Il veterinario risponde
a cura della d.ssa Nicoletta Bevere

quarantatreesima pagina

Egr Dottore
Oggi pomeriggio ho trovato una gatta che sembra avere circa un anno.
Ho notato subito che aveva la pancia molto gonfia e dura, ho pensato ad una possibile gravidanza.
Era affamatissima e le ho dato dei croccantini e dell'umido, dell'acqua e un  pò di latte. ho notato in seguito che non ha ne urinato ne defecato nell'arco di 6 ore.
Volevo sapere da lei, nell'attesa di portarla lunedì dal veterinario cosa posso fare, cosa può essere e se mi devo preoccupare.
Grazie infinite, aspetto con ansia una risposta. Con Stima.. Lilliana.


01/03/2009


 

Gentile Liliana, non credo che debba fare niente di più. Cibo, acqua, un posto dove stare e una visita dal veterinario sono il massimo che si possa fare per una gatta vagabonda che forse deve dare alla luce i suoi piccoli.

Un caro saluto, dott.ssa Nicoletta Bevere

Mi chiamo Martina, ho solo 13 anni ma volevo chiederle consiglio per il mio gatto.
Si chiama Tigro e ha quasi quattro anni. Esattamente due giorni fa, ha avuto una trombosi (lo abbiamo capito  perchè  non riusciva a camminare con le zampe posteriori).Non era la prima volta che succedeva, era capitato gia agli inizi di novembre del 2008 ma ne era uscito sano e salvo con il pieno uso di tutti gli arti.
Questa volta invece è diverso. Lo abbiamo portato dal vet. e sono ormai quasi tre giorni che lo tengono li sotto custodia.
Le sue zampe posteriori sono diventate più calde e questo è un buon segno. Prova meno dolore quando glie le si premono ma ancora non si  regge in piedi.
Sta prendendo vari farmaci e la flebo è continua.Oggi sono andata a trovarlo , le sue pupille erano dilatatissime e con me dopo averlo accarezzato faceva anche le fusa.
La prego lei non ha idea di quanto io ami questo gatto, ormai lo tratto come un fratello, adoro viziarlo e se lei può darmi qualche consiglio per farlo stare meglio, glie ne sarei davvero molto grata!
Spero di ricevere al più presto una sua risposta, la ringrazio...
Martina


05/03/2009

 

Cara Martina, purtroppo la malattia di Tigro è piuttosto grave e a volte nemmeno con le cure più tempestive si riesce a risolvere la situazione. Delle terapie e della guarigione di Tigro possono solo occuparsi i dottori.
Invece quello che puoi fare tu per lui è semplicemente andarlo a trovare tutti i giorni. La tua visita giornaliera sarà senza dubbio il momento più bello della giornata di Tigro e lo aiuterà a non deprimersi troppo in questi tristi giorni di malattia e isolamento.

Un augurio grandissimo, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Alla gentile attenzione della dott. Nicoletta Bevere, o altri illustri veterinari.
La nostra gattina europea di 8 anni (DSH) si è ammalata di fibrosarcoma sul collo proprio nel punto in cui le venivano praticate, a scadenza, iniezioni profilattiche, come da libretto sanitario. Operata all' "Ospedale degli animali" di Ferrara il 31 dicembre 2007 per l'asportazione di neoplasia interscapolare e dopo avere eseguito le cure prescritte, tranne la chemioterapia, la gatta ha goduto di relativo benessere fino a circa 3/4 mesi fa, quando le è riapparso sul collo un gonfiore che pian piano è diventato enorme e teso però, un mese e mezzo fa circa, questa tumefazione è esplosa facendo fuoruscire, interminabilmente, del siero.
Aveva un paio di punti per l'espulsione di questo gocciolamento, da noi curato più volte al giorno con pulizia delle ferite e applicazione di antibiotici. Come misura antiprurito e anti-infezione indossa un camicino sotto cui si trovano garze medicate, crema Dermaflon e Fitostimuline, oltre che ovatta. Ora è sotto copertura antibiotica quindicinale, con iniezione praticatale da una veterinaria locale, qui a Porto Garibaldi, provincia di Ferrara.
Tuttavia, il progredire della malattia, anche se l'animale ha ritrovato un po' la voglia di bere e di mangiare, insomma una certa vitalità, le ha originato come due crateri proprio sulle scapole (ovviamente sulla carne viva e priva di peli).
Noi chiediamo se proprio non vi sia nulla da fare se non sopprimerla, questa amata gattina, o se adesso che emette siero in quantità modica e che la sanguinazione è modestissima e le condizioni generali sembrano molto migliorate, non vi sia qualche terapia che possa compiere un miracolo e sfiammare e chiudere queste ulcerazioni che si sono allargatei in modo impressionante. Il decorso è proprio fatale? La gatta è sempre stata bene accudita, è molto umanizzata, ed ha abitudini domestiche, con continue entrate ed uscite in giardino, anche adesso, senza contatti con altri animali, dal momento che ha subìto la sterilizzazione. Volendo preservarla da rischi di infezioni virali, involontariamente abbiamo fatto il suo male. 
Ci rimettiamo al vostro illuminato parere con molta speranza     Carla e Lino C.

05/03/2009

 

Gentile Carla e Lino, purtroppo è altamente improbabile che una seconda chirurgia dia risultati migliori della prima. Se però voi volete essere davvero sicuri che la malattia non possa essere sottoposta con successo ad un secondo intervento di chirurgia radicale (senza cioè la certezza della recidiva) dovete sottoporre la gatta ad esame TC. Solo in questo modo si riesce a capire la reale estensione del tumore e la sua operabilità.
In pratica: esame TC e valutazione della possibilità di rioperare, oppure no.
Non ci sono purtroppo altre strade e, nel caso in cui la lesione fosse inoperabile, ahimè il decorso della malattia è quello che voi già conoscete.

Un caro saluto, dott.ssa Nicoletta Bevere  
Gentile Dottoressa,
Ho una gattina di 6 mesi e ieri ha mordicchiato una foglia di narciso, non l'ha inghiottita comunque le ha dato un morso ed ha iniziato a masticare-forse il fluido che contiene il fiore. Il tutto è successo in 5sec.e appena me ne sono accorta l'ho allontanata. Ora, visto che so che il narciso è una pianta velenosa per i gatti ed ho sentito che provoca crampi e disturbi gastrointestinali fino alla morte, mi chiedevo come dovevo comportarmi? entro quanto si presentano i primi sintomi? il fatto di non aver "mangiato" il fiore ma solo "assaggiato il fluido" è altrettanto pericoloso se non di più? L'ho tenuta d'occhio per tutta la notte e oggi e non ha dimostrato nessun sintomo per ora a parte una lieve diarrea.
Marina, Croazia

08/03/2009

 

Gentile Marina, in questi casi è bene contattare tempestivamente il proprio veterinario il quale può chiamare per lei il centro antiveleni oppure darle dei consigli immediati. In Croazia lavorano bravi medici veterinari e sono presenti molte cliniche veterinarie.
Ora il fatto è accaduto il 7, lei scrive il giorno 8, io le sto rispondendo il 10… credo che dopo tutto questo tempo non si possa fare più niente a parte stare a vedere.
Ma credo anche che non succederà nulla, perché il veleno del narciso è contenuto più che altro nel bulbo e non nella parte aerea della pianta.

Cordialmente, dott.ssa Nicoletta Bevere  
Salve dottoressa!!
Mi chiamo Daniele, sono il padrone di Maya, un Amstaf di ormai 5 anni, di circa 25 kg.
Cane socievole, educato e iperattivo, come la razza si contraddistingue.
Durante un calore, e una notte passata a saltare per via di un via vai di cani desiderosi di coprirla.. Maya, ha iniziato a zoppicare con la zampa postreriore sx.
Oggi sono passati 6 mesi.. le lastre, nn hanno evidenziato fenomeni degenerativi particolari(nn è artrosica), se nn un'infiammazzione dell'articolazone e il la testa del femore, disassata di quasi 5 gradi.
La terapia antifiammatoria (Rimadyl 100mg - 1 compressa e mezzo al dì + gastroprottettore, i tutto per 3 settimane e 1 di stop monitorata da me) per questi 5/6 mesi.. nn ha dato nessun frutto.. deambula a fatica,si trascina, ha ormai spostato il peso su quelle anteriori, sembra un'equilibrista la povera Maya, le zampe posteriori ormai extraruotate, hanno perso notevolmente tono muscolare, ecc ecc
Il mio veterinario (nn è per mancanza di fiducia che le scrivo, ma per documentermi al meglio) mi ha consigliato di operarla, detto in maniera poco professionale "tagliare la testa del femore e far ricreace una simil articolazione... via il dolore, ecc ecc" ... questo a tutte e due le anche, prima la malata e dopo 2/3 mesi l'altra.
Cosa mi consiglia??
Grazie tante dell'attenzione concessaci
Dani&Maya

09/03/2009

 

Gentile Daniele, il suo veterinario le ha dato un buon consiglio. Io le avrei detto anche che la scelta è tra l’artroplastica per escissione (la tecnica che le è stata proposta) e la protesi d’anca. Le differenze sono queste: l’artroplastica per escissione è un intervento più economico (costa qualche centinaia di euro) ma richiede molta fisioterapia postoperatoria, il cane ha tempi di recupero piuttosto lunghi (diversi mesi) e forse i risultati possono essere meno brillanti sul lungo termine. La protesi è un intervento decisamente più costosto (almeno duemila o duemilacinquecento euro) ma ha tempi di recupero inferiori e forse risultati migliori sul lungo termine.
Il cane è ancora giovane e si merita di correre nei prati, per cui qualsiasi intervento lei decida di fare va bene, purchè lo faccia al più presto!

Un caro saluto, dott.ssa Nicoletta Bevere

 
Gentile dott.ssa Nicoletta Bevere
vorrei chiederle un parere su un triste argomento.
Dopo aver vissuto con noi per 18 anni il nostro micio ci ha lasciati.
Quando lo abbiamo trovato abbiamo notato che aveva perso dalla bocca un denso e abbondante rivolo di sangue misto a saliva,aveva fatto pipì e il pelo era irto e gonfio.
Escludo che abbia preso qualche colpo perchè ho controllato e non vi era nessuna frattura.
La mattina ha mangiato normalmente e nei giorni precedenti era vispo come al solito.
Sapevo che presto ci avrebbe lasciati ma non immaginavo in questo modo.
Cosa puo essergli accaduto?
La ringrazio tanto e la saluto
Luisa M.

10/03/2009

 

Cara Luisa, a 18 anni un decesso improvviso, senza che fosse evidente alcuna malattia cronica può essere spiegato soprattutto con un incidente vascolare o con una patologia cardiaca latente che si è improvvisamente scompensata. Il sangue presente in cavo orale poteva provenire dalle vie aeree, ma anche dalla bocca (per una lesione orale che il gatto si può essere procurato negli ultimi momenti), per cui non è un dato particolarmente significativo.
So bene che non è mai abbastanza vecchio il nostro animale per andarsene, e anche diciotto anni sembrano pochi. 

Un grande abbraccio, dott.ssa Nicoletta Bevere.

 
Buonasera,
alla mia gatta, trovatella di non meno di undici anni, è stato diagnosticato un chilotorace ( mediante ago aspirato), è migliorata con una terapia antibiotica ( stomorgyn) e mediante una dieta desensibilizzante, le sue analisi sono buone ma ad oggi il veterinario mi ha fatto sospendere ogni terapia, è possibile che non possa fare niente altro? La vedo dimagrire e perdere energie
Vorrei avere un suo consiglio

Grazie
A.Dimita

10/03/2009

 

Gentile Dimita, la risposta ad una domanda del genere non può che essere affermativa. Sì, certo che è possibile. Tutto è possibile. Ma soprattutto nella sua mail, così scarna e priva di dettagli, non ci sono elementi per credere che il suo veterinario abbia omesso qualcosa di importante. L’unica cosa che le posso dire è che il chilotorace nel gatto anziano è spesso paraneoplastico, cioè è un sintomo che sta al fianco di una malattia tumorale e quindi è quasi sempre un sintomo grave.
Lei mi chiede un consiglio, ma purtroppo i consigli dipendono dalle domande e dalle volontà di chi li chiede, mentre lei nella sua mail non lascia intendere nulla. Parli bene con il suo veterinario. Vedrà che la aiuterà a capire cosa sia meglio fare.

Un caro saluto, dott.ssa Nicoletta Bevere
 
 
Salve gentile dottoressa,
oggi ho fatto sterilizzare la mia cagnolina e dal risveglio ha vomitato tre volte del liquido marrone. Il veterinario mi ha detto che non è nulla, però a me preoccupa un pò. Cosa potrebbe significare?
La ringrazio in anticipo,
saluti
Mario

10/03/2009

 

Gentile Mario, non è che proprio non sia nulla, però può capitare anche in una situazione che poi evolverà nella più assoluta normalità. Dipende da come vanno le cose nelle 24-48 ore successive all’intervento. Comunque un po’ di preoccupazione è anche lecita. Stia tranquillo, ma in allerta. Se succede ancora troppe volte, stressi il collega senza pietà… il bravo chirurgo deve stare sempre sull’ “attenti”!
Buona guarigione alla piccolina!

Dott.ssa Nicoletta Bevere

 
Ho una gattina di otto anni e mezzo, dall'esame delle urine il ph è 7, proteine tot. 280, creatinina nell'urine 520.22 mg/dl. Peso specifico 1020.
Sedimento: si osserva la presenza di numerosi cristalli di struvite, cellule epiteliali squamose e cellule dell?epitelio d transizione, rari batteri e rari cilindri granulosi.
La gattina soffia e fa il suono sordo di quanto ha paura e lo fa girandosi verso la coda, come se il male, improvviso, la cogliesse alle spalle. Dall'analisi del sangue:conta piasinica estremamente bassa, PLT >7 x 10 elevato a 9/l (che sarà?) Poi: Trombocitopenia: consumo-distruzione-mancata produzione
A parte che non mi hanno detto cos'ha, in modo chiaro, lacura è stata:
Stien, 1/2 pastiglia al giorni
Baytril 1/82 la giorno
Enacard 1 al giorno.
Sto riuscendo a darle solo Stien
La cura è esatta?
Sono disperata, non riesco a sentirla lamentarsi così, mi pare che abbia anche fatto del sangue nella pipì, anche se nell'esame delle urine non ce n'era?
Che stia espellendo sabbia? Le sto dando Royal canin urinary di testa mia, la vet diceva Renal Aiuto! Raffaela
1. Aggiungo gli esami del sangue: glucosio 172 bun 80 creatinina 2,76 colesterolo 310 (la vet ha detto che quest'ultimo risultato non era troppo da consid perchè la mia Lilly ha dovuto essere anestetizzata tre volte solo per essere visitata, ha una paura folle del vet e diventa una pantera impossibile a prendersi GLI ALTRI VALORI erano nella norma, tipo calcio 5,75, magnesio
2,4 clorides 114, poteine tot 5.9 albumina 3 potassio non lo ha scritto.
Sto esagerando con il cibo medicato unito allo stien? La vet non mi dice niente, io ho paura di fare del male alla mia Lilly.
Grazie per un suo parere, se ha tempo.
La sua vet l'ha chiusa nella gabbia trappola e le ha fatto una puntura di Convenia, poichè non riuscivo a darle il Baytrin...
E se fosse tutto sbagliato? E' come avere un esserino indifeso che non sa dire nulla...
Mi sento tanto in colpa, non so come fare per farla stare bene!!!
Raffaela

10/03/2009

 

Cara Raffaella, scusi per il ritardo della mia risposta. Nonostante la creatinina sia leggermente elevata, io credo che lei faccia comunque bene a somministrare la dieta Urinary ma non dovrebbe a questa dieta associare anche lo Stien. Se come mi sembra di aver capito nonostante il Convenia la gatta non manifestasse alcuna risposta terapeutica, ma se anzi lei notasse la presenza di sangue nelle urine, io credo che si dovrebbe prendere in considerazione l’uso di un antinfiammatorio. In questi casi il farmaco che più facilmente risolve il dolore e lo spasmo vescicale è il cortisone (indicato soprattutto se vi fossero elementi che suggeriscono la presenza cistite idiopatica, come mi sembra possa essere). Provi a chiedere alla sua veterinaria.

Cordialmete, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Gentile Dottoressa,
la disturbo poichè ho necessità di alcuni chiarimenti.
Le espongo la situazione in cui mi sono trovata qualche mese fa.
Ero proprietaria di un bellissimo Irish wolfhound di quattro anni,in ottima salute e che non ha mai avuto problemi di salute di alcun genere a parte una bursite trattata con antiinfiammatori risolta in 15 giorni(intorno ai due anni di età). In ottobre mi sono accorta che Mirò (maschio, di 64 kg ) mentre giocava con i suoi peluche faceva una sorta di vocalizio di dolore nel raccogliere gli oggetti a terra,quindi sostanzialmente nell'abbassare la testa fino a terra. Essendo piuttosto alto,ho pensato ad un problema alla colonna vertebrale e l'ho portato da un ortopedico.
Lo specialista,dopo una attenta visita clinica ed un emocromo completo (che non presentava alterazioni) ha dedotto con una certa sicurezza una "sindrome di wobbler", suggerendomi di iniziare una terapia cortisonica che trattasse i soli sintomi.
Non certa di questa diagnosi (sono una Farmacista con una spiccato amore per i cani) mi sono rivolta a un neurologo,ma nel frattempo i dolori di Mirò erano aumentati sicchè ho iniziato comunque Prednisone. Il
neurologo mi ha suggerito di fare una mielografia e un prelievo di Liquor, pur essendo scettica riguardo alla mielografia mi sono convinta che era l'indagine più appropriata,ma in accordo col Suo gentile collega abbiamo pensato di ridurre il cortisone gradualmente e di eliminarlo nel giro di una settimana in maniera che l'esame del liquor non presentasse artefatti dovuti all'uso del cortisone.
Mirò dopo due giorni dalla visita neurologica ha avuto un episodio di diarrea (non emorragica),ma ha iniziato ad avere ematuria sempre più intensa nel giro di qualche ora.
A quel punto ho misurato io stessa la febbre (era 39.8) ed ho fatto immediatamente ceftriaxone 2 g ed ho portato Mirò in clinica perchè venisse ricoverato,ma quando siamo arrivati non aveva più il riflesso di minaccia e nella vescica c'era SOLO sangue sicchè, data la grave situazione di seticemia (constatata dal suo collega) abbiamo dovuto optare per la scelta migliore per lui,anche se la peggiore per me.
A distanza di qualche mese non posso fare a meno di chiedermi se l'utilizzo del cortisone abbia o meno compromesso il quadro clinico del piccolo o ne abbia coperto qualche sintomo importante e se il fatto che alla prima visita dall'ortopedico non presentasse febbre
potesse comunque escludere la possibilità di una meningite o di un'altra infezione a carico delle meningi o della colonna vertebrale.
L'ho amato moltissimo e se dovessi riprendere un cane vorrei poter imparare dai miei errori.
Grazie per la cortese attenzione.
Alessandra (Perugia)

14/03/2009

 

Gentile Alessandra, mi dispiace molto per il suo Mirò. Io credo che lei non abbia commesso alcun errore dal quale imparare. Penso che si possa tranquillamente escludere che il breve trattamento cortisonico abbia determinato l’emorragia delle vie urinarie (Cistite emorragica? Emorragia renale? Emorragia vescicale?) che ha preceduto il decesso. Purtroppo in questi casi non si possono avere risposte certe a meno di non procedere all’autopsia, ma quello che le posso dire è che il primo collega (quello che ha visitato il cane al primo episodio di algia cervicale e che ha prescritto il prednisolone dopo l’esame emocromocitometrico) non ha fatto nulla di anomalo, ma anzi si è comportato in modo condivisibile. Le direi di essere il più possibile serena perché della sua perdita sfortunata almeno non sembra avere colpa nessuno. E’ una triste consolazione, ma è pur sempre qualcosa.

Un grande abbraccio, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Salve d.ssa Bevere,
le scrivo per avere dei consigli riguardo l'alimentazione
della mia cucciola. Kia ha 3 mesi e mezzo, è un incrocio tra un barboncino/yorkshire e un chihuahua e pesa 3 kg.
E' arrivata a casa quando
aveva neanche un mese, la sua mamma non ha voluto più allattarla...ho iniziato a darle il latte in polvere ma ha avuto una forte gastroenterite, perciò sotto consiglio del veterinario ho eliminato il latte sostituendolo con A/D fino ai 2 mesi.
Successivamente ha iniziato a mangiare l'umido (linea puppy della hill's e natural trainer) e i croccantini della hill's (che non ama particolarmente!) ma inaspettatamente il suo appetito è diminuito notevolmente, con presenza di vomito in alcune occasioni; sono poi venuta a conoscenza, leggendo su riviste e parlando con altri proprietari di cani, di alcune sostanze nocive contenute nei cibi confezionati per animali.
A quel punto ho deciso di prepararle la pappa fatta in casa e devo dire che da circa 20 giorni Kia ha ripreso l'appetito di sempre e mangia con molto gusto.
La sua dieta giornaliera consiste in: 100 gr di petto di pollo o tacchino cotto in padella con 2 cucchiai di brodo vegetale, 60 gr di verdure lesse (carote, zucchine, sedano), 60/70 gr di riso bollito il doppio del tempo di cottura e rigorosamente sciacquato per togliere l'amido,
una piccola manciata di parmigiano e un cucchiaio di olio di semi, il tutto senza sale aggiunto.
Inoltre assume 3 ml di KORRECTOR CRESCITA al giorno (un ml per ogni kg di peso) e 1 tavoletta di BIOTIN FORTE (CANINA).
La tavoletta di BIOTIN FORTE la polverizzo nella pappa, il KORRECTOR invece devo darglielo a parte perchè non lo gradisce nella pappa.
Vorrei sapere se le quantità di cibo e le dosi di KORRECTOR che sto somministrando a Kia sono corrette.
Sono pronta ad accogliere qualsiasi consiglio o cambiamento che lei vorrà propormi (anche in merito ad eventuali altri integratori in sostituzione del KORRECTOR).
La ringrazio in anticipo per la sua disponibilità e in attesa di una sua cortese risposta porgo distinti saluti.
Paola

15/03/2009

 

Gentile Paola, dal punto di vista qualitativo la dieta che sta seguendo Kia va benissimo, quindi vada avanti così. Non c’è motivo per modificare un regime dietetico che il cane apprezza e che ha eliminato tutti i piccoli problemi notati in precedenza (disappetenza e vomito). Direi che forse le integrazioni vitaminiche sono superflue, quindi le suggerisco di terminare pure le confezioni e poi non riprendere più questi trattamenti. Per quanto riguarda la quantità di cibo non c’è una regola fissa, perché dipende oltre che dal peso del cane, anche dalla sua attività fisica e dalla temperatura ambientale. Esiste però un modo semplice per determinare se il cane sta mangiando troppo o troppo poco e questo sistema è il controllo dello stato di nutrizione. Un cane che non sia grasso e non sia troppo magro deve avere le coste non visibili ma palpabili accarezzando il torace. Deve avere un lieve restringimento della circonferenza addominale all’altezza dei fianchi e di profilo l’addome deve apparire leggermente concavo. Se il suo cane rispecchia questo standard significa che il suo stato di nutrizione è normale e che quindi anche le dosi di alimento sono corrette.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Gentile dottoressa,
sono il proprietario di un golden di ca. 3 anni e 1/2.
Nel novembre dello scorso anno ha subito un intervento per l'inserimento della protesi all'anca dx in seguito al peggiorare della sindrome displasica da cui è affetto.
L'operazione in sè è perfettamente riuscita e anche al sucessivo controllo tutto e risultato a posto.
L'unico problema tuttora irrisolto riguarda il pelo che, nella specifica zona alta della coscia in prossimità della ferita e regolarmente ricresciuto, invece sulla schiena fin dove è stato rasato a tuttoggi il pelo e solo accennato ma non ricresce e visto che sono passati quattro mesi e che nelle altre zone rasate il pelo è ricresciuto, ci chiediamo il perchè.
Ci è stato detto che il problema è probabilmente dovuto al troppo disinfettante usato durante l'intervento che ha leggermente bruciato la pelle ma che è solo una situazione temporanea e non c'è di che preoccuparsi, Le vorrei chiedere se è veramente così e se è possibile favorire la ricrescita con qualche prodotto specifico (mi è stato consigliato l'omega pet ),
in attesa di una sua risposta la ringrazio anticipatamente
Cristian -Cesate-MI

15/03/2009

 

Gentile Cristian, potrebbe trattarsi di alopecia post clipping. Si tratta di un fenomeno per il quale, dopo la tosatura, si assiste ad un ritardo nella ricrescita del pelo, che stenta a ricomparire per i successivi 6-12 mesi.
Il fenomeno è spiegato da due teorie. La prima riguarda più che altro i cani nordici, mentre la seconda potrebbe fare a caso nostro. Secondo questa teoria la perdita del mantello causa una caduta della temperatura locale, la quale condiziona negativamente l’afflusso di sangue al derma, rallentando infine il metabolismo dei bulbi piliferi. La differenza di ricrescita tra una zona e l’altra dell’arto potrebbe inoltre essere spiegata dalle differenze di vascolarizzazione delle diverse regioni dell’arto.
Comunque in ogni caso il mantello dovrebbe ricrescere al più tardi il prossimo autunno.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere

 
Buongiorno Dott.ssa Bevere, sono Gianmario Gasparroni e Le scrivo da Nereto in provincia di Teramo. Abbiamo un pastore tedesco femmina, Penelope, di 5 anni affetta da megaesofago. Purtroppo conosciamo benissimo questo problema poiché il padre di penny ha manifestato la stessa malattia a 7 anni, ed è stato seguito dalla Clinica Universitaria di Teramo che ha avviato la preparazione per una operazione risolutiva, presso l'Università di Bologna. Lo abbiamo alimentato da un sondino esterno ma non è riuscito a recuperare peso e non è sopravvissuto. Alcuni figli di questo, Sonny, hanno avuto lo stesso problema, e tutti con l'epilogo più triste... abbiamo provato di tutto: l'alimentazione come prima soluzione (cibo umido frullato con tecniche varie per riuscire ad alimentarli dall'alto), prodotti diversi per sollecitare la motilità dell'esofago e per proteggerlo dagli acidi dei rigurgiti senza parlare di cure antibiotiche per curare la polmonite ab ingestis.. abbiamo una passione infinita per i cani e per i nostri pastori tedeschi e da tanti anni ormai combattiamo con questa malattia trasmessa presumibilmente geneticamente dal padre (bimbo rex, pelaghia, lo stesso sonny, sono tutti morti dopo infinite sofferenze, di questa malattia). Ora c'è penelope (ulteriore figlia di sonny) che ha manifestato la malattia dopo una aggressione di altro cane, che fino ad ora è riuscita a compensare il disturbo da sola e con il nostro aiuto frutto della nostra esperienza.. ma negli ultimi giorni è improvvisamente peggiorata: dopo aver mangiato (e bevuto) ha un respiro molto affannato e alla fine non riesce a trattenere. Il nostro veterinario ci parla della progressione della malattia che ben conosciamo, ma non siamo mai riusciti ad operare un cane. In definitiva
Le chiedo se oggi tale operazione offre buone possibilità di recupero, se può considerarsi una alternativa risolutiva, considerato che lo stato attuale della nostra penny è assolutamente grave e inizia a perdere peso in maniera evidente. Amiamo i nostri cani più della nostra vita ma non vorremmo offrire alle Università un'ulteriore caso per la ricerca - come in alcuni episodi ci è sembrato - se la sofferenza che dovrà patire non ha almeno remote possibilità di un esito soddisfacente.
La ringrazio molto.
Gianmario

15/03/2009

 

Caro Gianmario, leggendo la sua mail, la prima cosa che mi verrebbe da dirle (ma forse lo sa già) è di chiudere questa linea genetica, di modo da interrompere almeno per quanto è nelle vostre possibilità questo ciclo di grande sofferenza. Per quanto riguarda la chirurgia del megaesofago idiopatico purtroppo ne so da molto poco a niente. Qualche anno fa ho avuto modo di conoscere brevemente le opinioni positive di un chirurgo che pratica questa chirurgia, ma conosco anche molti gastroenterologi di grande esperienza che non adottano tale procedura. Cercando rapidamente su PubMed la presenza di una letteratura scientifica a sostegno di questo trattamento non si trova praticamente nulla. Se fosse il mio cane, con queste poche e oscure premesse, non lo farei certo operare. Tuttavia se dei medici mi spiegassero molto bene cosa intendono fare, quanti casi sono già stati trattati e con quali risultati, allora potrei considerare l’idea. Il mio suggerimento quindi è di avere un confronto pieno, diretto ed esaustivo con i veterinari che vi hanno prospettato la cosa.

Un caro saluto, dott.ssa Nicoletta Bevere 

Egr.Dottoressa, è possibile un decadimento improvviso nel gatto o siamo noi che abbiamo “dormito”? i fatti: abbiamo da otto anni un magnifico trovatello a pelo lungo ( persiano? I dubbi vengono dal muso)di un’età apparente di 11/12 anni, salvato “per il rotto della cuffia” viste le condizioni in cui lo trovò mio figlio-uscito da un fosso tutto impantanato e con ogni sorta di roba vegetale e animale addosso. Martedì 10/3, intorno alle 13, come di consueto, si pone davanti alla porta d’ingresso,inizia a fissare la maniglia per il consueto giretto quotidiano intorno al condominio. L’accompagna mia moglie che non nota nulla di particolare. Alla sera ( è il mio turno ) il micio non si presenta ; lo cerco, l’invito, ma dopo due rampe di scale vuol ritornare in casa. Mercoledì passa quasi tutta la giornata in branda e noi a porci delle domande. Giovedì alla sera tutto sembra rientrato nella normalità ma durante il giretto noto qualche cosa di strano nel modo di portare gli arti posteriori. Venerdì sono subito dal veterinario che lo visita, lo controlla con l’ecocardiografo, si consulta con il collega ortopedico ma sembra non ci sia nulla di particolarmente preoccupante se non una leggera sofferenza a livello lombare; si decidono analisi del sangue e delle urine con prelievi il giorno successivo. Tra sabato e domenica il degrado continua. Ieri torno dal veterinario per gli esiti e verifichiamo che il micio fatica a camminare sulle quattro zampe per la debolezza degli arti inferiori. Le analisi hanno evidenziato la FIV e il veterinario inizia a spiegarmi il quadro e a propormi una cura a base di antibiotici in attesa di ulteriori esiti da altre analisi del sangue. Purtroppo mi sono angosciato e non so riferirle tutte le ipotesi illustratemi. Stamattina l’amara sorpresa: mentre ieri il micio deambulava a fatica sulle quattro zampe oggi trascina le posteriori. Ecco la domanda –è possibile che nell’arco di una settimana la paralisi, che non sembra di tipo traumatico, si manifesti in tutta la sua gravità? Dobbiamo assistere impotenti ? grazie anticipatamente per l’eventuale risposta.      Massimiliano R.     Modena
p.s. Ritengo importante farle sapere che il micio sta sdraiato praticamente tutto il giorno, mangia pochissimo ma continua a svolgere le sue funzioni corporali anche se in forma più ridotta. Di nuovo grazie.


17/03/2009

 

Gentile Massimiliano quello che vi è accaduto è molto triste ma non si tratta di un evento eccezionale. Alcune malattie infatti hanno la capacità di rimanere latenti e invisibili fino ad un attimo prima di determinare una sintomatologia grave ed acuta. Questo accade perché, a volte, l’organismo si mette in equilibrio con una patologia e quest’ultima si manifesta e sembra “esplodere” solo quando l’equilibrio si rompe. Come farebbe un funambolo sul filo: cammina dritto come se sotto ai piedi avesse un pavimento vero, e non sembra che debba poter cadere giù. Ma quando si sbilancia cade, e lo fa in un attimo.
Questo fenomeno si verifica ad esempio con alcuni tipi di tumore, non infrequentemente nei nostri animali.
Nel caso del vostro micio, se volete conoscere esattamente cosa sia accaduto (e sapere quindi se esistono possibilità terapeutiche) è probabilmente necessaria una diagnostica per immagini del midollo spinale. Credo che di questo siate già stati messi al corrente dai colleghi.

Un caro saluto, dott.ssa Nicoletta Bevere. 

Gent.ma dott.ssa,
sono il proprietario di uno yorkshire di 7 anni di media taglia. Lo scorso luglio è stata operata con una isterectomia totale causa un infezione all’utero che le provocava scompensi orminali con comparsa di rush cutaneo molto intenso senza prurito, molta sete e conati frequenti. L’abbiamo presa in tempo come si dice in gergo perché all’inizio si puntava ad uno sfogo allergico,smentito poi da una ecografia all’utero,palesemente ingrossato.Tuttavia dopo l’intervento il problema non si è più riproposto,è aumentata di peso nella norma dopo interventi di questo tipo (come riferitoci dal nostro veterinario che la ha in cura)e si è ripresa normalmente.
Da un paio di giorni a questa parte però,circa otto mesi dopo quindi, si è di nuovo presentato questo rossore cutaneo molto intenso,quasi viola, con annessi conati di vomito e una leggera diarrea.La prima impressione è che si trattasse ancora di uno sfogo allergico a una sostanza a noi ignota; portata in clinica le analisi sono quasi perfette,eccezion fatta per una lieve alterazione della glicemia e dei globuli bianchi.Ci viene prescritto di inocularle deltacortene e sucralfato per la protezione dello stomaco 2 volte al giorno.Oggi si è aggiunto ai sintomi un respiro affannoso(quasi come un’asma) e un’evidente flaccidezza nei movimenti  e negli atteggiamenti.Non riesce a tenere quel poco di omogeneizzato e acqua che gli stiamo dando per non farla stare troppo a lungo a stomaco vuoto.
So che senza visita è difficile,ma vorrei chiederLe un parere per dare un nome e un cognome a questa “malattia”.
La ringrazio per la disponibilità e il tempo dedicatomi.
Distinti saluti.

Colleferro (RM)


17/03/2009

 

Gentile signore o signora, la sintomatologia della cagnolina è molto particolare ma non è rappresentativa di alcuna malattia specifica. Io suggerirei di valutare la pur remota possibilità di un feocromocitoma.

Un grande augurio, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Gentile Dott.ssa Bevere,
Il mio pastore tedesco di 13 anni è affetto da morbo di Cushing.
Dopo vari tentativi abbiamo compreso che il dosaggio ideale per il cane è di 60 mg al dì, se non fosse per la diarrea e continui premiti che il farmaco sta scatenando.
Abbassando il dosaggio il cane ha scompensato: ne è venuta fuori ma manifesta sintomatologia neurologica periferica con vari salti e tremori. Comunque si è ripresa discretamente, anche la muscolatore è più tonica.
Le chiedo come posso aiutare la mia cagnolona ad avere una vecchiaia serena senza coliche continue (funzionano solo sei cpr al giorno di Bimixin) e sapere se ordinando alla farmacia Internazinale Merloni di Chiasso il Modrenal posso migliorare la situazione, anche se il principio attivo credo sia lo stesso del Vetoryl.
Le sarei molto grata se potesse fornirmi un consiglio.
I miei più cordiali saluti
Mauriia E.

17/03/2009

 

Gentile signora Mauriia, il Vetoryl e il Modrenal hanno lo stesso principio attivo. Purtroppo questi farmaci hanno una scarsa maneggevolezza e sono caratterizzati spesso da effetti collaterali spiacevoli. Inoltre non è raro che in un animale anziano possano essere presenti, contemporaneamente al Cushing, anche altre patologie che complicano il quadro e rendono meno probabile il pieno recupero della qualità di vita e dello stato di salute che esisteva in precedenza.
In pratica non ho purtroppo un consiglio che la possa aiutare direttamente. I cani che vivono questa malattia hanno bisogno di proprietari attenti ed amorevoli così come è lei, ma anche di un veterinario molto presente, che li segua passo passo.

Un caro saluto, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Gentile Dott.ssa Nicoletta Bevere, mi chiamo Angela,  vivo in provincia di Reggio Calabria e vorrei sottoporle due  quesiti: 
1) ho un  cagnolino maschietto di 10 anni circa, taglia piccola. Da circa due anni soffre di epilessia e di leishmaniosi. Per curare quest'ultima ho provato diversi farmaci , purtroppo il cane ha una forte sensibilità verso il dolore e la cura di punture con Glucantim,non è stata
possibile terminarla,  e infine tra il mese di Agosto / settembre 2008 ho iniziato la cura con  Milteforan per 28 gg. Successivamente ho continuato fino ad oggi a somministrare solo  Zyloric. L'ultimo prelievo fatto nel mese di febbraio 2009 ha mostrato un abbassamento
della malattia da 3 a 1 .
Volevo chiederle è il caso di riprendere questo tipo di cura? Purtroppo non ho risposte chiare in  relazione al
riutilizzo del farmaco. Premetto che lui oggi sta abbastanza bene .
2) Ho anche una cagnetta meticcia di quasi 5 anni. taglia piccola. Da circa qualche giorno ha mostratto sintomi tipici dell'epilessia.
Improvvisamte ha cambiato carattere divenendo particolarmente tranquilla, diffcoltà nel saltare , tremore continuo che si è protratto da venerdi notte a lunedì mattina, naso molto umido, arti rigidi, guaiti durante la crisi, incontinenza, sguardo fisso, inoltre alcune volte si stende durante la crisi con muso basso e schiena inarcata verso l'alto.  Dal prelievo risulta tutto nella norma e anche la leismhaniosi è stata esclusa. Su consiglio medico ho sommistrato il gardenale, ieri sera abbiamo diminuito la dose da mezza compressa a un
quarto ma ha avuto un'altra crisi molto forte. E' possibile un contagio con l'altro cane? Io so che non è contagiosa? Lei cosa ne pensa di questa casualità? I due cagnolini vicono insieme .
Grazie per la cortese attenzione. Angela

18/03/2009

 

Gentile Angela, per il suo cagnolino, direi che non deve far altro che rispettare il monitoraggio che le avrà certamente proposto il collega (visite periodiche, controllo dell’ematochimica e del profilo eletroforetico, credo). Il riutilizzo del farmaco è certamente possibile, ma solo se il veterinario lo giudica necessario sulla base appunto del monitoraggio periodico.
Per l’epilessia della femmina non dovrebbe esserci alcuna correlazione con la malattia del maschio. L’epilessia non è una malattia rara e una coincidenza è sempre possibile.
La rimando a questo indirizzo, dove forse troverà informazioni che la possono interessare.

http://nicolettabevere.blogspot.com/2007/10/crisi-epilettiche-ed-epilessia.html

Cordialmente, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Gentilissima Dottoressa,
Mi chiamo Karmen e sono la proprietaria di Mici Miao un gatto europeo.
Abitiamo a Sant'angelo Lodigiano prov. di Lodi.
Mici Miao è nato nel 2002, ma nella sua vita ha sempre avuto un sacco di problemi; soffre di otite, ha avuto gli acari nelle orecchie finalmente risolte, blocco intestinale, ecc.. ma il problema maggiore che si porta dietro dal 2005 non l'hanno ancora risolto...non riesco a capire con tutti i veterinari che ho cambiato tutti mi hanno dato la stessa cura ma senza risultati.
Il mio gatto fa le feci con il sangue rosso vivo. Le feci non sono dure ma morbide e non sono nere da sangue digerito ma marroncine. Il sangue è sempre al di sopra delle feci come se fosse l'ultima cosa che fuoriesce, penso sia l'ultima parte dell'intestino.
Tutti i veterinari mi hanno dato il synulox, non so nemmeno quante volte è stato sverminato con il drontal, per qualche mese la cura ha efficacia poi ricomincia a sanguinare... L'ultima volta che l'ho portato dal vet è stato a ottobre, ieri sera ha sanguinato ancora.... Non so più cosa devo fare mi sono capitati tutti i veterinari che non sono riusciti a fare nulla... Vi prego
aiutatemi.

18/03/2009
 

Gentile Karmen, ho osservato qualche hanno fa una gatta con questo stesso identico problema (e con la stessa identica storia!). In quel caso ho potuto fortunatamente risolvere il sanguinamento sottoponendo il gatto alla dieta privativa. Legga questo breve articolo per capire di cosa si tratta.

http://nicolettabevere.blogspot.com/2007/09/intolleranza-alimentare-e-diagnosi.html

Se non rispondesse alla dieta il suggerimento è di sottoporre Mici Miao all’esame endoscopico del colon e del retto.

Cordialmente, dott.ssa Nicoletta Bevere 

Gentile dottoressa,
ho una gatta di dieci anni, che pesa circa 5,4 kg- Nello scorso mese di ottobre il veterinario le ha riscontrato una lieve insufficienza renale  (creatinina 1,74 e urea 72,3). Ho iniziato a somministrarle Fortekor 2,5 e ad alimentarla con Renal. Nel mese di gennaio l’urea era diminuita (54,8), mentre la creatinina leggermente aumentata (1,79). Ho continuato con il Renal e il fortekor ed ora, dopo due mesi,  la creatinina, anziché diminuire, è aumentata a 2,75. Il veterinario mi consiglia un’ecografia ai reni.
La micia non è sofferente, mangia moderatamente e soprattutto beve come sempre, cioè relativamente poco.
Devo preoccuparmi? La terapia che segue la micia è adeguata?

18/03/2009

 

Gentile signore o signora, il rialzo della creatinina durante l’uso del benazepril è un fatto noto che può anche richiedere la sospensione del trattamento. A questo indirizzo sono illustrate brevemente le controindicazioni dell’ACE inibitore e quando il farmaco andrebbe sospeso.

http://nicolettabevere.blogspot.com/2007/12/insufficienza-renale-cronica-felina.html

Le suggerisco di far fare l’ecografia renale, di controllare il rapporto PU/CU e soprattutto le proteine urinarie con metodo SDS-Age. In questo modo si potrà ottenere un quadro più completo e dettagliato della malattia renale della sua gatta.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Gentilissima Dottoressa,
le scrivo a proposito del mio cane, un pastore tedesco di quasi 5 anni. Da qualche tempo ho notato la presenza di un pochino di sangue nella parte terminale delle feci. Ho inoltre notato che questo genere di episodio si manifesta solo al mattino e solo se il bisogno è impellente. Il mio veterinario mi ha detto di non preoccuparmi in quanto il fenomeno non è significativo, ma sono molo preoccupata per il mio pargoletto. Potrebbe darmi consigli anche relativamente ad eventuali esami a cui sottoporlo?
In attesa di una Sua risposta La ringrazio anticipatamente.
Daniela    Quarto - Napoli

19/03/2009

 

Gentile Daniela, proprio niente non è. Una volta appurato alla visita e all’ispezione digitale del retto che la regione anale e rettale non presentano alterazioni di alcun tipo, io consiglierei almeno l’esame delle feci. Se il problema dovesse intensificarsi suggerirei infine l’esame endoscopico del colon e del retto.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Buongiorno, vorrei gentilmente un'opinione in merito al farmaco deltacortene. Il mio pastore tedesco di circa 8/9 anni (essendo un trovatello nn sappiamo con certezza quanti anni ha) da sabato scorso ha iniziato ad avere degli spasmi muscolari al petto continui e fastidiosi, con difficoltà di movimento della testa. Ci siamo accorti tra l'atro che aveva il muso anche un po' storto e siamo andati dal ns. veterinario il quale ha riscontrato dei probabili problemi al sistema nervoso celebrale. Cura: deltacortene 25 mg 2 volte al giorno per 5 giorni, successivamente 1 compressa al giorno per altri 5 giorni e poi una compressa a giorni alterni per altre 5 volte. in più kersivan 100 mg 2 volte al giorno per 20 gg. Avendo avuto una brutta scottatura col precedente pastore tedesco nell'avergli somministrato del deltacortene ora siamo un po' preoccupati. Secondo Lei potrebbe essere una cura corretta e in più il cortisone somministrato in questa quantità, potrebbe causare problemi agli organi interni? La ringrazio.
Chiara

19/03/2009

 

Gentile Chiara, il cane peserà 35 chili? Allora 25 mg per un cane di 35 chili fanno 0,7 mg/kg mattino e sera. Si tratta di un dosaggio antinfiammatorio che normalmente non dà alcun effetto avverso di tipo grave. (Con il Deltacortene si può arrivare fino a 4 mg/kg/die) L’unico presidio che forse il collega potrebbe prescrivervi è un farmaco per la gastroprotezione. Provate a chiedere.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Gentile D.ssa Nicoletta Bevere, sono Giorgia.
Mi è venuta in soccorso già una volta, con i Suoi consigli e le Sue informazioni, dandomi anche conforto e ne sono grata. Oggi approfitto ancora della Sua disponibilità per chiederLe una cosa. Ho una gattina dell'età di 8 anni, dall'inizio dell'anno ha cominciato ad avere problemi ad un occhio, le ho prestato le prime cure credendo fosse una semplice infezione, come mi è già capitato con altri gatti,  ma non vedendo alcun risultato, anzi l'occhio si era gonfiato e pensavo ad un ascesso, l'ho portata dal veterinario. Il vet si è accorto che aveva un dentino da togliere perchè completamente "guasto" e quello poteva essere la causa dell'infezione all'occhio (il dente tolto era infatti dalla stessa parte dell'occhio malato, la destra). Mi ha prescritto una pomata per l'occhio e delle pastiglie, ho protratto la cura per diverse settimane su suo consiglio, perchè al controllo successivo, anche se l'ascesso, anzi il gonfiore era diminuito, l'occhi non migliorava.
Ieri sono tornata per un altro controllo, l'occhio perde letteralmente sangue, il vet si è accorto che sulla fronte alla destra dell'occhio c'era un rigonfiamento, così anche più in alto e dietro l'orecchio.Ha fatto un esame e
ha detto che non c'è niente da fare. Teme sia un sarcoma, mi pare abbia detto così, e si è esteso. Io di quel gonfiore non mi ero proprio accorta. Quando le dò la pomata, 3 volte al giorno, cerco di farlo nel modo più attento ma rapido,
e pensando che tutto fosse legato ad un'infezione, non ho mai controllato cose di questo tipo. ...ora che si fa? Lei crede che ci possano essere altre risposte a questo problema, che sia qualcos'altro? Lo so, lo so, non può darmi risposte di questo tipo senza visitare il gatto, Le chiedo solo un consiglio...perchè pensare che l'unica soluzione sia la soppressione...beh è davvero dura.
E poi nel caso questa sia l'unica strada, quando si vede che è arrivato il momento? Ora lei sta bene, almeno esteriormente, certo da ieri è un pò cambiata, se ne sta più tranquilla, però mangia. Il vet mi ha detto di continuare con la cura, per evitare che peggiori.
Non so se Le ho fornito tutte le informazioni utili. La ringrazio infinitamente per la Sua disponibilità ed il tempo concessomi.
Un caro Saluto
Giorgia

20/03/2009

 

Gentile Giorgia, mi dispiace del ritardo con il quale le rispondo. Purtroppo le neoplasie che colpiscono gli occhi dei nostri animali sono spesso difficili da individuare in tempo per essere trattate chirurgicamente. La regione della testa naturalmente non si presta a chirurgie invasive e radicali, di modo che molto spesso la scelta di non intervenire è quella più saggia e responsabile nei confronti sia del cliente, ma soprattutto dell’animale. Per come lei descrive la situazione, il mio suggerimento è di seguire le indicazioni del collega. Aggiungerei di iniziare un trattamento analgesico, in quanto il cambiamento di umore e di comportamento della gatta è probabilmente dovuto al dolore (i gatti non si lamentano per il dolore, ma cambiano il loro comportamento).
Se però lei vuole conoscere esattamente, con una sicurezza quasi assoluta, come si chiama questo tumore, quale sia la sua estensione reale e se ci sono possibilità terapeutiche oppure no (non tanto chirurgiche, ma forse chemioterapiche o radioterapiche), allora la strada da seguire è quella della diagnostica per immagini (TAC o risonanza), della biopsia e infine del consulto oncologico. E’ una strada impegnativa sia per lei sia per l’animale, che porta sicuramente a dei risultati in termini di conoscenza della malattia e della sua prognosi, ma non necessariamente porta risultati per quanto riguarda la salute della gatta o le sue possibilità di sopravvivenza.

Un caro saluto e una coccola alla micia, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Salve dottoressa, sono Karmen,
ho letto la sua risposta e la ringrazio volevo però dirle che sono andata ieri dal veterinario e mi ha prescritto lo stomorgyl 10 mezza compressa per 15 gg,
Mici è castrato e pesa  kg 4,800. Inoltre mi ha prescritto come dieta i/d della hill's o Intestinal della Royal.
Ma se fosse allergico ai componenti di questo cibo? Lo ha mangiato molto spesso... Però la patologia del sanguinamento avviene dal 2005 ogni 5 mesi quasi esatti è normale? Inoltre la vet. mi ha consigliato se non guarisce l'ecografia e mi ha detto che costa circa 100 euro o l'endoscopia che costa sui 300 euro... mi sembra una cifra troppo alta...inoltre al momento non sto lavorando e non mi posso permettere di spendere così tanto mi sa indicare altrimenti dove posso andare e spendere meno? Lei cosa mi dice provo ancora i
cibi consigliati o compro quelli ipoallergenici... le feci però con l'umido dell'intestinal sono migliorate sono dure e scure non più molli e insanguinate... però prende anche lo stomorgyl.... succede sempre così appena prende i farmaci ma poi dopo 5 mesi sanguina...

20/03/2009

 

Gentile Karmen, forse può spendere un po’ meno, ma non tanto, perché i costi che le hanno prospettato sono abbastanza in linea con la media dei prezzi (almeno quella che io conosco), forse solo appena un po’ più alti. Se non è in grado di sostenere questi costi (che pure sono giustificati dal tipo di prestazione e che quindi non sono più di tanto comprimibili) io le suggerisco di non farne un problema, perché il disturbo del gatto è occasionale, infrequente, non è grave e soprattutto risponde al trattamento antibiotico.
Se vuole fare una prova con la dieta ipoallergenica credo di averle già dato tutti i riferimenti e può iniziare quando vuole. L’i/d o l’intestinal non sono degli ipoallergenici ma sono dei mangimi iperigeribili. Una cosa diversa.

Cordiali sauti, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Gentile Dott.ssa Nicoletta Bevere,
mi chiamo Massimo e scrivo dalla provincia di Verona.
Io e la mia compagna abbiamo una gatta di 9 mesi, la scorsa settimana l'abbiamo portata dal veterinario a farla sterilizzare.
Premetto che la gatta prima dell'operazione godeva di ottima salute, giocosa, affettuosa, alimentazione regolare e feci nella norma, insomma un gatto "normale".
Sempre dallo stesso veterinario le abbiamo fatto fare quando aveva 4 mesi l'esame delle feci e dei parassiti perchè aveva spesso diarrea.
Dopo averle somministrato l'antibiotico prescritto dal veterinario il problema si è risolto nel migliore dei modi.
Come detto prima la gatta fino ai nove mesi e fino all'operazione di Ovarioectomia era in ottimo stato di salute.
Abbiamo deciso di farla sterilizzare durante il calore e quindi portata dal veterinario abbiamo chiesto se era utile farle delle analisi prima dell'operazione ma la risposta del veterinario è stata testuali parole "io personalmente visto l'età (nove mesi) e visto il suo stato di salute ottimo non le farei alcuna analisi, non le farei neanche fosse la mia gattina".
Ci siamo fidati di queste parole e quindi l'abbiamo lasciata nello studio del veterinario per farla sterilizzare.
Il giorno dopo siamo andati per prenderla ma durante l'operazione di Ovarioectomia la gatta ha avuto una emorragia interna, abbiamo chiesto a che cosa era dovuta questa emorragia interna visto che il veterinario diceva che l'operazione era semplice e senza problemi (o almeno la raccontava così).
 La risposta è stata che non avevano probabilmente chiuso bene il peduncolo (era legato in maniera un po lenta), e quindi mentre stavano chiudendo hanno dovuto riaprire per trovare il problema.
Quello che mi spaventa è il modo in cui si è scusato il veterinario dicendo che sinceramente non sapeva dove era stato il problema e che comunque sono cose che possono succedere in chirurgia. Addirittura ad un certo punto la risposta alle mie domande è stata "boh" e incredibilmente mi sono sentito dire: "sa magari operando si và a toccare qualcosa li vicino senza accorgersi" e ancora "le rilegature sembravano buone rilegature".
Io sono un falegname e mai e dico mai nella mia professione mi permetterei di dire ad un cliente "boh".
Secondo il mio modesto punto di vista questo presunto veterinario (iscritto all'albo) non si è comportato come dovrebbe un professionista che opera gli animali.
Abbiamo passato 2 giorni che si può immaginare, specialmente la mia compagna che tratta gli animali come se fossero suoi figli.
Ieri 19 marzo finalmente ci siamo portati a casa la gatta, il taglio è di circa 8 cm, la gatta è molto giù ma pensiamo che sia normale visto quello che ha passato.
Quello che non torna è che il gatto zoppica (zampa posteriore sinistra) in modo molto anomalo (è normale?), non sembrerebbe dovuto alla ferita.
Oltretutto le sono state tagliate le unghie delle zampe posteriori (è normale?).
La ringrazio per l'attenzione, ho cercato nelle sue risposte se trovavo qualcosa di simile ma non ho trovato niente oppure non l'ho visto.
Gradirei ricevere una risposta sull'accaduto.
Le faccio i complimenti per tutte le sue risposte che ho visto sul forum, lei sicuramente ha un etica professionale che probabilmente il veterinario in questione non ha.
Cordiali Saluti
Massimo

21/03/2009

 

Caro Massimo, che dispiacere leggere queste cose! Lei ha ragione ad essere stupito e risentito, perché dal punto di vista del falegname le spiegazioni che le sono state date hanno rivelato incapacità, scarsa competenza, indecisione e un margine di ignoranza e pressapochismo (quel “boh”) inaccettabile. Però esiste una spiegazione diversa che vorrei tanto riuscire a trasferire su questa pagina blu.
Diversi anni fa, con qualche anno di esperienza in chirurgia, cominciavo a credere che gli incidenti chirurgici capitassero solo a chi non era bravo. Così, ritenendomi capace, precisa ed attenta, mi sembrava di poter rasare la gatta che stavo per sottoporre ad ovariectomia solo in quella zona dell’addome che sarebbe stata poi interessata dall’intervento, nella previsione di eseguire un’incisione di tre centimetri e di applicare poi tre punti di sutura. Passava di lì il dottor Antonio Ferretti, che è uno dei più bravi chirurghi ortopedici italiani. Un chirurgo di grandissima esperienza, con alle spalle centinaia di interventi complicatissimi.
Quando mi vide rasare la gatta “così poco”, mi disse che stavo sbagliando, perché anche per una semplice ovariectomia, intervento di routine dove si prevedono tre punti di sutura, bisogna essere preparati ad aprire molto di più, perché una legatura si può rilasciare (anche se non è mai capitato) e può essere necessario intervenire urgentemente per fermare l’emorragia. Così quel chirurgo di grande esperienza mi ha detto che per sterilizzare una gatta, che riceverà quasi certamente una ferita di due o tre centimentri, bisogna rasare completamente tutto l’addome, di modo che il campo operatorio sia già pronto in caso di emergenza.
Questo si chiama margine di sicurezza.
Ora, il margine di sicurezza serve sempre, a chiunque, perché può accadere di doverlo sfruttare. Non è previsto che si abbia un incidente, ma ugualmente l’incidente può accadere. Prima o poi accade, statisticamente.
Questo non vuol dire che chi ha avuto un incidente abbia agito con incapacità e imprudenza. Gli incidenti in medicina accadono a chiunque, prima o poi. Non c’è un’unica spiegazione del perché un intervento che si è fatto decine e decine di volte, sempre allo stesso modo e sempre con lo stesso risultato perfetto, debba un giorno andare in modo imprevisto. Però accade. C’è del grasso che si infila attorno alla legatura, la marca del filo di sutura è diversa dal solito, il legamento ovarico è particolarmente corto, si è stanchi, quel giorno gli occhiali si appannano, i tessuti sono resi più fragili dall’estro... Mille possibilità. Il fatto di non avere una spiegazione netta ed asciutta del tipo “può capitare punto e basta.” oppure una spiegazione inventata (avrei tanti esempi), indica che il suo veterinario è stato onesto e limpido, molto più di quanto gli avrebbe fatto comodo. Quel “boh” è brutto, ma è onesto. Quello che le deve importare è che all’incidente è stato posto rimedio e che la gatta non è morta dissanguata. Il sanguinamento è stato notato (poteva non accadere), l’addome è stato esplorato, il vaso è stato recuperato e la legatura ripetuta. La gatta si è svegliata dall’anestesia e tutto andrà bene. Spero di averle fatto vedere l’altra faccia della medaglia. Per unghie e zoppia non si preoccupi ma chieda ai colleghi.

Cordialmente, dott.ssa Nicoletta Bevere

 
Gentile D.ssa    
Scrivo dalla provincia di Pu  per avere il suo parere
su una circostanza che mi è successa.
Ho un maltese maschio di due anni, e ieri mattina verso le 9.30 l'ho
portato dal veterinario per il
vaccino trivalente annuale (che aveva fatto anche l'anno precedente).
Arrivati a casa il cane ha mangiato, giocato, insomma ha mantenuto un comportamento vivace, normalissimo.
Verso le 16 del pomeriggio ha cominciato a vomitare (in 4 momenti distanti qualche minuto l'uno dall'altro ) il cibo che aveva mangiato il mattino.
A parte questo il cane stava apparentemente bene, ho pensato a dei disturbi del vaccino stesso.
Verso le 17,30 , per caso ho notato che aveva l'occhio sinistro molto gonfio, ho chiamato il veterinario e l'ho portato subito da lui.
Li abbiamo visto che si era gonfiato sugli occhi al muso e a tutta le testa, inoltre la pelle del corpo si era arrossata  e il veterinario gli ha somministrato del cortisone che , da li a poche ore  pare abbia annullato questo effetto che si presume essere allergia al vaccino
.
La sera infatti il cane stava già meglio, anche se ancora aveva qualche disturbo.
Oggi il cane sta bene, non ha la vivacità di sempre ma presumo siano i postumi di ieri.
quello che vorrei chiedere sono 2 cose:
  1. ho sentito che il cortisone annulla l'effetto del vaccino; è vero?, vale anche se come nel mio caso è stato somministrato molte ore dopo?
  2. ho letto in un sito di qualcuno che prima di iniettare il vaccino, inietta un antistaminico per evitare qualsiasi shock dopo. si può fare? per l'anno prossimo come mi consiglia di comportarmi.

Grazie in anticipo per la sua cortesia
Antonio

21/03/2009 

 

Gentile Antonio, si tratta di un caso un po’ anomalo. Di solito quando si verifica una reazione allergica al vaccino la sequenza dei sintomi (vomito, eritema ed edema del muso) si scatena pochi minuti dopo la vaccinazione e nella mia esperienza è preceduta sempre da un’intenso prurito nel punto in cui è stato inoculato il vaccino. Inoltre personalmente osservo le reazioni allergiche al vaccino praticamente solo nel cucciolo e prevalentemente nelle taglie nane o toy (cuccioli sotto il kg di peso).
Non è possibile che il suo cane sia stato esposto a qualche altro allergene, proprio nel primo pomeriggio (insetti, piante, sostanze chimiche)? Sicuramente la sintomatologia descritta è quella di una reazione allergica propriamente detta, ma per sua natura questo tipo di reazione impiega pochi minuti ad evidenziarsi, non diverse ore. Comunque anche volendo pensare che il cane abbia incontrato un diverso allergene verso le 15.00-15.30, certo, si tratterebbe di dover credere ad una coincidenza particolarmente strana.
Per quanto riguarda il cortisone, probabilmente ha reso inutile la vaccinazione, ma io non la ripeterei comunque prima di diversi mesi, userei un altro tipo di vaccino e (magari) prescriverei un trattamento antistaminico per via orale a partire da una settimana prima del giorno previsto, per sicurezza.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Buongiorno dott.ssa Bevere.
Sono stato scelto da 3 splendide gattine e da un bellissimo maschietto come loro papa': non avendo figli, per me loro sono la mia vita.
Sono tutti ex randagi di razza europea. Ognuno di loro ha un problema diverso.
Le scrivo per chiederle un parere che spero possa essere il migliore possibile.
Questi i fatti.
Minnie, una gattina bianca e nera di circa 12 anni, 10 giorni fa inizio' manifestare inappetenza accompagnata da vomito. La mattina di 4 giorni fa, le palpai la pancia e, premendo all'interno, trovai una strana palla abbastanza dura. Preoccupato che fosse il motivo del disagio, la portai da un nuovo (avendo cambiato casa da poco, sono stato costretto a farlo) veterinario che immediatamente diagnostico' un tumore. Quello stesso pomeriggio decise di operarla: la apri' e trovo' 2 tumori nell'intestino ed un linfonodo mesenterico ingrossato. Rimosse i 2 tumori, togliendo circa 20 cm di intestino, ma non tocco' il linfonodo ingrossato (tranne che per prelevare un campione per l'analisi) perche' mi disse che non poteva essere asportato per questioni di anatomia.
Molto preoccupato per il linfonodo, nell'attesa dei risultati degli esami del campione prelevato (che dovrebbero essere disponibili in circa una settimana), ho cercato su internet qualche notizia su casi analoghi al mio ed ho scoperto che non e' del tutto vero che il linfonodo non possa essere rimosso.
Ora Minnie sta lentamente recuperando: mangia e beve poco ... il veterinario dice che e' normale. Sotto consiglio medico, e' sotto cura antibiotica (SYNULOX) e gli somministriamo il cibo della Hills A/D.
Minnie e' per me una figlia ... per lei darei tutto. Non ha idea di quanto io soffra nel vederla e nel saperla in questa situazione. Per lei vorrei il miglior veterinario e le migliori cure possibili. Mi piacerebbe molto che fosse lei a curarla; da qui la mia prima domanda: dove si trova il suo ambulatorio?
Seconda domanda: e' possibile, a suo parere, rimuovere il linfonodo? Quali sono i rischi?
Terza domanda: e' cosi' lento il recupero post-operatorio? E' normale che abbia poco appetito? Cosa mi consiglia di fare a riguardo?
Non le chiedo l'aspettativa di vita, perche' spero con tutto il cuore che qualcosa di ulteriore si possa fare.
Per favore, mi faccia sapere qualcosa ... se puo', mi indichi, per favore, anche l'indirizzo del suo ambulatorio.
Grazie.
Stefano

21/03/2009 

 

Gentile Stefano, io lavoro a Milano ed è facilissimo recuperare indirizzi e numeri anche solo da Google, ma le suggerisco di non farlo e di non cambiare il suo veterinario, perché è stato tempestivo, le ha offerto l’assistenza medica migliore e non ha alcun motivo per dubitare di lui. Alcuni linfonodi si possono asportare, ma se il chirurgo decide che un linfonodo debba essere sottoposto a biopsia o ad ago aspirato e che non vada asportato, non vedo ragione di non credergli. Non può lei trovare in rete dei motivi logici e giusti per dubitare del lavoro specifico eseguito da un chirurgo durante un determinato intervento effettuato sul caso singolo e specifico. Ci sono regole generali, ma nella medicina alla fine esiste solo il malato, per il quale la regola generale può non aver modo di essere applicata. Inoltre per chi non è medico è più facile fraintendere che capire, girovagando in rete a caccia di informazioni mediche. Attenda l’esito degli esami e si affidi per tutte le esigenze di Minnie al collega. Il recupero è più o meno lento in base all’età del gatto e al tipo di patologia. Nel suo caso purtroppo non ci sono gli elementi per aspettarsi un recupero rapido, mentre ci sono solo le basi per sperare che Minnie piano piano si riprenda, che il tumore sia stato rimosso completamente e che il tipo di neoplasia sia correlato ad una prognosi favorevole.

Un grande augurio, dott.ssa Nicoletta Bevere 
gentilissima dottoressa,
domenica scorsa,il mio labrador maschio,Leo,di quasi 7 anni,ha improvvisamente avuto una crisi epilettica,preceduta però dal vomito.Cioè ha prima vomitato e immediatamente dopo si è irrigidito e va bhe il resto si sa.Portato ad una clinica veterinaria,gli hanno fatto le analisi per accertare se avesse valori alterati,ma era tutto perfettamente nella norma.Premesso che Leo nn aveva ancora mangiato,che  nn era ancora sceso a fare i bisogni,che la crisi è passata da sola,durata circa 5 minuti,e che subito dopo è tornato il giocherellone di sempre,mangia senza difficoltà,anzi forse sto notando che è più affamato del solito,ma già da qlc tempo,
che a luglio si è accoppiato facendo 11 splendidi cuccioli,premesso tutto ciò,che cosa può essere successo????
La ringrazio anticipatamente e Le invio cordiali saluti

24/03/2009 

 

Gentile signora o signore, cosa può essere successo mi sembra che sia già stato definito: una crisi epilettica. Forse voleva chiedere da cosa può essere stata provocata questa crisi? Ci sono diverse malattie o stati patologici che sono in grado di determinare crisi epilettiche, ma farne un elenco non sarebbe d’aiuto. Quello che forse dovrebbe sapere è che nel suo caso, in cima alla lista delle probabilità (da un punto di vista statistico, diciamo), c’è l’epilessia primaria. Si tratta di una malattia in cui le crisi epilettiche compaiono senza che venga dimostrata alcuna patologia specifica.
Troverà maggiori informazioni a questo indirizzo.

http://nicolettabevere.blogspot.com/2007/10/crisi-epilettiche-ed-epilessia.html

Cordialmente, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Buonasera, il mio micio, Tigre di circa 1 anno, da cinque giorni è  diventato triste, mangia poco e non desidera uscire, se non per  qualche ora al mattino.
Quando è fuori preferisce starsene da solo sul tetto piuttosto che  giocare con gli altri mici del vicinato. Però non ha febbre, non  lacrima, nè tossisce e non presenta altri sintomi eclatanti.
Il veterinario che lo ha visitato non ha riscontrato niente di  anomalo, fatta eccezione per le tonsille che ha trovato un pò  ingrossate.
La cura prescritta: niente uscite per qualche giorno, DELTACORTENE  5mg, BAYTRIL flavour 15 mg.
Ho scoperto solo ora che DELTACORTENE è un cortisonico, posso  sostituire questo farmaco con un altro antinfiammatorio che non  contenga cortisone?
Se il veterinario avesse espresso una diagnosi più precisa sarei  stata più tranquilla, ma così, senza un sospetto vero, mi pare un pò  azzardato tentare con il cortisone.
O forse mi sbaglio.
Grazie in anticipo per la sua risposta
Tiziana U.

24/03/2009 

 

Cara Tiziana, vorrei dirle che sbaglia, ma non posso proprio. Ha perfettamente ragione. Con una visita non si può sempre evidenziare la causa del malessere, ma indipendentemente dal fatto che non c’è febbre, un gatto giovane che vive vita semilibera può avere una malattia infettiva per la quale il cortisone può essere come minimo di impaccio alla diagnosi (nel momento in cui si volesse ad esempio un titolo anticorpale) se non proprio di ostacolo alla guarigione (pensiamo ad un’emobartonellosi o a qualsiasi altra malattia per la quale l’integrità del sistema immunitario è fondamentale alla guarigione).

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Cara dottoressa Bevere,
ho letto la sua rubrica e ho tanto apprezzato le sue risposte puntuali e chiare e la sua disponibilità. Ho un labrador femmina di sedici mesi che come può immaginare è l'amore di casa. Vorrei sapere se un'alimentazione fatta solo di crocchette, se
pur di buona marca, possa favorire nel tempo l'insorgenza di patologie tumorali e se sarebbe per caso meglio un'alimentazione fatta da me. Non so, sono preoccupata per le continue notizie di cani che muoiono per patologie tali e mi domando se non si possa fare qualcosa di utile in proposito. La ringrazio anticipatamente con grande stima... Paola

27/03/2009 

 

Cara Paola, i tumori colpiscono maggiormente i nostri cani e la nostra immaginazione, adesso più che dieci anni fa, ma non è colpa delle crocchette, bensì è merito dell’aumentata durata della vita media degli animali da compagnia e della maggiore attenzione che si dedica alla prevenzione e alla cura delle malattie neoplastiche. Il paziente oncologico, mentre una volta poteva non ricevere nemmeno una diagnosi, oggi è oggetto di indagini accurate, di stadiazione, di terapie mirate (chirurgiche, radioterapiche, chemioterapiche) e in generale di maggiore attenzione. Alimenti il suo cane come vuole, ma essendo un Labrador le consiglio vivamente un mangime commerciale adatto a questa particolare razza.

Cordialmente, dott.ssa Nicoletta Bevere
 
 
Salve gentilissima dottoressa,le scrivo perche sono molto preoccupata perche el cane di mio fratello un pitbull di 1 anno appena compiuto sta veramente male.noi siamo di genova.l'abbiamo gia portato al suo veterinario,ma l'unica cosa che gli ha dato sono delle crochette che servono per pulire lo stomaco,ma il cane non vuole mangiare.e' da due gg che sta cosi e ci preoccupa molto perche essendo che il nostro cane jack e' sempre stato un cucciolo che gli piace giocare ed e' attivo.adesso non gioca piu vomita delle cose bianche.e ha la diarrea.mi preoccupa molto cosa possiamo fare?grazie

27/03/2009 

 

Gentile signora o signore, io non so perché il veterinario non vi abbia parlato di esami collaterali alla visita clinica (ad esempio l’esame delle feci, l’esame ecografico o l’esame radiografico dell’addome), forse lo ha fatto. Se la terapia iniziale, limitata alla sola correzione dietetica, non si mostra efficace e se un cane giovane e vivace smette di alimentarsi denunciando chiaramente uno stato di grave malessere, è necessario approfondire il quadro clinico con delle indagini strumentali e/o con esami di laboratorio. Dovete tornare dal vostro veterinario per aggiornarlo oppure rivolgervi ad un altro collega, ma dal vivo.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere 
buongiorno dottoressa,
le scrivo perchè da un paio di settimane il mio gatto misha presenta in modo evidente la terza palpebra.
abbiamo provato, su consiglio del ns. veterinario, sia un antistaminico, sia un antibiotico che un cortisonico.
i risultati sono stati deludenti, nel senso che è migliorato leggermente e pertanto non è guarito.
con il veterinario abbiamo escluso parassiti intestinali dopo l'esame delle feci ed in casa non abbiamo usato nuovi detersivi o acquistato delle piante per evitare anche le allergie.
essendo un gatto non particolarmente docile con gli estranei, abbiamo preferito tentare con diversi colliri prima di addormentarlo per fare tutti i vari controlli: emocromo, visita oculistica, ecografie e via discorrendo.
credo che a questo punto saremo costretti a farlo.
inoltre il ns. veterinario ci ha detto che avvolte anche in gatti sani può manifestarsi questa patologia, che se ne va da sola col tempo.
a me sembra una stranezza.
vorrei avere il suo prezioso parere, grazie.
marcella.

29/03/2009  

 

Gentile Marcella, il suo problema non è descritto con chiarezza perché “presenta in modo evidente la terza palpebra” può significare davvero troppe cose. Disidratazione, sindrome di Horner, congiuntivite, cheratite, uveite, neoplasia, malformazione della cartilagine della terza palpebra sono solo alcune delle condizioni che possono essere associate a quello che lei descrive in modo così generico. Il gatto va proprio visto dal vivo, ma al contrario di quanto lei scrive l’animale non va assolutamente addormentato o sedato prima che sia possibile osservare l’aspetto dell’occhio. Potrebbe bastare anche la sola osservazione (con il gatto nel trasportino di metallo) per capire di cosa si tratta.

Cordialmente, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Buongiorno, ho bisogno di aiuto... ho un pastore tedesco nato il 10.11.08, arrivato a casa è stato un paio di giorni accucciato negli angoli, e so che questo è normale ma il suo appetito era scarso così ho contattato l'allevatore il quale me lo ha confermato, dicendo che il suo appetito era vigoroso solo quando mangiava con gli altri cani, e di alimentarlo per una settimana con croccantini, già forniti da lui, per poi passare all'alimentazione casalinga. Così una volta terminati i croccantini forniti dall'allevatore, gli ho dato da mangiare croccantini per cuccioli, riso spezzato lessato con carne trita, parmigiano, mozzarella e latte, come consigliato dall'allevatore.Pur mangiando poco nel suo primo mese con noi è cresciuto 3 kg. Il problema è che, senza cause apparenti, il suo appetito è diminuito considerevolmente, specialmente dopo la terza sverminazione con una css di drontal plus. e ha smesso di crescere. Il suo peso attuale è di 7.200, quindi 500 gr in meno del peso di 20 gg fa. Contattata la veterinaria che ha fatto eseguire esame completo delle feci, risultato negativo, e gli ha prescritto un'alimentazione con hill's pd, periactin 4 ml per due e betotal 5 ml al dì. vista la sonnolenza provocata dal periactin, ha dimezzato la dose. Il cucciolo continua a non mangiare quello prescritto, ed io non so cosa fare. Sabato sera, disperata dopo un giorno intero di totale digiuno, gli ho fatto mangiare la mia bistecca di vitella ai ferri...gradita molto,osso incluso...la mia vete mi parla anche di nanismo ipofisario...l'allevatore dice di non aver riscontrato casi nel suo allevamento e mi parla di una coccidiosi, dicendo che a volte non si ritrovano parassiti nel primo campione di feci, e mi consiglia l'assunzione di bactrim, 1ml due volte al dì. il piccolo non ha avuto diarrea, ( ha emesso feci non formate 3 o 4 volte a distanza di giorni l'una dall'altra), alla visita veterinaria non è stato riscontrato nulla di anormale nell'addome ( non è gonfio nè dolorante), non ha vomitato, non ha febbre, è abbastanza vivace, anche se quando non assume il periactin ( sospeso dalla vete per un giorno) lo è di più. Ora, il quesito è: il mio Orso, questo è il suo nome, è un animale testardo, come dice sorridendo la mia vete, è affetto da qualche malattia dell'accrescimento o da una qualche prassitosi intestinale, che peraltro non dà sintomi, a parte l'inappetenza? E,come ci si comporta con un cane che vuole mangiare quel che vuole? per inciso, a volte mangia il pd, ma solo in barattolo....non ci sto capendo nulla, mi aiuti per favore..... cordiali saluti
angela

31/03/2009  

 

Gentile Angela, un Pastore tedesco (per di più di sesso maschile) che a cinque mesi pesa solo sette kg è molto al di sotto della soglia di normalità. Anche questa grave disappetenza, che sconfina nel rifiuto totale del cibo, è assolutamente anormale e non è compatibile con una semplice malattia parassitaria. Il suo Orso potrà anche essere testardo, ma è prima di tutto un cucciolo di cane. Un cucciolo che rifiuta il cibo e che presenta un accrescimento corporeo così al di sotto della norma è certamente affetto da qualche malattia. Mi trovo d’accordo con la collega nel ritenere che purtroppo vada preso in considerazione il nanismo ipofisario e suggerirei di valutare fin d’ora questa possibilità.

Un caro saluto, dott.ssa Nicoletta Bevere 

Gentile Dottoressa ho bisogno di un suo consiglio
il mio gatto, di anni 14 da qualche mese vomita e beve molto, abbiamo fatto gli esami e purtroppo il risultato dell’ esame della tiroide TT4 come valore è 244 la veterinaria mi ha dato come cura ½ compressa due volte al giorno di TAPAZOLE per tutta la vita del mio Nerino tenga presente che ha un inizio di insufficienza renale i globuli bianchi sono diminuiti 3800 mentre l’intervallo di riferimento è di 5000/18000 la dottoressa mi ha detto che rischia una cardiopatia e fibrillazione del cuore vi sono anche controindicazioni nella cura, ma perché nell’uomo la cura  non è per sempre?
Cosa mi consiglia?
La ringrazio per la sua gentile risposta
Maria Rosa Milano

31/03/2009

 

Gentile Maria Rosa, io le suggerisco di dare ascolto alla sua veterinaria e di iniziare la cura con il Tapazole. Ogni medicina ha delle controindicazioni, ma in generale l’ipertiroidismo ha più “controindicazioni” della terapia farmacologica usata per trattarlo!
Nell’uomo la somministrazione a vita del Tapazole ha delle implicazioni che nel gatto non esistono, essendo legate soprattutto alla lunga aspettativa di vita dell’uomo ipertiroideo rispetto all’aspettativa di vita del gatto ipertiroideo. Inoltre la distruzione farmacologica della ghiandola (che poi viene seguita dalla terapia ormonale sostitutiva) che si può fare nell’uomo, non si fa nel gatto, almeno non in Italia, per ragioni di ordine pubblico-sanitario.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere 
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