nell’area di rispetto, è consentita la cattura di aragoste “esclusivamente per le finalità di ricerca scientifica connesse al programma”. I pescatori riceveranno un compenso per ogni esemplare sottoposto a tutela che dovrà essere marcato prima del rilascio in mare.

LA REPUBBLICA
14 MAGGIO 2011
 
Cane spettatore allo stadio e al gol ha pure esultato
Kyra, 4 anni, per la prima volta seguiva una partita, quella vinta dal Livorno 1-0 sul Piacenza. Il padrone ha dovuto sostenere una battaglia burocratica per farla entrare allo stadio, alla fine è intervenuto il difensore civico per dare l'ok
 
Livorno - Si è seduta in curva nord, dove stanno i tifosi più appassionati del Livorno che sognano di tornare in serie A. Per la verità nel secondo tempo si è anche appisolata. Ma quando Dionisi ha fatto gol, ha gridato insieme agli altri, orgogliosa della sua sciarpa amaranto.
Kyra domani compirà 4 anni, ultima di una cucciolata abbandonata: è un meticcio che ha l'aspetto di una lupacchiotta e ha visto per la prima volta una partita di calcio allo stadio 'Picchi', Livorno-Piacenza, e peraltro ha portato anche bene.
Che Kyra oggi sarebbe stata allo stadio, primo caso in Italia, lo aveva rivelato il Tirreno. Il suo padrone, Mario Bartoli, portuale di 54 anni in pensione, ha impiegato un paio di mesi di carte bollate, telefonate e appuntamenti, ma alla fine c'è riuscito: Kyra può entrare allo stadio. "In curva ci siamo messi un pò isolati, dove c'erano meno persone in modo da non dare fastidio - racconta Mario -. Ma a fine gara molti si sono avvicinati, le hanno fatto le foto e mi hanno chiesto se la riporto".
Il pass per entrare a Kyra l'ha dato il difensore civico del Comune, Gisella Seghettini, perchè i requisiti li ha e lo dice la legge: fa parte, infatti, delle unità cinofile della Protezione Civile a Rosignano (è addestrata a cercare le persone scomparse e fa anche 'pet therapy' nelle scuole). "Si è comportata come al solito, si è messa buona, sdraiata - aggiunge Bartoli - Anzi, a un certo punto si è addormentata. Quando ha fatto gol il Livorno l'ho svegliata io, le ho fatto il segnale e ha iniziato ad abbaiare insieme ai cori dello stadio, per partecipare alla festa".
Il rapporto fra i due è tanto stretto che Mario aveva rinunciato alle partite del Livorno per restare con il suo cane: "Per me è tutto, non ci separiamo mai". Non è solo affetto, è gratitudine: un aneurisma ha portato via il figlio di Mario, Christian, ancora 17enne, nel 1998. "Non accettavo più niente della vita - dice - Lei mi ha cambiato, mi ha fatto tornare a vivere. La più grossa ricompensa è vedere il sorriso di un bimbo disabile che la accarezza".
"Vorrei che la storia di Kyra - conclude Bartoli - potesse diventare un esempio per uno stadio aperto: vorrebbe dire che finalmente è tornato a essere un luogo dove possono andare tutti, comprese le famiglie".

ANSA
14 MAGGIO 2011
 
Calcio: cane spettatore a stadio con sciarpa, esulta a gol
Difensore civico da' ok e Kyra guarda il Livorno dalla curva
 
LIVORNO - Un vicequestore le ha detto: ''Siamo orgogliosi di avere una come lei allo stadio''. Lei si e' seduta in curva nord, cuore del tifo del Livorno. Nel secondo tempo si e' appisolata. Ma quando il Livorno ha segnato, ha gridato con gli altri, orgogliosa della sua sciarpa amaranto.
Kyra domani compira' 4 anni, ultima di una cucciolata: e' un meticcio e oggi ha visto per la prima volta una partita di calcio allo stadio 'Picchi', Livorno-Piacenza. Il Pass stadio a Kyra lo ha dato il difensore civico che ha accolto la richiesta del suo padrone.

IL GIORNALE
14 MAGGIO 2011
 
Ecco le spiagge per una vacanza da cani
 
di Elena Gaiardoni
 
A quattrozampe le vacanze ci corrono incontro! Cosa c’è di più libero che stare distesi sotto un ombrellone, accarezzando micio o fido? Ora si può. Il 20 maggio esce la «Guida» che contiene oltre tremila indirizzi pet friendly di tutta Italia e aiuta a organizzare la partenza estiva insieme a loro. E se entrate in una spiaggia, in un ristorante, campeggio, e ci trovate un bollo con un gattino insieme a un cagnolino stilizzati, in mezzo alla scritta Amici365, quello è un luogo in cui potete gattonare insieme al vostro «corpicino» preferito.
Realizzato in collaborazione con la Royal Canin, il vademecum, che ha il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con il sostegno del Ministro del Turismo, sarà disponibile gratuitamente in formato cd nei negozi specializzati e negli ambulatori veterinari non solo di Milano e Roma, ma anche Torino, Genova, Firenze, Bologna, Napoli, Verona e Palermo. Due le sezioni. «Amici in Vacanza», una selezione di strutture come hotel, campeggi, agriturismo, b&b, villaggi, spiagge; «Amici in città», mille indirizzi di locali tradizionali e di tendenza, enoteche, aree di sgambatura, Sos veterinari disponibili 24 ore su 24. Qualche nome. La trattoria «La Moretta» di Ancona mette già a disposizione per i cani la ciotola per l’acqua, crocchette e tappettino. I gatti sono particolarmente graditi, ma nella gabbietta. Nella spiaggia «Calambrone» di Pisa si potrà trovare un’area separata e attrezzata con docce per lavare fido, distributori di palette e sacchetti per raccogliere le deiezioni. Generalmente non sono gradite le femmine in calore per ragioni di... tranquillità.
E come prendersi cura in mezzo ai disagi di un viaggio dei nostri amici «senzienti», come sono definiti dalla Onlus nata nel 1995, ovvero esseri capaci di circondare l’uomo con emozioni e sentimenti? Nella «Guida» si trovano capitoli dedicati all’«Educazione e al buon senso»: un galateo di piccole ma chiare regole. Durante gli spostamenti ricordarsi di portare collare, guinzaglio, paletta, museruola, ciotola e scorta di cibo, tappettino e spazzola; prima del viaggio tenere a digiuno il cane e il gatto per almeno dieci ore; agganciare in macchina il trasportino al sedile; se il tragitto è lungo effettuate soste ogni due ore per far prendere alla bestiolina una boccata d’aria fresca o un po’ d’acqua, consentendogli magari di sgranchirsi... le zampe; portare con sè tutti i suoi documenti da quelli anagrafici, come il passaporto rilasciato dalle Asl per i «viaggiatori» che si spostano nei Paesi della Comunità Europea, a quelli sanitari; non scordate che ci sono persone che temono gli animali. Quindi: saperli gestire in modo adeguato è principio di rispetto sia verso gli umani, che verso l’amato «puffi».
Micio e cagnolino devono essere sempre identificabili, grazie al microchip inserito sotto la cute del collo. Esiste anche un’assicurazione che tutela i nostri amici durante la «traversata» vacanziera. E passiamo ad un dettaglio di... peso. Come confenzionare il suo bagaglio. Non scordarsi della copertina e del giocattolino che lo fa sentire sicuro come tra le pareti domestiche. Completate nei dettagli il kit dell’igiene: shampoo, spazzola, strumenti per la pulizia dentale, sacchettini igienici.
E il kit del pronto soccorso? Antiparassitari, antisettici per le piccole ferite, siero antivipera, medicinale antidiarrea, cerotti, lozioni per la pulizia degli occhi, pinzettine per pulci, zecche e schegge. Se viaggi con un gatto sono indispensabili i tovagliolini di carta e in caso di emergenza - ahinoi, che sopra ci mettiamo tanto sudore! - una mazzeta di giornali, nell’eventualità che sporchi nella sua gabbietta. Ora potete villeggiare. Gli accorgimenti più belli ci sono tutti. Ne manca solo uno. Se in vacanza siete distratti magari da qualche nuovo, piccolo o grande amore, non trascurate di riempire di coccole, come a casa, il vostro «mao» o «bao», perché potrebbe anche farvela pagare salata!
 

 

            14 MAGGIO 2011
VIVISEZIONE - SPERIMENTAZIONE


 
AGI
14 MAGGIO 2011
 
DEPRESSIONE: LEGAME CON PROBLEMI DI STOMACO
 
Washington - I problemi di stomaco, come ad esempio la sindrome dell'intestino irritabile, potrebbero causare la depressione e non viceversa. Secondo uno studio della Stanford University, pubblicato sulla rivista Plos One, se nei primi anni di vita si soffre anche di una lieve irritazione all'apparato digerente si hanno piu' probabilita' di sviluppare in seguito problemi di salute mentale. "Molte ricerche si sono focalizzate su come la mente puo' influenzare il corpo", ha detto Pankaj Pasricha, autore dello studio. "Ma questa ricerca - ha continuato - suggerisce invece il contrario. L'irritazione gastrica durante i primi giorni di vita puo' 'resettare' il cervello in uno stato permenente di depressione". Poiche' non tutti i disturbi di stomaco portano a problemi psicologici permanenti l'impatto puo' dipendere dalla fase di sviluppo di una persona. Potrebbe essere anche collegato al corredo genetico, secondo gli scienziati. Circa una persona su 5 prova dolore persistente o frequente nella parte superiore dell'addome. Gli scienziati hanno gia' da tempo notato che queste persone hanno anche maggiori probabilita' di soffrire di ansia o di depressione. Fino ad ora si e' sempre ipotizzato che fossero gli ormoni dello stress, legati alle alterazioni dell'umore del paziente, a essere responsabili di questi problemi allo stomaco. Tuttavia, Pasricha e' convinto del contrario, dopo aver notato che molti pazienti che soffrono di depressione hanno avuto problemi gastrointestinali durante la loro infanzia. Per questo lo scienziato ha suggerito che questi problemi digestivi potrebbero essere la causa dei disturbi dell'umore. La sua teoria viene rafforzata anche da una recente ricerca che ha legato la depressione e l'ansia negli esseri umani ai cambiamenti nella composizione dei batteri intestinali. "L'intestino e il cervello - ha detto Pasricha - sono collegati dal nervo vago che corre dal cervello agli organi interni del corpo. La comunicazione tra l'intestino e il cervello adulto e' elaborata e bidirezionale, e i cambiamenti nell'intestino vengono segnalati direttamente al cervello". Per testare questa ipotesi gli scienziati hanno indotto per sei giorni una lieve irritazione allo stomaco a topi da laboratorio nati da 10 giorni. "Abbiamo ipotizzato - ha spiegato lo scienziato - che questo trattamento potesse anche interessare lo sviluppo del sistema nervoso centrale e causare negli animali stati di ansia e depressione". Otto settimane dopo, i ricercatori hanno scoperto che i topolini 'trattati' avevano piu' probabilita' rispetto ai loro simili 'non trattati' di avere comportamenti ansiosi o depressivi. Erano cioe' meno attivi e meno bravi a orientarsi in un labirinto. Non solo. I topolini in questione hanno riportato anche un aumento dei livelli di corticosterone e corticotropina, considerati gli ormoni dello stress. Gli scienziati sono convinti che lo stesso meccanismo scatti anche negli esseri umani. Ma per scoprire come, secondo gli scienziati, sarebbero necessari ulteriori studi.
 
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