01 FEBBRAIO 2010

NEW TUSCIA
1 FEBBRAIO 2010
 
Danni al Bulicame e l'uccisione di un cane, il sindaco Marini: 'Certa gente non la riconosco più'
 
VITERBO - Non vi riconosco più. Perchè danneggiare, distruggere, colpire la nostra città solo per il gusto di farlo. E questa volta non è bastato danneggiare, distruggere e colpire. Siamo andati addirittura oltre. Sconfinando nella vigliaccheria più atroce e vergognosa: l'uccisione di un animale. Ancora una volta senza motivo. Senza pietà.
Tutto quello che è accaduto nelle notti scorse al Bulicame, prima il danneggiamento dei pannelli protettivi davanti alla sorgente, poi l'uccisione di un povero cane, è semplicemente inaccettabile per una società civile. La “mia” Viterbo non è questa. Sono convinto che anche i miei concittadini condannino il deprecabile gesto e condividano la mia delusione e la mia grande amarezza di fronte a simili ed inqualificabili episodi di vandalismo e criminalità. Solo una parte della città è rappresentata da incivili, fortunatamente. Ma non possiamo più ignorare questa realtà, che si muove tra vigliaccheria e violenza. Anche per questo motivo, con l'assessore Claudio Taglia e la Fondazione Carivit, nella persona del presidente, professor Cordelli, in collaborazione con l'Orto Botanico dell'Università degli Studi della Tuscia, la Ausl, l'associazione Eta Beta e l'Afesopsit (associazione familiari e sostenitori, sofferenti psichici della Tuscia) stiamo proseguendo con il progetto per la realizzazione del Parco del Bulicame: l'area che nel Medioevo dava lustro alla nostra città. Proprio da quell'area vogliamo ripartire per restituire dignità e rispetto ad un luogo così importante per i viterbesi. Al momento stiamo lavorando alla stesura di un apposito regolamento che vada a disciplinare l'utilizzo di tale area, da destinare anche a fini sociali con il coinvolgimento dei ragazzi disabili. Procede anche la parte riguardante il potenziamento della rete idrica e la messa in sicurezza del luogo, sia per quel che concerne la videosorveglianza, ma anche l'accesso all'area da parte dei viterbesi e di tutti coloro che vorranno usufruire del luogo. Il tutto per offrire un vero e proprio percorso naturalistico sicuro, tra arte, cultura e storia, per il benessere di chi questo luogo lo vive, lo valorizza con la propria presenza e lo difende con la propria civiltà.

IL TIRRENO

1 FEBBRAIO 2010

 

Animali uccisi in zona Musicisti da chi mette bocconi avvelenati

 

MONTECATINI (PT). Bocconi avvelenati nella zona Musicisti.  La denuncia arriva da una residente, Renza Melosi che afferma: «Uno sconsiderato sta lasciando bocconi avvelenati nella zona Musicisti, via Nofretti e via Bellini- Purtroppo a causa di questo gesto inconsulto ci sono cani e gatti che stanno morendo con sofferenze atroci. Volevo avvisare del pericolo i proprietari di animali, per evitare una strage inutile, oltre che denunciare pubblicamente questo gesto di inciviltà e barbarie».


ANSA AMBIENTE

1 FEBBRAIO 2010

 

ANIMALI: ENPA SALVA CONIGLI IN CASSONETTO,E' RITO FERTILITA'

 

FIRENZE - Due conigli nani chiusi in una scatola di cartone e immobilizzati da uova di gallina. E' quanto scoperto dai volontari dell'Ente nazionale protezione animali (Enpa) in un cassonetto dei rifiuti a Firenze. ''Si potrebbe trattare - spiegano le guardie zoofile - di un rito magico finalizzato a favorire, oppure a danneggiare la fertilita' di una coppia. Si tratta dell'ennesimo caso di crudelta' cieca e vigliacca ai danni di animali inermi''. ''I conigli - spiega l'Enpa in una nota - uno maschio e l'altro femmina e le uova sono entrambe considerati simbolo di fertilita' e fecondita''. Gli animali, conclude la nota, ''sono stati subito liberati dall'insolita prigione. Erano storditi dal freddo. Sono stati rifocillati e riscaldati dai veterinari dell' Enpa. Ora stanno bene e saranno adottati''.


IL MATTINO

1 FEBBRAIO 2010

 

Avellino, sui muri cordoglio umanizzato per l'addio al cane Alessio/Il manifesto

 

 

 

Barbara Ciarla

 

AVELLINO (1° febbraio) - Gli uomini a volte sono i migliori amici dei cani. La storia dell’anziano di Sant’Andrea di Conza che ha annunciato con i manifesti funebri la morte improvvisa del suo cane Alessio è la testimonianza di un legame affettivo sincero che neppure la fine di una vita può estinguere.La fedeltà canina del perrò spagnolo, morto di vecchiaia, è stata premiata con una degna sepoltura e un ricordo originale e sorprendente. Rocco La Sala, per tutti in paese «zì Roc», è stato il padrone di un cane docile divenuto famoso solo dopo la morte. Alla scomparsa dell’amico a quattro zampe, l’uomo, profondamente addolorato, ha fatto stampare numerosi necrologi, proprio come si fa per un caro congiunto che passa a miglior vita, e li ha fatti affiggere sulle cantonate del centro altirpino.
Fido se n’è andato in silenzio sui muri è rimasto il dolore del padrone che ha destato molto stupore, ma pure qualche piccato commento nella comunità locale. Alessio non c’è più, ma per Rocco c’è almeno la consolazione della condivisione umana e paesana di una pena e di una perdita insopportabile, alleviata da quel messaggio affidato al manifesto e al buon cuore di quanti leggendo l’annuncio gli hanno espresso comunque cordoglio e solidarietà.Il perrò che ha smesso di scodinzolare non ha avuto un funerale ma la testimonianza estrema dell’affetto di Rocco La Sala, che lo ha voluto bene in vita e ancor più adesso che non c’è più. «Il gesto di Rocco, per quanto possa essere bollato come eccentrico, ha commosso e spiazzato davvero tutti a Sant’Andrea. - racconta il sindaco Gerardo D’Angola - Non solo: dimostra come in tanti borghi remoti dell’appennino meridionale sono per fortuna ancora vivi valori e sentimenti forti come questo. Quando si ha rispetto degli animali si ha rispetto pure degli esseri umani».


LIBERO
1 FEBBRAIO 2010

AVELLINO: A SANT'ANDREA DI CONZA MANIFESTI FUNEBRI PER UN CANE

Roma - Rocco La Sala era molto affezionato al suo cane, un molossoide di razza Perro de Presa Canaria, che aveva chiamato Alessio. Lo dimostra il fatto che, come si legge su ' Il Mattino', in occasione della morte improvvisa dell'amico a quattro zampe, l'uomo ha deciso di far stampare numerosi necrologi in forma di manifesto e di affiggerli sui muri della cittadina di Sant'Andrea di Conza, in provincia di Avellino.La notizia ha causato stupore e qualche piccato commento tra i concittadini di La Sala. Ha invece trovato la comprensione del sindaco, Gerardo D'Angola,che ha dichiarato: "Il gesto di Rocco dimostra come in un borgo remoto siano per fortuna ancora vivi valori e sentimenti morti: quando si ha rispetto per gli animali si ha rispetto pure per gli esseri umani".


IL MATTINO
1 FEBBRAIO 2010
 
Gli uomini a volte sono i migliori amici dei cani
 
Barbara Ciarcia
 
San'Andrea di Conza (AV) - Gli uomini a volte sono i migliori amici dei cani. La storia dell’anziano di Sant’Andrea di Conza, in Irpinia, che ha annunciato con i manifesti funebri la morte improvvisa del suo cane Alessio è la testimonianza di un legame affettivo che a volte neppure la fine di una vita può estinguere. La fedeltà del molossoide di razza Perro de Presa Canaria è stata premiata con un ricordo originale e sorprendente: Rocco La Sala, il padrone, ha fatto stampare numerosi necrologi in forma di manifesto, proprio come si fa per un caro congiunto che passa a miglior vita, e li ha fatti affiggere sui muri del centro dell’alta Irpinia. Unici nei, il refuso nei manifesti (Perrò, che ha indotto qualcuno a equivocare sulla natura canina del caro estinto) e un certo stupore, accompagnato da qualche piccato commento per un cordoglio a qualcuno apparso esagerato. Non al sindaco: «Il gesto di Rocco dimostra come in un borgo remoto siano per fortuna ancora vivi valori e sentimenti forti: quando si ha rispetto per gli animali si ha rispetto pure per gli esseri umani».

SICILIA ONLINE

1 FEBBRAIO 2010

 

ACI CATENA: MALTRATTAMENTO DI ANIMALI, DENUNCIATO PREGIUDICATO

 

ACI CATENA (CATANIA) - I carabinieri hanno denunciato per maltrattamento di animali e cattura di fauna selvatica protetta un pregiudicato, 29enne di Aci Catena, che si trovava agli arresti domiciliari nel comune del catanese. I militari, nel corso di uno dei controlli periodici, nell'abitazione del giovane hanno trovato numerosi uccelli chiusi all'interno di gabbie. Alcuni di essi appartenevano a specie protette e cosi' sono stati sottoposti a sequestro e affidati in custodia al Centro Fauna Selvatica del fondo siciliano per la natura. Sequestrati anche reti e fissaggi utilizzate per la cattura dei volatili. L'Ente Nazionale Protezione Animali, con i Carabinieri di Acicatena, sta effettuando ulteriori verifiche finalizzate a contrastare il fenomeno diffuso nelle aree pedimontane.


JULIE NEWS
1 FEBBRAIO 2010
 
Maltrattamento di cervi, sequestro in un centro ippico
 
NAPOLI - Personale del Comando Stazione del Corpo Forestale dello Stato di Pozzuoli, a seguito di denunzia orale da parte di una veterinaria, ha proceduto al sequestro e recupero di un esemplare di Cervo tenuto legato con una fune ad un cancello all’interno di un Centro Ippico sito in agro del Comune di Pozzuoli, lungo la Via Montagna Spaccata. L’animale, probabilmente detenuto in tali condizioni da diverso tempo, è stata rinvenuta in cattive condizioni di mantenimento mentre si dimenava e cercava di liberarsi dalla fune, fatto che poteva creare un serio pericolo alla vita della povera bestia, ritrovatasi in situazione del tutto innaturale rispetto alla propria condizione selvatica. Si è provveduto alla liberazione e trasferimento in area recintata del Cervo, provvedendo successivamente alle prime cure e sostentamento del caso e rendendosi disponibile ad ulteriori attività veterinarie si rendessero necessarie.
La sistemazione dell’animale ha riscontrato numerose difficoltà presso le poche strutture esistenti allo scopo sul territorio e momentaneamente il medesimo è rimasto presso il Centro Ippico, custodito in via giudiziale dalla veterinaria stessa che l’ha ritrovato, in attesa di un trasferimento presso struttura maggiormente idonea.
Si rappresenta che tale esemplare di Cervo è protetto dalla legislazione e che gli autori dei reati connessi all’abbandono e maltrattamento di animali, della loro commercializzazione o altre attività connesse, incorrono in pesanti misure sanzionatorie penali.
Il Dr. Vincenzo Stabile, Comandante Provinciale del C.F.S. di Napoli dichiara che l’attività di protezione della specie animale verrà ulteriormente incentivata nel corso di quest’anno, al fine di dare chiari segnali di legalità, rispetto e civiltà in tal senso sul territorio.

TELERADIOERRE
1 FEBBRAIO 2010
 
Vieste (FG): arriva da Bari il divieto di trasferimento dei cani
 
Una nuova Circolare dell'assessorato regionale alla Sanità ha rinnovato il parere Contrario al trasferimento dei cani. Parere inviato sia alla Prefettura che al Comune di Vieste. Lo rende noto in un comunicato-stampa Animalisti italiani Onlus che informa che 'alle ore 12.30 sono, dunque, andati via sia i camion addetti al trasporto che i carabinieri e la polizia municipale'.

IL GAZZETTINO
1 FEBBRAIO 2010
 
Una continua violenza esibire gli animali esotici
 
ROVIGO - Torna un nuovo circo con animali a Rovigo e la Lav invita al boicottaggio. “E' il più triste degli spettacoli – afferma in una nota la Lega antivivisezione – non vi è nulla di magico o divertente come invece ci propina la pubblicità”.Questo circo, sottolinea l'associazione «esibisce animali ormai rari, alcuni in via di estinzione, come la tigre, altri assolutamente inadatti al nostro clima, come cammelli, dromedari, lama, elefanti, altri ancora di difficile gestione come l'ippopotamo detenuto nelle gabbie».Gli animalisti proprio non ci stanno: «Far esibire animali esotici sotto i riflettori, privati della dignità, tra musica assordante, è una continua violenza, un anacronismo che, dietro una facciata colorata, nasconde la sofferenza di esseri viventi prigionieri a vita». E proprio per questo motivo la Lav, attraverso video, foto, sondaggi, «continua a testimoniare la crudeltà di uno spettacolo che, proprio perché destinato soprattutto ai bambini, dovrebbe essere portatore di valori positivi. Invece quello che invia il domatore che schiocca la frusta per terrorizzare la tigre, che pungola l’elefante per ricordare i violenti addestramenti, è altamente diseducativo».L'invito dell'associazione è dunque chiaro: “Chiediamo a tutti i genitori di preferire una scelta etica e ponderata e dunque di disertare questo tipo di manifestazione. Invitiamo inoltre tutti i docenti a contattare l’associazione per l’invio di materiale scolastico e a tutte le persone interessate suggeriamo di visitare il sito www.lav.it per visionare il materiale informativo e scoprire come il circo con animali sia veramente il più triste spettacolo del mondo”.

TELERADIOERRE
1 FEBBRAIO 2010
 
Da Vieste a Napoli. 100 cani in partenza, protestano gli animalisti
 
Marzia Campagna
 
104 cani ospitati nel canile di Vieste (FG), a partire da oggi, saranno trasferiti in un'analoga struttura ad Acerra, in provincia di Napoli. Un trasferimento dettato non da problemi di spazio, come si pensava all'inizio, ma da un semplice risparmio economico. Se ospitarli a Vieste significava per il Comune spendere 300mila euro l'anno, trasferendoli a Napoli costerà esattamente la metà. Il cambio di residenza, coordinato dai carabinieri, ha trovato questa mattina l'ostacolo delle associazioni animaliste, secondo le quali l'allontanamento da un luogo in cui vivono ormai da tempo potrebbe comportare seri rischi per gli amici a quattro zampe. Al momento, infatti, i camion diretti ad Acerra non sono ancora partiti.

IL CITTADINO

1 FEBBRAIO 2010

 

San Giuliano, “caccia” al capriolo nel parcheggio del supermercato 

 

 

   

 

Un capriolo, venuto chissà da dove, ha fatto la sua comparsa ieri mattina nel parcheggio del centro commerciale Le Cupole a San Giuliano. Inutile la “caccia” da parte dei vigili urbani e degli uomini dell’Asl. L’animale non si è fatto acchiappare e ha preso la strada dei campi dirigendosi verso Rocca Brivio.

 

***

San Giuliano (MI) Un capriolo in cerca di cibo nella zona industriale di San Giuliano. La polizia locale è stata chiamata ieri mattina per la segnalazione di alcune persone che hanno visto l’animale a spasso nel parcheggio del centro commerciale Le Cupole. È intervenuta anche la polizia provinciale di Milano per cercare di acchiappare il capriolo ed evitare che causasse problemi alla circolazione e a se stesso. Ma l’animale ha fatto in tempo a fuggire verso Rocca Brivio, trovando probabilmente rifugio tra gli alberi del parco. Considerato che la campagna circostante è affiancata dalla trafficata via Emilia, la polizia provinciale si è attivata per la cattura con le sue unità speciali. Pare che i caprioli in libertà siano addirittura tre o quattro e che siano “in viaggio” dalla provincia di Lodi già da una decina di giorni. Infatti anche il Consorzio del corpo di polizia Nord Lodigiano è stato chiamato per altri due avvistamenti una settimana fa. Stando a quanto raccontato pare che ai novelli “Bambi” piacciano i supermercati, perché due esemplari erano stati adocchiati al parcheggio del Gigante a Lodi San Grato; un’altra volta uno dei tre quadrupedi in fuga è stato individuato a Dresano, in località Madonnina. Ieri erano le 10.30 quando il capriolo scorrazzava tra la neve. Sul posto sono arrivati per primi due agenti della polizia locale, poi i colleghi della polizia provinciale che per prima cosa hanno assicurato che l’animale non potesse finire sulle strade e poi hanno permesso che il capriolo si calmasse per poterlo catturare: la bestiola doveva essere sedata e trasportata in una struttura protetta. Ma si sa come è andata a finire. Che un capriolo arrivi fino ad addentrarsi in un centro abitato è inusuale e il fatto non lascia tranquilli per la sicurezza stradale. Per il momento non ci sono stati tuttavia problemi.


GAZZETTA DI REGGIO

1 FEBBRAIO 2010

 

Maiali in fuga a Pratissolo

 

Marco Martignoni

 

SCANDIANO (RE). «Babe, maialino coraggioso», titolo di un film del 1995 che a distanza di 15 anni potrebbe essere proposto neI cinema della nostra provincia. Ieri a Pratissolo di Scandiano, di maialini coraggiosi ce n’erano tanti, fuggiti, in un campo adiacente alla strada, dal camion che li stava trasportando. Il conducente del Tir, a causa dell’abbondante neve caduta sul manto stradale, ha perso il controllo finendo fuori strada. A quel punto gli animali hanno abbozzato una fuga.  L’incidente ieri mattina intorno alle 9.30 in via Sabatini, la strada che collega Pratissolo ad Arceto.  Nell’affrontare una curva, il conducente del camion ha perso il controllo e il mezzo pesante si è capovolto, «appoggiandosi» in un fossato. Nella caduta, i portoni posteriori hanno ceduto e i maiali che erano chiusi all’interno del cassone sono usciti. Gli animali hanno occupato il campo adiacente alla strada, con un’invasione in un cortile di un’abitazione.  Immediata la chiamata ai vigili del fuoco che hanno subito dirottato una squadra a Pratissolo. I pompieri, insieme ai veterinari dell’Ausl di Scandiano e gli agenti della Municipale Tresinaro-Secchia, hanno lavorato per circa due ore per bloccare i maiali e caricarli su un altro camion, fatto arrivare a Pratissolo per prendersi cura degli animali. Nell’incidente, illeso il conducente del Tir, mentre un maiale è morto dopo essere rimasto intrappolato nelle lamiere del cassone. Altro intervento, intorno alle 11, invece a Sabbione dove i vigili del fuoco hanno lavorato per liberare dalla neve la copertura di un maneggio che rischiava di crollare. Nessun pericolo per i cavalli che erano già stati fatti rientrare nei rispettivi box prima dell’arrivo dei vigili del fuoco.


LA NUOVA VENEZIA

1 FEBBRAIO 2010

 

Un branco, forse cinghiali, lungo il Piave

 

SAN DONA’(VE). Auto si imbatte in un branco di animali misteriosi. Paura sabato notte sul lungargine tra San Donà e Jesolo. Un cittadino jesolano, che si stava recando a San Donà, si è trovato improvvisamente davanti al parabrezza tre grossi animali che nel buio non è riuscito a riconoscere. «Credo di averne colpito anche uno- racconta S.M. di Jesolo- ma poi sono scappati e si sono dileguati nel buio, forse raggiungendo le golene del Piave. Erano tre grossi animali, mi sono sembrati dei lupi, ma non posso esserne sicuro. Certo ho preso un bello spavento». Il naturalista dell’associazione naturalistica Sandonatese, Michele Zanetti, è molto cauto nell’immaginare che animali potessero essere. «In questi casi è molto probabile si tratti di un branco di cani- spiega- anche se di solito hanno colori diversi l’uno dall’altro. Se erano tre animali di grossa taglia e di colore scuro, con tutta probabilità si trattava di cinghiali selvatici che sono arrivati fino in pianura».  La polizia provinciale la scorsa estate aveva individuato un cinghiale di grossa taglia addirittura verso le spiagge della Brussa. L’animale era stato abbattuto in mare, dove si era gettato nuotando impazzito e in fuga. Un secondo era stato avvistato in zona e poi scomparso. Gli agenti lo avevano ucciso salendo a bordo di un’imbarcazione.


L'UNIONE SARDA
1 FEBBRAIO 2010
 
Oristanese, quattro denunce per il furto di cani da caccia
Le indagini hanno anche permesso di ritrovare e restituire al proprietario gli animali, del valore di quattromila euro ciascuno. Uno dei denunciati dovrà rispondere anche di tentata estorsione: dopo il furto si era rivolto al proprietario chiedendogli soldi per fargli riavere i cani
 
ORISTANO - Gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Oristano hanno denunciato quattro persone, tutte residenti nei comuni del Montiferru, per furto e ricettazione di quattro cani da caccia. Le indagini hanno anche permesso di ritrovare e restituire al proprietario gli animali, del valore di quattromila euro ciascuno. Secondo la ricostruzione della Polizia il furto, avvenuto sui monti fra Santulussurgiu e Scano Montiferro, a metà dicembre, era stato commesso da due taglialegna che poi avevano consegnato gli animali a due cacciatori i quali ora dovranno rispondere di ricettazione e anche del reato di maltrattamenti di animali. Per diversi giorni, infatti, i quattro cani sono stati tenuti legati a un albero senza acqua e cibo. Uno dei denunciati dovrà rispondere anche di tentata estorsione: dopo il furto si era rivolto al proprietario chiedendogli soldi per fargli riavere i cani. Le indagini della Squadra Mobile proseguono per accertare eventuali responsabilità di altre persone.

LIBERO
1 FEBBRAIO 2010
 
ORISTANO: RUBANO CANI DI RAZZA DURANTE BATTUTA DI CACCIA, 4 DENUNCE
 
Oristano - I poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Oristano hanno denunciato all'autorita' giudiziaria quattro persone per furto aggravato, tentata estorsione e ricettazione. Uno degli indagati, infatti, a quanto emerso dalle indagini, dopo una battuta di caccia ha rubato quattro cani di razza pregiata e poi ha chiesto al legittimo proprietario una somma in denaro per restituirli.Gli animali sono stati individuati fra le campagne di Scano Montiferro e Santulussurgiu. I cani, di razza pregiata e di notevole valore, circa quattromila euro ad esemplare, sono stati rinvenuti in precarie condizioni fisiche, in quanto erano stati tenuti per diversi giorni, privi di cibo e acqua, legati ad un albero. Dopo la visita da parte di un veterinario sono stati affidati in custodia giudiziale al legittimo proprietario.

IL GAZZETTINO
1 FEBBRAIO 2010
 
L'anestetico non funziona, orso insegue una guardia venatoria
 
 
VARSAVIA (31 gennaio) - O l'uomo ha sbagliato mira o l'anestetico che la guardia venatoria ha sparato a questo orso in Polonia non deve essere stato molto efficace. Fatto sta che l'orso si è risvegliato e ha cominciato a inseguire l'uomo in mezzo alla neve. La guardia è riuscita a salvarsi, grazie anche all'aiuto di un collega. L'orso che, a quanto si è appreso, era fuggito da un parco naturale in Ucraina, era arrivato vicino a Chorzow, nel sud-ovest della Polonia. Ora il suo destino sembra essere quello di uno zoo.
 
VIDEOSEQUENZA
http://www.gazzettino.it/video.php?id=4810

SICILIA ONLINE

1 FEBBRAIO 2010

 

VITTORIA: MACABRO AVVERTIMENTO PER UN ALLEVATORE, UCCISE 5 MUCCHE

 

VITTORIA (RAGUSA) - Macabro avvertimento per un allevatore di Vittoria, in provincia di Ragusa. Malviventi, ieri notte, si sono introdotti in una stalla di contrada Cappellaris, nei pressi del cimitero, e hanno ucciso cinque mucche. A lanciare l'allarme e' stato il proprietario dei capi di bestiame. Indagini sono in corso.


ASYLUM
1 FEBBRAIO 2010

SUPERGATTO DIFENDE LA SUA CASA DA ORSO: IL VIDEO



Le lotte tra animali ci lasciano spesso a bocca aperta, ad ammirare le strategie adottate, nonché l'incredibile sangue freddo. Anche nel mondo animale, però, come in quello umano, esistono classi di peso che determinano spesso quale sarà l'esito dello scontro. Ecco perché non può che stupirci questo video, nel quale vediamo un comune, si fa per dire, gatto domestico, affrontare con un coraggio da felini ben più grandi di lui, niente meno che un orso. Il grande plantigrade si era introdotto nella proprietà alla ricerca di cibo. E' riuscito, nonostante la coraggiosa resistenza del felino domestico, nell'intento, scappando con il sacchetto dell'immondizia ...

VIDEO

http://www.asylumitalia.it/2010/02/01/supergatto-difende-la-propria-casa-da-orso-il-video/


NOTIZIARIO ITALIANO
1 FEBBRAIO 2010
 
Trovato Bambi, ma non era in una favola
 
POZZUOLI (NA) - Bambi è arrivato nei Paesi Flegrei. Come? Non ancora lo si è accertato. Quando si pensa a questo animale, lo si immagina libero in boschi lontani da una terrra come quella campana. Ed invece è stato trovato nei Campi Flegrei. Ma in uno stato di maltrattamento e cattività. Il personale del Comando Stazione del Corpo Forestale dello Stato di Pozzuoli, a seguito di una denuncia orale da parte di una veterinaria, ha proceduto al sequestro e al recupero di un esemplare di cervo tenuto legato con una fune ad un cancello all’interno di un Centro Ippico sito in agro del Comune di Pozzuoli, lungo via Montagna Spaccata.
Era legato alla fune al momento del ritrovamento, in pessime condizioni, mentre si dimenava e cercava di liberarsi. E' stato subito liberato dagli uomini della Forestale, e trasferito in un'area recintata, dove ha ricevuto le prime cure. Ora la bestiola, che rientra tra le specie protette, è in attesa di trasferimento presso una struttura maggiormente idonea.

IL GAZZETTINO PORDENONE
1 FEBBRAIO 2010
 
Un proverbio popolare dice che il lupo perde il pelo ma non il vizio
 
Provincia di Pordenone - (U.S.) Un proverbio popolare dice che il lupo perde il pelo ma non il vizio. I lupi del Carso non perdono ne l’uno ne l’altro. Semplicemente continuano a fare quello che Natura loro suggerisce: sopravvivere, nonostante tutto.Ormai sono dieci gli animali predati a Basovizza in tre "visite" all’allevamento del progetto per la ricostituzione della landa carsica. L’ultima predazione è avvenuta il 20 gennaio, ma questa volta il lupo è stato colto sul fatto. Non dall’allevatore, ma dalla telecamera all’infrarosso posta dai ricercatori dell’università di Udine dopo le prime due predazioni. Il filmato, ora all’esame degli esperti, potrà dare un ulteriore prova che si tratta proprio di lupi, in attesa dell’esito degli esami del Dna che l’Ispra e l’Università di Lubiana stanno effettuando sul materiale biologico recuperato nel luogo. Le prime indiscrezioni sembrano proprio confermare la presenza del lupo sul Carso, probabilmente un paio di esemplari staccatisi da un branco stimati in 14 individui che gravita nella zona di Divaccia e che ha provocato l’anno scorso significativi danni, tra i quali ripetuti attacchi a un allevamento d’asini, predando varie decine di animali. Sono proprio i danni e l’impatto che possono avere sulle popolazioni della comunità interessate alla presenza dei lupi, le maggiori preoccupazioni degli esperti faunisti per la conservazione di questo straordinario canide. Gli allevatori di Basovizza chiedono adeguate stalle per ricoverare pecore, vitelli e capre alla notte, mentre l’utilizzo di cani da pastore addestrati contro i lupi, come i maremmani e gli abruzzesi è sconsigliato per la frequentazione quotidiana di turisti e sportivi nella zona.

IL CENTRO

1 FEBBRAIO 2010

 

Lupo finisce in trappola e si salva

 

GORIANO SICOLI (AQ). Non deve essere stato facile per il lupo liberarsi da quella maledetta trappola che un bracconiere senza scrupoli ha nascosto nel bosco che costeggia il Vallone che porta a Forca Caruso, la montagna che sovrasta Goriano Sicoli e che scavalca sul versante di Collarmele. Ieri mattina un giovane di Goriano, Federico Cifani, ha avvistato sul Vallone un esemplare di lupo con il collo e parte della zampa anteriore stretti da un laccio, forse un filo di ferro.  Una trappola di quelle che gli uomini usano quando vogliono arricchire il desco con carne di cinghiale o di cervo. Questa volta nel laccio c’è capitato un lupo che, come testimoniano le foto di Cifani, deve aver utilizzato bene le sue zanne e tutta la forza di cui era capace per potersene liberare. Tranciare un laccio di cuoio o addirittura un filo di ferro non è semplice, neanche per un selvatico. Ma adesso è iniziata la vera «caccia». Da ieri, infatti, gli uomini della Forestale, avvisati delle condizioni dell’esemplare avvistato a Goriano, stanno cercando di catturare il selvatico: così conciato, con un laccio che gli stringe il collo e gli impedisce movimenti veloci, difficilmente riuscirà a sopravvivere nel bosco.  Il lupo - un esemplare di circa 3-4 anni - aveva già fatto capolino a Goriano verso metà gennaio. Il freddo, la fame, il cibo che scarseggia nei boschi, lo hanno spinto sempre più a Valle, come era successo in quegli stessi giorni a un altro esemplare giovane di lupo avvistato ai Colli Bassi di Pescasseroli da un fotografo naturalista di Roma.  Negli ultimi tre giorni, però, gli abitanti di Goriano che si erano quasi «abituati» al passaggio dell’animale non lo hanno visto più. In molti hanno pensato che il lupo solitario si fosse riunito al suo branco, o che magari avesse finalmente trovato una zona di caccia molto più ricca del bosco che costeggia il Vallone.  Il perchè della sua assenza, invece, si è rivelato ieri mattina, quando il lupo ha rifatto la sua comparsa a Goriano. Anche se a distanza e con un buon teleobiettivo, è stato possibile immortalare il povero lupo con il laccio ancora stretto tra il collo e la zampa destra. Grazie alla documentazione fotografica e alla segnalazione al Corpo forestale, si spera adesso di salvare la vita al lupo appenninico. Ma si spera anche di fermare l’opera dei bracconieri, che quasi sicuramente avranno sistemato nel bosco altre trappole per la cattura dei selvatici.  Il lupo è presente sull’intera catena Appenninica, sulle Alpi Occidentali, in Lazio e in Toscana, con quasi un migliaio di esemplari. Il rischio di estinzione è stato superato negli anni Settanta, grazie alle politiche attuate dal Parco nazionale d’Abruzzo e dal Parco nazionale della Maiella, quest’ultimo ente ha utilizzato l’immagine del lupo che ulula come suo simbolo. Un animale che, nonostante tema l’uomo, d’inverno si avvicina agli abitati in cerca del cibo che non trova.


LO SCHERMO
1 FEBBRAIO 2010
 
Coltivava marijuana nella camera da letto sorvegliata dal suo cane: arrestato un venticinquenne
 
LUCCA - Il 25enne C.N. aveva trasformato la sua camera da letto in un laboratorio per la coltivazione idroponica della marjuana, mettendo poi a guarda della "serra" il suo cane, un pitbull, addestrato a non far entrare nessuno dei familiari nella stanza. Ciò ha scatenato però un litigio con il padre, che ha richiesto l'intervento della Polizia e quindi portato alla luce il "pollice verde" del giovane, arrestato domenica mattina per produzione e spaccio e quindi condannato a otto mesi di reclusione - pena sospesa - oltre al pagamento di una multa di 2000 euro.Gli agenti, infatti, al momento dell'arrivo nell'abitazione del 25enne, si sono ovviamente insospettiti nell'apprendere che il motivo della lite era l'interdizione applicata anche al capo famiglia di entrare in quella misteriosa stanza, sorvegliata dal cane.Da qui l'irruzione e il ritrovamento di una vera e propria serra idroponica casalinga, dotata di tutta la tecnologia disponibile sul mercato per la coltivazione delle piante. Tecnologica, si presume, acquistata in uno dei numerosi shop on line specializzati in questo tipo di prodotti.Tutta l'attrezzatura rinvenuta nella camera del giovane si trova adesso sotto sequestro.

LA ZAMPA.IT
1 FEBBRAIO 2010
 
In Svizzera si vota per introdurre l'avvocato degli animali
 
ZURIGO - Il 7 marzo, con un referendum, la popolazione svizzera è chiamata pronunciarsi sull’introduzione di un avvocato degli animali. Una realtà che già esiste dal 1992 nel canton Zurigo, dove infatti le condanne per maltrattamenti e trascuratezza sono nettamente superiori che in altri cantoni: nel 2008 la giustizia zurighese ha emesso 190 sanzioni penali, contro 52 in Argovia, 36 a Lucerna, 6 nel Giura e nei Grigioni, due nel Vaud e una sola nel Vallese. La maggior parte delle denunce all’avvocato di Zurigo riguarda gli animali da compagnia, in particolare i cani. Terzo a occupare la carica dalla sua introduzione, l’avvocato degli animali Antoine F. Goetschel lavora con i procuratori pubblici come collaboratore esterno, fornendo le conoscenze in materia di diritto sulla tutela degli animali e contribuendo a condanne eque. La funzione, che costa ai contribuenti 80 mila franchi all’anno e viene criticata solo dagli agricoltori, ha permesso di rendere «più oggettiva» la discussione sulla protezione degli animali, afferma la veterinaria cantonale zurighese Regula Vogel. Un’eventuale bocciatura al referendum non cambierà il lavoro di Goetschel. «Manterremo questa funzione in ogni caso», assicura Urs Ruegg, portavoce del Dipartimento zurighese della sanità. E poichè il nuovo Codice di procedura penale non consente più a un legale esterno di collaborare con le autorità di perseguimento, «annetteremo l’avvocato degli animali alle autorità sanitarie. L’importante è che resti indipendente». Altri cantoni hanno scelto vie simili, ma meno vincolanti che a Zurigo. A San Gallo un’unità speciale guidata dal veterinario cantonale svolge il ruolo di avvocato degli animali dal 2002, collaborando con polizia e autorità sanitarie. A Berna dal 1997 l’associazione ’ombrellò delle protezioni degli animali può costituirsi parte civile. Viene informata su tutte le denunce inoltrate alla sezione Delitti contro gli animali della polizia cantonale, e interviene soprattutto in caso di maltrattamenti gravi e di recidiva.

IL GAZZETTINO PORDENONE
1 FEBBRAIO 2010
 
L’intelligenza animale è sorprendente e gli studi in tal senso
 
L’intelligenza animale è sorprendente e gli studi in tal senso stanno fornendo alla scienza nozioni fondamentali per comprendere la straordinaria e complessa realtà dei meccanismi del cervello.Ma senza addentrarsi nei laboratori, nei libri, nelle riviste specialistiche si possono osservare in natura molti comportamenti intelligenti degli animali, anche vicino a noi.A parte le specie domesticate in questi ultimi millenni e ormai in alcuni casi addirittura simbiotiche psicologicamente con l’uomo (i cosiddetti Pet) è la fauna selvatica che viene a contatto con le attività antropiche a stupire.Nelle valli del Natisone e del Torre, per esempio, i cacciatori hanno installato dei dispenser per il mais a beneficio dei cinghiali. A ore predeterminate entrano in funzione spargendo i saporiti semi all’intorno. Gli orsi che frequentano la zona se ne cibano e hanno scoperto prima che basta attendere per ricevere cibo, secondo che dentro quei contenitori ce n’è una quantità superiore a quella che viene sparsa. Provando, osservando (si può osar dire "riflettendo") questi straordinari e intelligenti animali hanno capito che togliendo il coperchio si può accedere al mais. L’orso ha molta forza e unghie taglienti, ma ha imparato che svitare è meglio... Come i polpi che hanno imparato a svitare il coperchio del barattolo che contiene il gamberetto di cui sono ghiotti. Ci sarebbero altri esempi sull’intelligenza dell’orso o di altri mammiferi, a cominciare dai primati, alcuni dei quali hanno imparato a utilizzare strumenti, per esempio rametti modellati per entrare nei termitai e catturare succulenti termiti."La fame aguzza l’ingegno" recita un proverbio popolare e in effetti il bisogno di cibo stimola la ricerca delle più varie soluzioni, anche di quelle apparentemente complesse. La cooperazione nella predazione, dai lupi ai delfini è nota, ma sempre affascinante.I comportamenti dei mammiferi ci stupiscono e meravigliano, forse perchè li sentiamo più affini a noi (anche l’uomo è un mammifero), ma non sono i soli depositari dell’intelligenza.Un esempio lo possiamo vedere attorno a noi: corvi e cornacchie. Uccelli stupendi, anche se ultimamente male considerati nell’opinione pubblica. In realtà hanno prodotto miti fin dall’antichità, simbolizzando lo spirito della natura, la nobiltà e la forza, ma poi passando a identificare gli attributi del male (anche grazie al loro colore nero). Ebbene, le cornacchie che vediamo svolazzare intorno alle nostre case sono animali sorprendentemente intelligenti. In questi giorni la rete dei birwatchers italiani (Ebn) è affollata di messaggi e segnalazioni su episodi di intelligenza dei corvidi. A Udine sono stati osservati mentre lasciano cadere noci (e altri semi duri) dall’alto sull’asfalto per romperli e quindi cibarsene con comodità, altre osservazioni confermate da più osservazioni (oltre che da studi etologici) riferiscono di cornacchie che depositano questi frutti duri camminando fino al centro della strada per depositarli in attesa che un’automobile li schiacci. A Trieste una segnalazione riguarda le cornacchie che lasciano deliberatamente cadere le cozze dall’alto per aprirle, mentre alcuni esemplari aspettano tranquillamente nel calane Ponterosso, sui moli e sulle Rive che la bassa marea le faccia emergere. Altre cornacchie si osservano negli allevamenti di mitili lungo la Costiera triestina intente a aspettare le numerose larve (semenze). Corvi e cornacchie adottano, nelle nostre città, un altro comportamento "intelligente": quando trovano un pezzo di pane o formaggio indurito lo prendono e lo portano in qualche pozza d’acqua e aspettano che si ammolli e si renda più beccabile.

ASCA
1 FEBBRAIO 2010


CACCIA: LIPU, STAGIONE CHIUSA MA E' STRAGE DI SPECIE PROTETTE


Roma - La stagione venatoria 2009-2010 si e' conclusa ieri ma lascia una scia drammatica dietro di se', con centinaia di animali appartenenti a specie protette uccisi a fucilate o impallinati, solo un assaggio di quello che succedera' se l'art.38 della legge comunitaria verra' approvato anche dalla Camera allargando sempre di piu' le maglie della stagione venatoria.Lo denuncia la LIPU-BirdLife Italia, che ha analizzato i dati degli uccelli selvatici giunti a sette dei suoi centri di recupero dal 1* settembre dello scorso anno ad oggi, vigilia di chiusura della stagione venatoria, numeri che rappresentano solo la punta di un iceberg di un fenomeno molto di piu' vasto e drammatico presente nel nostro Paese.La LIPU ha anche effettuato un bilancio del'attivita' antibracconaggio nel bresciano e a Cagliari, due delle aree piu' a rischio per l'uccellagione, che ha portato alla rimozione di oltre 27mila trappole per piccoli uccelli migratori come tordi e pettirossi.
Sono oltre 250 gli uccelli selvatici giunti impallinati ai centri LIPU, di cui 150 rapaci appartenenti a ben 15 diverse specie. Tra di essi rapaci notturni come gufi, civette e barbagianni, e poi falchi (pellegrino, gheppi, lodolai), poiane, sparveri, albanelle e anche una rara Aquila minore recuperata (ma poi deceduta) nel palermitano.
Oltre ai rapaci la LIPU ha soccorso specie di grande pregio conservazionistico come il Fenicottero rosa e il raro Tarabusino (centro LIPU di Palermo), una Cicogna bianca (a Roma), aironi (Roma e Milano) e un esemplare di Spatola e altre decine di specie. Tutti animali deceduti in seguito ai pallini conficcati nel corpo o resi irrecuperabili dalle ferite riportate.Un bilancio, quello del 2009, decisamente negativo, che ha visto dapprima la presentazione del proposta del Senatore Orsi, poi altri tentativi di introdurre una maggiore liberalizzazione della caccia, le preaperture in molte regioni, la caccia in deroga in particolare Lombardia e Veneto e l'uccisione di centinaia di uccelli appartenenti a specie protette e migliaia di piccoli uccelli migratori vittime di reti e trappole illegali. Un prologo non proprio all'altezza del 2010, dichiarato Anno internazionale della biodiversita'.''Il bilancio della stagione venatoria e' drammatico - dichiara Elena D'Andrea, Direttore Generale LIPU - ma ancora di piu' ci preoccupa quanto approvato in Senato con l'articolo 38 della legge comunitaria, che non abbiamo esitato a definire vergognoso per l'Europa e i cittadini italiani, per oltre il 90% contrari a una maggiore liberalizzazione della caccia.''La nostra risposta di fronte a posizioni venatorie inaccettabili e' stata in queste ore la mobilitazione dei nostri attivisti e simpatizzanti, che chiedono a gran voce che la Camera bocci l'art. 38 della comunitaria e restituisca dignita' al nostro Paese, gia' gravemente colpito da una grave crisi della biodiversita' e da una procedura d'infrazione alle direttive comunitarie con la quale l'Europa ci accusa di cacciare troppo e male''.


VIRGILIO NOTIZIE
1 FEBBRAIO 2010
 
Animali/ Roma,gatti rapiti per destinarli a trasfusioni di sangue
Usato in modo inconsapevole da strutture veterinarie in Italia
 
Roma - Gatti rapiti o semplicemente acquistati. da destinare alle trasfusioni di sangue: sarebbe questa la nuova frontiera, denuncia l'Aidaa, associazione a tutela degli animali e dell'ambiente, che interesserebbe migliaia di gatti scomparsi in tutta Italia negli ultimi mesi. Gatti sani che verrebbero rapiti o acquistati ed allevati per essere destinati a diventare donatori di sangue: una volta arrivati in età adulta sarebbero sottoposti ad accertamenti clinico veterinari per accertare il loro stato di salute e successivamente sottoposti allo svuotamento del sangue, con la conseguente morte dell'animale per dissanguamento, che servirebbe ad alimentare una vera e propria banca del sangue dei felini a cui attingerebbero in maniera del tutto inconsapevole diverse strutture veterinarie sparse sul territorio nazionale. La scoperta è stata fatta per caso dai responsabili dell'associazione animalista dopo alcune segnalazioni di persone della Capitale che avevano dovuto sborsare oltre 100 euro per sottoporre il loro gatto a una trasfusione di sangue presso alcune strutture veterinarie. Si tratta, spiega Lorenzo Croce, presidente dell'Aidaa, di un giro redditizio di diversi milioni di euro: "Oltre a ciò abbiamo scoperto un altro giro eticamente orribile - continua Croce - in questo caso alcuni veterinari per sottoporre a trasfusione i gatti che ne hanno bisogno contatterebbero direttamente i padroni di altri mici, rimborsando il padrone con una somma che varia dalle 40 alle 50 euro, mentre il proprietario del gatto che necessita di trasfusione sarebbe costretto a versare circa 100 euro per ogni trasfusione di sangue ricevuta. Tengo a precisare - conclude Croce - che non abbiamo alcuna prova che le cliniche che usano il sangue di gatto prelevato da questa vera e propria banca del sangue siano complici dei rapimenti o delle uccisioni dei mici a cui viene estratto il sangue".

IL GIORNALE
1 FEBBARAIO 2010


IL VETERINARIO CHE FA LA PLASTICA A CANI E GATTI

REDAZIONE

«Qualche giorno fa ho rivisto un paziente a dieci anni dall'operazione, stava così bene che ho faticato a riconoscerlo». Il paziente era un bel gatto persiano e il medico Giorgio Romanelli, 53 anni, da 16 chirurgo oncologo degli animali. Nella clinica veterinaria in cui lavora, a Nerviano, alle porte di Milano, opera ogni anno 300 animali.
«In Italia sono cinque o sei i centri d’eccellenza per questi interventi - spiega -. Cioè specializzati nell’asportazione della zona malata e la sua ricostruzione. I tumori sono infatti la principale causa di morte negli animali domestici, in una percentuale anche maggiore rispetto agli uomini. E l’oncologia veterinaria, medica e chirurgica, oggi ha un alto grado di specializzazione. Romanelli si occupa ormai solo di questo settore, la terapia chirurgica è tra le più diffuse in caso di cancro. Dall’affollata sala d’attesa della clinica, all’ecografo e la tac per la diagnosi, al tavolo operatorio sono passati animali ammalati o feriti, come il cane lupo Joy, arrivato da Caltanissetta a cui è stato ricostruito il muso devastato da una fucilata.
«Per un animale domestico la probabilità di ammalarsi è simile a quella umana - spiega lo specialista -: raramente sotto l’anno, circa nel 3 per cento dei casi, e in vecchiaia. I picchi sono in età giovanile e intorno ai dieci anni». I tumori più diffusi nei cani e nei gatti sono quelli della pelle, difficili da curare se non vengono presi in tempo. «La chiave è la diagnosi precoce, che negli uomini ha abbattuto la mortalità per molte forme di cancro, ma che per gli animali non è, a torto, considerata necessaria» sottolinea Romanelli.Anche i costi possono essere un problema, visto che esami, interventi, chemioterapia e degenza possono arrivare a 10 mila euro. Le persone disposte a farlo sono comunque molte, a giudicare dal via vai in clinica .
«Cani e gatti sono pazienti ideali, credo che pochi miei colleghi che curano gli esseri umani possano dire lo stesso», scherza Romanelli. Ma la battuta serve per raccomandarsi proprio ai padroni degli amici a quattro zampe: «Le cure hanno successo nella maggior parte dei casi, è importante però osservare e toccare spesso i propri animali e fare attenzione ai malesseri. Se si scopre qualcosa, una macchia sulla pelle o una massa dura, bisogna rivolgersi allo specialista. Soprattutto evitare di nascondere la testa sotto la sabbia per paura».
L’ultimo consiglio degli esperti: anche un animale anziano può essere operato. Nelle cliniche specializzate si usa l’anestesia anche su cani con più di vent’anni. «È un luogo comune pensare non valga la pena curarli perché vecchi - conclude il veterinario -, la vecchiaia non è certo una colpa». Neppure negli animali.


IL GIORNALE
1 FEBBRAIO 2010

TUTTI I SERVIZI ASILI PER CUCCIOLI E PENSIONI PER GLI ANZIANI


Un animale da compagnia non è facile da tenere, qualche inconveniente e non si sa come portarlo dal veterinario, farlo accudire nel corso di assenze brevi o prolungate. Per questo stanno spuntando come funghi agenzie «multiservizi» in grado di aiutare il padrone a tenere ogni tipo di bestiola. Si parte dalla tradizionale pensione, per arrivare all’«animal sitter», che viene a casa oppure all’asilo, dove cani o gatti, uccelli o roditori, pesci tropicali e rettili, possono essere ospitati per poche ore. Nessun problema poi se il padrone non sa chi potrà condurlo dal veterinario, o all’asilo, e poi riportarlo a casa: c’è pure il taxi per bestiole. Non manca la consulenza per l’allestimento dell’acquario, terrario o voliera e, di conseguenza, la sua manutenzione: molte agenzie mettono a disposizione tecnici che intervengono a domicilio. Infine la tolettatura, eseguita da esperti in grado di abbinare la giusta tosatura, eseguita a macchinetta, a forbice o con lo stripping, alla morfologia della specifica razza.


LA ZAMPA.IT
1 FEBBRAIO 2010

Aidaa, corso su affidamento congiunto animali di casa
Il 22 febbraio consigli su alimentazione, educazione, salute e legali

Si sa, liti e divorzi fanno soffrire: ne risentono i partner, i figli, ma anche gli animali domestici vivono il trauma della separazione dei loro padroni. Per molti si apre la via dei luoghi di custodia, come canili e gattili, per altri dell'abbandono oppure delle contese giudiziarie. Per fortuna in almeno la metà delle cause, i due coniugi o conviventi trovano una soluzione che quasi sempre consiste nel lasciare l'animale a chi lo accudisce maggiormente e sono sensibilmente in crescita coloro che decidono di tenere gli animali in affido congiunto. Da qui nasce l'idea dell'Aidaa di organizzare il 22 febbraio un corso, rivolto esclusivamente a coppie separate o che abbiano degli animali in comune per spiegargli come comportarsi con i loro quattrozampe. «L’obiettivo è quello di creare le condizioni per diffondere la pratica dell’affido comune dell’animale di casa. In questo corso, oltre ai consigli su come convivere con l’animale, sulla sua alimentazione, educazione e salute - ha dichiarato Lorenzo Croce, Presidente Nazionale Aidaa - sarà dato ampio spazio ai consigli di natura legale con l’ausilio dell’assistenza gratuita del Tribunale degli Animali di Aidaa nel caso in cui le coppie, dopo aver fatto il corso, decidano di separarsi mantenendo però l’affido comune degli animali di casa sia per quanto riguarda la parte puramente legale che gli eventuali atti di conciliazione e di decisione comune sui tempi di tenuta, sulle spese e sul benessere generale degli animali di casa».


ECOLOGIAE

1 FEBBRAIO 2010

 

LA TURCHIA METTE AL BANDO I FUOCHI D'ARTIFICIO PER SALVARE LE TARTARUGHE

 

Soprattutto durante i mesi estivi, il suono dei fuochi d’artificio è parte della colonna sonora della sera in Turchia, dove i fuochi pirotecnici sono spesso utilizzati per celebrare matrimoni, vittorie e cerimonie ufficiali. Ma un comune sulla costa del paese del Mediterraneo ha posto un divieto su tali manifestazioni, dicendo che quest’usanza può fatalmente spaventare le tartarughe marine, già in pericolo per la loro sopravvivenza.Questa settimana, il comune Kızılot nel distretto di Antalya, ha annunciato che intende vietare i fuochi d’artificio durante la stagione estiva, quando le tartarughe marine Caretta caretta nascono e sono visibili lungo i sette chilometri di spiaggia segnalati dall’Anatolia News Agency. Ma grosse limitazioni saranno imposte anche dalla fine di marzo ai primi di giugno, quando la stagione della nidificazione si sviluppa, fino a raggiungere il suo picco nei mesi di giugno e luglio, a seconda della spiaggia di nidificazione. Altre limitazioni riguarderanno molte zone turistiche in merito alle luci degli hotel e altre illuminazioni artificiali perché possono portarle fuori strada.Anche se alcuni visitatori possono protestare davanti al divieto, le tartarughe marine sono generalmente un’attrazione turistica quando le loro uova si schiudono. Più a ovest, lungo la costa turca, la popolare Dalyan Beach è stata una spiaggia “fiore all’occhiello” per la conservazione delle tartarughe marine a partire dal 1987, quando esemplari locali degli animali impedirono lo sviluppo di un grande complesso alberghiero che avrebbe distrutto i loro siti di nidificazione. Ma la morte di una femmina adulta Caretta caretta, vittima di una collisione con un’elica di una barca lo scorso autunno, ha scatenato la discussione sul fatto che gli sforzi della Turchia di proteggere gli animali fossero insufficienti.Le tartarughe] sono utilizzate per tutto, dal nome di un bar ad un portachiavi, fino al disegno su una T-shirt. Questo non è inferiore ad uno sfruttamento. Tutti vogliono trarre profitto dalla loro popolarità tra i turisti, ma nessuno è disposto a fare ciò che è necessario per proteggerle tuona la specialista in gestione marina Ismail Nalbantoglu Hürriyetal sul Daily News & Economic Review.Tra le altre norme in discussione, ci sono le limitazioni all’uso di propano ed altri combustibili inquinanti per le barche, limitazioni alla pesca con le lenze, e l’attenzione all’uso dei sacchetti di plastica che possono uccidere o ferire le tartarughe marineFonte: [Treehugger]


LA NUOVA SARDEGNA

1 FEBBRAIO 2010

 

Gli uomini del Parco salvano una tartaruga

 

LA MADDALENA. In difficoltà, semiassiderata e stremata nelle acque dell’arcipelago. Una tartaruga è stata salvata dal Parco, e dalla società Naturalia, che supporta l’ente nell’attività di recupero. Ad avvistare avvistare la tartaruga in difficoltà è stato un pescatore, Vincenzo Massidda. Subito ha avvertito il parco che ha inviato il suo personale per recuperare l’animale in difficoltà, con loro anche gli uomini del corpo forestale e quelli del Cts. La tartaruga marina sofferente a causa di ipotermia sarà trasportata nel centro specializzato dell’area marina protetta del Sinis.


ROMAGNA NOI
1 FEBBRAIO 2010
 
Ravenna - A caccia oltre tramonto: multati
Cacciatori sorpresi dalla polizia provinciale
 
RAVENNA - Fucile imbracciato, facevano la posta ai volatili oltre il tramonto nei chiari: quattro cacciatori multati dalla polizia provinciale impegnata ne giorni scorsi nei chiari di caccia della zona Ponte Rosso e nella valle Baiona. Altri due invece sono stati multati perché scoperti ad attraversare la pineta in orario non consentito.
Gli agenti che hanno operato a sud hanno sorpreso due cacciatori all’interno del chiaro di caccia armati di fucile calibro 12 carico, che facendo la posta all’avifauna aquatica, cacciavano in violazione della legge 157/92 che regola la chiusura di ogni attività venatoria in base agli orari di tramonto variabili a seconda del periodo stagionale.
I cacciatori venivano infatti contattati alle ore 18.58 mentre l’orario di tramonto in questo periodo dell’anno risulta essere fissato alle ore 17.08. Per tale violazione ai due è stato elevato verbale di sanzione amministrativa che che nel caso specifico ammonta ad una somma di 206 euro. Stessa sanzione ad altrettanti cacciatori presenti nella zona Nord, ovvero mentre esercitavano la caccia oltre l’orario in valle baiona e nella Pineta San Vitale.
Altre due persone sono state multate dagli agenti della provinciale per l’attraversamento della Pineta San Vitale in orario serale. Il regolamento comunale per le pinete di San Vitale e di Classe regola l’accesso ai cacciatori titolari di permesso di caccia nelle aree di pre-parco da un’ora prima a un’ora dopo rispetto l’orario consentito dal calendario venatorio regionale.

E-GAZETTE
1 FEBBRAIO 2010
 
Animali - Il Senato approva la caccia “no limits” e altre storie
 
Roma – Cinque mesi, ma solo per tre specie di mammiferi, e libertà di deroga alle Regioni per gli uccelli migratori e altre specie. Il Senato ha approvato l’articolo 38 del ddl comunitario sulla caccia, che allunga la stagione venatoria ai mesi di febbraio e agosto.
Tra gli altri, il Cts (Centro turistico studentesco e giovanile, associazione ambientalista impegnata nella conservazione della natura e nella difesa della biodiversità) manifesta con chiarezza i motivi del dissenso per l’approvazione di una norma “che potrebbe causare gravi ripercussioni sulla natura e l’aggravarsi del disturbo e dei rischi arrecati alle persone”. In sostanza - spiega Stefano Di Marco, vice presidente del Cts - a rischio sono soprattutto gli uccelli migratori “poiché sarebbero uccisi nel momento in cui volano verso la riproduzione. È una legge in netto contrasto con le esigenze di tutela del patrimonio faunistico e dell’equilibrio ambientale. Per non parlare delle conseguenze sul turismo ambientale, una delle principali leve per la ripresa economica del settore. Consentire la caccia nel mese di agosto, quando la stagione turistica è al suo massimo, è deleterio”. L’allargamento del periodo venatorio è stato criticato anche dal ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo (“Nell’Anno mondiale della biodiversità - ha detto la responsabile del dicastero ambientale - è poco edificante per il nostro paese segnalarsi per un provvedimento che di certo non si muove nella direzione della tutela dell’ecosistema”. E l’Europa in passato ha già accusato l’Italia di cacciare “troppo e male”.
Il dossier: 27 morti di caccia in un anno - Giovedì 4 febbraio a Roma l’Associazione vittime della caccia presenta il dossier su morti e feriti per armi da caccia a conclusione della stagione venatoria 2009-2010. I primissimi dati anticipati dalla Lac, la lega per l’abolizione della caccia, parlano di 27 morti (26 cacciatori e un passante) e 58 feriti come bilancio complessivo.
Serpenti letali in bella mostra - Sequestrati dalla Guardia forestale sei serpenti velenosi alla “Mostra esotica” di Perugia. Si tratta di esemplari appartenenti a tre specie dal morso letale che erano state introdotte nel mercato italiano da un commerciante illegale ungherese. Gli animali sono stati affidati a una struttura idonea.
Napoli: sigilli al centro che maltratta le iguane - All’interno del centro ricreativo Magic world, nel Comune napoletano di Giugliano in Campania, il Corpo forestale dello Stato ha posto i sigilli a un’area di settecento metri quadri che ospitava un acquario e un rettilario. I Forestali, dopo aver constatato la totale mancanza di cure e attenzioni rivolte alle specie presenti nella struttura, hanno provveduto a segnalare all’autorità giudiziaria il gestore del centro per il reato di maltrattamento di animali.
Imbalsamatori abusivi a Biella - Gli agenti del Comando provinciale di Biella della Forestale hanno scoperto e sequestrato un laboratorio artigianale e clandestino per la tassidermia. All’interno dei locali sono stati rinvenuti 120 esemplari di animali imbalsamati, molti dei quali appartenenti a specie protette.
Il ministero: tonno rosso protetto dalla Cites - comunicato alle associazioni della pesca, ai ricercatori, alle organizzazioni ambientaliste e ai sindacati il suo sostegno all’inserimento del tonno rosso (Thunnus thynnus) nell’Appendice 1 della Convenzione internazionale sul commercio di specie animali e vegetali in pericolo (Cites) che prevede il divieto di commercio internazionale per le specie a rischio. “Una presa di posizione importante che lancia un segnale concreto da parte del Governo italiano per la gestione sostenibile di questa specie emblematica nel Mediterraneo”, commentano Greenpeace, Legambiente, Marevivo e Wwf.

ASIA NEWS

1 FEBBRAIO 2010

 

Dhaka dà il via libera all’esportazione di coccodrilli

 

William Gomes

 

Il governo autorizza l’unica azienda specializzata del Paese a inviare 67 esemplari in una università tedesca. Essi saranno utilizzati per studi scientifici e ricerche. Manager della Reptile Farm Ltd.: fonte di valuta estera “importante”. L’obiettivo è raggiungere un volume di affari di 5 milioni di dollari entro il 2015. Dhaka (AsiaNews) – Per la prima volta nella sua storia, il Bangladesh avvia l’esportazione di coccodrilli a fini commerciali. Il 21 gennaio scorso, infatti, il Dipartimento governativo delle foreste ha autorizzato l’unica azienda specializzata del Paese, la Reptile Farm Ltd., a vendere i rettili in Germania. Il settore degli animali esotici offre un vasto mercato in Europa, Stati Uniti e in diversi Paesi asiatici. L’obiettivo è raggiungere una rendita di almeno 5 milioni di dollari entro il 2015.

Mushtaq Ahmed, direttore commerciale e CEO della Reptile Farm Ltd., spiega che il 31 agosto scorso l’azienda ha chiesto il permesso al governo di esportare 67 coccodrilli “ibernati” in Germania e di importarne 10 vivi dalla Malaysia. Dopo mesi di attesa, “il Dipartimento delle foreste ha dato il nulla osta” aggiunge il manager.

Ahmed conferma l’accordo raggiunto con l’università tedesca di Heidelberg, alla quale verranno consegnati 67 esemplari di varie dimensioni: da 22 cm a un metro e mezzo circa. Essi verranno utilizzati dai ricercatori per esperimenti e studi scientifici. “L’esportazione – commenta – partirà dal mese prossimo”. La Reptile Farm Ltd., situata nel villaggio di Hatiber (distretto di Mymensingh), possiede 825 esemplari di coccodrillo d’acqua salata, di cui 67 di grossa taglia e i restanti di dimensioni medie e piccole.Il manager sottolinea che il commercio dei rettili può costituire “una fonte di valuta estera importante” per il Paese. L’obiettivo è esportare più di 5000 pelli di coccodrillo all’anno e gettare le basi per guadagni che possono arrivare “fino a 5 milioni di dollari entro il 2015”. Vi è infatti una massiccia richiesta di esemplari in diverse nazioni europee fra cui Francia, Germania, Italia e Spagna.Pelle, carne, ossa dei rettili sono un bene ambito, insieme ai frammenti tratti dallo scheletro, che vengono utilizzati nell’industria dei profumi. Per rispondere alla domanda, aggiunge, è necessario creare “più aziende sul territorio”.


IL VELINO
1 FEBBRAIO 2010
 
Tonno rosso, il sì unanime su moratoria doppiamente sostenibile
 
 
Roma - Tutti d’accordo sulla moratoria italiana sul tonno rosso. La Commissione Consultiva centrale del ministero delle Politiche agricole ha approvato questa mattina all’unanimità la proposta del sottosegretario con delega alla Pesca Antonio Buonfiglio della moratoria sulla circuizione della pregiata qualità di tonno. Vale a dire, considerando che le tonnare volanti sono le più invasive per quanto riguarda l’ambiente, un pacchetto da circa 1500 tonnellate sul totale di 1937,5 t. destinato all’Italia dall’Iccat nel corso dell'ultimo meeting di Recife. Una decisione all’insegna della “doppia sostenibilità” che potrebbe mettere fine alle polemiche che si sono innescate negli ultimi anni tra i pescatori e gli ambientalisti. E che potrebbe fare, una volta tanto, tutti felici: gli operatori del mare che, con le dovute garanzie economiche, evitano di uscire in barca per una quota comunque insufficiente per affrontare la campagna di pesca 2010; e gli ambientalisti che vedono accolte le loro richieste all’insegna della ricostituzione degli stock. Anche considerando che il tonno rosso è uno degli animali al mondo con i tempi di riproduzione più lunghi, circa due anni. Si mettono fine così anche ai dubbi sollevati nei giorni scorsi dagli imprenditori ittici, che avevano scritto una lettera congiunta al sottosegretario per sottolineare la necessità di proseguire in ogni caso verso la direzione del fermo pesca definitivo. Con il quale si destinano 22 milioni di euro alle 22 barche che hanno aderito al bando. Circa un milione per ogni imbarcazione demolita. Dando la possibilità alle 27 barche rimanenti di avere più quote da pescare. Per quanto riguarda invece il possibile inserimento del tonno rosso nell’appendice 1 del Cites - che consentirebbe la commercializzazione del tonno solo all’interno dei confini nazionali – Buonfiglio aveva già dichiarato di aver chiesto a Ginevra una delucidazione sui contenuti e sull’applicazione degli allegati Cites. Così da scegliere la soluzione migliore sia per quanto riguarda l’ambiente, che per quanto riguarda il comparto, che vive – con i suoi 700 operatori diretti e 1200 posti di lavoro di indotto - una crisi che affonda le sue radici molto prima della crisi globale che ha investito l’economia.

ANSA AMBIENTE
1 FEBBRAIO 2010

ANIMALI:90MILA PERSONE DA 16 PAESI A SPAGNA,SALVI GLI SQUALI

ROMA - Sono oltre novantamila i cittadini di sedici Paesi europei che hanno firmato la petizione, presentata da Shark Alliance alla Spagna per metter fine alla sua opposizione all'attuazione di un divieto del finning a livello europeo. Il finning e' la pratica che consiste nell'asportare le pinne dello squalo e gettarne la carcassa in mare. ''L'opinione pubblica e' sempre piu' spesso a favore degli squali - ha dichiarato Sonja Fordham, responsabile per le politiche europee sugli squali per il Gruppo Ambiente Pew e Shark Alliance - e la nostra petizione vuole inviare un messaggio chiaro al governo spagnolo, che i cittadini di tutta Europa premono con urgenza per avere migliori forme di protezione per questi animali cosi' vulnerabili''. ''Essendo la nazione europea piu' attiva nella pesca degli squali, la Spagna ha il dovere di assumere il ruolo di guida, anziche' ostacolare la conservazione degli squali - ha dichiarato invece Lex Bartol, coordinatore politico di Shark Alliance in Spagna - facciamo appello al governo spagnolo affinche' garantisca che la Spagna smetta di ostacolare gli sforzi di applicazione del divieto al finning e sostenga invece le iniziative della Commissione Europea per limitare in maniera responsabile la pesca dello squalo''.



ANSA AMBIENTE
1 FEBBRAIO 2010

ANIMALI: BIRDLIFE LANCIA PETIZIONE PER SOS UCCELLI MARINI UE


BRUXELLES - Nell'ultimo decennio si stima che siano circa due milioni gli uccelli marini morti a causa delle catture accidentali dei pescatori europei, in Mediterraneo, mari del Nord Europa e Atlantico. E' quanto affermano BirdLife International e RSPB (BirdLife in Gran Bretagna) che per fermare il fenomeno hanno appena lanciato una raccolta firme per una petizione da inviare a Maria Damanaki, il commissario europeo designato per gli Affari marittimi e la Pesca, perche' vengano prese contromisure per proteggere gli animali minacciati. Diverse specie rimangono prese all'amo dai palangari, dalle reti da traino, oppure affogano imprigionati nelle maglie delle reti. E' il caso della Berta delle Baleari, che si stima possa estinguersi nel giro di una generazione. A livello globale, spiega BirdLife International, le catture accidentali nella pesca stanno minacciando piu' uccelli che in passato e questo e' uno dei principali fattori che causa un declino piu' rapido delle specie marine rispetto ad altri gruppi di uccelli. ''La Commissione europea - spiega Euan Dunn, responsabile Mare per RSPB - da dieci anni ha promesso di porre fine a questa carneficina, ma due milioni di uccelli marini stanno ancora aspettando che questo impegno venga rispettato. Nonostante siano a disposizione soluzioni testate e low cost, fino ad oggi la politica comune della Pesca dell'Ue in questo campo ha fallito. Diversi Paesi extra Ue hanno cominciato ad occuparsi della questione e hanno dimostrato ai leader europei che puo' essere fatto molto''. L'organizzazione ambientalista chiede quindi un Piano di azione Ue per gli uccelli marini, che segua le linee guida della Fao sulle migliori pratiche disponibili. Secondo Dunn '' il piano di azione Ue deve includere modifiche della legislazione per assicurarsi che le misure vengano sempre impiegate dalle flotte europee ovunque operino''.


Animalieanimali
1 FEBBRAIO 2010

PESCA: E' LOTTA CONTRO QUELLA ILLEGALE; TRE REGOLAMENTI UE
In vigore da un mese


E' entrato in vigore il primo gennaio un nuovo pacchetto di misure intese a rafforzare il regime di controllo previsto dalla politica comune della pesca dell'Unione europea. L'Ue e i suoi Stati membri hanno ora a disposizione strumenti nuovi ed efficaci per proteggere le risorse dei nostri mari ed oceani dalle attività svolte da operatori privi di scrupoli e per tutelare nel contempo il reddito dei pescatori onesti, che sarebbero altrimenti esposti a una concorrenza sleale. Escludendo la possibilità di un trattamento preferenziale per determinati paesi e scoraggiando gli eventuali trasgressori, che non potranno restare impuniti, il nuovo regime permetterà ai pescatori di operare in condizioni di parità, promuovendo cosi una cultura del rispetto delle norme in tutto il settore della pesca.
La nuova disciplina comprende tre regolamenti distinti, fra loro collegati: un regolamento inteso a contrastare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (regolamento Inn), uno sulle autorizzazioni di pesca per la flotta dell'Ue operante al di fuori delle acque comunitarie, e un regolamento che istituisce un sistema di controllo per garantire il rispetto delle norme della politica comune della pesca (regolamento sul controllo). L'efficacia di qualsiasi politica dipende in larga misura dal modo in cui viene attuata. Nel caso della politica comune della pesca, il sistema di attuazione si e finora rivelato inefficiente, costoso, complesso e inefficace.
Nel contempo, le pratiche illegali rappresentano ogni anno, complessivamente, 10 miliardi di euro, facendo della pesca Inn la seconda fonte di prodotti ittici a livello mondiale. L'Ue costituisce per gli operatori della pesca Inn un mercato attraente, caratterizzato da un'elevata domanda di prodotti di qualità e dalla possibilità di riciclare facilmente (ad esempio attraverso la trasformazione) le catture praticate illegalmente, a causa della grave carenza di meccanismi che consentano di tracciare i prodotti e di identificare i pescherecci.
Il regolamento sulla pesca Inn prevede la certificazione e la rintracciabilità dell'origine di tutti i prodotti della pesca marittima commercializzati nell'UE; in questo modo si eviterà che siano introdotti nel mercato UE prodotti provenienti di attività illegali. Un regime globale di certificazione delle catture garantirà in ogni fase della filiera, dalla rete al piatto, la rintracciabilità del pescato catturato, sbarcato, immesso sul mercato e commercializzato. Per combattere efficacemente le violazioni, il regolamento prevede inoltre un sistema armonizzato di sanzioni proporzionate e dissuasive ed estende la responsabilità dei cittadini dell'Ue, che possono essere perseguiti nel paese di appartenenza per le violazioni commesse in qualsiasi parte del mondo.
Il regolamento sulle autorizzazioni di pesca, in vigore dall' ottobre 2008, istituisce un quadro unico e coerente per tutti i pescherecci dell'Ue operanti fuori delle acque comunitarie nell'ambito di accordi di partenariato nel settore della pesca, convenzioni con organizzazioni regionali per la pesca o accordi privati con paesi terzi.
Il nuovo regolamento sul controllo rafforza il sistema di rintracciabilità introdotto dal regolamento sulla pesca Inn e si avvale delle moderne tecnologie per seguire i prodotti della pesca in ogni fase della catena di commercializzazione. Questo regime di controllo più semplice, equo, efficace ed economico risulterà in ultima analisi vantaggioso per tutti i soggetti interessati, dalle pubbliche amministrazioni agli operatori e ai consumatori. Finora le sanzioni applicate ai trasgressori variavano da un paese all'altro. D'ora in poi, invece, la stessa infrazione darà luogo alla medesima sanzione, ovunque sia commessa e a prescindere dalla nazionalità o dallo Stato di bandiera dell'operatore. Inoltre, il nuovo regolamento introduce un sistema a punti per le violazioni gravi, in base al quale i trasgressori potranno addirittura vedersi privati della licenza di pesca.
 

 

 

            01 FEBBRAIO 2010
VIVISEZIONE - SPERIMENTAZIONE


 
ASCA
1 FEBBRAIO 2010
 
RICERCA: DISTROFIE MIOTONICHE, NASCE LA TASK FORCE EUROPEA
 
Roma - Una ricerca francese appena presentata e svolta attraverso modelli animali che riproducono la patologia dell'uomo per la distrofia miotonica di tipo 1 (Steinert), ha confermato una significativa compromissione del cervelletto, che potrebbe spiegare le facili cadute e i disturbi dell'equilibrio presenti in questa forma. Se ne e' discusso a Parigi dove si e' appena concluso il workshop internazionale tenutosi presso l'ospedale La Pitie' la Salpetriere, dal titolo ''Compromissione cerebrale nella distrofia miotonica di tipo 1 (malattia di Steinert) e di tipo 2 (PROMM)''.
Esperti provenienti da tutta Europa coordinati dal professor Giovanni Meola, Ordinario di Neurologia dell'Universita' degli Studi di Milano e responsabile del Centro di Malattie Neuromuscolari dell'IRCCS Policlinico San Donato, hanno condiviso le ultime rilevanti novita' scientifiche sulle distrofie miotoniche di tipo 1 (malattia di Steinert) e di tipo 2 (PROMM), malattie genetiche multisistemiche che colpiscono prevalentemente il muscolo scheletrico e in varia misura, a seconda delle forme, quello cardiaco, il corpo vitreo dell'occhio, le ghiandole sessuali, il sistema endocrino, il muscolo liscio e il sistema nervoso centrale.La trattazione della compromissione cerebrale nelle distrofie miotoniche rappresenta la vera novita' di questo workshop, in quanto, sebbene questa sia una componente rilevante della patologia, non e' riconosciuta appieno ne' in letteratura ne' nella pratica clinica.Nella distrofia di tipo 1, ovvero quella congenita, che si manifesta in maniera piu' aggressiva (nei casi neonatali il bambino ha gravi problemi motori e respiratori, difficolta' ad alimentarsi e spesso necessita dell'aiuto di un respiratore) la compromissione cerebrale costituisce, infatti, un elemento fondamentale della malattia, che condiziona fortemente la gestione dei malati, la loro qualita' di vita nonche' il loro inserimento sociale e lavorativo. Nella forma infantile di questa distrofia emerge un particolare aspetto neuropsichiatrico, che va dalla sindrome autistica alla sindrome da deficit attentivo e che spiega la grave compromissione relazionale e le molteplici difficolta' scolastiche.Un altro aspetto e' il frequente stato di ipersonnia, condizione presente soprattutto nella DM1, che limita le attivita' sociali e relazionali e per il quale esistono dei farmaci molto promettenti.Il meccanismo patogenetico di questa patologia e' dato da un accumulo di RNA con azione tossica a livello del nucleo delle cellule muscolari.Nella distrofia di tipo 2, la PROMM, la compromissione cerebrale e' meno evidente ma egualmente presente, con coinvolgimento della zona lobofrontale che comporta una demenza di tipo frontotemporale, la quale compromette fortemente il normale svolgimento delle relazioni sociali.Il professor Meola e' stato designato a dirigere la task force europea per la sua esperienza nell'ambito di queste patologie: il Policlinico San Donato e' infatti Centro di riferimento nazionale per le distrofie miotoniche di tipo 1 e 2.
 


 

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