Il veterinario risponde
a cura della d.ssa Nicoletta Bevere

trentasettesima pagina

Buongiorno,
mi chiamo Anna e abito ad oggiono in provincia di lecco, sono 2 anni che possiedo un criceto russo e da 1 mese circa ho notato che sotto la zampina posteriore , + precisamente sotto le unghiette, si è formata un’escrescenza colore rosso carne, con forma a “ grappolo” della larghezza pari alla zampina del crici.
I primi giorni pensavo avesse schiacciato la zampina nella ruota, ma poi non sanguinando ed essendo asciutta, non riesco a capire cosa possa essere.
Vi chiedo cortesemente se mi potete dare un consiglio. Grazie saluti
Anna O.

01/09/2008

 

Gentile Anna, dalla sua descrizione sembra proprio trattarsi di una neoformazione. Per sapere più esattamente cosa sia è necessario eseguire almeno l’esame citologico (l’ago-aspirato) della lesione.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Salve!
L'11 agosto ho trovato un gattino abbandonato. Aveva ancora gli occhietti chiusi. Il veterinario mi ha detto che poteva avere al massimo 4-5 giorni e che di sicuro non sarebbe sopravvissuto senza il latte e le cure di mamma gatta. Oggi il gattino è ancora vivo, è aumentato di peso, beve volentieri il latte dal biberon, ha iniziato a camminare e a leccarsi e dopo ogni pasto giocherella un po' a pancia in su!
Sembra aver superato anche il raffreddore con l'aiuto di un antibiotico, lo Zimox, che ora non gli sto più somministrando.
Da qualche giorno però non riesce ad andare di corpo: ho provato di tutto (olio di paraffina, yogurt, massaggi al pancino, clisterini di acqua e sapone o camomilla), senza alcun risultato. Il veterinario dice che devo aspettare e il gattino al momento sembra non avere nessun problema, continua a voler mangiare regolarmente. Ormai siamo arrivati a 5 giorni e a mio parere non è affatto normale. Cosa posso fare? Penso sia inutile dare ancora olio al micio o fargli ancora clisterini. Cosa mi consiglia?
Grazie per la gentile attenzione, attendo con ansia sue notizie.
Cristina. San Salvo (Ch)

03/09/2008

 

Gentile Cristina, io se fossi il suo veterinario questo gattino vorrei vederlo dal vivo. Conviene portarlo dal collega e assolutamente smettere di somministrare per bocca in un animale così piccolo l’olio di vaselina senza l’attenta supervisione del veterinario.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Cara dott.ssa bevere , sono ancora Giusy da Palermo la ringrazio per la sua cortese risposta ,spero vista la sua disponibilità vorrà perdonarmi se torno a farle delle domande.
Lei mi dice di lasciare decidere al mio veterinario , ma come le ho precedentemente scritto ho consultato due
veterinari che hanno pareri discordanti. Uno vuole intervenire con nodulectomia l'altro con mastectomia subtotale o totale da decidere in sala operatoria. Quindi non so bene chi ascoltare , io sarei per la nodulectomia perchè meno invasiva, ma se avesse ragione l'altro
veterinario questa risulterebbe inutile perchè a suo parere  se il tumore non c'è si formerà di sicuro quindi sarei poi costretta a fare subire alla cagnetta un secondo intervento. Dalla sua risposta mi sembra di capire che questo è un dubbio non risolvibile con l'ago aspirato che non dà risposte significative e in questo avrebbe ragione
il veterinario che non intende praticarlo e vuole fare la nodulectomia.
Ma lei dott.ssa è d'accordo sul fatto che dei noduli mammari anche se fossero benigni daranno luogo a tumori o che la mastopatia essendo già una massa diventerà sicuramente cancro? alla mia cagnetta è spuntata anche una piccola pallina della grandezza di un pisello sul dorso (è proprio visibile quindi esterna sulla cute )può essere una cosa correlata ai noduli mammari?e ancora gli stessi veterinari consultati al di là del problema mammario mi dicono che la sterilizzazione essendo un intervento addominale è molto doloroso  e che la cagnetta ingrasserà almeno del 25%, é vero? Ci siamo accorti di questi noduli circa 4 mesi fa trova sia urgente intervenire? un intervento combinato di mastectomia e sterilizzazione o nodulectomia e sterilizzazione quanto cambierà la qualità della vita di elly? perchè vede le avevo già detto che sono in contestazione con mio marito che pensa non sia importante "quanto" debba vivere la mia cagnetta ma "come vivrà". Mi scusi ancora dottoressa se sono tornata ad importunarla e se posso essere stata ripetitiva ma sono ancora molto angosciata per questo problema.
La ringrazio anticipatamente se vorrà ancora rispondermi e la saluto affettuosamente.
Giusy S.

04/09/2008

 

Gentile Giusy, ho già letto tutte queste domande almeno in due delle sue precedenti mail e credo anche di aver già risposto, quindi mi scuserà se oggi sarò più sintetica, con il solo scopo di rendere le mie risposte il meno equivocabili e il più univoche possibile.
Prima domanda: non è sicuro, ma è possibile/probabile.
Seconda domanda: no.
Terza domanda: no se lei non vuole che accada.
Quarta domanda: se per urgente lei intende domani, la risposta è no. Se per urgente lei intende entro i prossimi mesi, la risposta è sì.
Quinta domanda: niente.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Gentile dottoressa Bevere,
ho letto un articolo sulle intolleranze alimentari pubblicato sul suo  blog e desideravo porle un paio di domande.
Ho una labradorina di due anni e tre mesi che per un anno ha sofferto  di otiti di malassezia ripetute a una frequenza incredibile. Dopo vari  tentativi del nostro veterinario di curarla e le continue recidive, il  fatto che avesse anche un po' di prurito concentrato soprattutto sul  muso e si leccasse con insistenza le zampe posteriori (disturbo preso  in precedenza per ansia da abbandono), ci ha fatto pensare a  un'intolleranza alimentare al mangime a base di pollo (secco, Natures'  Best della Hills's) con cui la nutrivo (nessun sintomo 
gastrointestinale).
Dopo 6 settimane di dieta ferrea con Dermatosis Eukanuba FP  (consigliato dal nostro veterinario) l'otite è completamente  scomparsa, la nostra labrador non si lecca più con insistenza le zampe  anteriori (finalmente abbiamo smesso di doverle mettere il collare  elisabettiano che le impediva di rovinarsele completamente), non  strofina più il muso sui nostri jeans e sulla sdraietta ruvida come  prima.
Che fosse davvero intollerante al pollo? Devo continuare per sempre a  nutrire la mia cagnolona con il Dermatosis? Quando posso ricominciare  a introdurre gradatamente gli alimenti che usavo prima per darle un 
premio (biscotti al latte o al calcio, mela, verdurine crude o  scondite, ecc.)? O dovrò non concederglieli mai più?
Sicura di una sua gentilissima risposta e nella speranza che il mio  caso un po' anomalo possa aiutare anche altri,Le invio i miei più cordiali saluti
Denise    -  Brugherio (Mi)

04/09/2008

 

Gentile Denise, può iniziare con i test di provocazione dopo la completa risoluzione dei sintomi e comunque non prima di 8 –10 settimane dall’inizio della dieta privativa. I test di provocazione richiedono che venga somministrata una singola fonte proteica o una singola fonte di carboidrati alla volta. Ad esempio tra la decima e la dodicesima settimana il cane sarà alimentato con la dieta ipoallergenica + un po’ di pollo: se ricompare la sintomatologia allergica vuol dire che il cane ha un’intolleranza al pollo, altrimenti no e il pollo potrà essere normalmente somministrato (sempre come fonte proteica isolata: questo non vuol dire che si possano somministrare “crocchette a base di pollo”). Si prosegue così, di due settimane in due settimane fino a testare il maggior numero possibile di antigeni.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Gentilissima dottoressa Bevere,
le scrivo da Aprilia provincia di Latina. Ho una gatta di 14 anni, a cui nel 2006 è stato diagnosticato un tumore alla tiroide benigno con conseguente insufficienza renale e cardiaca. Con la dovuta terapia (1/4 al mattino e 1/4 alla sera di tapazole, 1/2 alla sera di fortekor), sono giunta sino ad oggi nel migliore dei modi. Adesso mi ritrovo con la gatta di nuovo inappetente, affannata e dimagrita. Il veterinaio ha detto che un rene è partito, il cuore è tachicardico ed è disidratata. Mi ha detto di praticarle qualche flebo con le vitamine per 5 - 6 giorni per vedere se c'è un miglioramento. Nel caso questo non dovesse accadere, e non mi ha dato speranze, dovrei decidere sull'eventuale soppressione. Decisione per me difficile. Avrei bisogno in un consiglio entro domani, poichè ho appuntamento dal veterinaio per decidere sul da farsi. La ringrazio anticipatamente. Caterina 

05/09/2008

 

Gentile signora, questa rubrica in generale non si presta ai consigli urgenti perché non è online. Le rispondo comunque, anche se la mia risposta non arriverà certo in quel giorno di “domani” al quale lei fa riferimento.
Io, prima di sopprimere la gatta, controllerei i valori degli ormoni tiroidei e soprattutto farei una ecocardiografia e una radiografia al torace, per capire i motivi del disturbo respiratorio. “Un rene è partito” non mi dice niente di buono, in quanto deduco che non siano stati eseguiti esami del sangue.
Secondo me, se non vuole sottoporre la micia ad eutanasia senza sapere se c’è qualche possibilità di cura, c’è ancora molto da fare.

Un grande augurio, dott.ssa Nicoletta Bevere
 
 
Alla cortese attenzione della Dott. Bevere Nicoletta
Gentile dottoressa volevo chiederle un informazione riguardo il mio cane:
Yorkshire nano 6 anni maschio
Ogni qualvolta che usciamo se annusa per terra ed io non me ne accorgo dopo un po' trema con la bocca e bava per i primi 10 minuti premetto subito che se succede gli sciacquo subito la bocca con acqua fresca ma vorrei sapere se e' normale.
In più colgo l'occasione per chiederle se sa indirizzarmi qualche prodotto per lavarlo poiché in commercio ce ne sono tanti vorrei prenderne uno più adatto a lui e "più sicuro".
Anticipatamente la ringrazio
Vincenzo da Sorrento

05/09/2008

 

Gentile Vincenzo, il comportamento descritto è molto comune nel cane maschio non castrato (sebbene non invariabilmente presente) e assolutamente normale: accade quando il cane trova una traccia olfattiva particolarmente interessante, come quella lasciata da una cagnolina in calore, ad esempio.
Per quanto riguarda la seconda domanda, le mie preferenze vanno al Leniderm shampoo, al Ribes Pet shampoo-balsamo e a Edren shampoo, ma ve ne sono altri in commercio comunque ottimi.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Gentilissima Dott.ssa,
sono ancora Cristina da San Salvo (Ch).
Il mio gattino, che ormai ha quasi raggiunto il suo primo mese di vita, allo stato attuale sta decisamente meglio!
Nella mia precedente mail probabilmente non era chiaro che avevo portato comunque il micio dal veterinario (e per di più diverse volte!); proprio dopo averlo visitato ed effettuato lui stesso un ennesimo clisterino mi aveva detto che ormai non si poteva fare altro che aspettare. Ho deciso qualche giorno fa, però, di consultare un altro veterinario che ha effettuato al micetto un clisterino di lunghezza maggiore, riuscendo con facilità a farlo andare di corpo, finalmente dopo quasi una settimana! Inoltre mi ha consigliato di ripetere io stessa l'operazione fra qualche giorno, rassicurandomi sul fatto che la stitichezza del gattino al momento è del tutto normale.
Lei pensa che il micetto riuscirà ad essere autonomo per i suoi bisogni quando sarà un po' più cresciuto? Che tipo di  alimentazione mi consiglia per lo svezzamento e per evitare la stitichezza?
Ringraziandola ancora per i suoi preziosi consigli, la saluto cordialmente.
Cristina

06/09/2008
 

Gentile Cristina, penso che il problema sia destinato a risolversi e non è detto che il gatto abbia bisogno in futuro di un mangime particolare per evitare la stitichezza. Comunque, se così fosse, l’unica regola generale è che è meglio un alimento umido rispetto ad uno secco. Alcuni gatti poi si scaricano più facilmente con alimenti ricchi di fibra, mentre per altri la fibra aggrava la costipazione. Per la mia esperienza uno dei mangimi che meglio si adatta ad un gatto con tendenza alla costipazione (ma ripeto, non è detto che sia il suo caso), è m/d Hill’s in lattina.
Un grande augurio al suo micetto!

Dott.ssa Nicoletta Bevere 
Gen ma dottoressa
ho una femmina di pastore tedesco di 4 anni e mezzo sterilizzata lo scorso anno. Ha sempre goduto di ottima salute, oraa a ferragorto ho notaro l'ano arrossato dopo un bagno al fiume. Portata dal veterinario mi è stato diagnosticato "fistole perianali" e prescritta la cura di antibiotici e cortisone per 20 giorni (clindacyn 150 e deltacortena). ho terminato la cura lo otto giorni or sono. Nel periodo di cara la !"sacca" che si era formata, il rossore sembravano scomparsi, pronti a ritornare sospesa la cura. ora ho notato anche in zona dei piccoli "buchini" e a volte un a goccia di sangue. L'alimentazione ora è limitata a crocchette di agnello e riso o pesce e patate. Una volta o due a settimana le faccio bollire della malva e li dentro ci cuocio del riso e aggiungo del pollo. ogni giorno la lavo con saugella e le faccio impacchi di calendula.... Cosa posso fare di più? Il veterinario mi ha detto che se non rispondeva alla cura le avrebbe cominciato una cura immunosoppressiva, ma è molto cara, la si deve fare a vita e non sempre ci sono delle buone risposte. Concorda? La ringrazio anticipatamente!

08/09/2008

 

Gentile signora o signore, il collega purtroppo ha ragione sul fatto che la terapia sia molto cara, soprattutto all’inizio. La risposta generalmente è eccellente e man mano che passano i mesi il dosaggio del farmaco viene ridotto, anche se difficilmente la terapia può essere del tutto sospesa: quindi sì, in genere bisogna curare il cane per tutta la vita.
Oggi tuttavia c’è la possibilità di sostituire la terapia sistemica a base di ciclosporina (eventualmente ciclosporina + ketoconazolo per abbattere il costo della ciclosporina, diminuendone il dosaggio) con una terapia topica a base di tacrolimus, riducendo drasticamente i costi. Provi a chiedere al suo veterinario cosa ne pensa, magari facendogli leggere questa mia risposta.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere 

Gentile Dottoressa,
le scrivo da Torino perché ho un forte bisogno di essere rassicurata e di avere delle risposte che ancora oggi non mi sono state date.
Cercherò di essere il più sintetica ed esaustiva possibile ed ovviamente di non annoiarla troppo.
Nel mese di Febbraio 2007 ho adottato presso un gattile di Moncalieri (TO) due gatti felix di circa 8 mesi. Mi era stato detto che erano entrambi felv negativi.
Ad aprile di un anno dopo il maschio ha iniziato a perdere appetito e a dimagrire a vista d’occhio. Aveva problemi respiratori e dopo una diagnosi di banale raffreddore l’ho portato in una clinica dove gli è stato diagnosticato un linfoma pleurico dovuto quasi sicuramente alla felv. Probabilmente i mici all’età di 8 mesi si trovavano nel periodo finestra e per questo risultavano negativi. Dopo una inutile seduta di chemioterapia ho deciso di ricorrere all’eutanasia. Sul corpicino non è stato effettuato l’esame felv e quindi non ho mai avuto la certezza della positività. Avendo a casa la femmina (sua sorella) le ho fatto fare l’esame fiv e felv ed è risultata fiv negativa e felv debolmente positiva (dico debolmente perché nello stick si vedeva appena appena un’ombra).. l’avevo data per spacciata poi vedevo che non si ammalava mai. 3 mesi dopo mi cade dal 2° piano, la porto dal veterinario e per curiosità le ho fatto rifare l’esame felv. E’ risultata negativa. Era luglio di quest’anno (quindi 2008)
Una settimana fa (inizio settembre 2008) decido di adottare un micino piccolo, vedo l’annuncio di un adozione in uno studio veterinario e mi informo soprattutto per quanto riguardava la felv, mi dicono che i micini sono sani e che i genitori erano entrambi negativi. Prendo il piccolino e lo porto a casa. Ovviamente con lettiera e ciotole in comune. Avevo notato già dal primo giorno una respirazione un po “strana”, diaframmatici e superficiale ma chiedendo telefonicamente a vari veterinari mi era stato detto che era normale visto che il micino era piccolo. Dopo cinque giorni di convivenza (durante i quali la micia e il gattino si annusavano appena) ho deciso di portare il gattino dal veterinario. Viene fatta una lastra e gli trovano del versamento pleurico ma niente febbre. Gli viene somministrato un antibiotico + la cura a casa e vengo congedata. Non contenta vado da un altro veterinario il quale mi parla di possibile FIP. Gli dico che il mio veterinario di prima l’aveva assolutamente esclusa poi si parlano al telefono (i due medici) e viene fuori che dalla lastra sembrerebbe esserci pure del liquido addominale. Da lì viene ipotizzata da tutti e due la possibilità della FIP. Ricoverano il piccolino in terapia intensiva e mi danno per la micia a casa dell’interferone liquido x 7 giorni (poi 7 di pausa e poi di nuovo 7 giorni di cura) + la lisina (una bustina nella pappa una volta al giorno per 30 giorni). Due giorni dopo il gattino muore (oggi). Adesso sono in attesa del pcr….
A questo punto avrei un po’ di domande da porle.
Ma la negativizzazione felv significa che la micia è portatrice sana (e che quindi può attaccare gli altri gatti)oppure che ha espulso il virus e quindi tutt’oggi corre il rischio di prendere la felv se viene a contatto con soggetti positivi? Le chiedo questo per capire se il micino ha magari contratto la felv e non la fip
A cosa serve l’interferone e la lisina? Potrebbe contrastare il virus nel caso in cui la micia ne è venuta a contatto?
Adesso la micia è completamente asintomatica, mangia, corre e gioca.. quant’è il periodo di incubazione del virus (sempre nel caso in cui il pcr dà esito positivo ovviamente)?
Insomma da quello che le ho scritto secondo lei quale rischio corre la gatta di ammalarsi di FIP e di morire?
La ringrazio anticipatamente per la pazienza e il tempo che mi dedicherà
Saluti
Elena P
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08/09/2008

 

Gentile Elena, la negativizzazione al test per il FeLV significa che nel sangue del gatto non c’è una quantità di antigene virale dosabile: cioè non è presente una quantità di virus sufficiente per essere “vista” dal test. In questo caso si ritiene che il gatto, dopo l’infezione, abbia sviluppato una risposta immunitaria che ha eliminato il virus o che comunque ne ha talmente abbassato la carica (si intende per carica virale appunto la quantità di virus), tanto che questa è al di sotto della soglia di sensibilità del kit diagnostico utilizzato. In questa situazione il gatto non viene considerato “portatore sano” e non è in grado di infettare un altro gatto. Per quanto riguarda il suo stato immunitario, la micia dovrebbe avere un titolo anticorpale protettivo nei confronti del FeLV, ma che io sappia non esiste un test che dosi questo titolo anticorpale. Se vuole più sicurezza riguardo questo, può far vaccinare la gatta contro il FeLV una volta ogni tre anni.
L’interferone che lei sta usando immagino sia di tipo alfa, per via orale, a basso dosaggio. Non ha attività antivirale, ma solo attività immunostimolante. La lisina è un aminoacido essenziale che partecipa alla produzione degli anticorpi e quindi le è stata prescritta di nuovo allo scopo di aumentare le difese immunitarie del gatto.
Per quanto riguarda il virus della FIP, se le interessa conoscere la possibilità che la gatta sia stata esposta al coronavirus (indipendentemente dalla PCR del gattino deceduto), può far dosare il titolo anticorpale nel sangue di quest’ultima. Se è negativo, stia tranquilla. Se è positivo, stia tranquilla lo stesso, perché pur essendoci la possibilità che la gatta sviluppi la FIP, si tratta di un evento improbabile. L’età nella quale la FIP si manifesta di solito è entro i tre anni di età oppure dopo il decimo anno di età.
Purtroppo non è un evento sul quale lei ha possibilità di controllo, e non si conoscono terapie in grado di diminuire con certezza le probabilità, pur basse, che un gatto si ammali.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Buongiorno,
volevo chiederle un parere a proposito del mio gatto di 12anni. Circa una settimana fa nel prenderlo in braccio abbiamo notato (a fatica perchè ha moltissimo pelo) due palline, una più piccola vicino all'attacco della zampa anteriore e una più grande all'attacco di quella posteriore. Al momento nel toccarlo non sembra dargli fastidio e lui all'apparenza sta bene. L'abbiamo portato dal veterinario e da una visita generica la sua diagnosi è che si tratta di tumori e ci ha subito proposto un esame citologico. Ci siamo astenuta da una risposta subito affermativa perchè oltre l'età avanzata soffre di asma e prende ogni tanto delle punture di cortisone e l'ultima volta (3anni fa) che gli è stato fatta l'anestesia per l'asportazione di un dente ha fatto molta fatica a risvegliarsi. Ci ha detto che verrebbe sedato in modo leggero (senza nulla è impossibile perchè nonostante sia di casa è molto selvatico) ma ci chiediamo se è realmente utile, dal momento che l'operazione sarebbe rischiosa per i problemi respiratori e ci sono già 2 palline col pericolo di metastasi magari. Un'eventuale operazione che non elimina il rischio di recidive, comporterebbe anche una chemioterapia?
La ringrazio per l'attenzione,
cordiali saluti
Massimo D.

10/09/2008

 

Gentile Massimo, sui rischi della sedazione nel vostro caso specifico non ho elementi per rassicurarvi né per mettervi in guardia, non conoscendo lo stato di salute del gatto. Però di solito se un gatto si fa visitare, nel senso che è possibile palpare i linfonodi, auscultare il torace, osservare le mucose esplorabili senza che l’animale abbia reazioni pericolose per l’operatore, ecco se è possibile fare tutto ciò, è anche possibile effettuare il prelievo citologico per agoinfissione di una piccola neoformazione cutanea senza sedazione. Si tratta davvero di una procedura semplicissima e rapida. E’ proprio un attimo.
Qualsiasi domanda su operazioni rischiose, metastasi, chemioterapia, recidive è prematura e vincolata a troppi “se”. Prima si fa l’esame citologico, e poi si può, forse, sapere qualcosa del resto.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Gentile Dottoressa, sono Vittorio, vorrei un suo consiglio: ho in casa da circa un anno e mezzo una gatta sterilizzata e vaccinata anche contro la leucemia ,a febbraio ho accolto in casa un gatto di cinque anni, sterilizzato, la cui proprietaria era deceduta, il gatto mi sembrava sano, molto spaventato anche perchè era rimasto fuori per diversi giorni e terrorizzato per il nuovo ambiente , é stato per più di un mese sotto un mobile, inavvicinabile,mi avevano detto che era stato vaccinato , almeno per i primi anni e così non ho fatto i soliti controlli di rito : contro la leucemia e l'aids. A luglio ho preso una gattina di poche settimane e ho preceduto ai controlli che sono risultati negativi. La piccina ha avuto diversi inconvenienti e per questo motivo ho ritardato le vaccinazioni. Oggi ho portato i due mici dal veterinario , ho ripetuto i test per la piccina e sono risultati negativi e ho proceduto a fare i test al gatto adulto : è risultato positivo alla FIV. Il gatto sta bene mangia ,dorme , defeca in modo normale. E' stato un colpo.Ora non so cosa fare, in casa mi consigliano di allontanarlo , per il bene delle due micine. Io sono combattuto, voglio lo stesso bene ai miei tre mici ,ma allontanando uno salverei gli altri da un contagio "possibile "da una malattia terribile.I gatti dormono insieme, si lavano reciprocamente, mangiano in ciotole diverse ma spesso si rubano il cibo e defecano nelle stesse lettiere.La ringrazio anticipatamente se potesse aiutarmi a prendere una decisione.

10/09/2008

 

Gentile Vittorio, si tenga i suoi tre gatti!! Il virus della FIV non si trasmette con il semplice contatto, ma si trasmette con le stesse modalità dell’HIV!!! Il suo gatto si terrà il FIV, che con ogni probabilità non gli darà alcun problema, e le altre due micie faranno la loro vita senza correre alcun minimo pericolo. Stia tranquillo e si tenga i suoi tre gatti: se qualcuno le dice qualcosa di diverso, si tappi le orecchie.

Cari saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere 
cara dottoressa Nicoletta,ho letto le sue risposte ma non ho trovato cio 'che mi preoccupa.. sabato 6 ho dovuto far abbattere la mia micia di 11 anni per un tumore mammellare e subito dopo ho preso una gattina in un centro animali abbandonati : pur essendo magrissima la mia veterinaria ha constatato la buonasalute, ha dedotto che ha un mese e mezzo,  le ha fatto il vaccino feligen, e facendo un analisi delle feci mi ha dato da darle felex...questo ieri, da stamattina la piccola vomita e ha diarrea,devo dire che da quando l'ho a  casa spazzola tutto cio che le metto nella ciotolina ( mi pareva che la pappa fosse troppa tutta insieme)che cosa e' successo'?'stava bene e ora ?? puo essere una reazione al vermifugo?? la ringrazio tanto tanto per la risposta 
dott.Linda F.
 

11/09/2008

 

Gentile Linda, tutto può essere, ma la cosa più probabile è che la gattina abbia solo bisogno di tempo e che non sia abituata ad avere l’accesso a quelle quantità di cibo. Io suggerirei di ripetere al più presto l’esame delle feci e passare ad un alimento iperdigeribile (tipo Intestinal o I/d) somministrato in quantità piccole e frequenti. La diarrea può essere controllata con un adsorbente associato oppure no a del metronidazolo (no inibitori della peristalsi), ma sono certa che la sua veterinaria, una volta informata della situazione, le saprà dare tutte le indicazioni necessarie.

Cordialmente, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Salve,
Scrivo da Firenze, ho una gatta di 11 anni. Verso luglio le è stata diagnosticata l'insufficienza renale, e dopo la cura dalle analisi del sangue siamo riusciti a farla star meglio se non per il fatto che fa sempre fatica a mangiare..
Ieri l'ho riportata dal veterinario perchè mi sono accorta che continua a sbavare.. Il vet, vedendole la bocca mi ha detto che ha un brutto tumore che ormai ha preso base della lingua e palato. Non le ha fatto neanche la biopsia, mi ha dato del cortisone (va d'accordo con l'insufficienza renale?) e antibiotici. La mia domanda é: devo portarla da un altro dottore e farle fare la biopsia o continuo così? La gatta fa le fusa, mi chiede il cibo anche se a fatica mangia..
Non so cosa fare, sono disperata per il fatto che sì mi mancherà da morire, ma vorrei capire quando è il momento si farla sopprimere, non voglio farla soffrire.. Riuscirò a capire quand'è il momento?


12/09/2008
 

Gentile signora, mi dispiace molto. Il cortisone non va troppo d’accordo con l’insufficienza renale, ma come si dice… ubi maior, minor cessat: la priorità è stata data alla lesione orale, considerata dal suo veterinario di gravità superiore alla malattia renale. Comunque, visto che le è stata data una notizia molto brutta e che a supporto di questa prognosi infelice non le è stata proposta né una diagnosi istologica né una possibile terapia specifica (che in alcuni casi allunga notevolmente la vita e ne migliora di molto la qualità), il mio suggerimento è di sentire un secondo parere. Un oncologo naturalmente sarebbe meglio.

Cordialmente, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Buonasera,
Le sto scrivendo per avere un Suo consiglio relativo alla sterilizzazione della mia gattina. Io abito vicino al mare in provincia di grosseto e nel 2003 ho trovato una gattina di circa 2 mesi; subito dopo qualche giorno le sono venute delle croste nelle orecchie ed altri sintomi con l'ulcera indolente ecc....Le sono stati somministrati cortisonici, il keforal che le provocò un pò di allergia, le si era gonfiato il musetto senza però altre conseguenze. Attualmente teniamo sotto controllo il granuloma eosinofilico dandole cibo ipoallergenico, e qualora si manifesta la curiamo con il synulox. A causa di questi eventi ho sempre avuto timore di farla sterilizzare, per paure di qualche reazione all'anestesia, e quindi quando si presenta il calore la teniamo in casa senza darle nulla. Vorrei avere un uo parere, secondo lei farei bene a farla sterilizzare? ho sentito dire che le gatte non sterilizzate sono soggette a cisti ovariche e tumori mammari. Cosa si
 potrebbe fare per rendere un eventuale intervento "senza rischi"?
Grazie per la Sua disponibilità.
Sara.

12/09/2008

 

Gentile Sara, le sue informazioni sono esatte e farebbe molto bene a farla sterilizzare. Nessun intervento è senza rischi, ma vi sono procedure anestesiologiche e chirurgiche che consentono di minimizzare questi rischi. La presenza durante l’intervento di un anestesista veterinario e il fatto che venga praticata l’anestesia gassosa usando i farmaci migliori costituisce un’ottima garanzia che le procedure usate siano sicure.

Cordialmente, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Gentile Dott. Bevere, sono Silvana di Perugia. Circa 20 gg. fa Le ho scritto perché la mia gattina (16 anni) un mese fa ha avuto cistite emorragica e la mia vet.l'ha subito trattata con0,8 di Baytril sottocute+1ml Bentelan+40cc.glucosata al 5%. Dopo 5 giorni la presentava inappetenza, atonia del treno posteriore e spossatezza, così la vet. mi ha fatto sospendere la terapia ma dopo 4 gg. ha avuto una ricaduta e così le ha prescritto di nuovo Baytril sottocute (0,7)+Bentelan (1ml)+ glucosata (20 cc)+fisiologica (20cc)+ strimulfos (6 ml) per 10 gg. Dpo alcuni gg. dallo stick dell'urina risultava un alto tasso di glucosio, così ho scritto a Lei e Lei mi ha risposto che poteva trattarsi di diabete. Abbiamo comunque sospeso il Bentelan e i parametri sono tornati nella norma. Trascorsi i 10 gg. di Baytril sottocute, la vet. ha prescritto altri 10 gg. di Baytril in compresse e, un giorno sì e uno no,  Ringer lattato (20cc) + Stimulfos (0,7). Alla fine della terapia abbiamo sospeso tutto. Lo stick dell'urina era normale, la gatta ha ripreso a mangiare, è ancora debole e un po' incerta sulle zampe, ma molto migliorata.
Purtroppo però ora è insorto un altro problema. Nel giro di 12 gg ha avuto 3 "crisi convulsive" (si sdraia sul fianco, agita in modo incontrollato il corpo e le zampe per qualche secondo (ma non sbava e non perde urina o feci) poi si rialza barcollando per qualche passo poi si riprende). La vet. mi ha detto che si tratta di "crisi eclamptiche da insufficienza renale" e ha prescritto 1/4 scarso di Luminalette al dì. Ora io mi chiedo: se lo stick dell'urina dava valori normali e l'ecografia (effettuata 6 mesi fa) dava risultati discreti, è possibile ciononostante ipotizzare che tali crisi siano determinate da insuf. renale? Non potrebbe essere un effetto tossico da Baytril (somministrato per 25 gg. e sospeso 5 gg. fa?). Ma di cosa di può trattare? Epilessia? La prego, mi aiuti Lei. Io non so più che fare, non ci capisco più niente e non vorrei peggiorare le cose con terapie inadeguate.
La ringrazio infinitamente e aspetto impaziente una sua risposta. Cordiali saluti. Slivana


12/09/2008

 

Gentile Silvana, non ho mai visto un solo gatto, nemmeno quelli con 12 di creatinina, avere crisi epilettiche in corso di insufficienza renale, a meno che non fossero in punto di morte. E non è il suo caso. Non lo so, mi piacerebbe vedere gli esami del sangue della gatta: il calcio, il fosforo, la creatinina, l’urea e la glicemia. Per crisi eclamptica si intende crisi ipocalcemica. E’ stata controllata la calcemia della gatta? Anche questa sua seconda mail purtroppo invece di una risposta, riceve una domanda. La sua gattina è molto anziana e tutto può accadere, ma se vuole sapere che cosa sta succedendo deve far fare almeno degli esami del sangue. Se questi fossero più o meno normali, l’epilessia potrebbe dipendere semplicemente da una lesione cerebrale, che è dal punto di vista epidemiologico la prima causa di epilessia nel gatto sopra i dieci anni di età.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere

 

Buongiorno dottoressa le scrivo perché ho un labrador di 10 anni ma da qualche mese  anche piu di sei mesi ha una specie di respiro affaticato e rauco in pratica il cane quando si muove o si agita ha sempre la lingua fuori e ha sempre questo respiro agitato e rauco e affaticato cosa da cosa o quale patologia possa dipendere ad un restringimento della trachea ??
La ringrazio di una possibile risposta
Cordiali saluti
Maurizio V.   Inzago Milano

16/09/2008

 

Gentile Maurizio, l’affanno del suo cane indica una diminuzione o comunque una scarsa efficienza dello scambio respiratorio. Affinchè la respirazione (intesa come scambio di anidride carbonica con ossigeno) avvenga in modo adeguato alle esigenze dell’organismo, è necessario che tutti i livelli del sistema lavorino bene: deve esserci una certa quantità di emoglobina nei globuli rossi, una certa quantità di globuli rossi nel sangue, una buona pressione sanguigna, non devono esserci ostacoli allo scambio a livello dell’interfaccia aria-sangue nel polmone e non devono esserci fenomeni ostruttivi o costrittivi a livello delle vie aeree (per arrivare al suo “restringimento della trachea”). In pratica senza una visita non si può assolutamente capire dove sia il problema, perché in teoria un problema del genere può essere a qualsiasi livello del sistema. Inoltre dopo la visita con ogni probabilità andranno presi in considerazione diversi approfondimenti diagnostici (esami del sangue, radiogrammi del torace, ecocardiografia a seconda del risultato della visita clinica).

Cordialmente, dott.ssa Nicoletta Bevere

 
 
Egr Dottore,
buongiorno, ho due bovari del bernese di 17 mesi di circa 40 kg ed è da qualche mese che non vogliono più mangiare le crocchette e quindi sono passato a fare il pasto casalingo,cucinando giornalmente a testa gr 350 di carne bovina+gr 100 di riso soffiato ammollato nel brodo,un cucchiaino di olio di oliva e qualche carota stracotta.
Vorrei sapere se occorre aggiungere delle vitamine o se questo tipo di menù contiene sufficienti vitamine.
Inoltre al mattino bevono mezzo litro di latte scremato (le feci vanno bene) , una ricottina gr 100 a mezzodì e poi mezzo panino duro dopo i pasti.
Ringrazio e porgo distinti saluti
mario


16/09/2008
 

Gentile Mario, niente integrazioni ma solo un po’ più di grassi. Può quintuplicare o decuplicare (specie in inverno) la quantità di olio vegetale.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere \
Ho un pastore tedesco di 9 anni affetto da fistole perianali, sto per iniziare il trattamento con ciclosporina 10mg/Kg per la prima settimana poi a scalare 5mg/kg per il resto del mese, ho letto in un articolo dell'univ di Torino della possibilità di associare l'immunosoppressore con il ketoconazolo potrei avere maggiori in formazioni in merito e magari un riferimento bibliografico da poter presentare al mio veterinario, per ottimizzare la terapia e, cosa di non poca importanza i costi, considerando che il mio cicciolotto pesa soltanto 60 kg????
Il trattamento chirurgico è sempre da escludere???
La ringrazio sin da ora per la disponibilità e la cortesia!!!!

18/09/2008

 

Gentile signora o signore, per prima cosa peserei accuratamente il cane, perché 60 Kg per un Pastore Tedesco sono davvero un’enormità, a meno che non si tratti di un animale gravemente obeso (che quindi va curato al più presto). Per quanto riguarda la sua domanda, deve sapere che da alcuni anni esiste una scuola di pensiero che considera superato il trattamento chirurgico delle fistole perianali del Pastore Tedesco, a causa dell’altissima frequenza con la quale, a tale intervento, segue la recidiva. La malattia ha invece dimostrato di rispondere bene alla ciclosporina, un farmaco immunosoppressivo davvero efficace e molto ben tollerato. L’unico fattore che può trattenere dal suo utilizzo è l’elevato costo iniziale della terapia: per un Pastore Tedesco, si può trattare grossomodo di 500-700 euro il primo anno, a seconda del peso del cane. Questo costo in seguito viene abbassato in quanto il protocollo terapeutico prevede la progressiva diminuzione della dose somministrata fino a trovare la posologia minima efficace.
Al fine di abbassare il costo del trattamento è stato messo a punto un protocollo che prevede l’utilizzo, assieme alla ciclosporina, del ketoconazolo. Si tratta di un farmaco che, interferendo su alcuni enzimi epatici, allunga il tempo di permanenza della ciclosporina nel sangue, permettendo di abbassarne notevolmente il dosaggio. Alcuni veterinari non amano questa associazione farmacologica per la possibile tossicità epatica del ketoconazolo e quindi non la prescrivono, ma esistono comunque studi che la supportano. In ogni caso secondo me è sempre opportuno fare un bilancio del rapporto rischi-benefici assieme al proprietario: tra il rischio di affaticare un po’ il fegato con il ketoconazolo e la certezza di non poter accedere del tutto alla terapia a causa del suo costo, mi pare che il cane (se potesse parlare) vorrebbe prima di tutto essere liberato dalla sofferenza delle fistole. Da alcuni anni inoltre le fistole perianali vengono trattate con il tracrolimus (Protopic). Questo trattamento, essendo topico, andrebbe riservato solo alle lesioni meno profonde: spesso perciò lo si può applicare solo dopo la terapia orale con ciclosporina come terapia di mantenimento, ma dipende dal caso specifico. Il tacrolimus costa molto meno della ciclosporina. Per quanto riguarda il riferimento bibliografico, il collega o lei stesso/a può trovarne decine su PubMed senza che io vi condizioni con una pubblicazione in particolare, visto che ci sono tante cose da sapere, molti pro e molti contro.

Cordialmente, dott.ssa Nicoletta Bevere
 
 
Buongiorno, volevo un'informazione: è possibile che un gatto maschio, adulto in condizioni di salute normalissime, possa in 15 gg. aver contratto e aggravatosi al punto di doverlo sopprimere, per grave infezione di leucemia felina?
Grazie e distinti saluti
Antonio  (Caserta)


18/09/2008

 

Gentile Antonio, per come è posta la domanda, la risposta è no: contrarre il virus, cominciare a manifestare i primi sintomi e aggravarsi fino a divenire terminale richiede senza alcun dubbio un tempo superiore a quello da lei riferito, trattandosi di una malattia con un periodo di latenza generalmente lungo e con un andamento cronico.

Cordialmente, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Gentile Dott.ssa Bevere,
Mi ero già avvalsa dei suoi utili consigli in passato. Le vorrei sottoporre ora un caso veramente anomalo, vista la giovane età del soggetto.
Si tratta del mio gatto birmano maschio di 11 mesi. Prima di arrivare al punto vorrei riportarle un'anamnesi generale, poichè potrebbe trovare qualche informazione utile.
Ho preso questo gattino a gennaio, all'età di tre mesi. Il gatto è sempre stato molto attivo, giocherellone quasi allo sfinimento. Sin dai primi mesi però, abbiamo notato che il micio dopo un minuto di gioco scalmanato, aveva un respiro affannoso. Portandolo dal veterinario, non veniva riscontrato nulla se non una leggera infiammazione alla gola. A maggio il micio ha avuto dei problemi di diarrea; l'ho portato subito dal veterinario il quale ha esaminato anche le feci trovandole negative. Abbiamo fatto una terapia di bimixin per 5 giorni associandovi l'enterogermina e il problema intestinale è sembrato risolto. Nel frattempo ho fatto nuovamente presente che lo strano affanno del gatto continuava a presentarsi durante i momenti di gioco. La visita, all'apparenza non ha dato alcun risultato, per cui il mio veterinario ha deciso di fare una radiografia toracica per verificare che tutto fosse regolare. In seguito alla radiografia, il dottore ha deciso di avvalersi della collaborazione di una dottoressa di sua conoscenza per fare un'ecocardio ed accertare che non vi fossero problemi cardiaci. E anche il risultato di questi esami non ha evidenziato niente che potesse giustificare l'affanno. L'unica cosa che invece si notava dalla radiografia era un'ansa intestinale leggermente alterata, ma che è stata giudicata abbastanza normale da mio vet, perchè proprio in quei giorni il micio aveva avuto gli episodi di diarrea di cui sopra.
E' arrivata l'estate e soprattutto un caldo terribile e fra i mesi di giugno e luglio il micio ha mangiato un pò meno e si è dimostrato più mogio, come del resto anche l'altra mia gatta birmana di 7 anni. Comunque, fino a prima della partenza per le ferie agli inizi di agosto, la sua crescita era stata costante arrivando a pesare 3,9kg.
Dal 20 di agosto circa, al rientro dalle ferie, il micio ha cominciato nuovamente a fare diarrea. Ho pensato che potesse essere stato anche un pò lo stress per il lungo viaggio in auto, il cambiamento di ambiente e in attesa che il mio vet rientrasse dalle ferie, ho riadoperato la stessa terapia col bimixin e l'enterogermina.
Stavolta, la diarrea non è passata e così nella clinica veterinaria di fiducia, mi sono affidata ad un altro medico che mi ha suggerito il fermenturto e lo stomorgyl 10. Siamo alla fine di agosto, il gattino pesa 3.7kg e non migliora, inoltre non riesco a somministrargli lo stomorgyl.
I primi di settembre rientra il  mio veterinario il quale lo visita, rifà gli esami delle feci che risultano negativi e un emocromo, negativo anch'esso. Quindi dice di dargli lo stomorgyl ancora per qualche giorno. Siamo arrivati a lunedì 8 settembre, il gattino pesa 3,5kg, 400g in meno rispetto ai primi di agosto.
Ennesima visita, analisi del sangue complete anche di FIV e FeLV, risultate tutte negative; il medico durante la palpazione sente un rigonfiamento nell'addome e decide di fargli subito un'ecografia addominale. Da lì evidenziano un ispessimento della parete intestinale di 7mm. Immediatamente partiamo con una terapia di urbason 0.3ml x 2 volte al giorno e stomorgyl, sempre 2 volte al giorno. Il lunedì successivo ovvero il 15 settembre, facciamo un'altra ecografia dalla quale risulta che l'ispessimento si è ridotto a 4,5mm. Da qui la riduzione della dose di urbason a 0.3ml x 1 sola volta al giorno. Nel frattempo il gatto alterna feci molto molli a feci normali. Il veterinario decide di richiamare la dottoressa che gli aveva fatto l'ecografia al cuore qualche mese prima, perchè la sua strumentazione ecografica è più avanzata e giovedì 18 di mattina gli fanno un'altra ecografia e un ago aspirato. Il prelievo dell'ago aspirato purtroppo non è diagnostico a causa dell'esiguo numero di cellule prelevate.
Le riporto di seguito il referto di quest'ultima ecografia:
Fegato: ecogenicità e dimensioni normali, margini regolari, colecisti alitiasica;
Milza: parenchima normoecoico, dimensioni aumentate;
Tratto G.E.: stomaco normale, tratto duodeno digiunale con mancanza di stratificazione, spessore moderatamente aumentato 4,1mm, linfonodi regionali attivati;
Rene dx: distinzione cortico midollare lievemente diminuita
Rene sin: distinzione cortico midollare lievemente diminuita
Vescica: normodistesa, alitiasica
Diagnosi: Quadro ecografico di alterazione a livello intestinale con tratto duodenale digiunale ispessito con perdita di stratificazione, linfonodi intestinali ingrossati.
Il mio veterinario a questo punto, pur non avendone la certezza diagnostica, ritiene che si tratti di un carcinoma. L'unico modo per scoprirlo sarebbe fargli un prelievo bioptico. Da qui subentra però una riflessione molto più ampia: nel momento in cui avessimo la certezza che si tratti di un tumore, io dovei aver già deciso di procedere con l'asportazione del pezzo di intestino interessato e la chemio, altrimenti saperlo o non saperlo non ci cambierebbe nulla. Se si trattasse invece di una forte infiammazione, in quel caso la terapia di urbason che ora abbiamo portato a 0.2ml x 2 volte al giorno insieme al flagyl dovrebbe risolverla e quindi la biopsia sarebbe inutile.
Il gatto fra domenica 14 e martedì 16 è andato di corpo regolarmente, mentre nei giorni successivi ha alternato nuovamente feci molto molli a feci normali.
Ha meno appetito di prima, ma comunque chiede cibo e mangia. Attualmente pesa 3.6kg.
Ieri mattina ha fatto un pochino di feci molli e pochi minuti fa è andato di corpo facendo sempre feci molli e normali insieme.
Tralascio di raccontarle la mia disperazione nel pensare di dover vedere andare via nel peggiore dei modi il mio cucciolo di 11 mesi: non riesco a farmene una ragione. Le chiedo se lei ha un'idea o un'opinione diversa, se le siano mai capitati casi analoghi, se lei ritiene che possano esserci delle forti infiammazioni che si manifestino in maniera così aggressiva, per un periodo così lungo e con tali esiti ecografici. E a tal proposito, che terapia adotterebbe?
Infine, le chiedo se l'aver ingoiato un corpo estraneo, come una coda di un topo di peluche, possa causare situazioni come questa. Abbiamo questo dubbio, perchè lui ha sempre avuto l'abitudine di masticare qualsiasi cosa e non abbiamo mai più trovato questa coda di peluche che lui ha strappato dal topo.
Le chiedo infine la sua opinione sulla chemioterapia nella cura di queste forme tumorali, anche se mi sembra di capire che nessuna sia risolutiva, ma che serva solo ad allungare di qualche mese la vita del paziente.
Le chiedo scusa per la lunghezza di questa email, ma mi premeva darle tutti gli elementi. La ringrazio anticipatamente per la sua disponibilità e il suo tempo.
Cordiali saluti,
Manuela      -       Firenze

21/09/2008

 

Gentile Manuela,  molte delle sue preoccupazioni sono infondate e molti dei presupposti sui quali lei basa le sue decisioni sono assolutamente errati dal punto di vista scientifico (un esempio: “…Se si trattasse invece di una forte infiammazione, in quel caso la terapia di urbason che ora abbiamo portato a 0.2ml x 2 volte al giorno insieme al flagyl dovrebbe risolverla e quindi la biopsia sarebbe inutile…”), di modo che anche le sue conclusioni non possono essere che fuorvianti e sbagliate. Cancelli tutto. Se fossi io ad occuparmi del suo micio mi comporterei così: una prova di due settimane volta a sondare la possibilità che il gatto abbia una comunissima intolleranza alimentare. Se la prova desse esito negativo le proporrei, avendo lei già eseguito l’eco addome, una biopsia a tutto spessore dell’intestino (non un’enterectomia). Il suo gatto è giovanissimo e, non essendo ancora stato sottoposto al test della dieta privativa, è assolutamente prematura qualsiasi domanda che non abbia come unico scopo quello di conoscere la diagnosi e la prima diagnosi da escludere è quella dell’intolleranza alimentare. Per i particolari del test la rimando a questo articolo.

http://nicolettabevere.blogspot.com/2007/09/intolleranza-alimentare-e-diagnosi.html

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Buongiorno dottoressa.
Scrivo dalla provincia di Chieti e spero vivamente che mi possa aiutare.
Ho preso in casa circa 4 anni fa una gattina di pochi mesi. Prima che compisse 1 anno l'ho fatta sterilizzare.Circa 1 anno fa ha cominciato a fare saltuariamente pipì a terra o sul divano, pur essendo abituata ad andare nella sua cassetta. Negli ultimi 6 mesi l'ha fatto sempre più frequentemente, tanto che non riuscivo più a togliere il cattivo odore dal divano. Presa dalla 'disperazione', un mese fa l'ho portata nel giardino che c'è sotto casa (vivo in appartamento), dove c'è anche un altro gatto randagio. Trascorsi i primi giorni nascosta chissà dove, ora sembra essersi adattata piuttosto bene. So che non imparerà a procurarsi cibo da sola, per cui le porto da mangiare tutti i giorni. Però la sera miagola a lungo, calmandosi se scendo a farle un po' di coccole, mentre lei fa le fusa. La sera, quando era a casa, era abituata a venire sulle mie ginocchia a farsi coccolare, le bastavano anche pochi minuti, ma se non lo facevo reclamava vivacemente. Può essere che soffra di solitudine? Che le manchi la casa? Che le manchiamo io e i miei figli?
Secondo lei, se decidessi di riprenderla in casa le farei ancora più male facendole cambiare ancora abitudini? Ormai si è abituata a fare in giro i suoi bisogni, potrebbe tornare a farli nella cassetta? Dovrei farla vaccinare di nuovo, come quando l'ho adottata? Cosa più importante
di tutte, quella specie di 'incontinenza' che aveva si può curare, correggere? Come?  A volte sembrava quasi farsela addosso per la paura: se la prendevo in braccio all'improvviso, o se mi avvicinavo subito dopo averla sgridata. Sono tentata di riprenderla in casa, ma l'idea che ricominci a farmi pipì dappertutto mi spaventa. A proposito, sul divano ho anche provato uno spray repellente per gatti, ma la cosa è quasi peggiorata, come se ne fosse attratta. Mi scusi se mi sono dilungata.
La saluto cordialmente
Manuela

21/09/2008

 

Gentile Manuela, il fatto di avere un gatto che urina sul divano è cosa molto avvilente e stressante per qualsiasi essere umano, per cui la decisione crudele e sbagliata che lei purtroppo ha preso è parzialmente comprensibile e potrebbe trovare delle lievi attenuanti. Tuttavia il fatto che lei in questa mail sia così candida e sincera, e che con la più totale noncuranza mi racconti che ha abbandonato il suo gatto, mi spinge ad intrufolarmi in questa sua scelta e dirle che è stata orribile e che l’abbandono degli animali è un reato. Io la posso aiutare a risolvere il problema delle urine sul divano, ma in cambio lei deve portarsi a casa questo rimprovero, e senza prendersela. La sua micia era abituata a dormicchiarle sulle ginocchia, a ricevere coccole e amore dagli esseri umani, a stare riparata dal freddo e dal caldo, lontana dal traffico, dalle aggressioni di gatti e cani, mentre ora si ritrova fuori dal proprio ambiente, allontanata da quelli che fino a pochi giorni prima erano i suoi compagni. Quando si porta in casa un animale, abituandolo alla vita domestica e alla nostra compagnia, non lo si può piazzare nel giardino condominiale come se niente fosse. 
Quindi: riporti la micia a casa sua e poi segua diligentemente queste istruzioni.
1. MAI punire o sgridare il gatto, ma farlo giocare almeno per 15 minuti al giorno, promuovendo così uno stato emotivo rilassato e positivo.
2. Lasciare sempre cibo a disposizione in diverse ciotoline sistemate in più ambienti della casa.
3. Rendere accessibili al gatto diversi luoghi rialzati (sedie, scaffali, scatoloni, mobili, mensole, davanzali), liberandoli da suppellettili e libri, lasciando qualcosa di morbido sopra questi ripiani. E’ buona cosa lasciare aperto qualche armadio dove un gatto timido e disturbato andrà volentieri a rifugiarsi. Fare una casa a misura di gatto, dove il momento del riposo e dell’isolamento sia libero da tensioni.
4. Garantire la presenza (almeno inizialmente) di due cassette igieniche, con una sabbia non profumata di granulometria media, riempite per almeno 5 cm. Feci e urine vanno rimosse dalle lettiere tutti i giorni e la sabbia va cambiata completamente una volta alla settimana.
5. Per le pulizie bisogna evitare completamente candeggina e ammoniaca. Pavimenti e cassette igieniche possono essere lavate con detergenti neutri, mentre tappetini, cuscini e coperte dove il gatto ha fatto pipì vanno fatte sparire.
Bisogna rimuovere bene le tracce di urina il più possibile con detergenti neutri, che facciano davvero il loro lavoro, cioè che puliscano senza coprire l’odore della pipì con un odore più forte, altrimenti il gatto riconoscerà ugualmente la propria traccia di urina, la quale funge un po’ da attrattivo per le successive eliminazioni, ma sarà disturbato dall’odore coprente e aggressivo del deodorante.
6. Non chiudere mai le porte delle stanze. Non isolare il gatto in una stanza durante la nostra assenza.
7. Gli imbottiti, che ovviamente non possono essere allontanati da casa, sui quali il gatto ha spesso urinato, vanno ricoperti con la plastica per pavimenti usata dagli imbianchini. In questo modo renderemo al gatto molto poco invitante il divano e nello stesso tempo potremo tenere aperte tutte le porte senza rischio che l’urina macchi gli imbottiti. E’ una cosa temporanea.
8. Eliminare tutti i deodoranti ambientali, soprattutto quelli attaccati alle prese più vicine al pavimento, che maggiormente interferiscono con la vita olfattiva del gatto. Non usare repellenti.
9. Acquistare Feliway Spray e seguire le istruzioni del prodotto.
10. Leggere e stampare interamente questo articolo, dal quale sono estratte le istruzioni appena riportate. Farlo leggere a tutte le persone adulte che si occupano del gatto.

http://nicolettabevere.blogspot.com/2008/09/eliminazioni-urinarie-inappropriate-nel.html

Un caro saluto, dott.ssa Nicoletta Bevere

 
Ringrazio fin da ora per la risposta che vorrà darmi ed un prezioso aiuto. ho un gatto di razza normale, ad ottobre farà un anno, circa 3 settimane fa una mattina lo trovo con un occhio gonfio, (è un gatto d appartamento , esce solo sui balconi), lo portato dal vet e la diagnosi è congiuntivite forte. prescrive u  collirio che a base cortisone fa il suo effetto dal giorno dopo. da allora nno è + lo stesso gatto, nno gioca +, sembra depresso, l'unica cosa positiva è che mangia. lo portato xchè non ero convinta e scopro che aveva la febbre 39,6....fatta prima iniezione, poi dopo 3 giorni con antibiotico che mettevo nella pappa , nno vedevo miglioramento, lo riportato . fatto ricovero di un giorno , fatti prelievo di sangue , no a leucemia e hiv. fatta radiografia, e da li scopro ha un linfonodo ipereattivo. operato, ma nessun miglioramento. operato il 16 , ma la febbre nno va via, sono andata fino a sabato per fargli fare iniezione di antibiotico. sono preoccupata. dimenticavo che a gli anticorpi bassi e il suo fisico non collabora. lunedi ancora iniezione.....cosa devo pensare?mi aiuti. grazie liliana cremona

21/09/2008

 

Gentile Liliana, ma che tipo di intervento è stato eseguito e a che scopo? Qual è stata la diagnosi prima del misterioso intervento? Quali alterazioni ematochimiche sono state riscontrate? Che cosa le hanno detto i miei colleghi? La sua mail purtroppo è troppo vaga e priva di qualsiasi informazione perché le si possa dare risposta.

A presto, se recupera qualche dato. Dott.ssa Nicoletta Bevere 
Ciao Bairo e lists,
volevo sapere le vostre esperienze in merito: uno
dei miei Angeli ha avuto un ictus giovedì sera (dopo la morte di Niko, ci mancava solo questo).
Gerico è un Bracco Italiano, ha 14 anni e mezzo, è sordo e cieco da un occhio. Adesso tremola tutto, non sta bene in piedi, è incontinente e non sempre è presente con la testa.
La mia vet. mi ha dato due medicinali, il Senilife e il Karsivan. Ho iniziato Sabato ma ancora non vedo miglioramenti, se non un pochino alla sera.
Secondo voi? Avete esperienze, consigli, qualcosa? Lui soffre? Ha più bisogno di qualcosa? Sono confusa, e tristissima...lo vedo spegnersi
ogni giorno, non so cosa fare di più!!!
Aiuto!    Elena   -  Reggio Emilia

22/09/2008

 

Gentile Elena, la diagnosi riferita è solo un sospetto diagnostico e non è supportata da alcun tipo di indagine specifica volta a chiarire il problema neurologico. Per questi motivi è possibile che le terapie prescritte non abbiano alcun effetto. Se vuole sapere qualcosa di più sul disturbo che ha colpito il suo cane, deve chiedere alla collega di metterla in contatto con un neurologo per una visita e una consulenza specialistica.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Buongiorno, purtroppo da qualche giorno è stata diagnosticata al mio meticcio di 6 anni( attraverso radiografia ed ecocardiogramma) un soffio al cuore localizzato alla valvola mitralica. La valvola mitralica è leggermente ispessita. Al momento il problema è ad uno stadio iniziale, ma la veterinaria cardiologa mi ha detto che è purtroppo una patologia degenerativa. Poichè ho avuto pareri discordanti in merito, mi sa dire se ci sono degli accorgimenti da adottare per rallentare il decorso della malattia? Ho chiesto anche della possibilità di un intervento chirurgico ma la dr.ssa mi ha detto che se ne fanno molto pochi e con scarso esito. Per quanto riguarda alimentazione/stile di vita, cosa posso fare per il mio piccolo Snoopy? Sono molto affezionata a lui e farei qualsiasi cosa per migliorare/allungare la sua vita.
In media quanto vive un cane con una malattia di questo tipo?
Attendo cortese riscontro e porgo cordiali saluti
Giorgia M.

22/09/2008

 

Gentile Giorgia, per quanto riguarda la dieta esistono degli alimenti specifici per cani con malattie come questa (CV Purina, Early Cardiac e Cardiac Royal Canin, k/d e h/d Hill’s), mentre lo stile di vita deve comprendere una costante, moderata attività fisica e il controllo del peso. A questo aggiungo che sarebbe utile una visita veterinaria di controllo ogni 6-12 mesi, in base alla quale il veterinario potrà decidere se effettuare una nuova radiografia toracica, oppure una nuova ecocardiografia, oppure niente. Per quanto riguarda la sopravvivenza si parla di diversi anni. Si goda il suo Snoopy e stia tranquilla!

Cordialmente, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Buongiorno dott.ssa Bevere, mi chiamo Annalisa e le scrivo da Rimini.
Da circa due anni e mezzo ho una coniglia testa di leone dal pelo piuttosto lungo. Inizialmente, quando era un cucciolo, le pettinavo il mantello periodicamente e le spuntavo le unghiette.
Poi però, crescendo, ha cominciato a malsopportare le operazioni di pulizia e a divincolarsi ogni volta che tentavo di pettinarla,ecc..tanto che ho deciso di lasciar perdere.
A causa dell'incuria, ora ha unghie lunghe e cumuli di pelo e vorrei rimediare, ma non so come comportarmi. Esiste un modo per sedarla senza effetti collaterali?
O dovrei lasciare che se ne occupi un veterinario?Altrimenti non saprei proprio a chi rivolgermi per la toelettatura di un coniglio...Può darmi lei un consiglio?
Ringraziandola anticipatamente, le porgo cordiali saluti.
Annalisa

23/09/2008

 

Gentile Annalisa, assolutamente la porti da un veterinario. Vedrà che riuscirà ad effettuare il taglio delle unghie senza alcun bisogno di sedare l’animale e senza alcun pericolo di far male inutilmente (con un contenimento inadeguato) al vivace coniglietto.

Cordialmente, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Gent.ma Dott.ssa Bevere,
volevo chiederle un parere a proposito del mio cane di 5 anni. Due anni fa gli era stata diagnostica una cisti ossea alla zampa anteriore (l'osso era talmente poco che in laboratorio avevano detto che era insufficiente ma quel frammento era tessuto normale). Era stato monitorato per 6mesi con le lastre e la situazione era stabile. La settimana scorsa ci siamo accorti di un aumento spropositato della cisti e l'abbiamo portato dal veterinario. Dalla lastra risulta che potrebbe rompersi facilmente ora perchè di osso ne è rimasto ben poco e l'immagine non è molto "bella". Due anni fa era stato escluso un tumore ma a questo punto il veterinario non sa se può esserci stata una trasformazione in qualcosa di maligno. Ci ha prospettato due soluzioni: un'operazione con inserimento di placche ( che da una parte sconsiglia perchè il cane non sta fermo e potrebbe rompersi) o l'amputazione totale di tutta la zampa. Da una parte non vorrebbe nemmeno fargli la biopsia perchè il tessuto rimasto è poco e teme di rompergli la cisti con l'ago. Cosa ne pensa?
La ringrazio,
Cordiali saluti        Massimo D.

23/09/2008

 

Gentile Massimo, per il trattamento di una cisti ossea non si dovrebbero prendere in considerazione interventi demolitivi come l’amputazione dell’arto! Il mio consiglio è di sentire un secondo parere, in quanto rispetto alle due possibilità terapeutiche che lei mi ha riferito, ci sono altre opzioni da sondare.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Gentile Dott.ssa,
la mia gatta di un anno e tre mesi da qualche tempo tossisce. Ho iniziato a notare la cosa un paio di mesi fa, e quindi l'ho subito portata dal veterinario; all'inizio si era pensato che potesse dipendere da una tonsillite, visto che la gola era un pò arrossata, o a dei tentativi di espellere un bolo di pelo. Così per precauzione prima delle vacanze le ha prescritto un antibiotico e ho iniziato a darle la pasta Actinorm (non senza difficoltà!!) per i boli di pelo. Il problema però non si è risolto; inoltre ho notato che la tosse si manifesta subito (cioè nel giro di 1-2 minuti) dopo aver bevuto o mangiato (soprattutto il cibo umido, molto meno con i croccantini); a volte si può ripresentare anche dopo qualche minuto. Così ho chiamato nuovamente la veterinaria, la quale  mi ha consigliato di farle fare una radiografia per escludere che il disturbo fosse causato da un'ernia iatale o qualche altra patologia importante. Dalle 3 radiografie (di cui una con bario) non risulta esserci assolutamente nulla. Il veterinario che ha eseguito la radiografia ipotizza che forse la tosse potrebbe essere dovuta a un reflusso gastro-esofageo, così mi ha prescritto la sospensione orale Antepsin, da somministrare a stomaco vuoto 1 ora prima dei pasti. Dopo qualche giorno di terapia non mi sembra che la situazione sia cambiata. L'impressione che ho quando assisto a queste brevi crisi di tosse è che sembrano dovute al fatto che il cibo o l'acqua che la gatta assume vadano "per storto", e non tanto a un reflusso gastro-esofageo. Non capisco come mai da piccola non ha mai avuto questo problema e poi improvvisamente si è manifestato a circa 1 anno di età.
Le condizioni di salute generali della gatta sono ottime, non ha altri sintomi, respira normalmente, l'appetito è invariato e si comporta con vivacità.
Vorrei conoscere il suo parere riguardo questo strano disturbo.
Grazie
Susanna - Roma

23/09/2008

 

Gentile Susanna, non credo che si verrà facilmente a capo di questo sintomo, il quale potrebbe dipendere in effetti da un piccolo disturbo della deglutizione. Il fatto è che la tosse è un sintomo molto generico, essendo evocata da diversi stimoli ed essendo la risposta irritativa di diversi segmenti delle vie aeree (faringe-laringe, trachea, bronchi, vie aeree inferiori). La deglutizione è d’altro canto un’attività complessa, che richiede il coordinamento neuromuscolare e l’integrità anatomica di diverse strutture. Per analizzare esattamente questa tosse che segue la deglutizione, bisognerebbe osservare il fenomeno con metodiche video o cinefluoroscopiche, mentre si verifica. Non so se la gravità del sintomo possa giustificare il ricorso ad una diagnostica che solo molto indaginosamente si potrebbe applicare allo studio della deglutizione del gatto.
Il mio suggerimento è di somministrare all’animale l’alimento che meno dà problemi e stare a vedere.

Cordialmente, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Gentile Dott.ssa Bevere,
Innanzitutto la ringrazio per la tempestiva risposta. Naturalmente, i presupposti che lei definisce errati sono quelli del veterinario al quale mi sono affidata e visto che lui ritiene che il mio gatto abbia già due zampe nella fossa, sono sollevata dal fatto che lei abbia un'opinione diversa.
Ho inoltre letto con interesse l'articolo sulle intolleranze alimentari e in merito a questo le faccio una domanda precisa: ritiene quindi che sia possibile che un'intolleranza alimentare possa dare un ispessimento della parete intestinale, con mancanza di stratificazione e linfonodi ingrossati? Le sono capitate casistiche simili? Ritiene che per intraprendere la strada della dieta privativa dovrei avere un supporto veterinario che mi indichi gli alimenti corretti oppure potrei cominciare provando ad acquistare ad esempio z/d della hill's e Hypoallergenic della Royal Canin?
Se non fosse un'intolleranza alimentare, lei procederebbe con una biopsia; contrariamente alle alternative presentatemi dal veterinario, possono esserci casistiche diverse dal carcinoma, dal linfoma e da una forte infiammazione, che possano dare un quadro clinico del tutto simile a quello del mio gatto? Mi sembra inoltre di capire che in caso di infiammazione intestinale, lei non ritenga che la terapia corretta sia il cortisone.
Mi rendo conto che il caso è troppo complesso per poter essere valutato via email, ma sicuramente è importante in questo momento avere un'idea dei possibili scenari, in modo che io possa valutare altre strade oltre alle uniche due "a senso unico" che mi sono state prospettate.
Grazie ancora e buon lavoro.
Manuela     -   Firenze

23/09/2008

 

Gentile Manuela, provo a rispondere a tutte le sue domande. Prima domanda: veramente lo dice il referto ecografico che lei mi ha riferito nella precedente mail. Seconda: sì, ma raramente, in quanto io procedo in modo diverso (in un gatto giovane e sano prima di fare altro inizio la terapia dietetica e poiché il 90% risponde, non devo fare altre indagini). Terza: come preferisce. Quarta domanda: non riesco a darle una risposta perché non ho capito bene dove vuole arrivare. Cioè: la risposta sarebbe sì (ci sono molte altre cause di diarrea cronica) e no: la biopsia si fa fondamentalmente per differenziare la flogosi dalla neoplasia, se occorre (e di solito non occorre) e per diagnosticare il tipo di neoplasia, se di neoplasia si tratta.
Prima di dire che si deve dare il cortisone bisogna essere sicuri di aver sottratto il gatto a tutti gli antigeni alimentari cui è possibile sottrarlo (e per ora il suo caso non è complesso per nulla).
Poiché il suo modo di porre le domande ha l’aria di voler “mettere all’angolo” il suo interlocutore, e poiché lei mi sembra alla ricerca di certezze che non può avere (adesso), vorrei aggiungere una considerazione: la medicina non è una scienza esatta, e in particolare la diagnosi di una diarrea cronica procede necessariamente per “prove ed errori”. Deve darsi da fare lei (non lo può fare il suo veterinario) con la diagnosi dell’intolleranza alimentare, tenersi qualche dubbio e iniziare fiduciosamente a credere che la malattia del gatto possa rispondere ad una dieta privativa. Faccia sapere fra qualche mese.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere
 
G.le dott.ssa Bevere,
le scrivo dalla provincia di Salerno per ricevere chiarimenti in merito alla micosi del gatto ed al suo grado di contagiosità. Mi spiego, da circa un mese ho accolto in casa un cucciolo di gatto, che sto curando da tre settimane con Itrafungol. Purtroppo alla prima visita veterinaria non è stato riconosciuto il problema e dopo una settimana di lieta convivenza io, la mia cagnetta e quanti hanno avuto contatti diretti col micino ci siamo ritrovati coperti di macchie e croste ed ora siamo tutti in cura con antimicotici orali (griseofulvina al cane per un mese) e locali (il dermatologo ha parlato di tigna). Al momento sembriamo tutti in via di guarigione (anzi il gattino è quello che sembra stare meglio di tutti ed è anche l'unico che non ha mai avuto macchie pruriginose ma solo mancanza di pelo un po' su tutto il corpo). Quello che più mi preme è sapere per quanto tempo il gattino sarà contagioso (lo sto tenendo in isolamento e cerco di tenere puliti tutti gli ambienti che ha frequentato). Il mio veterinario sostiene che un gatto che ha contratto la micosi una volta resta un soggetto a rischio per sempre, perché potrebbe restare un portatore sano o contrarre nuovamente il fungo non appena le sue difese immunitarie si abbassano, e che farei bene a tenerlo alla larga da me e dai miei familiari? E' vero? Non potrò mai stare tranquilla? Non ho intenzione di dar via con tanta leggerezza questo cucciolo che ha fatto di tutto per farsi soccorrere e adottare ma non vorrei nemmeno che la sua presenza costituisse un pericolo per tutti quelli che "ci" frequentano.
La ringrazio fin d'ora per la pazienza che avrà nel leggere la mia posta e per la sua risposta, che attendo con ansia.
Cordiali saluti, Stefania

24/09/2008

 

Gentile Stefania, la dermatofitosi è una malattia molto comune nei gattini. Spesso guarisce spontaneamente, man mano che il sistema immunitario dell’animale acquista maggior competenza e che le sue condizioni di salute migliorano. Noi veterinari, anche se sappiamo che la malattia guarisce spontaneamente, curiamo sempre la dermatofitosi di un gatto di casa e anche in modo molto “aggressivo” perché si tratta di una zoonosi, cioè è una malattia contagiosa per l’uomo. Ossia il trattamento è volto principalmente a proteggere l’uomo e l’ambiente, perché il gatto per lo più guarirebbe anche da solo! Nel momento in cui la malattia viene trattata bene, con prodotti sistemici come l’itraconazolo (quello che sta usando lei), la guarigione è rapida e definitiva nel 98% dei casi. Il gatto non diventa un portatore sano e non potrà più infettare uno di voi.
Questo fenomeno si verifica invece nei gatti che non vengono curati: molti guariscono dalla malattia (come già detto), ma continuano ad ospitare una minima carica di dermatofiti: in questo caso infatti il sistema immunitario sconfigge la malattia ma può non portare alla totale eliminazione del fungo. Questo non è il vostro caso: nel vostro caso la terapia con l’itraconazolo porterà alla totale scomparsa dell’agente infettivo e voi potrete verificare l’avvenuta “sterilizzazione” (termine molto improprio) del pelo del gatto attraverso un esame micocolturale di controllo eseguito dopo spazzolamento del mantello. Stia tranquilla e si tenga il suo micio!

Cordialmente, dott.ssa Nicoletta Bevere 
cara dott.ssa,
...luna, la mia yorkshire dopo 10 bellissimi anni forse mi sta lasciando...
da 2 giorni (oggi è il terzo)non mangia, se beve vomita quasi istantaneamente, e barcolla quando cammina. E'nel suo lettino e non reagisce più di tanto.
il vet stamattina le ha trovato la glicemia alta (tra 300 e 400), e ipotermia (36.2). le ha fatto una flebo fisiologica e una puntura di insulina....fra un pò la riporto da lui per rifare il controllo...mi sta lasciando, vero?

25/09/2008

 

Cara signora, mi dispiace molto per Luna. Forse oggi, nel momento in cui le scrivo, la sua cagnolina è già altrove. Io le posso solo mandare un abbraccio forte e l’augurio di trovare vicino a sé persone che comprendano e condividano con lei questo momento tristissimo.

Un caro saluto, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Le scrivo per avere informazioni su eventuali cure per il mio gatto che:
respira male,a volte apre e chiude meccanicamente la bocca con conseguente arrossamento della mucosa orale, dorme sempre, è debole, mangia poco ma spesso, starnutisce, beve e vomita spesso.
Premetto che il mio gatto ha passato da un po' i 10 anni (purtroppo non conosco l'età esatta perchè l'ho trovato). Il veterinario dopo avergli fatto una radiografia ha detto che la trachea è molto dilatata, i polmoni gli sono inservibili poichè erano quasi completamente neri e nello stomaco c'era molta aria. Dopo gli ha fatto una puntura che gli ha procurato un giovamento effimero di circa un giorno (infatti respirava meglio e ha mangiato molto) ma nei giorni successivi è tornato come prima.
Le chiedo cortesemente qualche consiglio perchè non riesco sopportare la sua sofferenza.
Distinti saluti,
Alessandra

26/09/2008

 

Gentile Alessandra, purtroppo gli elementi della mail sono troppo poveri. Dalla sua lettera io capisco che la gatta ha una grave difficoltà respiratoria associata a malessere generale. Oltre a questo forse è anche presente un problema del metabolismo, denunciato dalla sete e dal vomito. Il fatto che il gatto abbia più di dieci anni è ininfluente. Un quadro come questo non può essere definito dalla sola descrizione dei sintomi e nemmeno con una visita, ma necessita di diversi approfondimenti. Se la risposta ad un malessere così grave è un’iniezione (di cortisone, immagino), c’è qualcosa che non va, o da parte della gestione medica o da parte delle richieste del proprietario. Io non posso darle una cura, né posso sapere cosa sia successo tra lei e il suo veterinario, ma il mio vivo consiglio è di trovare per il suo gatto una strada affinchè possa essere curato e assistito come merita.

Un grande augurio, dott.ssa Nicoletta Bevere  
Gentilissima dott.ssa, avrei bisogno di un suo parere a conferma di un utilizzo corretto di " mangimi complementari " per un cucciolo di 5 mesi di pastore tedesco.
Seguito da un veterinario, mi ha consigliato l'utilizzo del calcio ( neo Calcio AD3 - Bayer) 1 misurino al g., oltre a 2 compresse vitamine (attivoTabs-Bayer) e una cps di "Condrogen MTL" al di.- il suo mangime è "PROPLAN puppy large"- La confusione mi aumenta, perché secondo le opinioni di commercianti di mangimi ed altri: non è necessario somministrare del calcio o altro, perche i mangimi sono completi di tutti i valori nutrizionale di cui il cucciolo ne ha bisogno.
Per timore di conseguenze sulla formazione scheletrica del cucciolo, somministro l'intera terapia consigliatami.
Inoltre a causa di una caduta durante il gioco, sono circa 20 gg. che il mio cane zoppica e non vedo miglioramento, mi è stato consigliato di darle del FELDENE ( 1/2 cps al di. per 3-4 gg.) - Le sarei molto grato di un suo parere, perché confesso di avere dubbi e confusione su tutto questo.
la ringrazio anticipatamente
Donato

28/09/2008

 

Gentile Donato, il calcio non si dà e le ragioni di questo sono note più o meno da trent’anni, credo. Ma forse qualcosa meno.
Per quanto riguarda la zoppia del cane, deve dubitare moltissimo del fatto che l’animale zoppichi perché è “caduto” mentre giocava. E’ infatti molto difficile che durante un sempice gioco un cucciolo subisca un  cosiddetto “trauma maggiore”, ossia un trauma di tale gravità da causare una lesione importante, tanto da determinare zoppia per tre settimane. E’ molto più facile invece che un “trauma minore” sia andato a disturbare una lesione latente, ossia una malattia che se ne stava buona buona ad aspettare l’occasione giusta per dare i primi sintomi. E chi le ha prescritto il Feldene? Non è un antinfiammatorio che si usa nel cane in prima istanza.
Il consiglio mio è di trovare un collega che si occupi bene di questa zoppia, che visiti il cane, localizzi la sede algica (gomito, anca, ecc.) e che infine le proponga le diagnosi differenziali e le indagini atte alla diagnosi definitiva.

Cordialmente, dott.ssa Nicoletta Bevere
 
 
Salve ho un cagnolino meticcio di taglia piccola di 8 anni, sono due giorni che ha iniziato a vomitare giallo, il veterinario mi ha dato il plasil per il vomito ma il cagnolino rimane sempre nella cuccia, non mangia e non beve cosa posso fare... è grave sono molto preoccupato aiuto aiutatemi
grazie
saluti Marco


28/09/2008

 

Caro Marco, il Plasil è un farmaco sintomatico che da solo non aiuterebbe il cane nemmeno se avesse una semplice gastrite. Il mio consiglio vivissimo è di richiamare il collega e aggiornarlo sulla situazione: sono sicura che interverrà prontamente con una terapia di sostegno, con un trattamento di gastroprotezione e che le proporrà tutti i possibili scenari, dal punto di vista sia della diagnosi sia della terapia.

Un caro saluto, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Gent.ma Dottoressa Nicoletta Bevere
avevo un bellissimo gatto bianco, un incrocio con un gatto norvegese delle foreste ed è morto alcuni giorni fa.
Aveva quattro anni ed era stato sempre bene.
Ha iniziato a mangiare sempre meno ma all'inizio non mi sono preoccupata perchè capitava sempre quando arrivava l'estate.
Poi lo sentivo di tanto in tanto tossire, era sempre a dormire sulla sedia ed a testa in giù.
Ho telefonato al veterinario che mi ha prescritto ( senza visitare il gatto perchè si spaventava quando lo mettevo nella gabbia) un quarto di compressa Periactin da somministrargli due volte al giorno, prima di mangiare.
Presa la prima dose, è sembrato che gli tornasse l'appetito, ma,nella notte ha avuto un violento attacco di tosse.
La mattina dopo sono riuscita a metterlo nella gabbia e l'ho portato alla clinica veterinaria.
Mi sono accorta che il gatto era alquanto dimagrito ed aveva il naso bianco invece che rosa come sempre.
Il dottore gli ha fatto un'iniezione per addormentarlo e fargli gli accertamenti.
Dopo aver fatto la radiografia, mentre il  medico si apprestava a fargli il prelievo di sangue per le analisi, il mio adorato Alì ha iniziato a buttare dalla bocca e dal naso acqua e tanto sangue.
Il veterinario ha detto che lo perdevo, ed infatti è morto.
Mi ha fatto vedere la lastra in cui si vede una grossa bolla in direzione dei polmoni.
La diagnosi è scritta: "Insufficienza polmonare ed edema polmonare acuta"
Adesso mi chiedo: si poteva salvare? Ha sbagliato il veterinario a fargli l'anestesia o a prescrivermi il Periactin?
La prego di rispondermi, è un mese che in casa siamo nello sconforto più grande.
Grazie
Michela B. da Torino

29/09/2008

 

Gentile Michela, gli elementi della sua mail dicono che il gatto era malato da un po’, e che purtroppo la sua avversione al trasportino ha causato un ritardo negli interventi medici che si sarebbero dovuti fare fin dalle prime avvisaglie di grave malessere (“mangiare sempre meno” e “sempre a dormire” sono sempre segni di grave malessere in un gatto, a meno che non si tratti di un micio molto molto anziano). Il Periactin è un farmaco che serve solitamente a stimolare l’appetito nei bambini piccoli: non credo che si possa dare la colpa della morte del gatto a questo farmaco. Stimolare farmacologicamente l’appetito in un gatto che sta molto male, senza conoscere in realtà il motivo per cui il micio non si alimenta, non è particolarmente rischioso di per sé, ma può essere pericoloso in quanto si perde del tempo prezioso (tempo prezioso che già era trascorso per i fatti suoi, prima della telefonata al veterinario).
Sicuramente tutte le procedure anestesiologiche comportano dei rischi, in particolar modo quando sono presenti patologie respiratorie o gravi anemie. Prima di ogni sedazione bisognerebbe quindi sempre valutare con il proprietario tutti i rapporti costi-benefici, di modo che si possa mettere nel conto prima di decidere anche un incidente anestesiologico mortale. Infatti in un animale gravemente malato l’anestesia può scompensare un equilibrio precario e causare il decesso. Non vuol dire che l’anestesia non sia stata condotta secondo delle buone pratiche e con perizia, ma vuol dire che l’anestesia ha sempre un margine di rischio e che questo rischio può essere elevato quando è presente una grave malattia, della quale tra l’altro non si conosce niente perché manca la diagnosi. Se c’è colpa, questa consiste nel non avervi informati dei rischi.
Se si potesse salvare il micio non lo sapremo mai (avreste dovuto far eseguire l’autopsia presso un laboratorio di anatomia patologica veterinaria) ma nel racconto non vedo alcun elemento di sicura responsabilità del veterinario. Vedo piuttosto un possibile ritardo nel cogliere i primi segni della malattia (purtoppo con i gatti spesso non è facile capire!) e nel provvedere a portare l’animale dal veterinario il prima possibile. So che per voi è più facile pensare che sia colpa del medico, che l’errore deve essere per forza di un altro, ma purtroppo credo che a determinare il decesso del vostro amato Alì abbiano concorso una serie di fattori diversi, non ultimo forse il carattere del gatto stesso.

Un caro saluto, dott.ssa Nicoletta Bevere
 
 
Salve dott.ssa, ho da darle una bellissima notizia...
ha dispetto di tutto, Luna si è ripresa!!
Ora sta alla grande, la glicemia è scesa intorno ai 90-100 (con l'insulina ovviamente)...
mangia, dorme, scondinzola e sta benone (nonostante la cecità, a questo punto certamente dovuta al diabete). Crediamo si tratti di diabete insipido, anche perchè a maggio le analisi delle urine nn avevano traccia di glucosio.
stiamo facendo 0.17 ml di insulina al giorno sotto cute...domani il veterinario vuole sospendere per vedere come va...ma secondo lei è utile sospendere? non si rischia una ricaduta?
Grazie per le belle parole dott.ssa....ma per fortuna, tutto è andato per il meglio!
Grazie
Stefania da taranto

30/09/2008

 

Gentile Stefania, diabete insipido? Ma non aveva la glicemia altissima? E poi, le urine di…maggio? Ma Luna non è stata male pochi giorni fa (con la glicemia altissima)? Guardi che non si può mica correlare la glicemia di settembre con le urine di maggio! Non capisco bene questo sistema, comunque sono contenta per Luna.

Cordialmente, dott.ssa Nicoletta Bevere 
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