da Roberto da Vicenza
oggetto:
Re: risposta di un chirurgo vivisettore
data 24/12/2002


da Roberto da Vicenza a A.M.:

 
Caro dottor A.M. sto seguendo la serie di botta e risposta tra lei ed alcuni iscritti alla M.L. di Bairo.
Non voglio certo mettermi a discutere di questioni quali trapianti cardiaci, anestesie su animali da esperimento o fiale di salbutamolo, temi sui quali Lei avrā di sicuro ampia competenza.
Tuttavia, pur notando nelle sue risposte una conoscenza approfondita e, una notevole serietā professionale nel suo campo, devo confessare che leggendo e rileggendo le sue mail non posso fare a meno di provare una sensazione di profonda inquietudine.
Troppa sicurezza, troppe certezze.
Nessun dubbio nč sui metodi di ricerca, nč sui risultati ottenuti. Tutto perfetto, tutto sperimentato con successo, approvato e confermato...
Ho una laurea scientifica e se c'č una cosa che ho imparato all'universitā č quella che fare ricerca significa prima di tutto avere un atteggiamento critico riguardo metodologie e risultati.
Devo dire che al riguardo mi ritrovo molto in quanto scritto nella mail di Giulio da Catania (sociologo), soprattutto nell'ultimo paragrafo, riportante critiche all'universitā, alla medicina e al modo in cui si fa ricerca. Problemi che, al di la dell'importanza del salbutamolo o del metilprednisolone, mi sarei aspettato che lei affrontasse.
Infatti quello che mi chiedo e che trovo un po' curioso č come mai dottore, si č precipitato a rispondere al veterinario, mentre non l'ha fatto con il sociologo ( l'ha liquidato con un deludente:"il sociologo che mi ha sottoposto a vera e propria psicoanalisi avra' ben di che scrivere verso che ho insultato il veterinario, ci mancherebbe, mi scrivera' che sono violento o qualcosa del genere") ?
Mi piacerebbe molto leggere una sua replica a quella mail. 
Distinti Saluti  
 Roberto, Vicenza. 
 
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