Dicembre 2003

Messina: Tratti in arresto due pregiudicati Castanea: veleno a cani e gatti
Sabato mattina i Cc hanno arrestato il pregiudicato Angelo Paratore (1974); al giovane, che deve scontare una pena residua di un anno per furto aggravato, è stato concesso il beneficio degli arresti domiciliari. Nella stessa giornata di sabato, è stato arrestato il 32enne Santo Venuto; l'uomo deve espiare una pena di tre anni e sei mesi di reclusione nonchè un anno e cinque mesi, più una multa di 1348 euro. Continuano le segnalazioni a Castanea in merito all'avvelenamento di cani e gatti da parte di ignoti
 
Misano Adriatico (RM): L'esame sui cadaveri: morti per avvelenamento
Le tortore sono morte a causa del veleno per topi. I primi referti dell’Istituto Zooprofilattico della Lombardia e l’Emilia Romagna non lasciano spazio ad equivoci: gli animali analizzati sono morti a causa di intossicazione da anticoagulanti, il veleno normalmente utilizzato nelle campagne di derattizzazione e impiegato da Hera proprio nella zona in cui sono stati ritrovati i cadaveri.Ora, a scanso di equivoci, il fatto che le trappole per topi di Hera fossero proprio in quella zona non dà alcuna prova sul fatto che le tortore si siano cibate proprio di quel veleno (potrebbe ad esempio averlo sparso un contadino), ma tanto è bastato all’Ausl, che ha reso noto i risultati delle analisi sugli animali, per scrivere all’azienda che si occupa della lotta alla presenza dei topi (Hera) invitandola a non utilizzare più quel tipo di trappole considerate a rischio per altre specie.
 
Frosinone: Lupa uccisaa colpi di fucile.
Una lupa devastata da una scarica di pallettoni. Gli animali protetti del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise ancora sotto il mirino dei bracconieri.
La lupa uccisa era un bellissimo esemplare in età riproduttiva, trovata morta dagli agenti del corpo Forestale ieri mattina, a Colle Panaro nel Comune molisano di Rionero Sannitico. Un animale segnato: a marzo venne ritrovata dai carabinieri ferita e impantanata nel fango ai margini del lago della montagna Spaccata. Portata a Popoli, dopo tre mesi di cure venne liberata nel Parco, munita però di radiocollare. Guardiaparco e Forestale (anche la sezione di Sora) hanno iniziato le indagini per individuare i responsabili. «Mai come in questa circostanza - dichiara il direttore del Parco Aldo Di Benedetto - abbiamo potuto constatare la violenza di uomini senza scrupoli che sfidano le istituzioni. Sarebbe opportuno a questo punto sospendere temporaneamente la caccia nella zona di protezione esterna del Parco, attraverso un’ordinanza urgente del ministro dell’Ambiente Altero Matteoli».
 
Vitinia (Roma): "Adotta a distanza un cucciolo". Era un canile lager
Su internet si definivano amici degli animali. Dicevano di essere volontari e pubblicavano fotografie di cani, come quelle di Billy, Luna, Laika, Totò, chiedendo l’adozione a distanza. In poche parole aiuti in soldi e alimenti per quelle povere bestie. Ma la realtà era tutt’altra. Nel canile sulla via del Mare, all’altezza di Vitinia, c’era un lager dove gli animali venivano rinchiusi quattro per gabbia. Senza cure, senza acqua e senza cibo. E addirittura senza sepoltura: le carcasse di Billy, Luna, Laika e Totò erano abbandonate per terra, in putrefazione, aggredite dai vermi e chissà da quali altri animali. E dei soldi, invece, nessuna traccia. A mettere fine a quella mattanza ci hanno pensato gli agenti della polizia provinciale di Roma che hanno sequestrato l’interno impianto e denunciato per maltrattamenti i responsabili.
Il blitz è scattato martedì pomeriggio. E anche se l’indagine parte dall’intenzione di fare luce sui canili della Capitale e su eventuali collegamenti con i comabttimenti clandestini, nessuno avrebbe mai potuto immaginare di trovarsi davanti uno scenario del genere. Gli uomini della Provinciale, insieme a due veterinari della Asl RmH, si sono presentati al cancello del canile (al chilometro 13,800 della via del Mare) intorno alle 16. Forti di un mandato di perquisizione sono entrati. E gli è bastato percorrere pochi metri per capire che quello non era il paradiso degli animali ma un inferno.
La puzza della carne in putrefazione, quel gas che secca la gola e brucia gli occhi, era fortissimo. Per andare avanti gli agenti sono stati costretti ad indossare tute, guanti e mascherine. Sono entrati in una gabbia, poi un’altra registrando la strage. In un settore 57 cani sono ancora vivi ma in condizioni pessime: denutriti, feriti, zoppicanti, in agonia. Venticinque, invece, sono ormai carcasse, sporche, informi, maleodoranti, alcune sbranate da altri cani. C’è quella di un husky, quella di un yorkshire e anche quella di un pittbull e tanti, tanti scheletri di “bastardi”. In una gabbia c’è un cagnone color miele che fa fatica a muoversi, al suo fianco ci sono tre cani tutti morti, sdraiati nel fango, tra gli escrementi, topi che schizzano via, pulci e insetti che saltano dappertutto. In totale circa 200 animali di cui 32 morti. Gli uomini del comandante Alessio Distinto annotano, fotografano e cercano di ricostruire la storia di quelle povere bestie quasi tutte senza tatuaggio e senza nome. E pensare che molti di quegli animali sono stati portati a Vitinia proprio dagli animalisti e anche dalle forze dell’ordine.
 
Cesena (FO): Bocconi avvelenati.Cani uccisi a Ronta
Il boccone anti-cane colmo di stricnina colpisce ancora.Questa volta la mano velonosa di chi stermina i cani ha seminato la morte a Ronta, in zona di campagna: 2 cani da caccia sono stati uccisi quasi all’istante, e un’altro ieri pomeriggio, con grande rabbia dei proprietari.Due cittadini qualche giorno fa si erano recati nella campagna nei pressi di Ronta, con i loro fedeli amici. Dopo qualche ora i cani sono stati ritrovati in collasso, in stato terminale. Avevano in bocca brandelli di polpette “classiche”, che erano state disseminate in tutta l’area.I due cacciatori hanno raccolto i resti dei bocconi avvelenati per poterli fare esaminare.
 
Belforte del Chienti (MC): Muore il padrone il cane deperisce di 20 chili
Lo trovano cadavere in casa. Immenso il dolore per i parenti dell'uomo e per il cane, un mastino napoletano, che dopo la scomparsa del padrone con il quale viveva in contrada Torricelle ha perso la bellezza di venti chili. Emanuele Calò, cinquanta anni, è stato ritrovato senza vita in base a una segnalazione alle Forze dell'ordine di un vicino il quale, non vedendolo da alcuni giorni, si era allarmato. L’uomo era disteso sul letto ed a vegliarlo c'era il cane. L'uomo, di origini emiliane, era stato colpito da malore due o tre giorni prima del ritrovamento. La salma, dopo i funerali che si sono svolti l'altra mattina nella chiesa del Santissimo Crocifisso di Tolentino, è stata tumulata nel cimitero di Belforte. Ed ora il cane è rimasto solo.
Il mastino napoletano ha subito un duro colpo con la perdita del suo padrone al quale era molto fedele. Per il dolore è enormemente deperito. Dal momento che non c’era nessuno che potesse prendersi cura di lui (non è di piccola taglia) è stato portato nel rifugio del cane di Tolentino. Ma neanche lì riesce a riprendersi. Non mangia e continua a rimanere nel suo angoletto, mogio mogio.
 
Mantova: Morti in un incendio 700 maiali
In un incendio scoppiato in un allevamento di suini, a Casaletto di Viadana, sono morti soffocati 700 maiali. A provocare l'ecatombe di animali e' stato il corto circuito all'impianto di riscaldamento in funzione nel capannone adibito a sala parto. In quel momento vi erano cento scrofe con 600 piccoli, nati da poco. Le fiamme sono state domate subito, ma per il denso fumo sviluppatosi non e' stato possibile mettere in salvo i 700 animali.
 
Treviso: Psicosi da pitbull. Un cacciatore ne uccide uno. Solo perchè era un pitbull
"Siamo inorriditi da quello che è successo e vicini alla famiglia che piange la morte di Athos come quella di un figlio, non sarà una morte impunita e alla denuncia della famiglia seguirà la nostra. Athos era un dolcissimo pitbull di tre anni allegro e giocherellone conosciuto ed amato da tante persone a Santa Lucia di Piave, era cresciuto in mezzo ai bambini, lasciava che gli uccellini mangiassero nella sua ciotola prima di lui e quando vedeva un gatto scappava spaventato. Il suo veterinario diceva di lui che era uno dei cani più buoni che avesse mai conosciuto ed è pronto a testimoniare tutto questo perché per lui quel cane era l'esempio che se un animale viene trattato bene ed educato nel modo giusto sarà senz'altro un cane dolce, affettuoso e soprattutto equilibrato. Come sempre, questo martedì 3 dicembre nelle prime ore del pomeriggio il suo proprietario ha fatto attraversare la strada ad Athos e l'ha portato in aperta campagna e gli ha tolto il guinzaglio per la solita sgambatina, sempre solito posto, sempre le stesse ore. Ma quel giorno nel destino di Athos c'era un venticinquenne cacciatore, bene armato di fucile, che appena lo ha visto ha imbracciato l'arma e lo ha freddato; non si è chiesto se il cane era buono o cattivo, non ha pensato che comunque era in una posizione di forza visto che imbracciava un fucile, semplicemente ha sparato, semplicemente ha ucciso ed ha poi dichiarato che il cane lo stava aggredendo quando è stato stabilito che il cane era a più di dieci metri di distanza da lui.
 
Riccione (RM): Veleno per topi sparso nel parco
Veleno per topi sparso nel parco di via Puglia, quello a fianco di un asilo e frequentato da tantissimi bambini. L’allarme è partito l’altro giorno dalla Bocciofila delle Fontanelle, organizzazione particolarmente attiva nel quartiere, e immediatamente ha coinvolto il corpo dei vigili urbani ed Hera.“Sparse sull’erba - ha raccontato Gabriele Frisoni, presidente della bocciofila - c’erano oltre duecento bustine di veleno per topi. Non sappiamo chi ce le abbia buttate ma è un gesto ignobile: in quel parco ci giocano tanti bambini ed è anche frequentatissimo dai cani”.
 
Catania: Atti di vera crudeltà nei confronti di cani e gatti.
In via Giuseppe Marcellino a S. Giovanni Galermo, si verificano ripetutamente e sistematicamente atti di vera crudeltà nei confronti di cani e gatti. Nonostante la mobilitazione del comitato dei cittadini ivi residenti costituitisi spontaneamente a tutela dei diritti degli animali, secondo le vigenti disposizioni di legge, domenica 23 novembre sono stati rinvenuti i corpi senza vita di un cane meticcio e di due gatti che abitualmente vivevano nella strada assistiti e nutriti quotidianamente.
Il giornale La Sicilia diverse volte si è occupato di via G. Marcellino di numerose uccisioni, avvelenamenti e "investimenti", del cane Spino, mascotte della strada trovato agonizzante a causa di una vasta e profonda ferita provocata da un oggetto acuminato. Lo stesso è stato risparmiato da sicura morte grazie al pronto intervento di cittadini ivi residenti che lo hanno trasportato presso il presidio veterinario di piazza Gioieni di Catania,dove è stato affidato alle cure del veterinario di turno. Lo stesso dicasi di 10 cuccioli avvelenati probabilmente dalla stessa mano assassina morti fra atroci sofferenze. Si presume che tutti questi casi di "avvelenamenti" siano da addebitarsi ai topicidi usati nei condomini per la derattizzazione. Quanto riferito si può riscontrare attraverso le precedenti denunce presentate dal comitato nella stazione dei Carabinieri di Gravina di Catania al Presidio veterinario di piazza Gioieni, al comando di Polizia municipale. Questi efferati episodi preoccupano notevolmente il comitato per la sorte di Bella, l'unica meticcia sopravvissuta e a suo tempo sterilizzata a spese dello stesso e che amorevolmente viene tuttora accudita.
 
Iglesias (CA): Strage di gatti con un veleno per topi
Li hanno sterminati senza pietà. Usando, ironia della sorte, il veleno che di solito si usa per eliminare proprio le prede preferite dai gatti, ovvero i topi. Nessuno scrupolo a cospargere il cibo con il potente veleno che non ha lasciato scampo ai poveri felini, accuditi da una famiglia di Serra Perdosa che di fatto li aveva adottati pur lasciandoli in libertà. In dieci sono morti dopo atroci sofferenze, altri sono stati fatti sopprimere dal veterinario per evitare l’agonia. Chissà se gli investigatori riusciranno a individuare l’autore (o gli autori) del riprovevole gesto. Alcuni abitanti di via Aldo Moro, infatti, hanno deciso di presentare una denuncia contro ignoti nella speranza di riuscire a dare un nome al killer dei gatti.
 
Sorso (SS): Avvelenamenti
Da mesi, a Sorso, i proprietari di cani (soprattutto quelli residenti nelle campagne), vivono con il terrore che i loro amici a quattro zampe possano morire avvelenati. Si sono moltiplicati i casi di cani morti dopo aver ingerito polpette condite con sostanze tossiche: qualcuno distribuisce questi bocconi attorno alla città. Numerosi sono stati gli interventi effettuati dai veterinari di via Murgia e di via Silis (questi ultimi reperibili anche di notte e nei giorni festivi). Chi fosse a conoscenza di elementi utili per l’identificazione dei responsabili può segnalarli alle autorità competenti.
 
Mussomeli (CL): Sette cuccioli nel cassonetto salvati dai vigili del fuoco
Ed i vigili del fuoco per una notte si trasformano in… dog-sitter. Sono stati infatti proprio i vigili del fuoco l'altra notte a recuperare da un cassonetto della spazzatura e salvare da morte certa una nidiata di cagnolini, accudendoli, mettendo loro addosso coperte e borse d'acqua calda ed affidarli appena fatto giorno al "solito" Elio Ferreri, titolare di un canile e grande amante degli animali, che ha preso in consegna i cuccioli per farli allattare.
 
Mestrino (PD): Incendio in allevamento. Morti fra le fiamme 12mila conigli
Dodicimila conigli sono morti bruciati tra le fiamme che l’altra notte all’una hanno completamente distrutto l’allevamento dell’azienda agricola “Fratelli Zambonin" di via San Michele Arcangelo nella frazione di Arlesega. Nonostante il pronto intervento dei vigili del fuoco, è stato impossibile salvare gli animali sorpresi dentro le gabbie.
 
Lanusei (NU): Sei cagnolini abbandonati in municipio
Sei cagnolini (cuccioli di un mese) sono stati abbandonati la notte scorsa in una scatola lasciata davanti al Municipio di Lanusei. A trovarli sono stati gli impiegati comunali arrivati per primi sul posto di lavoro.
I cuccioli sono stati presi in consegna dai vigili urbani e affidati all’associazione Ogliastra soccorso - Amici degli animali che gestisce il canile di Lanusei e combatte una battaglia quotidiana contro il fenomeno del randagismo, sempre più diffuso.
 
Forlì: Gattini davanti al canile. E' record di abbandoni
Piccoli, infreddoliti, abbandonati davanti a un canile. Strano e beffardo destino segnato dalla volontà di chi, al proverbio: “stare come cani e gatti” proprio non pensa. Sono ben 18 i gattini che sono stati abbandonati la notte tra domenica e sabato scorsi davanti ai cancelli del canile comprensoriale di Forlì. Dei piccoli miagolanti inebetiti dalla fame e del freddo, nessuno versa in un buono stato di salute. Almeno 13 di loro sono stati infatti rinvenuti davanti ai portoni della struttura di Villanova stipati in un “trasportino” per cani. Lì, lasciati a loro stessi, sul ciglio della strada.
 
S. Lucia di Piave (TV): Il giallo delle pecore sgozzate
L'ombra dell'esoterismo si allunga su Santa Lucia di Piave. Proprio nel giorno della patrona, un macabro ritrovamento ha inorridito un intero quartiere, facendo aleggiare in paese lo spettro di misteriosi riti. Al parco Bolda, infatti, ieri mattina sono state rinvenute tre pecore sgozzate.La presenza degli animali squartati è stata segnalata da un cittadino con una telefonata al comando dei vigili urbani. Le carcasse sono state avvistate nei pressi delle campane per il conferimento della spazzatura, vicino alla casetta degli "Amici Parco Bolda" e non lontano dalle abitazioni della zona. Fatte a pezzi, ed in parte mutilate, le bestie erano ancora parzialmente insanguinate ed emanavano un fetore ripugnante.
 
Perugia: L'hanno ucciso per rubargli le cosce
E’ stato il padrone a chiamare il 113, sorpreso e sconvolto da quanto aveva appena visto. E anche gli agenti, di fronte a quello scempio, sono rimasti di sasso. Nella notte qualcuno aveva ucciso uno dei cavalli che vivono all’aperto nella periferia cittadina e gli aveva tagliato le due cosce posteriori. Un taglio fatto quasi ad arte, con il coltello. Un taglio voluto. Niente a che vedere con uno strappo, con una lacerazione: quelle due cosce sono state tagliate e portate via. L’animale, così orrendamente mutilato, giaceva a terra in un lago di sangue. Una cosa mai vista, hanno detto gli agenti della squadra Volante che sono andati sul posto. Una cosa agghiacciante che non ha paragoni rispetto a maltrattamenti o altre vicende che interessano gli animali.
 
Cervara (RM): Due lupi uccisi dai bracconieri
Li hanno uccisi per il solo gusto di sparare con il fucile a pallettoni, poi li hanno lasciati a terra, senza neanche portarsi via le pelli. Due giovani lupi, un maschio e una femmina, sono stati così uccisi nel territorio del comune di Cervara, uno dei sette paesi del comprensorio dell'Ente montano, con tre colpi di fucile caricato a pallettoni. Bracconieri in azione nel territorio del Parco dei Monti Simbruini, la più estesa area protetta del Lazio con i suoi 30 mila ettari di territorio.
A trovare i resti dei due poveri animali, specie protetta a livello nazionale, nonché simbolo della fauna italiana, sono stati i guardia parco della zona che che hanno anche provveduto al loro trasporto all'Istituto Zooprofilattico di Teramo dove è stata eseguita l'autopsia.

 
Rossano Veneto (VC): Trovato morto un altro cane: avvelenato dai bocconi?
Ieri mattina è stata denunciata all'ufficio della polizia municipale la morte di un cane. La proprietaria, residente in via Ramon, ha trovato in mattinata la sua Lissie, una bastardina di piccola taglia di circa sei anni, morta in casa, dicendo di non spiegarsi il decesso, visto che l'animale non aveva manifestato alcun malessere. La cagnolina era regolarmente iscritta all'anagrafe canina del comune e ad essa era stato applicato il microchip di identificazione ai primi di ottobre, in occasione del "censimento" a villa Caffo organizzato dall'Amministrazione in collaborazione con il servizio veterinario dell'Asl di Bassano. Tra le ipotesi avanzate per il decesso anomalo, la possibilità che Lissie abbia mangiato alcuni bocconcini avvelenati che ignoti avrebbero disseminato per la via per uccidere i ratti presenti nelle rogge della zona.
 
Salsomaggiore (PR): Billy scampato al veleno...
Non potrà raccontare a nessuno l'esperienza che ha vissuto, i suoi pensieri, le paure. Non potrà spiegare a chi ha cercato di ucciderlo, l'assurdità di un gesto ancora troppo diffuso e vile. Billy, un jack russel di quasi tre anni simpatico e spensierato (almeno fino a pochi giorni fa), è stato a un passo dalla morte, ma la sua voglia di vivere, l'amore dei suoi proprietari e un po' di fortuna l'hanno salvato.
 
Teramo: Violenze in serie contro i cani. Cucciolata abbandonata in un sacco
Cuccioli vittime di tre episodi di barbarie contro gli animali, segnalati dalla Lega del cane e avvenuti nell'ultima settimana. Il primo è
stato segnalato lunedì scorso a contrada Borea, sul Salinello: dei cacciatori hanno trovato sette cuccioli di cane bianchi e neri, rinchiusi in un sacco di iuta lungo le sponde del fiume. I cacciatori li hanno liberati e rifocillati, ma adesso i cani non si trovano più. Il secondo episodio è avvenuto a Teramo: una signora ha trovato due cuccioli chiusi in una scatola da scarpe sigillata (c'era solo un buco per farli respirare) abbandonata vicino a un cassonetto all'Acquaviva. Il terzo è accaduto l'altroieri. Un'anziana di Villa Pavone è andata a buttare la spazzatura e ha sentito guaiti provenire dal cassonetto. Quando il nipote è tornato a casa, ore dopo, gli ha raccontato il fatto e questo ha avvertito lo Zooprofilattico, che ha chiamato la Lega. "Abbiamo trovato un pincer sepolto da cumuli di rifiuti", raccontano all'associazione, "questo significa che parecchie persone hanno buttato l'immondizia e pur sentendo i guaiti non sono intervenute". Il cane, che è stato preso a morsi da un pastore tedesco, ora viene curato al "Caporale".
 
Rovasenda (VC): Legato al paraurti dell'auto e trascinato per centinaia di metri
Legato al paraurti dell'auto. Trascinato per centinaia di metri. Salvato dalla polizia stradale. Sequestrato dall'autorità giudiziaria. Affidato alla cure dei volontari dell'associazione «Quattro zampe nel cuore». Curato per mesi. Dissequestrato con ordine di restituzione al proprietario, vale a dire al «carnefice». Questa la storia di Briciolo, simpatico pechinese di quattro anni. E' il 17 agosto quando una pattuglia della Stradale ferma, in prossimità di Arona (Novara), un'auto che procede a zig zag. È un controllo di routine per contestare un'infrazione al codice della strada. Mentre un agente identifica i quattro occupanti, l'altro gira intorno all'auto per controllarne la targa. E trova un piccolo cane legato con il guinzaglio al paraurti. L'animale è immobile sull'asfalto. Perde sangue, ha le zampe tumefatte. Scattano i soccorsi. In pochi minuti il cagnolino viene trasferito nella clinica Lago Maggiore di Arona.I veterinari non lasciano molte speranze. Briciolo ha abrasioni su tutto il corpo, una frattura esposta a una zampa, i polpastrelli sono piagati dall'attrito sull'asfalto. «Se si salverà, difficilmente potrà tornare a correre», dicono. Luca P., proprietario dell'animale, viene denunciato per maltrattamento (articolo 727 del codice penale). La Lav presenta istanza urgente di sequestro, accolta dalla Procura. L'animale viene affidato ai volontari di Rovasenda. Secondo atto. Briciolo inizia le cure. Ha una bella e confortevole cuccia. Non riesce a muoversi, alza appena la testa per mangiare dalle mani dei volontari. Per due mesi resta immobile. Finalmente, dopo due mesi, vengono tolte le fasciature. Ma la lunga e forzata immobilità ha reso Briciolo troppo debole. Esercizio dopo esercizio, però, il pechinese riprende a trotterellare sul prato. Solo la zampetta posteriore destra non ha ancora recuperato completamente. Lieto fine, dunque. Invece no. Briciolo deve essere restituito al proprietario, all'uomo che lo ha legato al paraurti e trascinato come uno straccio. Lo ha disposto, a sorpresa, il sostituto procuratore della Repubblica di Novara.
 
Arce (FR): Cagnolino ucciso a bastonate tra indifferenza passanti
E' stato massacrato a colpi di bastone, tra l'indifferenza di decine di passanti. Ad essere colpito a morte e' stato un cagnolino "reo" di aver infastidito un uomo di 64 anni con il suo continuo abbaiare. La povera bestiola e' stata massacrata con un bastone, davanti agli occhi dei proprietari che hanno cercato, ma invano, di bloccare l'uomo completamente fuori di se'. Quando sono arrivati i carabinieri per il povero animale non c'era piu' nulla da fare. Il 64enne e' stato denunciato.
 
Laives (BZ): Dalmata ucciso da un boccone avvelenato
Un altro cane è morto a causa di un boccone avvelenato che ha mangiato nelle campagne a ridosso della città. È accaduto domenica, poco distante da via Stazione. Portato, in serata, alla clinica specializzata di Mezzolombardo e sottoposto ad una terapia d'urto, il Dalmata - aveva undici anni e mezzo - è morto nella mattinata di lunedì. Il veterinario ha attribuito il decesso ad emoraggia interna causata, a quanto pare, da un veleno contro i topi. Il cane ne ha mangiato una «dose massiccia», ha detto lo stesso veterinario che avrebbe trovato nel corpo del Dalmata anche dei pezzi di carta con i quali il boccone era stato probabilmente avvolto. Cresce intanto in città la preoccupazione dei numerosi proprietari di cani.
 
Zagarolo (RM) : Due suore investono cane e scappano
Due suore hanno investito un cane mentre viaggiavano in automobile e sono scappate. Inseguite dal proprietario del piccolo carlino e raggiunte, le due religiose hanno giustificato il loro allontanamento spiegando la differenza del valore della vita umana rispetto a quella degli animali.
 
Perugia: Guasto al motorino salva tre cuccioli
Dalla disperazione per aver rotto il motorino a due chilometri da casa alla gioia per aver salvato da morte sicura tre cuccioli la distanza è stata breve: giusto una decina di metri. Quelli che separano lo scooter di Luca, un ragazzo di 17 anni che frequenta il quarto anno di ragioneria, da un cassonetto della spazzatura. Dove di solito si buttano gli avanzi della sera prima, qualcuno ha voluto disfarsi dei tre animali, i quali avevano l'unica colpa di non avere un pedigree e quindi di non essere affatto desiderati.
 
San Benedetto (AP): Cagnolino massacrato e gettato nel cassonetto
Il cinico e macabro avvertimento era affisso su di un cassonetto per la raccolta dei rifiuti solidi urbani di via E.Toti a San Benedetto. Gettato tra le immondizie varie, un meticcio maschio, dal pelo corto e di piccola statura che presentava il ventre squarciato e altre ferite al corpo. Massacrato; quasi sicuramente da un molosso. E si presume, pertanto, che sia stato il proprietario dell’agguerrito cane a decidere per la scelta meno indolore, per lui, ma sicuramente bestiale. Piuttosto che avvertire un veterinario, il padrone del cane aggressore ha preferito distinguere fra l’amore per il suo animale e il senso, per così dire, comune che tanto sempre di una bestia, altrui, si tratta. Ad accorgersi dell’infamia, una donna che passando di fronte al cassonetto ha notato il segnale d’avvertimento, credendo, peraltro, a qualche brutto scherzo. Invece, lì, scaraventato tra i rifiuti, il piccolo e quasi esangue cagnolino. La signora ha avvertito l’Asl/12 e il Servizio Veterinario è intervenuto.
 
Livigno (SO): Cane squartato, forse un rito
Un cane ucciso e squartato e poi abbandonato in un prato, poco distante dal centro abitato. Non c’è alcuna denuncia formale presentata a polizia municipale o carabinieri, ma sono in molti a Livigno in questi giorni a parlare di un macabro ritrovamento che sarebbe avvenuto qualche settimana fa in paese. E soprattutto circola la voce di riti satanici che verrebbero celebrati dai presunti adepti di una setta. Potrebbe trattarsi semplicemente di una “bufala”, ma sono in molti a credere che invece si tratti di ben altro, memori anche di un precedente di qualche anno fa, quando un cane husky era stato fatto a pezzi e poi abbandonato vicino al lago di Livigno. Non che si pensi che l'autore dell’ultima barbarie possa essere lo stesso che ha ucciso l’husky, ma evidentemente non è la prima volta che dei quattrozampe vengono presi di mira. Basta pensare al cane ucciso con un colpo di arma da fuoco un mese fa nella zona della Forcola.
 
Porcia (PN): Cucciolo dentro il pacco "bomba"
L'abbandono di cuccioli di animale al solito accolti a braccia aperte come pacco regalo nella Notte di Natale e, a volte già prima della fine dell'anno, abbandonati sulla strada, purtroppo, è abitudine fin troppo nota. Questa volta però qualcuno ha deciso di anticipare i tempi, commettendo, tra l'altro, un gesto doppiamente deplorevole: provocare il panico alla Unabomber e abbandonare crudelmente un indifeso animale. Ieri mattina un ignoto cittadino ha mal pensato di scaricare accanto ad un cassetto della raccolta rifiuti, in via Laghi a Roraipiccolo, una vecchia scatola di cartone ben sigillata con nastro adesivo e dalla quale sporgevano ben visibili dei fili elettrici. Ad accorgersi del pacco sospetto, nella tarda mattinata di ieri, è stato un residente del posto, Alfredo Fadel, che ha subito avvertito la Polizia municipale. Inevitabile è stato pensare in un primo momento ad un pacco bomba. L'ipotesi è stata però subito scartata non appena i vigili del corpo di Polizia di Porcia, accorsi sul luogo del rinvenimento, hanno aperto la scatola e da essa hanno visto sbucare all'improvviso il dolce muso di un piccolo meticcio sui due anni di età, dal pelo color caffellatte, impaurito e affamato. Chiuso crudelmente nella piccola scatola di cartone,impossibilitato a muoversi e a respirare, lo sfortunato animale era rimasto immobile senza nemmeno abbaiare o lamentarsi probabilmente per qualche ora. Lo scatolone infatti non era inumidito dalla rugiada del primo mattino e si pensa quindi che sia stato abbandonato solo qualche ora prima il suo ritrovamento. Il meticcio è stato trovato comunque in pessime condizioni igieniche: era tremante per la paura ed affamato. A prestargli i primi soccorsi sono stati i vigili della Polizia municipale che, portatolo in comando, lo hanno nutrito con dei dolci e del panettone, ovvero quanto rimasto da un piccolo rinfresco natalizio che si era tenuto da poco in Municipio.
 
Salerno: Cane ferito da un'auto e ucciso dalla burocrazia
Il giorno della Vigilia, mentre è a casa in località Picciola, sente improvvisamente il latrito di un cane. Un lungo e cadenzato lamento che attrae la sua attenzione. Esce fuori al cancello e vede una cagnetta a terra, ferita. La povera bestiola si lamenta. Lo guarda con i suoi occhietti lucidi, gli chiede aiuto. Petrosino, che già accudisce quattro cani, prende il cellulare e chiede aiuto. Prima ai vigili del fuoco, poi alla polizia municipale di Salerno; poi un operatore gli da il numero di un cellulare, chiama e gli viene dato quello della Asl. Ma, per chiedere l’intervento di un operatore, occorre un fax da parte della polizia municipale. E così inizia di nuovo il giro delle telefonate; la polizia municipale di Salerno lo rimanda a quella di Pontecagnano: il telefono squilla, nessuno risponde; manda un fax, nessuno si presenta. L’uomo decide di prendersi cura da solo della bestiola, nonostante la recente ferita alla gamba ce gli rende pressocchè difficile ogni movimento. Le condizioni della bestiola, peggiorano. Lui cerca di avvicinarsi, lei fugge via. Si nasconde. Dopo un po’ Petrosino va a controllare le condizioni della cagnolina ma la trova morta, investita da un’auto. «Ora è giù nel fosso in località Picciola - scrive l’uomo rammaricato - e a distanza di più di 24 ore la carcassa dell’animale è ancora lì, abbandonata. Per questo ho presentato una serie di denunce: la bestiola poteva sopravvivere se accudita da un medico».
 
Azzano San Paolo (BG): Pastore tedesco ucciso a colpi di vanga. Motivo: ha fatto la pipì sulle scarpe.
Uccisa con ripetuti colpi di vanga e poi sotterrata in giardino. Unica colpa, aver fatto i bisogni sulle scarpe del proprio padrone, A.S., residente ad Azzano San Paolo, un comune alle porte di Bergamo. Così lo scorso 13 dicembre è morta Milka, 6 anni, uno splendido esemplare di pastore tedesco. Una fine crudele, assurda. Che sarebbe rimasta sotto silenzio se la vicenda non avesse avuto un testimone: un vicino di casa del proprietario del cane. «Quei lamenti della povera bestia - spiega, ancora turbato, il testimone - mi sono rimasti nelle orecchie anche dopo che la bestia era stata soppressa. Uno strazio. Sono andato per denunciare il caso prima dai carabinieri e poi dai vigili urbani. Ma non è successo nulla. Poiché non volevo che quell'individuo restasse impunito il lunedì successivo sono andato dalla Forestale e ho raccontato quello che era accaduto quel sabato. La data la ricordo benissimo perché era il giorno di Santa Lucia».
L'indagine, questa volta, è scattata immediatamente e ieri mattina gli uomini del Corpo forestale, accompagnati da un veterinario, si sono recati sul posto segnalato dal testimone, una villetta di via Vivaldi, e hanno effettuato un sopralluogo.
Non è stato difficile trovare i resti di Milka. Nel giardino erano ben visibili i segni di uno scavo recente. E appena sotto trenta centimetri di terra c'era la carcassa del cane con i segni dei colpi che ne avevano provocato la morte.
Il proprietario dell'animale, sulle prime, ha cercato di depistare gli agenti. «L'ho investita per sbaglio con l'auto, ho cercato di soccorrerla ma è morta quasi subito. Così l'ho seppellita in giardino». Presto però, messo alle strette, ha dovuto ammettere: «Sì l'ho uccisa a colpi di vanga. Stavamo giocando in giardino e Milka, forse per l'emozione, mi ha fatto la pipì sulle scarpe e sui pantaloni. Non ci ho più visto: ho perso la testa e ho cominciato a colpirla».
Il referto del veterinario, Nico Pavan, non lascia dubbi. Milka è stata uccisa da una violentissima serie di colpi, alcuni dei quali le hanno fracassato le ossa del cranio. Ha pagato cara la gioia di poter giocare con il suo padrone che, da amico, si è trasformato in carnefice.
 
Alberi di Vigatto (PR): Animali torturati con pezzi di ferro o squartati
«L'ho trovato in un campo a meno di cinquanta metri da casa. Aveva la pancia squarciata: qualcuno si era divertito a sventrarlo per farlo morire in un modo tremendo, con una atroce agonia che è durata qualche ora».
Ercole Salati parla con commozione e rabbia del suo gattino, un soriano che aveva appena compiuto un anno e mezzo, finito nelle mani di uno o più carnefici che lo hanno seviziato prima di finirlo, probabilmente con una coltellata.
Il proprietario del gattino abita ad Alberi di Vigatto e, purtroppo per lui, non è la prima volta che gli accade una cosa del genere. Racconta: «Quattro anni fa aveva un vecchio gatto persiano al quale eravamo tutti affezionatissimi. Io, mia moglie e le mie figlie lo curavamo con amore e per noi era diventata una presenza importante. Un giorno lo abbiamo trovato agonizzante vicino al giardino di casa. Lo avevano letteralmente infilzato con un pezzo di ferro che gli aveva bucato l'intestino e anche un polmone. Lo abbiamo portato da un veterinario ma è morto mentre lo stavano curando».
 
Trento: Era il lager degli uccelli. Due denunciati
Una galleria degli orrori. Centinaia di uccelli da richiamo detenuti in condizioni aberranti, una situazione che ha lasciato a bocca aperta gli stessi uomini della forestale della Provincia.
Due trentini, uno residente a Centa San Nicolò e uno a Lavarone, sono stati denunciati a piede libero al termine di un'inchiesta nata in provincia di Vicenza che ha portato a due arresti e a trenta persone iscritte nel registro degli indagati. Nei giorni scorsi sono scattate le perquisizioni. E proprio durante queste è emersa la triste realtà.
 
Olbia: Un mese fa un randagio è stato ucciso, un'altro è stato trovato con un cappio di fil di ferro al collo.
Beretta ora è al sicuro. Il nome gliel’ha dato, con affettuoso e sdrammatizzante cinismo, il veterinario che le ha amputato la zampa anteriore destra. Beretta, meticcia chiazze color nocciola, occhi spauriti sempre rivolti in basso, sta accucciata in un angolo della gabbietta.
Al pronto soccorso veterinario è arrivata in fin di vita, la zampetta necrotica perché la testa dell’omero le era stata spappolata da una rosa di pallini. Una fucilata a non più di 40-50 centimetri le ha portato via un arto e, per le feste natalizie, regalato uno squarcio e il terrore nello sguardo. Non volevano ucciderla, piuttosto farla morire lentamente, dissanguata. Un passatempo in voga, in città e dintorni.
 
Volpago del Montelo  (TV): Abbandonati due cani pastori tedeschi
Li ha trovati ieri mattina un montebellunese che ha provveduto ad allertare le autorità competenti. I due animali, di taglia consistente, sono stati abbandonati sulla presa 12. Episodi di questo genere sono sempre più frequenti in questa zona. Gli animali poi, abbandonati al loro destino, creano non pochi problemi agli agricoltori del posto.
 
Rimini: Doberman si salvano dall'incendio
Cani illesi dopo un incendio scoppiato all’interno del loro allevamento: fuggono dalle fiamme e “attendono” pazienti l’arrivo dei vigili del fuoco.Se la sono vista brutta una decina di dobermann allevati da un riminese poco distante dal casello autostradale di Rimini nord. I cani, infatti, sono stati assediati dalle fiamme e costretti ad attendere l’arrivo dei vigili del fuoco il più lontano possibile da un capanno che serviva al loro proprietario come ricovero attrezzi e che sorgeva proprio nel recinto dei dobermann.
 
Zanica (BG): Animali nel mirino dei ladri
L'ultima è stata la volta dell'agnello. Nella notte tra lunedì e ieri i ladri hanno scavalcato la recinzione dei Vivai Pasini di Zanica, in via Crema, e hanno prelevato dall'ovile quello che probabilmente sarà il loro pasto natalizio. Qualche tempo fa era toccato ai pappagalli. Nemmeno i pesci (vivi) sono stati risparmiati da un tentativo di furto: un cliente si era presentato alla cassa con un foglietto falsificato e aveva tentato di pagare 12 euro una partita di pesci da 340
 
Mantova: Crolla allevamento di maiali. Morti 380 animali
Il cedimento improvviso dei tiranti ha causato il crollo di un capannone in un allevamento di maiali. Sotto le macerie di 300 metri quadrati di tetto sono rimasti circa 600 animali, di cui 380 sono morti.
Al momento del crollo, avvenuto nelle prime ore di ieri mattina, nell'allevamento non c'erano operai al lavoro. Per liberare gli animali feriti e recuperare le carcasse hanno lavorato per diverse ore squadre di vigili del fuoco aiutate dai veterinari dell'Asl e dai carabinieri
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Salerno: Deratizzano la strada senza darne notizia. A morire sono i cani
Un cane in fin di vita. Colpa di un topicida utilizzato per la derattizzazione nel territorio comunale. Alcuni giorni prima di Natale, il cagnolino di Vincenzo Di Donato, presidente del centro anziani di San Pietro, ha avuto una forte emorragia interna con un'abbondante e continua perdita di sangue. Portato alla clinica veterinaria di viale Degli Aceri, la diagnosi dei medici è stata terribile: lesione delle vie respiratorie. «L'emorragia - afferma Vincenzo Di Donato - è dovuta ai gravi danni subiti ai polmoni del mio cagnolino, in seguito all'ingestione di una sostanza derattizzante, la stessa utilizzata da una ditta abilitata alla disinfestazione dei topi». Il suo non è l'unico caso. «Da diverse zone di Cava, giungono - continua Vincenzo Di Donato - segnalazioni che la stessa intossicazione che ha colpito il mio cane sia stata tragica anche per altre povere bestiole.
 
Solzago (CO): Jeep investe cane e scapa. Fido ancora vivo per miracolo
Tavernerio «Ha investito il cane con la sua jeep senza nemmeno abbozzare un tentativo di frenata e senza curarsi minimamente di prestargli soccorso». È ancora disgustata Stefania Molteni , una signora di Como, quando ricorda cos’è successo e come si è comportato un automobilista a Solzago di Tavernerio, qualche minuto dopo mezzogiorno di venerdì, Santo Stefano. «Mi trovavo in auto - prosegue la donna - per raggiungere un ristorante quando, all’altezza delle strisce pedonali, ho assistito a questa scena terribile: il cane, di piccola taglia con un collare azzurro al collo, è stato travolto senza che quel mezzo nemmeno rallentasse. A quel punto, io e i miei famigliari, ci siamo fermati a prestare soccorso al povero animale: era ferito e lo abbiamo portato dal veterinario del San Martino. Fortunatamente il cane, che ha anche un tatuaggio, non era ferito in modo grave. Lo hanno curato e poi trasferito al canile comunale dell’Asl: spero che ci rimanga il minor tempo possibile e che il suo proprietario lo vada a riprendere».
 
Treviso: Bocconi avvelenati al levriero. Muore dopo un'atroce agonia
Kofta era un giovane levriero africano. Abitava in una casa di via Ghirada, insieme ai genitori della sua padrona, che lavorando lontano aveva scelto di lasciarla a loro, qui in Italia. E ora sono caduti nella disperazione più profonda: la vigilia di Natale, questa cagnetta dal nome egiziano che era diventata il loro unico conforto, la sola compagnia, è morta, uccisa dai bocconi avvelenati che qualcuno il giorno prima ha gettato nel giardino della sua casa. Che si sia trattato di un gesto deliberato, è poco ma sicuro: nel giardino è stata ritrovata una delle polpettine avvelenate che la cagnetta ha mangiato la sera dell'antivigilia, durante il breve giretto che i padroni le lasciavano fare prima di andare a dormire. Quella sera Kofta ci aveva messo più del solito a rientrare, ma alla fine era andata ad accucciarsi in garage, come faceva sempre. Alle prime luci della mattina, però, i suoi padroni sono stati svegliati dai rantoli. Epilessia, poi il veterinario ha scoperto che era avvelenamento. Il ritrovamento e l'esame di uno dei bocconi hanno cancellato ogni speranza.
 
Bolzano: Nei bidoni anche teste di animali
Uno spettacolo terribile accanto ai cassonetti di via Garibaldi. Un residente l'altra sera si è avvicinato per depositare un sacchetto di immondizie e si è trovato tra i piedi alcune teste di animali. Conigli e capretti sono stati uccisi e decapitati. Le teste sono state poi abbandonate così, in violazione delle norme sulla macellazione, che prevedono modalità severe e puntuali per lo smaltimento delle parti non commestibili.
 
Terni: Un cane cerca aiuto per la compagna ferita
E’ accaduto a Vascigliano di Stroncone. Li da qualche giorno un cane stava letteralmente in mezzo alla strada cercando disperatamente di fermare le auto che passavano. Gli abitanti si sono spaventati perchè quel cane sembrava non aver paura e si gettava contro ogni auto che transitava. Sono state avvertite le guardie zoofile dell’Enpa, l’ente protezione animali. Una di loro è andata sul posto per vedere come stavano le cose. «Poco prima del bivio di Aguzzo ho notato un cane bianco, meticcio, maschio di taglia piccola - racconta la guardia dell’Enpa - ad ogni automobile che passava andava incontro abbaiando e cercando di attirare l’attenzione gettandosi letteralmente sotto le ruote e rincorrendo l’auto per qualche decina di metri se non si fermava. Sono scesa dalla mia auto, il cane mi è venuto incontro abbaiando e facendomi capire che dovevo seguirlo, mi ha portato in un dirupo poco distante dove era adagiato un altro cane meticcio, femmina marrone investito ferito e caduto giù. Ho immediatamente avvertito il veterinario di turno della Asl che ha mandato un addetto per rimuovere il cane. Mentre aspettavo il cane bianco, dopo avemi studiato a lungo e notando che io non facevo nulla per alleviare le sofferenze della sua compagna è ripartito a cercare altri aiuti continuando a fermare altre auto».Ora le due bestiole sono ospitate al canile di Stroncone, la femmina ha il bacino rotto e prima di un mese non sarà in grado di tornare a correre insieme al suo fedelissimo amico. Sono di taglia piccola, avranno poco meno di un anno. Sono in cerca di un padrone ma anche al canile di Colleuna dicono che chi li vorrà li deve prendere in coppia. «Non è possibile dividerli devono essere cresciuti insieme tra loro cìè un affetto davvero commevente», sottollinea il veterinario Domenico Giannelli.

 
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