da A.M. (il vivisettore)
oggetto:
Re: studi sul cuore, da A.M.
data 01/01/2003


da A.M. (il vivisettore):



 
Ho letto la lettera di Ursula da Porto Empedocle.

La procedura esposta nel dettaglio da Ursula descrive la tecnica di perfusione di cuore isolato, in gergo nota come Langendorff, dal nome dello scienziato che la introdusse.
La procedura e' praticamente identica in tutti i mammiferi e puo' essere riassunta cosi': somministrazione di anestetico, somministrazione di eparina, estrazione del cuore.
Tutte quelle altre manovre descritte nel protocollo, che ad un occhio profano suonano strane vengono dunque fatte sull'organo isolato, cioe' sul cuore estratto dal corpo.
La signora parla di sacrificio dell'animale, e questo, indubbiamente, c'e', ma parla anche di sofferenza e questa, che sia ben chiaro, non c'e'.
Perche' l'animale viene anestetizzato similmente a i vostri cani o gatti quando vengono anestetizzati quando devono essere operati dal veterinario per problemi di salute.
Dunque, con tecniche che variano da specie a specie e che vengono suggerite dai veterinari dell'ospedale, l'animale e' narcotizzato. Questo significa che non ha coscienza mentre viene aperto il torace e raccolto il cuore.
Nell'interesse della buona riuscita della preparazione il cuore va raccolto il piu' velocemente possibile, diciamo nel giro di venti secondi circa.
Mi pare superfluo precisare che l'animale e' a questo punto morto per mancanza di sangue al cervello. L'animale passa dalla narcosi alla morte senza averne coscienza o provarne dolore.
Cio' che avviene successivamente sul cuore e' stato spiegato per bene nel protocollo riportato.

Perche' sono dunque intervenuto con questa lettera a seguito della lettera di Ursula?

Per dovere di precisazione, in quanto, mentre e' ovvio che l'esperimento comporta la morte dell'animale, non e' vero, come scrive Ursula, che ne comporti sofferenza.
O meglio, la sofferenza che l'animale prova durante l'iniezione e' l'unica provata e, ne sono certo, anche i vostri adorati animali da compagnia vi sono stati sottoposti da voi stessi, in caso di somministrazione di vaccini,
medicamenti, prelievo di sangue.

Certo voi scriverete che anche questa piccola sofferenza e' inaccettabile, e la vostra opinione e' valida quanto la mia, ma, per come era scritta, la lettera di Ursula si prestava ad interpretazioni sbagliate da parte dei lettori profani.

Giusto una nota piu' personale il contributo che la perfusione di cuore isolato (Langendorff) ha recato alla farmacologia, alla fisiologia, alla ritmologia del cuore e' inestimabile. Che nessuno mi venga a parlare di inutilita' di questi esperimenti (e parlo come esperto di studi su cuore isolato).

Saluti

AM
 
 
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