Il veterinario risponde
a cura della d.ssa Nicoletta Bevere

quarantanovesima pagina
 

Gent.ma dott. Bevere,
nel giro di due mesi ho perduto due gatti maschi a causa  dell'insufficienza renale. E' possibile far qualcosa per prevenirla? 
Il secondo gatto beveva poco per cui me ne sono accorta soltanto dal  sangue presente nelle urine. Nonostante venti giorni di flebo e  l'assunzione di 1/2 compressa di Fortekor al giorno il valore della  creatinina era salito da 10 a 14. Non mangiava e beveva più. Mi era  stato suggerito di praticargli l'eutanasia per evitare un'eventuale  lunga agonia (come era successo purtroppo per il primo), tuttavia il  giorno stesso della "sentenza" ha avuto la forza e la vitalità di  scappare dal mio giardino e non l'ho più trovato. Naturalmente mi  sento in colpa: dovevo avere il coraggio di decidere subito o aveva  il diritto di scegliere lui dove morire? Così come era apparso un  giorno se ne è andato privandomi di condividere in qualche modo il  suo dolore.
Cordiali saluti e ringraziamenti
Elda C.

01/09/2009
 

Gentile Elda, e chi lo sa dove sta il giusto. L’eutanasia è un argomento molto personale e intimo, dove giusto e sbagliato sono parole davvero inappropriate. Io credo che il fisiologico e naturale processo della morte vada accompagnato, quando si può, nel senso che lo considero al pari di una malattia da curare e ritengo che sia doveroso alleviare il dolore inutile e la fatica del trapasso. Se però un gatto terminale, il giorno previsto per l’eutanasia decide di cambiare territorio, scappare e non farsi più vedere, ecco non ci trovo niente per cui sentirsi in colpa, anzi! Se si è allontanato per andare a morire da solo chissà dove, significa che noi avremmo preso una decisione giusta, praticando l’eutanasia quello stesso giorno. Se invece si è allontanato perché ha “fiutato qualcosa”, tanto meglio. In ogni caso il suo gatto ha deciso per sé e in qualche modo ha esercitato il proprio diritto di fare il gatto fino alla fine: autonomo, indipendente, proprietà di se stesso.

Un grande abbraccio, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Salve, ho uno shih-tzu di 5 anni “non vaccinato perché lo tengo in casa”.
Domenica mattina si è sentito male vomitava sangue e faceva diarrea sempre con sangue, subito l’ho portato dal veterinario ha detto che si trattava di gastroenterite e gli ha fatto delle flebo ora è da lunedì mattina che non ha più diarrea però il cane è debole, depresso, non riesce nemmeno ad alzarsi e non ha nemmeno lo stimolo di mangiare ma io lo sto forzando con la siringa. La terapia che gli sto facendo è: bactrim, enterolactis e kibis. Stamattina ho notato che tentava di alzarsi ma le zampe posteriori fanno fatica a reggerlo forse perché ha il sedere arrossato avendo avuto delle feci molto acide e, infatti, gli sto mettendo la pomata fissan. È tutto normale? Si riprenderà?

02/09/2009
 

Gentile signora o signore, non direi che è tutto normale! Il suo shih-tzu ha dei sintomi piuttosto seri. Io le suggerisco di non abbassare la guardia e di mantenersi in stretto contatto con il veterinario che lo sta seguendo. Credo che si potranno fare delle previsioni solo nei prossimi giorni.

Un grande in bocca al lupo, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Buongiorno. Un mese fa ho  preso al gattile una gattina che ora avrà
circa 3 mesi. Al gattile ha fatto un mese di clindacin. (aveva la febbre). A casa scopro che aveva i coccidi econ l'appertex(?) si riprende perfettamente. Mangia, gioca.... Da domenica scorsa comincia però a rigurgitare tutto anche l'acqua.(non l'aveva mai fatto prima) La porto da un veterinario che la guarda in bocca e vede una brutta infiammazione. Le ordina il cortisone, glielo faccio per 2 giorni, ma il rigurgito non accenna a diminuire. Allarmata le faccio fare i raggi con mezzo di contrasto e trovano il megaesofago. Mi consigliano di darle da mangiare liquido e del plasil. Ma niente per cui sto decidendo per l'eutanasia. Prima però volevo sapere: secondo lei quella infiammazione potrebbe dipendere da una forma di infiammazione?
Consiglia una endoscopia? La gattina però è molto piccola e debilitata
e non riesco a farle trattenere nulla. (pesa 800gr!) Rimane davvero
solo l'eutanasia? Grazie. Stefania

02/09/2009

 

Gentile Stefania, il megaesofago idiopatico nel gattino a volte ha una buona prognosi, mentre se si tratta di una forma non primaria (cioè non idiopatica), allora la possibilità di guarigione dipende sostanzialmente dalla causa che lo determina. Io però non precipiterei gli eventi. Provi ad insistere qualche giorno con una buona terapia antiacida (un inibitore di pompa) e procinetica (Plasil per iniezione), alimentando il gattino in piedi e mantenendolo in quella posizione per 10-15 minuti dopo ogni pasto. E’ possibile così facendo che la situazione migliori un po’, di modo da farle guadagnare tempo e capire se la situazione ha dei margini di miglioramento.

Un caro saluto, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Alla cortese attenzione della Dott. Bevere
mi chiamo Valeria, Le ho scritto la scorsa settimana, pertanto, mi scuso se la disturbo ancora ma dopo l'ennesima notte insonne dalla morte della mia piccola Kira e, in seguito alla sua risposta vorrei capire ancora una cosa, so benissimo  che non serve a niente perchè nulla me la riporterà indietro ma, forse, capire mi potrebbe aiutare ad accettare o potrà aiutare qualche altro amico a quattro zampe.
La nostra frustazione principale nasce dal fatto che si Kira era anziana però la piometra è una malattia dalla quale si può guarire grazie alla prevenzione. Non avevamo mai sentito nominare questa malattia e chi avrebbe dovuto metterci a conoscenza di questo rischio?
Se lo avessimo saputo dopo gli ultimi calori avremmo sicuramente fatto delle ecografie ma, invece, non ci è mai stato detto di prestare attenzione al periodo successivo ai calori e credo questa sia una grave mancanza.
La ringrazio per avermi messo a conoscenza del fatto che la piometra è una mallatia a decorso lento, l'anno scorso ad ottobre vista l'eta di kira abbiamo deciso di portarla a fare un check up, il nostro veterinario non c'era e così siamo andate in clinica gli esami del sangue erano i seguenti:

GB 4,07 m/mm3
Lin 39,1 %
Min 3,5 %
Gra 57,4%

GR 5,15 M/mm3
MCV 69,3 f1
Hct 35,6%
MCH 23,4 pg
MCHC 33,9 g/dl
RDW 11,2
Hb 12,1 g/l

PLT 387 m/mm3
MPV 7,7 f1
Pct 0,30%
PDw 9,6

ALP 453 U/L
ALT 112 U/L
BUN 17 MG/DL
CRE 1,2 MG/DL
GLU 98 MG/DL
TP 8,7 G/DL

Ci hanno detto che nonostante il cane sembrasse in perfetta forma gli esami non erano belli e bisognava seguire le indagini, non Le dico la nostra preoccupazione, fortunatamente il giorno seguente il nostro veterinario è rientrato lo abbiamo subito chiamato e abbiamo portato Kira, ha ripetuto gli esami che sono risultati più o meno gli stessi e ci ha detto che erano giusti considerata l'eta del cane e il fatto  che aveva l'otite cronica ( la curavamo sempre e pulivamo le orecchie più o
meno ogni giorno) e poche settimane prima aveva manifestato allergia al collarino Excalibur. Lei cosa pensa di questi esami? Spero che le mie paure non trovino conferma da parte Sua perchè in tal caso non avremmo dovuto fidarci e portarla da un altro dottore, ma perchè poi avremmo dovuto farlo?
Mi scuso ancora per il disturbola La ringrazio infinitamente per l'attenzione e per il lavoro che svolge.
Valeria B (Monza)
 
04/09/2009

 

Cara Valeria, di solito con un profilo ematochimico di questo tipo, in un cane tanto anziano, non è affatto sconsigliabile proporre ai proprietari ulteriori approfondimenti (in genere un’ecografia addominale). Sta ai proprietari decidere cosa fare, ma il dovere del medico è certamente quello di informare e di offrire opportunità. Tuttavia, nel vostro caso, non è ragionevole ritenere che sottoponendo Kira ad un’ecografia un anno prima del suo decesso, il corso degli eventi sarebbe stato diverso.
Per quanto riguarda la piometra, certo che si sarebbe potuta prevenire sterilizzando la cagnolina, ma di solito è una procedura che si preferisce fare quando l’animale è giovane. Nel suo caso nessun medico dotato di normale buon senso le avrebbe mai potuto proporre di sterilizzare un cane a 15 o 16 anni, solo per “prevenzione”. A quell’età si ricorre alla chirurgia per curare, non per prevenire, e solo se non se ne può fare a meno.
Io davvero non so dirle perchè nessuno le abbia mai  consigliato di sterilizzare la sua cagnolina quando era giovane. In realtà dubito che in tanti anni di visite dal veterinario lei sia potuta rimanere completamente all’oscuro riguardo la sterilizzazione, la prevenzione dei tumori mammari, della piometra, delle gravidanze indesiderate. Inoltre i proprietari dei cani sono abbastanza informati sulle malattie dei loro animali e amano confrontare tra loro opinioni ed esperienze ai giardini e nei parchi dove si portano a spasso i cani. E poi non esiste un veterinario che non chieda mai almeno una volta ad un suo cliente “non la volete sterilizzare”? Faccio veramente fatica a immaginare la situazione di “buio informativo” che lei descrive.
Non posso fare altro comunque che rinnovarle il mio dispiacere e suggerirle di non cercare colpevoli, perché non ce ne sono.

Un caro saluto, dott.ssa Nicoletta Bevere

 

Gentile dottoressa Bevere.. vorrei darti del tu sperando non ti dispiaccia, dato che il nostro anno di laurea quasi coincide, e che anch'io lavoro in ambito medico (sono odontoiatra). Mi chiamo Giovanna e sono di Firenze.
Ammiro il tuo lavoro, sia in generale per l'enorme complessità che deve implicare, sia in particolare per questa tua rubrica in cui si avverte la grande passione per ciò che fai.
Il mio amico fedele si chiama Alì, ed è un boxer fulvo di 11 anni e mezzo.
Ha sempre goduto di ottima salute; poi due anni fa gli è stato escisso un emangiopericitoma (referto isto-citologico di un laboratorio universitario di Siena) di circa 8 cm (asse maggiore) all'arto superiore sinistro, nella zona del gomito. Non aveva infiltrato i muscoli e l'asportazione è stata conservativa. Il cane non è stato sottoposto a chemioterapia.
La recidiva (presumibilmente, solo a parer mio, avendo lo stesso aspetto, consistenza, etc.) si è ripresentata dopo circa un anno e mezzo (quindi quasi 6 mesi fa) lateralmente e inferiormente rispetto al primo tumore, nello stesso arto.
Sono stata titubante a sottoporlo di nuovo ad un intervento, sperando (mi rendo conto vigliaccamente e affatto scientificamente!) che la progressione fosse molto lenta, dato che il precedente aveva impiegato un anno a raggiungere quelle dimensioni, che però la recidiva adesso ha quasi di nuovo raggiunto.
So che il rischio di metastasi è basso per questo tumore, ma che può essere molto infiltrante.
La deambulazione non ha ancora risentito affatto della presenza della massa tumorale, e i miei dubbi sono dovuti ai rischi che può presentare l'anestesia nel cane anziano, più che altro se eseguita in maniera approssimativa. Come posso assicurarmi che venga eseguita con le dovute accortezze? (su cui mi sono documentata leggendo la tua rubrica..) Non ho conoscenze in campo veterinario e non so dove potermi dirigere.
Quando, la terapia chirurgica consiste nell'amputazione? E' un'eventualità evitabile? Consigli una nuova escissione? E' possibile un' ulteriore recidiva? Data la non giovane età del cane, come valuti i rischi-benefici tra l'agire e l'aspettare ancora? (ma cosa, poi??)
Insomma, se fosse il tuo cane come agiresti? (domanda stupida, perché faresti tu l'intervento, certo..)
Ti ringrazio fin d'ora, ti saluto, e resto in attesa di una tua risposta che potrà sciogliere i miei dubbi (più che altro dovuti al timore che Alì non si risvegli da un'anestesia mal eseguita o mal monitorata..)   
Giovanna.

05/09/2009

 

Gentile Giovanna, ad un boxer di 11 anni amputare un arto anteriore per una (sospetta) recidiva di emangiopericitoma che si presenta dopo 18 mesi dal primo intervento?? Ma non se ne parla proprio!
Io le suggerisco di far eseguire al più presto l’esame citologico della lesione (si esegue in un baleno sul paziente vigile) e in base al suo esito valutare l’eventuale revisione chirurgica. Questa naturalmente sarebbe molto più semplice e rapida se non si consentisse alla neoformazione di crescere troppo.
Per quanto riguarda la procedura anestesiologica, se il cane sta bene (esami ematochimici e valutazione cardiologica nella norma) il fatto che abbia undici anni non è un problema. I pazienti anziani si operano tanto quanto i giovani, se necessario. Si farà spiegare il tipo di anestesia e di monitoraggio e si assicurerà che sia presente un anestesista veterinario.
Tuttavia, il fatto che nel suo caso sia strettamente necessario operare ci è completamente oscuro. Infatti, anche supponendo che la lesione sia effettivamente una recidiva di emangiopericitoma, per conoscere l’urgenza dell’intervento noi dovremmo guardare nella sfera di cristallo e prevedere: quanto vivrà ancora il suo Alì, con quale velocità crescerà la neoformazione, quando e se potrà determinare un significativo abbassamento della qualità di vita del cane.
In pratica io suggerirei l’esame citologico e una accurata valutazione preoperatoria (ematochimica e cardiologia). In base ai risultati potrà decidere.
Se fosse il mio cane io naturalmente deciderei scommettendo su un’aspettativa di vita di duecento anni e lo farei operare!

Un caro saluto, Dott.ssa Nicoletta Bevere

 

Gentile dottoressa,mi chiamo tiziana e le scrivo per chiederle un consiglio.
Sono molto preoccupata per una gatta bianca che da un pò di tempo gironzola nel mio giardino.
E' bellissima ma,poverina,ha un orecchio leso ridotto a pochi brandelli .Su internet  ho trovato casi molto simili al suo : carcinoma squamocellulare? La cosa che più mi preoccupa però è che da qualche giorno manifesta serie difficoltà di movimento,è debolissima , non riesce a stare in piedi e si accascia dopo pochi passi. Tutto questo lo si può ricondurre al problema che ha  all'orecchio? La cosa strana è che in apparenza sembra sanissima,fa le fusa ,è affamata ed ha cura della sua igiene personale.
Amo tanto gli animali,ne ho curati e salvati tanti,ma in questo momento le mie possibilità economiche non me lo permettono. Cosa posso fare per questa dolcissima gatta?
La ringrazio infinitamente per la sua disponibilità.
Tiziana.      Napoli
 

05/09/2009

 

Cara Tiziana, è un bel guaio. Davvero bisognerebbe portare la gatta da un veterinario, almeno per capire l’età, se può essere una micia giovane con una banale infezione oppure se si tratta di un animale anziano gravemente malato. La sua descrizione non permette di dare un parere. Mi dispiace molto. Provi ad andare da un veterinario, anche solo per parlargli della situazione. Non è detto che non voglia prescriverle un antibiotico.

Cordialmente, dott.ssa Nicoletta Bevere

 

Gentilissima Nicoletta
la ringrazio tanto per i consigli e le chiedo scusa per l'ansia...certo che con il vostro lavoro dovete curare due pazienti: l'animale e il proprietario!!
Scherzi a parte Argo stà decisamente meglio, la fame è tornata forte e l'umore è alto.
I valori ematologici son rientrati nella norma tranne i monociti assoluto che prima erano nella norma e ora sono a 1213!! Decisamente alti.
Abbiamo iniziato fluido terapia con sol.fisiol. e epargriseovit (50 ml 1 volta\10 gg.)
Purtroppo si è messa di mezzo una tracheite per la quale stà prendendo 1 cp. di vetsolone x 6 gg.
Grazie ancora per quello che fa
Argo e Andrea

06/09/2009

 

Prego. E nessuna scusa, davvero!
salve, ho un dogue de bordeaux di circa 4 anni che soffre da 3 di epilessia. all'inizio abbiamo cominciato a somministrargli del gardenale, in seguito abbiamo aggiunto il bromuro di potassio ed ora dopo ripetuti attacchi abbiamo aggiunto anche gabapentin. il problema e' che dopo l'ultimo attacco che risale a 2 settimane fa, il cane e' molto debole e spesso si accascia a terra. cosa puo' essere?

07/09/2009

 

Gentile signore o signora, è stato molto bravo e paziente a curare il suo cane. L’unica cosa che le posso dire, in base ai pochi dati della mail, è che la sintomatologia attuale può essere:

1) effetto del sovradosaggio di uno dei farmaci (verificabile tramite esame del sangue) ;
2) effetto avverso dei farmaci, pur essendo questi non sovradosati a livello ematico;
3) effetto di un danno neurologico permanente causato da una delle crisi epilettiche;
4) effetto di una nuova malattia (neurologica, metabolica o di altra natura).

Suggerirei inizialmente una nuova valutazione neurologica e il dosaggio ematico degli anticonvulsivanti.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere
 
 
Gentilissima Dottoressa.
Il mio cane di 2 anni e mezzo è affetto di displasia ed ha subito lo
scorso anno il primo intervento di trocleoplastica per ricreare il solco .
Volevo usare un condroprotettore....
Per caso conosce Artrovet 500 della Candioli?
Andrà bene per un cane adulto? e soprattutto sarà efficace avendo solo la glucosamina ? Oppure devo comprarne uno che unisce glucosamina e condroitina?
Grazie.
Ps: Il cane dopo l'intervento non ha mostrato più zoppia e dolori, anche se ho letto che i cani mascherano bene nel caso presenti dolori ....
Dalle lastre dello scorso anno uscirono piccoli segni di artrosi.
Sebastiano dalla sardegna.

09/09/2009

 

Gentile Sebastiano, l’ideale è associare la glucosamina al condroitin solfato, ma più di tutto è importante rispettare la gestione complessiva dell’artrosi (non far ingrassare il cane, mantenere un buon tono muscolare attraverso una costante attività fisica, evitare i lunghi periodi di inattività tanto quanto gli sforzi eccessivi, usare gli antinfiammatori secondo necessità).
Per tornare alla sua domanda, esistono tanti integratori orali in commercio, più o meno equivalenti. Non le riporto un elenco perché sicuramente mi sfuggirebbe qualche prodotto, comunque tra questi integratori c’è anche quello che lei menziona.
Oltre alle compresse esistono anche alcune diete arricchite con queste sostanze (J/d Hill’s e Mobility Support Royal Canin). Somministrando queste diete la necessità di dare al cane le compresse sarebbe molto relativa.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere
 
 
buonasera dottoressa,
mi presento sono chiara e vivo a torino.
io ho una gatta di 9 anni di razza europea,da aprile 2009 ha iniziato a
stare male. i sintomi erano:perdita dell'equilibrio,non riusciva a trattenere i
bisogni,perdita dell'appetito,disidratazione,abbassamento della temperatura corporea e aumento di velocità del respiro l'ho portata in una clinica veterinaria( sotto richiesta della mia veterinaria) e abbiamo fatto degli esami:
-sangue
-tac ( per vedere se c'era un tumore alla testa)
-risonanza magnetica su tutto il corpo
-aids e lecucemia felina
-toxoplasmosi.
dalla tac,dalla risonanza magnetica non è risultato niente.niente metastasi sia in testa e sia in tutto il corpo,quindi i veterinari hanno escluso il tumore.
gli esami del sangue erano tutti in regola. è risultata negativa sia all'aids e sia alla leucemia felina,ma è risultata positiva alla toxoplasmosi.
consultandomi con la mia veterinaria dopo aver ritirato tutti gli esami, rimane incredula che ha solo la toxoplasmosi, non sa come comportarsi
perchè non le è mai capitato un caso simile di un gatto che ha solo la
toxoplasmosi senza l'aids o la leucemia felina.nel frattempo,si consulta con dei suoi colleghi e riesce darmi una cura di antibiotico da fare 2 volte
giorno(punture da fare inframuscolo). solo che ogni volta al mese il gatto ha delle ricadute di questa malattia. quindi la veterinaria mi ha detto di farle una puntura sotto pelle di  cortisone e di continuare la cura degli antibiotici. infatti il gatto si riprende nel  giro di poche ore.
ora al gatto le è uscita una piccola cisti sotto pelle al collo,la veterinaria mi ha detto di tenerla sotto controllo,perchè se si ingrossa bisogna toglierla.
la mia domanda è:esiste una cura per la toxoplasmosi?se in caso dovessimo  togliere la cisti,cosa potrebbe accadere al gatto facendo l'anestesia visto  che ha la toxoplasmosi?
grazie mille.
aspetto in una sua risposta.
Chiara

09/09/2009

 

Gentile Chiara, normalmente l'infezione da Toxoplasma decorre in maniera silente, tanto che Toxoplasma è definito un protozoo opportunista, un'organismo cioè mantenuto a bassi ritmi replicativi dalla sorveglianza del sistema immunitario, ma che a seguito di un abbassamento delle difese dà forme conclamate di notevole gravità.
Inoltre, durante le moltiplicazioni del parassita, questo può aumentare il proprio potere patogeno di pari passo con la capacità di accedere alle risorse trofiche dell'ospite (come tutti i parassiti il toxoplasma si nutre dell’organismo che lo ospita). In pratica: più Toxoplasma riesce a “crescere” nell’individuo parassitato, più gli sarà facile farlo ulteriormente. L’insorgere della forma conclamata di toxoplasmosi in un indiviuo portatore sano sarebbe quindi la risultante di due fattori: da una parte un'aumentata permissibilità dell'ospite e dall’altra parte l'aumento del potere patogeno del parassita.
In tutto ciò la terapia dà risultati discreti, nel senso che blocca la replicazione del parassita e, se l’organismo malato “coopera” con l’antibiotico, si dovrebbe riuscire a riportare il toxoplasma alla sua forma silente. Se invece l’organismo parassitato non riesce a rialzare il proprio livello di sorveglianza immunitaria, allora il Toxoplasma probabilmente continuerà lentamente a replicarsi e, assieme ai cicli replicativi, anche a dare la sintomatologia. Nel suo caso quindi anche io andrei avanti con gli antibiotici.
Per quanto riguarda la neoformazione sottocutanea, direi che prima di pensare ad un eventuale intervento chirurgico, sarebbe opportuno eseguire l’esame citologico della lesione.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere

 
Gentile dottoressa,
Ho vari gatti tra i quali una gattina di quasi tre mesi.
E' sempre stata vispissima; da qualche giorno ha iniziato a vomitare quello che mangiava (pappe per cuccioli, a/d, omogeneizzato) prima lontano dal pasto e poi sempre più vicino; alla fine si e' aggiunta diarrea. La gattina e' adesso inappetente e molto meno mobile.
Temperatura 39,1 C.
Il veterinario a seguito di visita ed esame delle feci ha diagnosticato giardia (nessun riscontro per coccidiosi e altro) proponendo la relativa cura ma non riuscendo a dare una spiegazione per il vomito.
Ho timore di panleucopenia o calicivirosi (ho avuto esperienze tragiche in passato), che il veterinario non si e' sentito di escludere senza pero'  effettuare esami specifici (malgrado l'abbia richiesto)  per la giovane eta' della gatta.
Oltre a somministrare le medicine prescritte (antibiotico, plasil), cosa posso fare? Devo, secondo lei, chiedere esami specifici (ma quali?), oppure puo' suggerire qualche ipotesi diagnostica che potrei sottoporre al mio veterinario?
La ringrazio e le porgo complimenti vivissimi per il suo curriculum e per il servizio che svolge in questo forum.
Ciro

11/09/2009
 

Gentile Ciro, la gattina ha una sintomatologia compatibile con la gastroenterite virale, che infatti il collega non ha escluso nella diagnosi differenziale. Tuttavia per ora non c’è nulla da fare. Rispetti le indicazioni del collega: non resta che proseguire con trattamento antibiotico e terapia di sostegno (fluidi e antiemetici) e attendere l’evoluzione dei sintomi. Nel frattempo suggerirei di tenere la gattina in stretto isolamento per evitare di diffondere nell’ambiente un’eventuale forma virale.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere

 

Buongiorno Dottoressa,
ho da poco adottato una cucciolotta di 2 e ½ mesi, è un meticcio che diventerà una futura taglia medio-piccola.
Le volontarie che l’ avevano in cura le davano 2 pasti al giorno, uno secco ed uno umido. ( non mi hanno detto quanto cibo darle in quanto nella stessa ciotola mangiavano la mamma, la sorella e la mia cucciola )
Ho mantenuto questa abitudine dandole al mattino 25 gr di crocchette e alla sera 3 cucchiai di cibo in scatola ( entrambi prodotti per cuccioli )
Attualmente la cucciola pesa 2,5 KG. Mi stavo però chiedendo se le dosi fossero esatte… a me sembra un po’ poco anche se lei non sembra cercare ulteriore cibo.
Cosa mi consiglia? Mantengo queste dosi o aumento un po’?
Grazie mille in anticipo,
Cordiali saluti

11/09/2009

 

Gentile signora o signore, non si può rispondere alla sua domanda. Io le consiglio di smettere da subito di pesare le crocchette perché è un’abitudine inutile ed eventualmente dannosa. Il fabbisogno energetico del suo cane infatti ci è completamente oscuro e non si può avere alcuna pretesa di sapere quanti grammi siano esattamente necessari alla bestiola per crescere sana, ne grassa, né magra. Ci si deve basare esclusivamente sullo stato di nutrizione corporea (il suo veterinario le spiegherà cosa si intende per “body score condition” o “punteggio di condizione corporea” e come deve fare per controllarla)
Inoltre un cucciolo di due mesi mangia almeno quattro volte al giorno, non due!
Provi così: riempia ben bene la ciotolina del cane e lo lasci mangiare in santa pace quello che vuole per 10-15 minuti, poi chiami il cane in un’altra stanza e tolga la pappa eventualmente avanzata. Ripeta questa operazione quattro volte al giorno fino ai quattro mesi di età, poi tre volte al giorno fino ai sei mesi di età, poi due volte al giorno per tutta la vita.
Un giorno fa freddo, uno fa caldo, un giorno si ha più fame e un giorno meno. Lasci che il suo cucciolo possa regolarsi un po’ da solo, in base alla chimica della sua fame. Soggettiva, variabile, assolutamente non necessitosa di un controllo esterno!

Cordialmente, dott.ssa Nicoletta Bevere
 
 
Gentile Dottoressa Nicoletta Bevere volevo chiederle se facevo bene ad usare questo prodotto "dentifricio spray enzimatico" della Armonie Naturali su denti del mio Yorkshire medio da 5 Kg Maschio o se gli porta problemi le allego di sotto i contenuti:
ACQUA
SORBITOL
POTASSIUM COCOYL PROLINE
CARICA PAPAYA EXTRACT
GLYCERIN
ANANAS SATIVUS EXTRACT
PARFUM
PROPOLIS
ILLICIUM VENUM OIL
ROSMARINUS
OFFICINALIS OIL
LIMONENE
ASCROBIC ACID
CITRAL
LINALOOL

Questi sono i contenuti riportati sulla confezione. Volevo sapere se avevano effetti collaterali anche se loro mi hanno detto di no, volevo chiedere a voi che siete di sicuro più specializzata e molto più scrupolosa di un semplice commerciante

La ringrazio anticipatamente del lavoro che svolgete.
Un Saluto:
Vincenzo da Sorrento

12/09/2009

 

Caro Vincenzo, va bene.

Cordialmente, NB  
Gentilissimo Dottore,
Sono una collega medico e ho un gatto di 13 anni. Da alcune settimane  aveva ridotto l' introduzione di cibo, soprattutto quello secco. Avevo imputato questa reazione al gran caldo di agosto, anche perchè non è  mai stato un gran mangione ed è sempre rimasto molto magro (ma in  ottima forma) anche dopo la sterilizzazione. La settimana scorsa,  invece, smise completamente di bere e di mangiare e rimaneva sotto il  letto; ebbe inoltre un episodio di rettorragia per cui l' ho portato 
alla clinica veterinaria dove è stato subito ricoverato ed idratato, pensando in prima istanza ad una riacutizzazione di insufficienza  renale. Invece, gli esami del sangue erano normali, per cui è stata  eseguita un'ecografia addominale che ha mostrato solo la presenza di  una massa di circa 4 cm disomogenea ma con scarsa vascolarizzazione;  non erano presenti alterazioni di altri orgnai eccetto pareti a doppio  binario della colecisti. La conclusione finale è stata : tumore del  pancreas. Ho riportato a casa il gatto, adesso si alimenta solo con il  suo cibo preferito (fegato crudo) ma non vomita, è più vispo e non  presenta sanguinamenti di nessun genere. La mia domanda è questa: è  possibile che la eziologia di una lesione non vascolarizzata sia solo  maligna? E' possibile un'altra eziologia (parassitaria? degenerativa  cronica?). MI devo fermare qui, vista l' età del gatto, o mi consiglia  proseguire con altre indagini (es. biopsia).
Ho anche il filmato dell' ecografia.
La ringrazio di cuore e buon lavoro.
Angela

20/09/2009

 

Cara Angela, sulla base di un’ecografia non è possibile stabilire esattamente la natura di una neoformazione, in quanto in assenza di indagini più approfondite è difficile distinguere con sicurezza lesioni di tipo cistico, infiammatorio o neoplastico, tanto meno (nel caso si trattasse davvero di una neoplasia) distinguere tra una lesione benigna e una maligna. Il suo gatto è abbastanza anziano e tuttavia in discreta salute. L’esplorazione chirurgica e la biopsia della lesione rappresenterebbe un approccio utilissimo ai fini diagnostici, ma piuttosto invasivo e in fondo ingiustificato in un anziano gatto praticamente asintomatico (io al mio gatto non farei nulla di tutto ciò). Eventualmente potrebbe farsi suggerire dal suo veterinario una diagnostica per immagini (TC o RMN) accessibile rispetto al luogo dal quale scrive. Si tratterebbe di una metodica molto più onerosa, un po’ meno “a colpo sicuro” riguardo la certezza di raggiungere una diagnosi definitiva, ma infinitamente meno invasiva e meno pericolosa di una biopsia della regione pancreatica. Oppure, la terza via: niente di tutto ciò. Attendere e stare a vedere cosa succedere per un paio di settimane, quindi ripetere l’ecografia.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Buongiorno,
Ho bisogno di aiuto.
Ho un gatto di quasi 10 anni che da una settimana ha iniziato a fare la pipi dappertutto.  5-7 giorni fa era svogliato, non mangiava, non giocava con i bambini di casa, voleva stare isolato.  Ultimamente però si è ripreso.
L’abbiamo portato dal veterinario di fiducia e sabato gli hanno fatto gli esami del sangue e risultato “invidiabili per un gatto della sua età”. Hanno dato una terapia antibiotica per curare questa cistite.  Siamo ormai al terzo giorno di terapia ma nessun miglioramento (fà sempre la pipi ovunque).  Ieri sera, nella macchia di pipi che c’era sul divano abbiamo visto una macchia piu piccola tutta bianca (tipo sabbietta). Il veterinario mi ha tranquillizzato anche su questo.  Ma questa mattina prima di partire per il lavoro, abbiamo visto delle macchie di rigurgito (non di pipi) ed erano liquide trasparenti tendenti al rosa.  Sembravano tinte di sangue (cosi abbiamo pensato). 
Cosa sta succedendo al nostro gatto?  Chiedo aiuto.
Grazie anticipatamente  
Barbara S.

22/09/2009

 

Gentile Barbara, una semplice cistite batterica tende a risolversi molto in fretta se trattata con l’antibiotico corretto. Tre giorni senza apprezzabili miglioramenti sono un tempo ragionevole per dire che nel suo caso bisogna approfondire il quadro con l’esame completo delle urine, associato all’esame radiografico e/o a quello ecografico.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere

 
Buongiorno Dottoressa, ho un Labrador Retriver di 7 mesi e mezzo a cui è stata diagnostica una displasia bilaterale ai gomiti, con formazione di artrosi e crescita disuguale di Ulna e Radio. Il cane non zoppica, presenta però una certa rigidità quando si mette in piedi, dopo essere stato sdraiato a lungo.
Hanno proposto un in artroscopia per la pulizia delle articolazioni e per intervenire tagliando l'Ulna, in modo da dare la possibilità al Radio di crescere di più.
Considerato il fatto che l'intervento non è risolutivo e che non posso permettermi la spesa preventivata per l'intervento, chiedevo se ci sono delle alternative per consentire al mio cucciolo di proseguire la propria vita nel miglior modo possibile.
Grazie mille
Catia

23/09/2009

 

Cara Catia, è un guaio, con o senza l’intervento che comunque, da quello che ho capito, non si farà. Alimenti il cane con una dieta integrata con glucosamina e condroitin solfato (j/d Hill’s o Mobility Support Royal Canin), lo mantenga sempre magro (Magro!), gli faccia fare tutti i giorni una lunga passeggiata e cerchi nel limite del possibile di non consentirgli i salti, le corse sfrenate e i giochi “violenti”. Se può lo porti a nuotare e segua sempre le prescrizioni degli antinfiammatori che eventualmente le verranno indicati dal suo veterinario.

Un caro saluto, dott.ssa Nicoletta Bevere 
gentile dott.ssa Bevere,
volevo chiederle un parere...ho 1 cucciolo di parstore tedesco di 1 anno, lui soffre di displasia grave alle anche posteriori, ma non è questo il problema in questione, era solo una piccola premessa x farle capire meglio la situazione.
qualche giorno fa credo abbia preso una storta o qualcosa di simile ad una zampa anteriore, dato che zoppica vistosamente e fa fatica ad appoggiare tale zampa.
ora non so se questo è dovuto a qualche movimento innaturale o brusco o può essere anche dovuto a un insieme di cose, tipo una postura scorretta data dalla displasia alle anche posteriori che porta anche un sovraccarico sulle zampe anteriori ecc...
in sostanza sono passati già 2-3 giorni ma lui zoppica ancora e non so che fare.
ieri ho cercato di tenerlo a riposo, ovvero non farlo giocare troppo, ma è pressochè impossibile dato che è ancora un cucciolo e ha voglia di correre ecc., e oltretutto come conseguenza ho passato la notte in bianco in quanto si è svegliato in piena notte con la voglia di correre e saltare.
lei cosa mi consiglia? qualche pomata? portarlo da un veterinario? aspettare ancora qualche giorno e cercare di limitarlo il più possibile?
la ringrazio, buona giornata, saluti.
Diego

24/09/2009

 

Gentile Diego, deve proprio farlo visitare, mi dispiace. Va localizzata la sede algica (ad esempio gomito, omero, spalla, carpo), poi bisogna stabilire la tecnica più adatta alla diagnosi (generalmente un esame radiografico) e in base alla diagnosi, si sceglierà la terapia.

Cordialmente, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Gentile Dottoressa,
volevo chiederLe se a suo parere un gatto maschio intero di 15 mesi può essersi allontanato volontariamente.
Ho una casa in un bosco, in una zona veramente isolata, nel senso che per arrivare ad altre abitazioni bisogna percorrere qualche chilometro nel bosco; inoltre sono tutte case di vacanzieri e quindi in questo periodo chiuse per la maggior parte dei giorni. A cento metri da casa mia c'è una stalla dove è presente una colonia di gatti non sterilizzati. Alcuni di questi mici spesso vengono da me per cecare cibo e coccole perchè alla stalla ricevono ben poco di tutte e due. Uno di questi era un dolcissimo gatto nero di 15 mesi, il più giovane di tutti, ancora molto giocherellone tanto che passava il tempo a giocare con i miei due gatti di 15 mesi anche loro, senza mai manifestare alcun comportamento aggressivo, come invece fanno gli altri gatti un po' più grandicelli, che giocano ma danno anche qualche zampata. Il gatto in questione inoltre dormiva sulla finestra e cercava di entrare in casa, tanto che avevo pensato di adottarlo. Non si era mai allontanato e arrivava subito dalla stalla quando capiva che c'era qualcuno in casa. Purtroppo venerdì 4 settembre, con la luna piena, è sparito. Potrebbe essere stato mangiato da qualche animale selvatico, ma ho contattato diversi zoologi, e mi è stato detto che i gatti vengono predati solo se piccoli o malati (a meno che non ci sia un gufo reale, che però ho verificato non essere presente nella zona in questione); inoltre il gatto era molto "sveglio" perchè cresciuto nel bosco. Le altre ipotesi sono: veleno, ma non sono a conoscenza di episodi simili avvenuti nel passato; bracconaggio: purtroppo sì, qualche bracconiere è presente, ma il gatto non si allontanava mai dalla stalla e dalla mia casa, quindi mi chiedo perchè un bracconiere dovrebbe spararci in giardino, inoltre il bracconaggio è principalmente rivolto ai caprioli; sette sataniche: la zona però è molto poco frequentata e non di facile accesso. Rimane solo l'allontanamento volontario per la ricerca di nuove femmine e nuovi territori, ma, ripeto, a me sembra impossibile. Quest'inverno, quando c'era la neve alta, so per certo che è sparita una femmina adulta (che era poi la sua mamma)nera ma un po' squama di tartaruga. La zona era ancora più isolata e i gatti stavano principalmente nella stalla dove tra le l'altro è presente anche un cane, quindi una volpe dovrebbe spaventarsi, e poi, ripeto, gli zoologi hanno escluso la predazione.
Il gatto nero mi manca molto e vorrei tanto capire perchè non c'è più.
Chiedo a Lei gentilmente un Suo parere e La ringrazio anticipatamente.
Stefania, Milano

24/09/2009
 

Gentile Stefania, ogni possibilità è verosimile a partire da quella che il suo gatto si sia allontanato per farsi un giro (secondo me la cosa davvero più probabile). Dopodichè possiamo solo immaginare: un incidente che ne ha causato il decesso oppure il ricovero presso uno studio veterinario, oppure una nuova collocazione volontariamente scelta dal gatto che è rimasto a vita libera e ha semplicemente cambiato zona, o ancora una nuova collocazione non scelta dal gatto che è stato adottato da qualcuno di passaggio o che è stato portato in un gattile (purtroppo alcune persone prendono gatti giovani e sani a vita semilibera per chiuderli in gattili o pensioni nella speranza di dar loro un’adozione in casa).

La verità è difficile da scoprire.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Buonasera dott.ssa Bevere, mi chiamo Loredana e le scrivo dalla provincia di Alessadria, vorrei avere un suo parere in merito al caso del io cane, si chiama Ares ed e' un cucciolo di pastore tedesco con pedigree,il cucciolo ha 3 mesi e a oggi si verifica la sola presenza di un solo testicolo.
Faccio presente che sia il padre che il nonno e bis nonno non presentano questo difetto. Ci sono ancora possibilita' che l'altro testicolo discenda? Il veterinario ha sentito la presenza solo di uno. Rimango in attesa di una sua risposta la ringrazio per la sua disponibilita'. Arrivederci e grazie

25/09/2009
 

Gentile Loredana, che scenda nello scroto no. C’è invece la possibilità che il testicolo non correttamente alloggiato nel sacco scrotale sia comunque nelle vicinanze, magari nel sottocute della regione inguinale e che nelle prossime visite, quando le dimensioni del testicolo saranno maggiori, una “ricerca” fatta con calma, porti al ritrovamento del testicolo. Se così non fosse, prima o poi il testicolo andrà ricercato in addome attraverso l’esame ecografico.

Cordiali saluti, dott.sa Nicoletta Bevere 
Salve Dottoressa,
le scrivo perchè molto preoccupata per la mia bassottina di 4 anni Penelope.
Da un mesetto circa all'improvviso cammina molto peggio,non salta più come prima,fa fatica a salire e scendere le scale.
Il nostro veterinario,pensando che fosse una prima manifestazione dei dolori tipici dei bassotti,le ha prescritto il cortisone.
Effettivamente la situazione è migliorata e per le ore in cui è coperta dall'effetto del farmaco ritorna vispa e allegra come prima,ma quando l'effetto svanisce ritorna a sentire dolore. Comunque non vorremmo iniziare a darle cortisone per tutta la vita.
In farmacia mi hanno consigliato l'arnica composita in pasticche,ma non mi hanno saputo indicare il dosaggio (pesa 4 kg),quindi sto andando a tentativi e per ora con 3\4 di pasticca al giorno la situazione non sembra essere migliorata.
Potrebbe darmi indicazioni sulla posologia? c'è qualche altro farmaco omeopatico che mi potrebbe consigliare?(ho sentito parlare del ribex      nigrum...).
La ringrazio per l'attenzione,spero possa aiutare Penelope.


26/09/2009
 

Gentile signora, le consiglio (vivamente) di far visitare al più presto la sua Penelope ad un bravo ortopedico affinchè venga esclusa la possibilità che la sua bassottina abbia una malattia della colonna vertebrale. La razza, il sesso, l’età e la sintomatologia sono infatti altamente suggestive per una paratopia discale. Lasci perdere i consigli del farmacista omeopatico (del quale non ci è nota la competenza circa le problematiche dei cani di razza bassotto) e si rivolga nuovamente al suo veterinario per farsi mettere in contatto con lo specialista.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Vorrei sapere x favore come avviene esattamente la trasmissione
dell'echinococco all'uomo?
La cosa che vorrei capire è questa: Ho letto che il cane si può
infestare mangiando interiora in putrefazione di suini ed ovini in
particolare...
Mettiamo il caso che il cane abbia contratto l'echinococco...
Con le feci presenti sul terreno ho capito che libera le uova e l'uomo a
sua volta potrebbe essere l'ospite definitivo...
vi chiedo: Se un cane adulto sano trova feci di un cane che ha contratto
l'echinococco , nel caso mangia le feci( del cane malato) prende a sua
volta l'echinococco?
Spero di essermi spiegato bene.

27/09/2009

 

Spiegato benissimo. L’echinococco adulto è un verme piatto che parassita l’intestino dei canidi (cane, lupo, volpe). I canidi sono gli ospiti definitivi in quanto danno albergo al parassita adulto. Il verme adulto libera nell’ambiente le proglottidi, le quali contengono le uova. Le uova vengono ingerite dall’ospite intermedio (uomo, ovicaprini, cavalli, maiali, camelidi, e altri animali).
Le uova ingerite dall’animale giusto (non il cane, per rispondere alla sua domanda) si sviluppano, raggiungono il fegato o i polmoni e danno una grave malattia chiamata idatidosi. L’ospite intermedio è quello che ospita il parassita allo stadio larvale. Nell’ospite intermedio non si sviluppa infatti il verme adulto, ma si moltiplicano solo le larve.
Il cane si infesta solo ingerendo le larve che  infestano l’ospite intermedio, ossia solo ingerendo gli organi infestati. Così si chiude il ciclo.

Cordialmente, dott.ssa Nicoletta Bevere

 
salve sono cristina da cesena ,la mia gattina luna il 5 agosto è caduta dal 4 piano,ora ha cominciato a camminare un po' zoppicando, fa le scale,ma sende solo a salire non riesce tanto, esiste qualcosa per poter darle un po' di forza, ha fatto, all'inizio 10 punture di cortisone, potrà migliorare oppure può rimanere così un po' zoppicante
grazie cristina cesena

27/09/2009

 

Cara Cristina, bisognerebbe individuare con la visita la sede del dolore (ad esempio: bacino, colonna vertebrale, ginocchia), stabilire il migliore approccio diagnostico per quella sede ossea o articolare (generalmente l’esame radiografico) e in base al risultato dell’esame formulare una diagnosi (malattia traumatica, degenerativa o altro). In base alla diagnosi infine si può stabilire quale sia la terapia indicata.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Gentile Dottoressa
La nostra Rottweiler femmina di sette anni una settimana fa si é rotto il tendine del bicipite della zampa sinistra anteriore. Diagnosticato solo attraverso i test articolari.
Il veterinario ci ha consigliato di lasciare cosí perché non serve intervenire.
Vorrei sentire un Suo parere in questione. Quali metodi di riabilitazione o di cura ci consiglia?
Noi vogliamo fare tutto ció che aiuta il nostro cane.
Grazie infinite, Magdalena e Umberto


27/09/2009

 

Gentili Magdalena e Umberto, non può essere, sicuramente c’è stato qualche fraintendimento. La vostra mail è molto vaga e non mi sento di dare un giudizio, ma la mia impressione è che il collega potrebbe aver visitato il cane e potrebbe aver riscontrato una debole reazione algica all’esecuzione di alcuni test manuali sulla spalla, durante la visita. Quindi il collega potrebbe avervi detto che il cane forse ha una tendinopatia (ma non che ha una rottura del tendine del bicipite). Se vi ha detto che non serve alcuna cura, significa forse che il cane non presenta nemmeno zoppia? Oppure voi per “intervenire” intendete dire che il collega ha sconsigliato un approccio chirurgico, ma magari vi ha prescritto solo riposo e antinfiammatori. Troppe domande e nessuna risposta.
O provate a riscrivermi una mail maggiormente dettagliata e precisa oppure, se la mia risposta ha fortunosamente chiarito qualche dubbio, potete sentire un secondo parere.

Cordialmente, dott.ssa Nicoletta Bevere
 
 
Cara Dottoressa sono michela di Ancona ed ho un gatto sacro di birmania di 7 mesi è da un po che non muove la zampetta sinistra e poi non sente quando deve fare pipi, le premetto che il tutto era iniziato quando lui leccava i muri allora io gli ho dato il vmp, poi però ha avuto anche la febbre e non ha mangiato per un paio di giorni ora stiamo aspettando le analisi dal veterinario che nel frattempo lo ha tenuto in clinica e gli ha fatto delle flebo, il mio veterinario ha detto che appena arriveranno le analisi sapremmo come muoverci se quindi è un batterio ad avergli provocato tutto ciò o se è una questione neurologica e sinceramente non so cosa aspettarmi! premetto anche che il mio piccolo Joe proviene da uno degli allevamenti di gatti birmani più famosi d'italia e i suoi genitori sono in perfetta forma e negativi da hiv felina ed anche il mio gattino è stato vaccinato correttamente! aspetto una sua risposta se può aiutirmi in qualsiasi modo la ringrazio anticipatamente cordiali saluti


29/09/2009

 

Gentile Michela, la descrizione dei sintomi del suo gatto è vaghissima e lascia adito più a domande e dubbi che ad una risposta utile per lei. L’unica cosa che posso dirle è che trattandosi di sintomi neurologici in un gatto giovane di allevamento, una delle malattie da escludere è la FIP.
Il suo veterinario però la potrà rassicurare solo una volta ottenuti gli esiti degli esami in corso.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere

 
pagina iniziale [email protected] segue